giovedì 17 gennaio 2019

Il Vangelo del Venerdì 18 Gennaio 2019


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (4,1-5.11)
Dal Vangelo secondo Marco (2,1-12) anno dispari.
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni.
Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più
posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone.
Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono
il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella
su cui era adagiato il paralitico.
Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati
i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla
così? Bestemmia!
Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?».
E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse
loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore?
Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono perdonati i peccati, oppure
Dire: Àlzati, prendi la tua barella e cammina?
Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati
sulla terra, dico a te-disse al paralitico-: àlzati, prendi la tua barella e và a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, 
e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai 
visto nulla di simile!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quante volte il paralitico avrà guardato il suo lettuccio e lo avrà considerato
come la sua prigione e la sua catena.
Ora, è invitato dal Signore a prenderlo e a portarlo via con sé; da ora in poi
esso sarà segno della benevolenza che Dio ha avuto nei suoi confronti.
Tutte le volte che egli lo guarderà, ripenserà con affetto e riconoscenza a
Colui che lo ha liberato.
Ma quel lettuccio ha un significato ancora più profondo; è il segno della
liberazione da una malattia oscura e tremenda dalla quale solo Dio può
liberare; il peccato.
Per gli scribi era molto più semplice considerare Gesù come uno dei tanti
guaritori che operavano al suo tempo.
Ma Egli si attribuiva un potere che spetta solo a Dio.
Eppure, questa è la missione di Gesù; è Lui il Salvatore del mondo.
Ed è a Lui che dobbiamo rendere grazie, attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 16 gennaio 2019

Il Vangelo del Giovedì 17 Gennaio 2019


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
Sant’Antonio Abate.
1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (3,7-14)
Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45) anno dispari.
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio
e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!».
Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio,
sii purificato!».
E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda
di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri
per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza
per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto
che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva
fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La lebbra, al tempo di Gesù, non era solo una malattia, ma isolava
completamente colui che ne era affetto da ogni consesso umano.
Egli era totalmente tagliato fuori dalla vita sociale e religiosa dei suoi, per cui
la malattia era considerata una vera e propria maledizione.
Gesù, dunque, guarendo il lebbroso, non solo gli restituisce la salute, ma anche
la dignità e la possibilità di condurre nuovamente una vita normale.
Inoltre, vuole fargli comprendere l’importanza che la sua guarigione e
reintroduzione nella vita sociale avvengano secondo la Legge di Mosè, in modo
tale da diventare testimonianza del fatto che Dio Padre, in Gesù, non ha
abbandonato il suo popolo, ma ha portato a compimento la Legge mosaica.
Se anche noi ci sentiamo parte di questa guarigione, ringraziamo il Signore
con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 15 gennaio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 16 Gennaio 2019


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (2,14-18)
Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39) anno dispari.
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di
Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò
ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati
e gli indemoniati.
Tutta la città era riunita davanti alla porta.
Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma
non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo
deserto, e là pregava.
Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. 
Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!».
Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi
anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il brano del Vangelo, che riporta l’episodio della suocera di Pietro, è l’esempio
migliore per vedere quale sia il comportamento di Gesù nei confronti di qualsiasi
discepolo, quindi anche nei nostri confronti.
È Gesù che si accosta alla donna malata, cioè è Lui che prende l’iniziativa di
salvarci avvicinandosi a noi, che siamo malati e deboli.
Poi, Egli la prende per mano, scacciando ogni malattia; in greco, il verbo che
indica il gesto dell’alzarsi è lo stesso che indica l’evento della risurrezione.
Gesù ci fa risorgere, ci fa creature nuove, perché possiamo iniziare una vita di
servizio e di donazione di noi stessi per Lui e con Lui.
Gesù ci rende capaci del dono pieno e perfetto di noi stessi; il Signore non si
risparmia girando per città e villaggi, annunciando a coloro che sono disposti
ad accoglierlo la parola di salvezza.
Seguiamolo anche noi, nel suo cammino di donazione, giorno per giorno,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


lunedì 14 gennaio 2019

Il Vangelo del Martedì 15 Gennaio 2019


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (2,5-12)
Dal Vangelo secondo Marco (1,21b-28) anno dispari.
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava.
Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno
che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro
e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci?
Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».
E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che
è mai questo?
Un insegnamento nuovo, dato con autorità.
Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù manifesta, nel suo gesto di liberazione nei confronti dell’indemoniato,
la santità e la potenza di Dio; Egli viene ad annunciare così che il potere di
satana ormai è al termine, perché la salvezza si manifesta pienamente nel suo
insegnamento e nella sua opera.
Quanti maestri c’erano al tempo di Gesù?
Eppure, Egli ha, rispetto agli altri, qualcosa di particolare, in quanto rivela
a coloro che lo ascoltano la verità: Dio vuole entrare in relazione con i suoi
figli e donare loro la libertà dal male, in ogni sua forma.
Il Signore vuole che anche noi, oggi, accogliamo la potenza della sua parola
liberatrice per vivere nella libertà dei figli di Dio; Egli può guidare la nostra
vita, se glielo permettiamo, per accompagnarci a vivere l’esperienza
dell’amore del Padre.
Per poterci riuscire, facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Lunedì 14 Gennaio 2018


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (1,1-6)
Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20) anno dispari.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando
il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone,
mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo
fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti.
Subito li chiamò.
Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni
e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Incontrare Gesù è molto più facile di quanto crediamo, e questo per un
semplice motivo; in realtà è Lui stesso che ci viene incontro nella nostra
quotidianità, nel nostro lavoro di tutti i giorni, in mezzo a quelle occupazioni
che sembrano non riservarci proprio niente di nuovo.
Il Signore viene a cercarci per le strade della normalità e dell’ordinarietà,
è proprio lì che semina un germe di eternità.
È stata questa l’esperienza dei primi chiamati; essi hanno riconosciuto,
nelle parole di questo sconosciuto, la forza di una promessa che li avrebbe
portati a far un’esperienza di Dio assolutamente nuova e straordinaria.
Gesù chiama anche noi a conversione, per poter accogliere il Regno di Dio
proprio nella quotidianità e per poter vivere in questi brani quotidiani,
la luce del Vangelo.
Perciò, predisponiamoci ad accogliere il Signore, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 12 gennaio 2019

Il Vangelo di Domenica 13 Gennaio 2019


Battesimo del Signore.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (40,1-5.9-11)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (2,11-14; 3,4-7)
Dal Vangelo secondo Luca (3,15-16.21-22) anno C.
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni,
si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose
a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte
di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali.
Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche
lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo
Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal
cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Lasciati alle spalle i giorni di Natale, intensi e caotici, brevi e stordenti,
passiamo quasi improvvisamente al Battesimo di Gesù, iniziando il
tempo ordinario.
Lo so, non sono certo io che cambierò l’anno liturgico ma, come già espresso
da altre parti, non mi dispiacerebbe aggiungere qualche festa intermedia dopo
il breve tempo natalizio.
Inizierei, dopo l’Epifania da riposizionare di domenica, con la domenica
della Festa della fuga in Egitto.
Così facendo, magari, noi bravi cristiani ci ricorderemmo di quanto hanno
penato Maria e Giuseppe in un paese straniero, da clandestini.
Poi aggiungerei la domenica dello stupore di Nazareth, tema appena sfiorato
dalla straordinaria festa della Santa Famiglia, per dedicare almeno qualche
micro-riflessione all’assordante silenzio di Nazareth e a quei trent’anni di
nulla (il 90% della vita terrena del Maestro e Signore Gesù) che danno un
sapore nuovo alla quotidianità.
In attesa di tali enormi cambiamenti, mi accontento di passare subito al tema
di oggi, quello del Battesimo di Gesù.
Il fatto che siamo tutti stati battezzati da neonati ha un valore enorme e da
valorizzare, i nostri genitori (più o meno coscientemente) hanno voluto
donarci tutto il loro cuore e la loro passione per Dio appena nati.
Ma, ahimè, l’esperienza fisica sensibile (non quella teologica) è rimasta
sepolta nel passato e, tutto sommato, il fatto di essere o meno battezzati
non ci cambia di molto la vita...
Se invece sapessimo cosa davvero è accaduto in quel giorno benedetto in
cui un povero prete ha versato sul nostro capo l’acqua benedetta!
Siamo diventati figli di Dio, concittadini dei santi, liberi di amare.
Figli di Dio; forse possiamo aspirare a diventare delle grandi pop-star o dei
premi Nobel, ma più che figli di Dio non potremo mai essere, e lo siamo già!
Concittadini dei santi, appartenendo al grande sogno di Dio che è la Chiesa
fatta di poveri peccatori (noi) ma anche di grandi testimoni.
Possiamo vantarci e contare sull’aiuto dei grandi santi, chiedere la fede a
Pietro o il buonumore a san Filippo o lo spirito di pace a frate Francesco.
Liberi di amare; liberati dal laccio del peccato, delle tenebre, del grande
inganno delle origini, salvati da Cristo possiamo, con l’aiuto del suo amore
e della sua grazia, imparare ad amare come Egli ha fatto.
Sulle sponde del Giordano Gesù si mette in coda per essere battezzato.
Lui, senza peccato, desidera da subito mettere bene in chiaro il suo stile;
Egli è venuto per solidarizzare con noi uomini, senza trucchi, senza privilegi.
Lui, senza tenebra, ha accettato di condividere la nostra tenebra per illuminarla
con la sua presenza.
Isaia, nella prima lettura, deportato in Babilonia con molti ebrei dopo la
disfatta di Gerusalemme, incoraggia un popolo smarrito e fragile parlando
della venuta di Dio.
Anche la gloria di Dio, come dice altrove Geremia, lascia il Tempio ormai
distrutto e parte in catene per stare con il suo popolo.
Davvero Gesù è il Dio-con-noi, senza riserve, senza parentesi.
Dopo il Battesimo Gesù prega e, nella preghiera fa esperienza di essere
abitato dallo Spirito Santo e tutti sentono la voce del Padre: “Tu sei il mio
figlio bene-amato, in te mi sono compiaciuto”.
Tutti noi veniamo educati a meritarci di essere amati, a compiere delle cose
che ci rendono meritevoli dell’affetto altrui; sin da piccoli siamo educati ad
essere buoni alunni, buoni figli, buoni fidanzati, buoni sposi, buoni genitori,
bravi parroci, il mondo premia le persone che riescono, capaci e-dentro di
noi-s’insinua l’idea che Dio mi ama, certo, ma a certe condizioni.
Tutta la nostra vita è l’elemosina di un apprezzamento, di un riconoscimento.
Anzi, se una persona mi contraddice, mi accusa, reagisco ma in fondo penso
che abbia ragione, dico: “Devi arrenderti all’evidenza, tu non vali”.
La reazione spontanea-lontani da Dio-è allora di difesa e aggressività o di
eccessiva superficialità, mi omologo, do il massimo, passo la mia vita ad
inseguire l’idea di me che gli altri mi restituiscono.
Dio, invece, mi dice che io sono amato bene, dall’inizio, prima di agire; Dio
non mi ama perché buono ma-amandomi-mi rende buono.
Dio si compiace di me perché vede il capolavoro che sono, l’opera d’arte
che posso diventare, la dignità di cui Egli mi ha rivestito.
Allora, ma solo allora, potrò guardare al percorso da fare per diventare opera
d’arte, alle fatiche che mi frenano, alle fragilità che devo superare.
Il cristianesimo è tutto qui, Dio mi ama per ciò che sono, Dio mi svela in
profondità ciò che sono; bene-amato.
È difficile amare “bene”, l’amore è grandioso e ambiguo, può costruire e
distruggere, non si tratta di adorare qualcuno, ma di amarlo “bene”, renderlo
autonomo, adulto, vero, consapevole.
Così Dio fa con me, ma anche con tutti noi.
Infine, nel Vangelo di oggi, un Battista consumato dal vento del deserto ci
spinge a guardare oltre, ad andare al di là del segno, un altro viene a
battezzare e il suo battesimo è Spirito Santo e fuoco!
Spirito e fuoco, questo ci abita, non la noia, non la mediocrità, non la paura,
non il peccato.
Spirito e fuoco, per far divampare, all'inizio di questo nuovo anno, la fiamma
della presenza di Dio nei nostri cuori!
Buona Domenica del nostro Battesimo, amici, Fausto.

venerdì 11 gennaio 2019

Il Vangelo del Sabato 12 Gennaio 2018


Feria propria del 12 Gennaio.
1° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (5,14-21)
Dal Vangelo secondo Giovanni (3,22-30) anno dispari.
In quel tempo, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea,
e là si tratteneva con loro e battezzava.
Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta
acqua; e la gente andava a farsi battezzare.
Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo
riguardo alla purificazione rituale.
Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra
parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando
e tutti accorrono a lui».
Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo.
Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono
stato mandato avanti a lui”.
Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che
è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo.
Ora questa mia gioia è piena.
Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Per far comprendere la sua missione il Battista richiama il paragone delle
nozze; lui è venuto per preparare le nozze, per richiamare l’attenzione della
sposa, ossia del popolo d’Israele, affinche sia pronto ad accogliere lo sposo
che sta per venire e vivere quindi la festa nuziale.
Non è perciò verso di lui (il Battista) che essi debbono andare ma verso lo
sposo, Gesù di Nazareth.
Questa testimonianza di Giovanni richiama il compito di ogni predicatore;
preparare il cuore di chi ascolta ad accogliere il Signore.
Ma questo è anche il compito di ogni credente; aiutare gli altri ad accogliere
nel proprio cuore Gesù.
È il senso della splendida affermazione di Giovanni: “Egli deve crescere
e io invece diminuire”.
Quante volte siamo preda del nostro protagonismo, del nostro voler apparire,
del nostro stare sulla scena.
Ciascuno di noi “io per primo” deve invece combattere il proprio orgoglio
perché cresca in noi e negli altri l’amore per Gesù.
Ancora una volta il Battista ci sta davanti e ci insegna come essere discepoli.
Perciò, impariamo da lui a fare un passo indietro facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.