lunedì 23 settembre 2019

Il Vangelo del Martedì 24 Settembre 2019


Della 25° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro di Esdra (6,7-8.12b.14-20)
In quei giorni, [il re Dario scrisse al governatore e ai funzionari della regione
dell'Oltrefiume dicendo:] «Lasciate che lavorino a quel tempio di Dio.
Il governatore dei Giudei e i loro anziani costruiscano quel tempio di Dio
al suo posto.
Ed ecco il mio ordine circa quello che dovrete fare con quegli anziani dei
Giudei per la costruzione di quel tempio di Dio: con il denaro del re, quello
delle tasse dell’Oltrefiume, siano integralmente sostenute le spese di quegli
uomini, perché non vi siano interruzioni.
Io, Dario, ho emanato quest’ordine: sia eseguito integralmente».
Gli anziani dei Giudei continuarono a costruire e fecero progressi, grazie alla
profezia del profeta Aggèo e di Zaccarìa, figlio di Iddo.
Portarono a compimento la costruzione per ordine del Dio d’Israele e per ordine
di Ciro, di Dario e di Artaserse, re di Persia.
Si terminò questo tempio per il giorno tre del mese di Adar, nell’anno sesto
del regno del re Dario.
Gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la
dedicazione di questo tempio di Dio; offrirono per la dedicazione di questo
tempio di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli e dodici capri
come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d’Israele.
Stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per
il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè.
I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese.
Infatti i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme, come un sol uomo:
tutti erano puri.
Così immolarono la Pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti
e per se stessi.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (8,19-21) anno dispari.
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano
avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano
la parola di Dio e la mettono in pratica».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù propone un modello famigliare e di relazione che supera ampiamente
l’idea sociale e culturale che ci siamo fatti della famiglia e delle relazioni
umane (anche noi cattolici).
Gesù supera questa impostazione; l’unione fra le persone non è più determinante
da legami di sangue ma dalla consapevolezza di essere figli dello stesso Dio, di
fare la stessa esperienza di fede, di appartenere alla stessa comunità di vita.
Chi ascolta la Parola e la accoglie stabilisce con gli altri fratelli legami più
autentici e profondi di quelli, spesso di facciata, determinati dall’appartenenza
allo stello clan.
È l’esperienza che fanno molti di noi che vivono un’intensità di relazione molto
forte con chi ha fatto la nostra stessa scoperta; siamo figli amati dal Padre.
È una consolazione immensa, e non solo per chi ha vissuto una sconfortante
esperienza famigliare e che ritrova nel sogno di Dio che è la Chiesa la possibilità
di essere accolto e di accogliere, ma per tutti.
Ricordatevi sempre che non è assolutamente facile, e solo la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 22 settembre 2019

Il Vangelo del Lunedì 23 Settembre 2019


Della 25° settimana del Tempo Ordinario.
S. Pio da Pietrelcina, sacerdote.
1° Lettura dal libro di Esdra (1,1-6)
Nell'anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola che il
Signore aveva detto per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di
Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per
iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: "Il Signore, Dio del cielo, mi ha
concesso tutti i regni della terra.
Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda.
Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e salga a
Gerusalemme, che è in Giuda, e costruisca il tempio del Signore, Dio d'Israele:
egli è il Dio che è a Gerusalemme.
E a ogni superstite da tutti i luoghi dove aveva dimorato come straniero,
gli abitanti del luogo forniranno argento e oro, beni e bestiame, con offerte
spontanee per il tempio di Dio che è a Gerusalemme"».
Allora si levarono i capi di casato di Giuda e di Beniamino e i sacerdoti e i leviti.
A tutti Dio aveva destato lo spirito, affinché salissero a costruire il tempio del
Signore che è a Gerusalemme.
Tutti i loro vicini li sostennero con oggetti d'argento, oro, beni, bestiame
e oggetti preziosi, oltre a quello che ciascuno offrì spontaneamente.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (8,16-18) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la
copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro,
perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non
sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a
chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù parla dell’ascolto; la luce si accende grazie all’ascolto o alla lettura
della Parola che ci cambia nel profondo e che, una volta accolta, porta frutto.
Spesso, invece, ascoltiamo o leggiamo superficialmente, crediamo di credere,
sappiamo già a sufficienza le cose di Dio, cosa c’è ancora da imparare?
La Parola, invece, vive di una vita propria, letta e riletta cento volte illumina
le nostre profondità se abbiamo il coraggio di spalancare il nostro cuore.
In questi tempi di fatica siamo chiamati come Chiesa ad interrogarci sulla
Parola e a lasciarci interrogare dalla Parola e pure a riflettere sul fatto che
spesso la confondiamo con mille altre parole (belle e sante ma umane).
No, molte volte non è evidente che stiamo parlando del Vangelo e di Dio,
non è immediatamente accessibile ciò che vogliamo dire, incrostati da
linguaggi incomprensibili e lontani dalla concretezza delle persone.
Perciò, quando parliamo del Vangelo, dobbiamo essere semplici e concreti,
non è facile, ma la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 21 settembre 2019

Il Vangelo di Domenica 22 Settembre 2019


Della 25° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Amos (8,4-7)
Il Signore mi disse: «Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e
sterminate gli umili del paese, voi che dite: “Quando sarà passato
il novilunio e si potrà vendere il grano?
E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo l’efa e
aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con denaro gli
indigenti e il povero per un paio di sandali?
Venderemo anche lo scarto del grano”».
Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: «Certo, non dimenticherò
mai tutte le loro opere».
Parola di Dio.
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2,1-8)
Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche,
preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che
stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla,
dignitosa e dedicata a Dio.
Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale
vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini,
l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti.
Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato
fatto messaggero e apostolo–dico la verità, non mentisco–, maestro dei
pagani nella fede e nella verità.
Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani
pure, senza collera e senza contese.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (16,1-13) anno C.
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un
amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.
Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te?
Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie
l’amministrazione?
Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno.
So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione,
ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto
devi al mio padrone?”.
Quello rispose: “Cento barili d’olio”.
Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”.
Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”.
Rispose: “Cento misure di grano”.
Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza.
I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando
questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è
disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti.
Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?
E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro,
oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro.
Non potete servire Dio e la ricchezza».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
A me il Dio di Gesù ha cambiato la vita.
O rovinata, secondo i punti di vista, fate voi.
È che, frequentandolo, uno impara chi è Lui “dentro”, quale immenso progetto
di amore Dio ha sull’umanità.
E allora tutte le cose, o quasi, cambiano, acquistano una coloritura diversa.
Incontrare Dio, il Dio di Gesù, significa cambiare ordine alle cose, priorità
alla vita, energia alle scelte.
In questo senso i discepoli, in qualche modo, incidono nella storia.
Incidono (o potrebbero) nella storia reale del nostro paese inquieto e alla deriva,
che abbandona la profondità del messaggio evangelico per lasciarsi sedurre
dal gossip di turno, che scorda l’essenziale trasmesso dai padri, per cedere
ad una logica piccola e opportunista, superficiale ed inquietante.
E purtroppo, si sta sbriciolando quel senso di appartenenza e di solidarietà
che il popolo italiano aveva ereditato dal cristianesimo.
E uno dei problemi concreti che dobbiamo affrontare è quello di un’economia
che, indifferente ad ogni etica, assetata solo di guadagno, sta mandando al
macero milioni di sogni, di valori, di persone.
Tutti, se seriamente avvinti dal Maestro, se affascinati dal suo Vangelo, dovrebbero
farsi una domanda e conficcarla nel cuore; come cambiare il destino del mondo?
Come arginare la deriva dell’economia che spazza la dignità degli uomini,
come evitare questa spietata e indolore dittatura del capitalismo?
In altri tempi ci sono state altre risposte, da parte dei discepoli del Risorto;
comunità solidali, la carità come dimensione necessaria alla vita interiore,
opere di carità, allargare gli ospedali, invece di demolirli.
Altri tempi, ambigui, forse, ma evidenti, leggibili, rintracciabili; un padrone
cristiano era tenuto a comportarsi prima da cristiano e poi da padrone.
Ma ora tutto è complesso, contorto; la new economy, la globalizzazione,
il mercato che impera e divora, un sistema basato sul guadagno, costi quel
che costi, e di lì organizza la politica, le guerre, pianifica il futuro.
Come fare, noi cittadini del mondo?
Il Vangelo di oggi una traccia ce la lascia, debole, come quella lasciata dalle lumache.
Prima considerazione da fare; la ricchezza, il potere, non sono questioni di
portafoglio ma di cuore, non di quantità, ma di atteggiamento.
Nessuno di noi risulta fra i “grandi” del mondo, e questo potrebbe
falsamente rassicurarci.
Anche con poco possiamo avere un atteggiamento di attaccamento ai beni che
ci distoglie dall’obiettivo della nostra vita che è la pienezza del Regno.
Amos, nella prima lettura, guarda alla situazione del suo tempo con amarezza;
un potere corrotto e un’ipocrisia diffusa osservano le pratiche religiose
permettendo l’oppressione del povero.
Quanto tristemente attuale è questa pagina; davanti alla perfida logica del
capitalismo in cui vince il più forte, la nostra coscienza cristiana deve reagire;
non certo ricorrendo a pie elemosine ma affrontando con onestà la realtà
per proporre nella concretezza un’economia in cui prevalga l'uomo e la persona
sul capitale, una economia meno capitalista e più personalista, che metta al
centro la persona, non il profitto.
Studi economia e commercio?
Perché non discuti una tesi sulla realizzazione dei principi cristiani nell’economia?
Hai un’attività commerciale?
Che relazione hai con l’equità e la giustizia?
Sei chiuso nei tuoi interessi?
Perché non sfogli qualche pagina di stampa alternativa (Oggi la stampa che si
allontana dall’ombelico Italia è diventata “alternativa”!) per sapere che un
Nigeriano guadagna in un anno 100 Euro e che in Pakistan il 50% dei bambini
è sfruttato con lavori pesanti e logoranti perché costano meno?
La conoscenza è il primo passo verso la condivisione!
Occasioni di condivisione, poi esistono continuamente.
Paolo ammonisce a non pensare che la fede si occupi solo del sacro.
Fino a che la fede non diventa contagiosa, illuminante, strumento per costruire
un mondo nuovo, non abbiamo realizzato il Regno.
L’amministratore delegato della parabola è lodato da Gesù per la sua sagacia
(non per la sua disonestà!) e Gesù sospira tristemente: “Se mettessimo la stessa
energia nel cercare le cose di Dio!”; se mettessimo almeno la stessa intelligenza,
lo stesso tempo, lo stesso entusiasmo che mettiamo nell’investire i nostri
risparmi anche per le cose di Dio!
La scaltrezza dell’amministratore è l’atteggiamento che manca alle nostre stanche
comunità cristiane; pensiero debole che si adagia su quattro devozioni e un pò
di moralismo senza l’audacia della conversione, del dialogo, della riflessione.
Io, discepolo, posso vivere nella pace, ma anche nella giustizia; libero dall’ansia
del denaro, libero da mammona, per essere discepolo.
Ecco, la sostanza è questa, se sono discepolo di Cristo so quanto valgo, so quanto
valgono gli altri e vado all’essenziale nei miei rapporti, dall’onestà nello svolgere
il mio lavoro, alla solidarietà, ad uno stile di vita retta e consona al Vangelo.
Chi è il padrone dell’umanità? Dio? O la ricchezza?
Ricchezza che oggi ha mille seducenti nuovi volti, mercato, profitto, auto-realizzazione.
Gesù non è moralista, il denaro non è sporco, è solo rischioso perché promette
ciò che non riesce a mantenere e il discepolo, il figlio della luce, ne usa senza
diventarne schiavo.
Concludo unendomi a Paolo, mio patrono e fratello nella fede.
Rileggete l’invito fatto a Timoteo, preghiamo con fede, alziamo al cielo mani
senza contese, invochiamo il dono della pace per la nostra terra, impegniamoci
a trascorrere una vita tranquilla, con tanta pietà e dignità.
Amministriamo bene la nostra vita e la nostra fede, amici, Santa Domenica Fausto.


venerdì 20 settembre 2019

Il Vangelo del Sabato 21 Settembre 2019.


Della 24° settimana del Tempo Ordinario.
S. Matteo apostolo ed evangelista.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,1-7.11-13)
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera
degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità,
sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello
spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati
chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede,
un solo battesimo.
Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti
ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora
di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a
compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo
tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto,
fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (9,9-13) anno dispari.
In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo,
seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi».
Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori
e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro
mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”.
Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ragionando in termini umani, se noi fossimo stati al posto di Gesù,
difficilmente avremmo voluto un uomo come Matteo al nostro seguito.
Eppure, Gesù guarda oltre; Egli vede che da quell’uomo bieco e avido di
denaro può venir fuori un apostolo e addirittura un evangelista.
Così è lo sguardo di Dio; dove noi vediamo soltanto macerie e distruzione,
Egli già vede ricostruzione e risurrezione.
Del resto, non ha fatto così anche con noi?
Con me sicuramente amici.
In fondo, siamo proprio come Matteo e anche a noi il Signore continua a dire
le stesse parole che disse, tanti secoli fa, al suo apostolo.
Dunque lasciamoci stupire dalla grazia di Dio, che opera in modi assolutamente
inaspettati per la salvezza di ognuno di noi, e facciamo sì che anche noi possiamo
esser suoi collaboratori in quest’opera di redenzione di tutti gli uomini.
Anch’io sono stato salvato, amici, ora nel mio piccolo cerco di essere un suo
collaboratore, facendomi aiutare dalla preghiera.   
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 19 settembre 2019

Il Vangelo del Venerdì 20 Settembre 2019


Della 24° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (6,2c-12)
Figlio mio, questo devi insegnare e raccomandare.
Se qualcuno insegna diversamente e non segue le sane parole del Signore
nostro Gesù Cristo e la dottrina conforme alla vera religiosità, è accecato
dall'orgoglio, non comprende nulla ed è un maniaco di questioni oziose e
discussioni inutili.
Da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, i conflitti
di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la
religione come fonte di guadagno.
Certo, la religione è un grande guadagno, purché sappiamo accontentarci!
Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via.
Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, accontentiamoci.
Quelli invece che vogliono arricchirsi, cadono nella tentazione, nell'inganno
di molti desideri insensati e dannosi, che fanno affogare gli uomini nella
rovina e nella perdizione. L'avidità del denaro infatti è la radice di tutti i
mali; presi da questo desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono
procurati molti tormenti.
Ma tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà,
alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza.
Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna
alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione
di fede davanti a molti testimoni.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (8,1-3) anno dispari.
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando
la buona notizia del regno di Dio.
C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti
cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti
sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna
e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Grazie a questi tre versetti veniamo a conoscenza del fatto che nel gruppo
più stretto dei discepoli c’erano anche delle donne che vivevano con il
gruppo dei seguaci itineranti.
Collaboratrici a tutti gli effetti, non badanti degli apostoli o colf del Nazareno!
Alle donne Gesù affiderà il compito essenziale dell’annuncio della sua resurrezione
dai morti; il loro compito è fondamentale per lo sviluppo della fede cristiana!
Cosa di difficile comprensione anche oggi, ed assolutamente inaccettabile in
una cultura chiusa in cui una donna non aveva diritto di parola in pubblico, non
poteva uscire di casa da sola, figuriamoci dormire fuori dalle mura domestiche!
Gesù è un uomo libero e ci porta a diventare liberi, a superare le distinzioni di
genere, a scavalcare e confondere i ruoli.
Davanti a Dio non c’è più né uomo né donna, giudeo o greco, schiavo o libero.
Diventiamo capaci di vivere da liberi e di liberare, superiamo gli steccati delle
culture per abbracciare la novità sconcertante del Vangelo.
Siamo liberi amici, e per questo dobbiamo ringraziare Gesù con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 18 settembre 2019

Il Vangelo del Giovedì 19 Settembre 2019


Della 24° settimana del Tempo Ordinario.
S. Gennaro, vescovo e martire.
1° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (4,12-16)
Figlio mio, nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii di esempio ai fedeli
nel parlare, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza.
In attesa del mio arrivo, dèdicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento.
Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato conferito, mediante una parola
profetica, con l’imposizione delle mani da parte dei presbìteri.
Abbi cura di queste cose, dèdicati ad esse interamente, perché tutti vedano il
tuo progresso.
Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo,
salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (7,36-50) anno dispari.
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui.
Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella
casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui,
piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli,
li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un
profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa».
Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno
gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta.
Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due.
Chi di loro dunque lo amerà di più?».
Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più».
Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna?
Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi
ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha
cessato di baciarmi i piedi.
Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo.
Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.
Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati».
Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona
anche i peccati?».
Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù vuole salvare la peccatrice e Simone il fariseo.
Entrambi sono delle prostitute; la donna si concede per poter sopravvivere
e sopporta il pesante giudizio dei benpensanti e degli uomini religiosi.
Simone cerca approvazione e manifesta la sua apertura mentale invitando
il discusso rabbino che ridicolizza i farisei.
E Gesù li salva entrambi con delicatezza; va al di là dell’apparenza con la
donna che compie una serie di gesti ambigui e scabrosi.
Sciogliersi i capelli era un gesto intimo riservato al talamo, impensabile
compierlo in pubblico.
Ma non c’è seduzione nel suo gesto; è l’unico ambiguo linguaggio che
la donna conosce.
Gesù lo sa e lo apprezza, va al di là dell’apparenza e lo accoglie come
manifestazione d’amore.
Simone è una bella persona ma esprime giudizi taglienti.
Il suo ragionamento contorto sfocia in una certezza; Gesù certamente non
è un profeta e questi, per salvarlo si appella alla sua giustizia senza umiliarlo,
senza rimproverarlo; sarà Simone a giudicare Simone. Geniale.
Siamo sempre noi ad avere dei pregiudizi, siamo sempre noi ad essere
maliziosi; quanto abbiamo bisogno della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.