lunedì 10 aprile 2017

Il Vangelo del Martedì 11 Aprile 2017

Settimana Santa.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (49,1-6)
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,21-33.36-38) anno dispari.
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu
profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico:
uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse.
Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola
al fianco di Gesù.
Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava.
Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».
Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò».
E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta.
Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto».
Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni
infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse
detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse
dare qualche cosa ai poveri.
Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato,
e Dio è stato glorificato in lui.
Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua
e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho
detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?».
Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi
seguirai più tardi».
Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora?
Darò la mia vita per te!».
Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me?
In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non
m’abbia rinnegato tre volte».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il turbamento di Gesù, non è nella carne, ma nello spirito, è provocato
da ciò che sta per dire: "Uno di voi mi tradirà".
Il Maestro, nell'imminenza della morte; prende coscienza dell'evento
che per lui è più doloroso della fine della sua vita: è la cancellazione
di un rapporto d'amore che I' ha legato a Giuda nei lunghi giorni trascorsi
insieme, nel tentativo di consegnare la sua missione di Messia.
In quest'ora suprema, Giovanni annota il turbamento di un Dio che ha
voluto assumere i sentimenti umani, la sofferenza, la gioia, il dolore.
Quanti momenti simili sono presenti nella nostra esistenza, anche per
motivi meno tragici.
L’esempio di questa vicinanza di Gesù ci aiuta a viverli con maggior
Forza e abbandono a Colui che conosce il nostro cuore fino in fondo,
che non è venuto a spiegarci il dolore, ma a soffrirlo prima di noi e con noi.
Perciò, l’unica cosa che dobbiamo fare è, essergli vicino con
la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


domenica 9 aprile 2017

Il Vangelo del Lunedì 10 Aprile 2017

Settimana Santa.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (42,1-7)
Dal Vangelo secondo Giovanni (12,1-11) anno dispari.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava
Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.
E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno
dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai
prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli,
e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo,
disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari
e non si sono dati ai poveri?».
Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un
ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il
giorno della mia sepoltura.
I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là
e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli
aveva risuscitato dai morti.
I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché
molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
I capi dei sacerdoti rivelano la loro massima ostinazione, arrivando
persino a decidere di uccidere Lazzaro.
La sua unica colpa, evidentemente, è quella di essere testimone della
potenza e della misericordia di Gesù, il quale ha risvegliato l'amico
dal sonno della morte.
È davvero triste considerare che ci sono persone dal cuore talmente
duro da essere refrattarie all'amore di Dio.
Eppure, non dobbiamo farci illusioni: spesso, senza renderci conto,
anche noi manifestiamo la stessa durezza nei confronti di Dio.
Non dobbiamo guardare gli altri: anche noi manifestiamo lo stesso
atteggiamento quando non ci fidiamo degli altri o vorremmo, proprio
come Giuda, dare un prezzo a cose sacre come I' amicizia o il perdono.
Impariamo da Gesù l'amore e la gratuità.
Gratuitamente riceviamo, gratuitamente doniamo, capisco che è fatica,
per riuscirci preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

sabato 8 aprile 2017

Il Vangelo di Domenica 9 Aprile 2017

Domenica delle Palme.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (50,4-7)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (2,6-11)
Forma breve.
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo (27, 11-54) anno A.
Sei tu il re dei Giudei?
In quel tempo Gesù comparve davanti al governatore, e il governatore
lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?».
Gesù rispose: «Tu lo dici».
E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.
Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?».
Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase
assai stupito.
A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla
un carcerato, a loro scelta.
In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba.
Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io
rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?».
Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non
avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto
turbata per causa sua».
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba
e a far morire Gesù.
Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io
rimetta in libertà per voi?».
Quelli risposero: «Barabba!».
Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?».
Tutti risposero: «Sia crocifisso!».
Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?».
Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava,
prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non
sono responsabile di questo sangue.
Pensateci voi!».
E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli».
Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare
Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli
radunarono attorno tutta la truppa.
Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono
una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna
nella mano destra.
Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!».
Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.
Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti,
poi lo condussero via per crocifiggerlo.
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone,
e lo costrinsero a portare la sua croce.
Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero
da bere vino mescolato con fiele.
Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere.
Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte.
Poi, seduti, gli facevano la guardia.
Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua
condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e
dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, s
alva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!».
Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi
beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui.
Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene.
Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!».
Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.
Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che
significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia».
E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto,
la fissò su una canna e gli dava da bere.
Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!».
Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra
tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi,
che erano morti, risuscitarono.
Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa
e apparvero a molti.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla
vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande
timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’evangelista nota che alla morte di Gesù; i corpi dei santi e dei
giusti d’Israele sorsero a testimoniare la grandezza dell'evento.
La morte di Gesù donò la vita: siamo stati ammessi alla vita nuova,
nella comunione vera con il Padre.
Per questo il velo del tempio si squarciò in due: non vi è più divisione
o lontananza tra Dio e gli uomini; nelle braccia inchiodate di Gesù si
ricompone, in un unico abbraccio, la nuova ed eterna alleanza tra
Dio e ciascuno di noi.
Con quanta gratitudine dobbiamo vivere questo giorno!
Esso ci ricorda che Egli ci ha aperto il suo regno di pace e di amore;
dobbiamo solo perseverare in esso, adorando il mistero di Dio che si
fa uomo e che per noi sale sulla croce; Egli si fa separazione e peccato
perché non possiamo vivere in piena comunione con Dio.
Per questo dobbiamo continuamente ringraziarlo attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

venerdì 7 aprile 2017

Il Vangelo del Sabato 8 Aprile 2017

1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (37,21-28)
Dal Vangelo secondo Giovanni (11,45-56) anno dispari.
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista
di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,]
credettero in lui.
Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che
Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero:
«Che cosa facciamo?
Quest’uomo compie molti segni.
Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani
e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro:
«Voi non capite nulla!
Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia
per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».
Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote
quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto
per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.
Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò
nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove
rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a
Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.
Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare?
Non verrà alla festa?».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gli uomini sono davvero molto bravi a trovare spiegazioni nobili per
coprire i loro scopi ignobili.
In questo caso Caifa, il sacerdote, rifacendosi alla ragione di stato,
decreta la condanna a morte di Gesù.
In realtà, dietro questa decisione vi è tutta la rabbia e la gelosia di
coloro che vedono nella parola e nella persona del Signore un
pericolo per la loro autorità in mezzo al popolo.
Quali che siano le intenzioni dei sacerdoti, l'Evangelista sottolinea che,
in realtà, la loro decisione fa parte di un piano di salvezza molto più
ampio; il Messia morirà non solo per il popolo d'Israele, ma per tutti
coloro che si apriranno alla fede nel Figlio di Dio.
A volte le ingiustizie ci fanno soffrire, eppure non dobbiamo temere;
Dio, in tempi maturi, sa far scaturire il bene anche da esse.
Perciò, non dobbiamo avere paura, ma rafforziamo la nostra fede
in Lui, attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

giovedì 6 aprile 2017

Il Vangelo del Venerdì 7 Aprile 2017

1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (20,10-13)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,31-42) anno dispari.
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù.
Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte
del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?».
Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona,
ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho
detto: voi siete dèi”?
Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di
Dio–e la Scrittura non può essere annullata–, a colui che il Padre
ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”,
perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”?
Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le
compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché
sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».
Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove
prima Giovanni battezzava, e qui rimase.
Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun
segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero».
E in quel luogo molti credettero in lui.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Qual’è la vera bestemmia?
Giovanni I' evangelista, in questo brano, ti pone questa domanda.
È blasfema la parola di Gesù che si attribuisce il titolo di Dio; oppure
è più blasfema la durezza di cuore dei Giudei, i quali di fronte alla
sua rivelazione reagiscono con la violenza?
Questa domanda deve avere una risposta; molti cristiani continuano
a scandalizzarsi quando il Signore continua a fare loro delle
proposte che vanno controcorrente rispetto alla mentalità del mondo.
Eppure, ancora oggi sono tanti coloro che si aprono alla rivelazione
della divinità di Gesù: credere in lui significa trovare la salvezza.
Questo tempo forte è quanto mai adatto a noi per rivedere la nostra
adesione cordiale e sincera a Colui che ci libera dal peccato e dalla morte.
Ed è per questo che dobbiamo credere in Lui, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


mercoledì 5 aprile 2017

Il Vangelo del Giovedì 6 Aprile 2017

1° Lettura dal libro della Gènesi (17,3-9)
Dal Vangelo secondo Giovanni (8,51-59) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico:
“Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”».
Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato.
Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva
la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”.
Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto?
Anche i profeti sono morti.
Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla.
Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”,
e non lo conoscete. Io invece lo conosco.
Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore.
Ma io lo conosco e osservo la sua parola.
Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno;
lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai
visto Abramo?».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo
fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù
si nascose e uscì dal tempio.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Io Sono. Questa parola era la rivelazione massima della divinità di
Gesù, ma anche la sua autocondanna: per i Giudei egli bestemmiava,
in quanto si attribuiva un titolo che spettava solo a Dio.
In effetti, quello era il nome sacro con cui Jahwè si era rivelato
a Mosè sul Sinai.
Il fatto che il Maestro attribuisse a se stesso quell'appellativo, lo faceva
apparire come un pazzo o un bestemmiatore blasfemo.
Purtroppo essi non erano in grado di vedere tutto quello che stava
accadendo con sguardo di fede; se solo avessero accolto la parola del
Signore, avrebbero scoperto che davvero in lui il Padre aveva posto
la sua compiacenza.
Tutta la Scrittura confermava la veridicità delle parole di Gesù, ma essi
erano completamente chiusi alla sua grazia.
Apriamoci perciò, alla grazia del Signore per credere veramente nel suo
amore, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


martedì 4 aprile 2017

Il Vangelo del Mercoledì 5 Aprile 2017

1° Lettura dal libro del profeta Daniele (3,14-20.46-50.91-92.95)
Dal Vangelo secondo Giovanni (8,31-42) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto:
«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete
la verità e la verità vi farà liberi».
Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai
stati schiavi di nessuno.
Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette
il peccato è schiavo del peccato.
Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre.
Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
So che siete discendenti di Abramo.
Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova
accoglienza in voi.
Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate
quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo».
Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo.
Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la
verità udita da Dio.
Questo, Abramo non l’ha fatto.
Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo
un solo padre: Dio!».
Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio
sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È paradossale il fatto che Gesù si rivolga con queste parole così chiare
e decise proprio a coloro che hanno creduto in lui e nella sua Parola.
Il problema è che, da quanto dice il Maestro, si vede cosa essi avevano
davvero nel cuore; non vogliono accogliere un nuovo modo di pensare
che fa della libertà e della verità un modo assolutamente diverso di essere,
rispetto a quello a cui loro erano abituati.
Per loro essere liberi e nella verità era un fatto legato una semplice
tradizione, quella di essere figli di Abramo.
Gesù dice loro che non basta essere legati a una tradizione per
sperimentare la vera libertà; essa è un dono che solo il Cristo può fare,
a coloro che decidono nel loro cuore di accettarlo con sincerità.
Solo così si può fare vera esperienza di gioia e di liberazione.
E per avere quel dono di libertà, serve avere una vera fede che
possiamo avere attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.