domenica 2 giugno 2019

Il Vangelo del Lunedì 3 Giugno 2019


Della 7° settimana di Pasqua.
SS. Carlo Lwanga e compagni martiri.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (19,1-8)
Dal Vangelo secondo Giovanni (16,29-33) anno dispari.
In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente
e non più in modo velato.
Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi.
Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete?
Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto
suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me.
Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Difficile misurare la propria fede.
Difficile sapere se siamo o meno capaci di professare la nostra fiducia
nel Dio di Gesù.
Difficile, soprattutto, quando le cose vanno male o non vanno come
avremmo sperato.
Quando ci sembra tutto chiaro, come accade agli apostoli prima dell’arresto,
in realtà ancora non abbiamo sperimentato il limite del nostro limite, la
misura della nostra fragilità.
Quante volte pensiamo (speriamo?) di avere alle spalle un solido percorso
di fede ed invece ci troviamo a rimettere tutto in discussione?
Proprio la luce dell’Ascensione ci rassicura; Gesù è salito al Cielo per
essere presente qui e ovunque.
E chiede di dimorare nella pace che è la sua presenza.
Siamo amati, siamo nelle mani e nell’abbraccio fiducioso di Dio,
cosa dobbiamo temere?
Non abbiamo nulla da temere se crediamo veramente, facendoci aiutare
dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 1 giugno 2019


Il Vangelo di Domenica 2 Giugno 2019.
Ascensione del Signore.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (1,1-11)
2° Lettura dalla lettera agli Ebrei (9,24-28; 10,19-23)
Dal Vangelo secondo Luca (24,46-53) anno C.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà
e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti
i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni.
Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate
in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse.
Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo.
Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande
gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Uomini di Galilea, perché continuate a guardare il cielo?
Sono stupiti e amareggiati, i discepoli.
Il Maestro se ne va proprio ora che, infine, avevano capito il grande disegno
di Dio su Gesù, proprio ora che, finalmente, avevano superato il dolore e si
erano convertiti alla gioia!
Proprio ora che, come nel finale in una bella commedia americana, tutto
sembrava chiaro, lineare; il Regno era finalmente iniziato e Gesù avrebbe
regnato con i suoi fedeli apostoli per l’eternità.
E invece no.
Spiazzati, nuovamente.
Gesù torna al Padre, e affida l’annuncio del Regno ai discepoli.
Che storia.
Uomini di Galilea, perché continuate a guardare il cielo?
Quante domande la Parola rivolge al cercatore di Dio.
Perché piangi, anima mia, perché su di me gemi?
Perché cercate fra i morti uno che è vivo?
Dio ci interroga, ci scuote, ci invita ad andare oltre, a crescere e a credere.
No, non dobbiamo cercare in cielo il volto di un Dio che ha calpestato la terra.
Lo possiamo cercare là dove ha deciso, per sempre, di abitare; in mezzo ai
fratelli più poveri, in mezzo alla comunità di coloro che credono nel Nazareno.
Paradosso insostenibile del cristianesimo!
Prima ci chiede di credere che il Dio invisibile si è fatto uomo.
Ora ci chiede di credere che il Dio accessibile si consegna nelle fragili
mani di uomini peccatori e incoerenti!
Scambio sfavorevole; invece di incontrare il volto radioso e sereno del
Maestro, incontriamo il volto rugoso e scuro dei cristiani.
Ma se, invece, Gesù avesse voluto dirci qualcosa di nuovo? Di inatteso?
Se davvero nei progetti di Dio ci fossimo noi?
Se, mettete il caso, davvero Gesù abbia (follemente) affidato l’annuncio
del Regno alla Chiesa, peggio; a questa Chiesa?
Il nostro non è un Dio manager amministratore di una multinazionale del
sacro che dirama le direttive e un numero verde per le emergenze, con
gentili angeli che non danno mai risposte utili, no.
Il Dio presente, il Dio in cui crediamo è il Dio che accompagna, certo, ma
che affida il cammino del vangelo alla fragilità della sua Chiesa.
Il Regno sperato dagli apostoli occorre costruirlo, la nuova dimensione
voluta dal Signore per restare nel mondo, non è una soluzione magica,
ma è una dimensione pazientemente intessuta da ognuno di noi.
Siamo noi, ahimè, il volto di Gesù per le persone che incontriamo sulla nostra strada.
Tu, fratello o sorella, siete lo sguardo di Dio per le persone che incontrerete.
Così il nostro Dio originale e spiazzante ha deciso.
E così davvero accade.
L’ascensione segna la fine di un momento, il momento della presenza fisica
di Dio, dell’annuncio del vero volto del Padre da parte di Gesù, che professiamo
Signore e Dio, con la rassicurazione, da parte di Dio stesso della sua bontà e
della sua vicinanza nello sguardo di noi discepoli.
Ora è il tempo di costruire relazioni e rapporti a partire dal sogno di Dio che
è la Chiesa; comunità di fratelli e sorelle radunati nella tenerezza e nella
franchezza del Vangelo.
Accogliamo allora l’invito degli angeli; smettiamola di guardare tra le nuvole
cercando il barlume della gloria di Dio e-piuttosto-vediamo questa gloria
disseminata nella quotidianità di ciò che siamo e viviamo.
Restiamo in città, non fuggiamo la disperante banalità dell’oggi, perché è lì
che Gesù sceglie di abitare, nell’oggi, nel delirio confuso della mia città.
Cerchiamo Dio, ora, nella gloria del Tempio che è l’uomo, tempio del Dio
vivente, smettiamola di guardare le nuvole, se Dio è nel volto povero e teso
del fratello che incrocio.
Il Signore ci dice che è possibile qui e ora costruire il suo Regno.
L’ascensione segna l’inizio della Chiesa, l’avvio di una nuova avventura
che vede noi protagonisti.
E se la Chiesa ci ha masticato, offeso, provato, combattiamo con più forza,
imitiamo i santi che convertirono la Chiesa a partire da loro stessi.
Staremo ancora a naso in su a scrutare gli astri?
A implorare un intervento divino?
O non vedremo-piuttosto-la presenza di Dio tra i suoi discepoli, presenza
segnata nella fatica dell’accoglienza, nella vita di fede, nel desiderio di un
mondo più solidale da costruire giorno per giorno?
Ascendiamo, fratelli e sorelle; smettiamola di fare i bambini devoti, Dio-ora-ha
bisogno di discepoli adulti, capaci di far vibrare il Vangelo nella vita,
capaci di dire la fede in modo nuovo.
Cerchiamo amici di non farci venire il torcicollo, il Signore è qui, accanto
a noi e lo possiamo vedere in ogni momento della nostra quotidianità.
Santa Domenica nella gioia dell’Ascensione amici, Fausto.

venerdì 31 maggio 2019

Il Vangelo del Sabato 1 Giugno 2019


Della 6° settimana di Pasqua.
S. Giustino martire.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (18,23-28)
Dal Vangelo secondo Giovanni (16,23b-28) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico:
se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.
Finora non avete chiesto nulla nel mio nome.
Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò
più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre.
In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre
per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete
creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il
mondo e vado al Padre».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù dà per certo l’esaudimento di ogni preghiera, ma poi, perché all’atto
pratico ciò non sembra avvenire?
Quante volte abbiamo chiesto cose-anche bene-ma non siamo stati esauditi?
Forse, per capire bene questa parola di Gesù dobbiamo imparare a
cambiare prospettiva.
Se valutiamo le cose dal nostro punto di vista, forse spesso rimaniamo delusi;
ma se invece guardiamo alla nostra vita con lo sguardo di Dio, ci rendiamo
conto che tutta la nostra esistenza è un meraviglioso piano d’amore.
In esso, il Signore ci guida attraverso strade e incontri a volte incomprensibili
e che sembrano andare contro i nostri desideri; in realtà, poi ci rendiamo conto
che è la strada della nostra autentica felicità.
Che è la gioia di cui parla Gesù oggi, ma che noi fatichiamo a riconoscere, per
questo dobbiamo sempre, in ogni momento di difficoltà a farci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

Maria ti prego, non lasciarci andare alla deriva.


Quando manca l’attesa.
Quando nella nostra famiglia, nella nostra vita e nel nostro quotidiano,
cala un velo di tristezza e, non c’è più niente che ci entusiasmi e tutto
ci sembra banale e scontato, è in quel momento che ci accorgiamo che
manca qualcosa, qualcosa che ci dia una scossa, la carica necessaria
per riprendere entusiasmo e nuovo vigore.
Ma la vera tristezza non è quando, la sera, non sei atteso da nessuno
al tuo rientro a casa, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita.
E la solitudine più nera, la soffri non quando trovi il focolare spento,
ma quando non lo vuoi più accendere; neppure per un eventuale
ospite di passaggio.
Quando pensi, che per te la musica è finita.
E ormai i giochi sono fatti.
E nessun’anima viva verrà a bussare alla tua porta.
E non ci saranno più né soprassalti di gioia per una buona notizia, né
attimi di stupore per una improvvisata.
E neppure fremiti di dolore per una tragedia umana; tanto, non ti
resta più nessuno per il quale tu debba temere.
La vita allora scorre piatta verso un epilogo che non arriva mai.
Allora bisogna attendere.
Cioè sperimentare il gusto di vivere, nei nostri ricordi dei momenti
belli, quella gioia che si sprigionava attraverso la famiglia, gli amici,
la Chiesa e l’amore per le cose semplici.
Per questo dobbiamo prendere esempio da Maria, la donna che per
eccellenza si è messa in attesa.
Si è messa in attesa.
In attesa di Giuseppe, quando alla sera ritornava stanco dal lavoro e,
gli parlava dei suoi sogni, (allora però non c’era la TV).
In attesa del giorno che tutti aspettavamo, la nascita di Cristo, che è
sempre anche la nostra attesa, ma tante volte non sappiamo riconoscerla.
L’attesa del giorno, l’unico che Lei avrebbe voluto rimandare, in cui suo
Figlio sarebbe uscito di casa, senza farvi mai più ritorno.
L’attesa dell’ultimo rantolo del Figlio inchiodato sul legno.
L’attesa del terzo giorno, vissuta in veglia solitaria, davanti alla roccia.
L’attesa, lì nel Cenacolo, al piano superiore, in compagnia dei discepoli,
in attesa dello Spirito Santo.
Vergine in attesa, all’inizio.
Madre in attesa, alla fine.
Santa Maria, Vergine dell’attesa, donaci del tuo olio, perché le
nostre lampade si spengono.
Vedi, le riserve si sono consumate.
Se oggi non sappiamo più attendere, è perché siamo a corto di speranza.
Santa Maria, donna dell’attesa, riempi i nostri cuori di nuova
speranza, per saper ancora attendere.
Santa Maria, donna dell’attesa, conforta il dolore delle madri e delle
famiglie, che hanno visto uscire i loro figli di casa e, non ci sono più
tornati, perché uccisi da un incidente stradale, perché sedotti dai richiami
del mondo, perché risucchiati dal turbine delle passioni o perché travolti
dalle tempeste della vita.
Riempi i silenzi di quelle donne o uomini, che non sanno più che
farsene dei loro giovani anni.
Perché il lui o la lei, se ne sono andati con un’altro o un’altra, senza
pensare all’amarezza che hanno lasciato e, senza contare all’amarezza che
avranno, quando troppo tardi si accorgeranno,  di quello che hanno
perso, (la loro famiglia).
Colma di pace il vuoto interiore di tutti quei giovani che nella vita le hanno
sbagliate tutte e, l’unica attesa che ora hanno è quella della morte.
Asciuga le lacrime, di tutte quelle persone che hanno coltivato tanti sogni,
ma che adesso a causa della malattia, se li sono visti svanire, uno ad uno e,
per questo non hanno più olio per la loro lampada della speranza.
Maria Vergine dell’attesa, donaci la volontà della tua attesa, fa che non
manchi mai in noi l’olio della speranza e, che la vita ci trovi sempre con
la lampada in mano.
Pronti ad accogliere il Signore che viene a riempirci della sua
Misericordia, Fausto.


giovedì 30 maggio 2019

Il Vangelo del Venerdì 31 Maggio 2019


Della 6° settimana di Pasqua.
Visitazione della Beata Vergine Maria.
1° Lettura dal libro del profeta Sofonìa (3,14-18)
Dal Vangelo secondo Luca (1,39-56) anno dispari.
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa,
in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò
nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta
tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato
di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di
generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il Verbo cresce dentro la piccola Maria e con la Parola fatta carne crescono
anche i tentennamenti.
Maria sale da Elisabetta; forse lei saprà darle una risposta definitiva, forse
lei saprà dirle che sì, è tutto vero.
E accade.
Elisabetta si asciuga le mani nel grembiule e riconosce la piccola Maria
(ormai però, si è fatta donna) e capisce.
La pagina di Luca è un capolavoro; l’incontro fra le due donne nel Vangelo
è tutto un sussulto, un complimento, Giovanni Battista che riconosce il Messia
dal grembo e scalcia; Elisabetta, anziana donna che vede imprevedibilmente
realizzato il suo agognato sogno di maternità fa i complimenti alla piccola Maria.
Maria, ancora scossa da quanto le è successo, comincia a ballare e a fare
i complimenti a Dio che salva Lei e noi.
Nelle loro parole avvertiamo la tensione, lo stupore, l’inaudito che si realizza.
È vero, allora; Dio ha scelto di venire, Dio si rende presente, Dio-il Dio di
Israele-è qui anche per noi.
Tutti noi, ma in particolare tutte le donne, dobbiamo imparare dalla piccola
Maria a fidarci di Dio, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 29 maggio 2019

Il Vangelo del Giovedì 30 Maggio 2019


Della 6° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (18,1-8)
Dal Vangelo secondo Giovanni (16,16-20) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete
più; un poco ancora e mi vedrete».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci
dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me
ne vado al Padre”?».
Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla?
Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi
perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”?
In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà.
Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Non siamo in grado di portare il peso di tutta la verità, perciò il Signore
ci porta alla verità gradualmente.
Dio ha detto e dato tutto, certo, ma siamo noi ad aprirci all’azione dello
Spirito per capire come interpretare e vivere quanto il Signore ha detto.
Noi cattolici crediamo che la Rivelazione si sia chiusa con la morte dell’ultimo
Apostolo (perciò le rivelazioni private, anche le poche riconosciute non
sono in alcun modo vincolanti!) e il deposito della fede è completo.
Ma la Chiesa, grazie all’aiuto dello Spirito, continua a scrutare le Scritture
per cogliere le mille sfumature che contiene e poter capire quanto
il Signore vuole svelare.
Anche per noi, personalmente, è così; credere è un percorso che dura tutta la
vita e la conversione un atteggiamento interiore che ci coinvolge ogni santo giorno.
Volete un esempio?
Leggo, oggi nel silenzio, il brano del Vangelo per fare il commento, poi mi
fermo per qualche motivo e magari lo riprendo dopo qualche ora; e sorpresa
lo stesso brano evangelico mi da altre sfumature che prima non avevo colto.
Per questo, il Vangelo sarà sempre una sorpresa nuova se lo leggiamo con
l’aiuto dello Spirito e della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 28 maggio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 29 Maggio 2019


Della 9° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (17,15.22-18,1)
Dal Vangelo secondo Giovanni (16,12-15) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi,
ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non
parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da
quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È un percorso il nostro vivere; dalla nascita alla morte impariamo cos’è la
vita, cos’è l’amore e cosa ci facciamo su questa terra.
E in questo percorso, anche la nostra fede cresce, evolve, matura con noi
se noi decidiamo di investire nella nostra crescita umana e spirituale,
attraverso l’approfondimento della nostra speranza, nel discernimento
progressivo, vivendo nella preghiera e nel confronto con la Parola, oppure
perderci inesorabilmente al primo dolore.
Molti pensano, erroneamente, che aver fede, sia una specie di pacco
consegnato una volta per sempre.
Non è così; la fede, come l’amore di coppia, come l’amicizia, se non viene
coltivata, innaffiata ogni giorno, muore.
E Gesù, oggi, ci ricorda anche che la fede si nutre di scoperte; su Dio e su
noi stessi e che non sempre, sia nella vita come nella fede, siamo pronti,
capaci, disposti ad accogliere.
Gesù ha detto e dato tutto ma non tutto abbiamo capito, compreso e forse
più di tutti, il sottoscritto, perciò ci sono necessari lo Spirito Santo e la
preghiera, che ci conducono alla pienezza della verità.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.