venerdì 18 marzo 2022

Il Vangelo del Sabato 19 Marzo 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.       

San Giuseppe, Sposo della beata Vergine Maria.

Prima Lettura

Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

Dal secondo libro di Samuele (7,4-5.12-14.16)

In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va' e di' al mio

servo Davide: Così dice il Signore: "Quando i tuoi giorni saranno compiuti

e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te,

uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.

Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo

regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.

La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono

sarà reso stabile per sempre"».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza.

Dalla lettera di san Paolo ai Romani (4,13.16-18.22)

Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza,

la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che

viene dalla fede.

Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in

tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per

quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di

Abramo, il quale è padre di tutti noi-come sta scritto: «Ti ho costituito padre

di molti popoli»-davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e

chiama all'esistenza le cose che non esistono.

Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre

di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza».

Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.

Parola di Dio.

Vangelo

Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (1,16.18-21.24) anno pari.

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù,

chiamato Cristo.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa

di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per

opera dello Spirito Santo.

Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla

pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un

angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di

prendere con te Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà

alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo

dai suoi peccati».

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato

l'angelo del Signore.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giuseppe non riesce a prendere sonno, si gira e si rigira sul giaciglio, come

fa la porta sui cardini, come dice argutamente la Scrittura (Pr 26,14).

Ma, oltre alla profonda ferita di un amore tradito, Giuseppe deve affrontare

l’incubo del futuro.

Cosa deve fare?

A norma di legge (Dt 22,21), Giuseppe deve svegliarsi e radunare altri

uomini della comunità dicendo che quel bambino non è suo, e subito

Maria sarà lapidata a morte.

Per essere un buon credente e un devoto, deve uccidere Maria.

Ma Giuseppe, che è un giusto, trova una soluzione. Mentirà.

Dirà che si è stancato di Maria, la ripudierà, salvandole l’onore.

Certo, nessuno prenderà più in sposa una donna che ha avuto un figlio da

un altro uomo, ma, almeno, girerà a testa alta nelle strade di Nazareth.

A volte la legge di Dio, quella autentica, passa attraverso la trasgressione

della legge degli uomini, quella attribuita a Dio.

Per questo, dobbiamo imparare da Giuseppe cos’è l’amore, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 17 marzo 2022

Il Vangelo del Venerdì 18 Marzo 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.

San Cirillo di Gerusalemme, vescovo e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Eccolo! E' arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo!

Dal libro della Genesi (37,3-4.12-13.17-28)

Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto

in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe.

I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli,

lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente.

I suoi fratelli erano andati a pascolare il gregge del loro padre a Sichem.

Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem?

Vieni, ti voglio mandare da loro».

Allora Giuseppe ripartì in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan.

Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono

contro di lui per farlo morire.

Si dissero l'un l'altro: «Eccolo!

È arrivato il signore dei sogni!

Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna!

Poi diremo: "Una bestia feroce l'ha divorato!".

Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».

Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: «Non togliamogli la vita».

Poi disse loro: «Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel

deserto, ma non colpitelo con la vostra mano»: egli intendeva salvarlo dalle

loro mani e ricondurlo a suo padre.

Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua

tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, lo afferrarono

e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz'acqua.

Poi sedettero per prendere cibo.

Quand'ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti

provenienti da Gàlaad, con i cammelli carichi di rèsina, balsamo e làudano,

che andavano a portare in Egitto.

Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c'è a uccidere il nostro fratello

e a coprire il suo sangue?

Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché

è nostro fratello e nostra carne».

I suoi fratelli gli diedero ascolto.

Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe

dalla cisterna e per venti sicli d'argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti.

Così Giuseppe fu condotto in Egitto.

Parola di Dio.

Vangelo

Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!

Dal Vangelo secondo Matteo (21,33-43.45) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno

e vi piantò una vigna.

La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre.

La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini

a ritirare il raccolto.

Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero,

un altro lo lapidarono.

Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo

stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!".

Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede.

Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!".

Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la

vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: "La pietra che i

costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto

dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi"?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo

che ne produca i frutti».

Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro.

Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I farisei non sono sprovveduti, e comprendono che, dietro la parabola di Gesù,

c’è una precisa lettura della loro storia di infedeltà a Dio, attraverso la persecuzione

attuata nei confronti dei profeti, ed adesso nel rifiuto del Figlio di Dio, Gesù Cristo.

Essi, con il loro comportamento ostentato e posticcio, possono ingannare gli altri,

ma non Dio, e non sono altro che falsi ed uccisori di profeti, ottusamente chiusi

nell’osservanza di una legge che ormai è ridotta a regole vuote e senza alcun senso.

Eppure, nemmeno di fronte alla verità che Gesù dice loro in forma di parabola,

essi sono disposti a redimersi e comprendere di essere fuori strada, ma si danno

da fare solo per eliminare il Cristo.

Anche se Gesù scopre le nostre incoerenze, non dobbiamo chiuderci alla sua

grazia, aiutandoci con la preghiera.

Altrimenti, moriremo lontani dalla sua misericordia.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 16 marzo 2022

Il Vangelo del Giovedì 17 Marzo 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.

San Patrizio, vescovo.

Prima Lettura

Maledetto chi confida nell'uomo; benedetto chi confida nel Signore.

Dal libro del profeta Geremia (17,5-10)

Così dice il Signore: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, e pone nella

carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore.

Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene, dimorerà in

luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia.

È come un albero piantato lungo un corso d'acqua, verso la corrente stende le

radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell'anno

della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti.

Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce!

Chi lo può conoscere?

Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo

la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio.

Vangelo

Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora

lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

Dal Vangelo secondo Luca (16,19-31) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti

di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti.

Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso

di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che

venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo.

Morì anche il ricco e fu sepolto.

Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo,

e Lazzaro accanto a lui.

Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a

intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro

terribilmente in questa fiamma".

Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi

beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece

sei in mezzo ai tormenti.

Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui

vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi".

E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio

padre, perché ho cinque fratelli.

Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo

di tormento".

Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro".

E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro,

si convertiranno".

Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi

neanche se uno risorgesse dai morti"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La durezza di cuore di questo ricco è davvero senza limiti; pur autocondannandosi

ad una perenne solitudine che lo imprigiona, egli continua tutta la vita ad incentrare

la sua felicità sull’egoismo e sul soddisfacimento del piacere.

Per questo, egli non capisce che anche i suoi fratelli, che vivono nella sua stessa

situazione, sono del tutto incapaci di comprendere la Parola che potrebbe salvarli,

aprendo loro gli occhi.

Essi, in fondo, non vogliono ascoltare la Parola ammonitrice del Signore,

e per questo anche se essi vedessero i morti camminare per proclamare loro

la verità, non crederebbero.

L’ostinazione nel peccato ci rende assolutamente incapaci di cogliere i segni

che Dio semina nella nostra vita, per cui persino i miracoli più eclatanti servono

solo ad aumentare la nostra responsabilità davanti a Dio.

Perciò, amici, non aspettiamo i vari miracoli, ma crediamo veramente

nella Parola del Signore, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 15 marzo 2022

Il Vangelo del Mercoledì 16 Marzo 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.

Beata Benedetta di Assisi, suora clarissa.

Prima Lettura

Venite, e colpiamo il giusto.

Dal libro del profeta Geremìa (18,18-20)

[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché

la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti.

Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».

Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me.

Si rende forse male per bene?

Hanno scavato per me una fossa.

Ricòrdati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare da

loro la tua ira.

Parola di Dio.

Vangelo

Lo condanneranno a morte.

Dal Vangelo secondo Matteo (20,17-28) anno pari.

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici

discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme

e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo

condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso

e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si

prostrò per chiedergli qualcosa.

Egli le disse: «Che cosa vuoi?».

Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno

alla tua sinistra nel tuo regno».

Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.

Potete bere il calice che io sto per bere?».

Gli dicono: «Lo possiamo».

Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra

e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre

mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.

Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni

dòminano su di esse e i capi le opprimono.

Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro

servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.

Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire

e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Questo brano evangelico ha in sé qualcosa di triste e deludente; il Maestro ha

appena parlato del destino che lo attende andando a Gerusalemme, ed ecco che due

degli Apostoli a Lui più vicini, Giacomo e Giovanni, gli chiedono fama ed onore.

Che sofferenza devono aver causato queste parole nel cuore di Cristo!

Egli cerca persone che siano disposte a dividere con Lui l’amaro calice della

passione e, non chi cerca fama ed onori.

Eppure, questo brano è istruttivo; sebbene Gesù abbia tanti discepoli ed apostoli,

le motivazioni che li spingono a seguirlo possono essere davvero diverse, e non

tutte così nobili quanto sembrano.

Si può stare con il Maestro non per servirlo, ma per servirsi di Lui in modo

da approfittare per il proprio tornaconto personale; quante ce ne sono nelle

nostre parrocchie, persone così!

Ma noi, io che scrivo il Vangelo e tutti voi che lo leggete tutti i giorni,

a quale categoria apparteniamo?

Spero a quella categoria che segue il Signore per amore e non per approfittarne,

se ci sono dei dubbi, per risolversi, facciamoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 14 marzo 2022

Il Vangelo del Martedì 15 Marzo 2022

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Santa Luisa de Marillac, vedova e religiosa.

Prima Lettura

Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.

Dal libro del profeta Isaia (1,10.16-20)

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio

all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra!

«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.

Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete

l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».

«Su, venite e discutiamo-dice il Signore.

Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.

Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.

Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra.

Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca

del Signore ha parlato».

Parola di Dio.

Vangelo

Dicono e non fanno.

Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla

cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.

Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro

opere, perché essi dicono e non fanno.

Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle

della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro

filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti,

dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere

chiamati "rabbì" dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro

e voi siete tutti fratelli.

E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre

vostro, quello celeste.

E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato

e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Spesso siamo portati a criticare i farisei di turno e a dire in cuor

nostro: “Io non farei così!”.

In realtà, essi erano davvero campioni della fede; minuziosi e scrupolosi

osservanti della legge di Dio, avrebbero sicuramente molto da insegnarci

riguardo a come si concepisce e si gestisce il rapporto con Lui.

Purtroppo, il loro guaio è che essi avevano ridotto la loro relazione con

l’Altissimo a semplici apparenze esteriori, come tante volte facciamo noi.

Per questo, il Signore dice di fare quello che dicono; piuttosto, che agire

secondo le loro opere; essi erano prigionieri della loro superbia e ostilità,

nella loro pretesa di essere guide del popolo attraverso la loro volontà di

essere sempre al centro dell’attenzione, seppur per fini religiosi.

Purtroppo la superbia si veste anche di motivi religiosi, purtroppo, noi però,

abbiamo la preghiera che ci aiuta a non essere come loro.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 13 marzo 2022

Il Vangelo del Lunedì 14 Marzo 2022

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Santa Cristina di Persia, martire.

Prima Lettura

Abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi.

Dal libro del profeta Daniele (9,4b-10)

Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all'alleanza e benevolo verso

coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e

abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati

dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!

Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno

parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.

A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene

ancora oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto

Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i delitti che

hanno commesso contro di te.

Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri,

perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il

perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce

del Signore, nostro Dio, né seguito quelle leggi che egli ci aveva dato per mezzo

dei suoi servi, i profeti.

Parola di Dio.

Vangelo

Perdonate e sarete perdonati.

Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il

Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;

perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà

versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà

misurato a voi in cambio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Spesso le nostre confessioni riguardano soprattutto i giudizi che diamo

nei confronti delle persone che ci circondano.

Non abbiamo ancora capito che il problema non è tanto nella capacità

di giudicare e valutare le situazioni; questo è un dono di Dio, e sarebbe

davvero sciocco rinunciarvi

Il guaio, invece, è quello di giudicare negativamente gli altri, volendo

quasi rubare loro il posto per fare il processo alle intenzioni altrui.

Gesù condanna il nostro modo di giudicare gli altri, che non lascia loro

nessuna possibilità di redenzione, di correzione e di nuovo inizio.

Eppure, Egli non si comporta così con noi; quante volte gli chiediamo

perdono per i nostri misfatti, piccoli o grandi che siano.

In qualche modo, gli chiediamo di essere misericordioso con noi.

E noi, perché non vogliamo farlo con gli altri?

Bella domanda, amici, cerchiamo di dare una risposta a questa domanda,

dopo naturalmente a ver pregato.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.