lunedì 14 gennaio 2019

Il Vangelo del Martedì 15 Gennaio 2019


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (2,5-12)
Dal Vangelo secondo Marco (1,21b-28) anno dispari.
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava.
Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno
che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro
e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci?
Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».
E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che
è mai questo?
Un insegnamento nuovo, dato con autorità.
Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù manifesta, nel suo gesto di liberazione nei confronti dell’indemoniato,
la santità e la potenza di Dio; Egli viene ad annunciare così che il potere di
satana ormai è al termine, perché la salvezza si manifesta pienamente nel suo
insegnamento e nella sua opera.
Quanti maestri c’erano al tempo di Gesù?
Eppure, Egli ha, rispetto agli altri, qualcosa di particolare, in quanto rivela
a coloro che lo ascoltano la verità: Dio vuole entrare in relazione con i suoi
figli e donare loro la libertà dal male, in ogni sua forma.
Il Signore vuole che anche noi, oggi, accogliamo la potenza della sua parola
liberatrice per vivere nella libertà dei figli di Dio; Egli può guidare la nostra
vita, se glielo permettiamo, per accompagnarci a vivere l’esperienza
dell’amore del Padre.
Per poterci riuscire, facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Lunedì 14 Gennaio 2018


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (1,1-6)
Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20) anno dispari.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando
il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone,
mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo
fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti.
Subito li chiamò.
Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni
e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Incontrare Gesù è molto più facile di quanto crediamo, e questo per un
semplice motivo; in realtà è Lui stesso che ci viene incontro nella nostra
quotidianità, nel nostro lavoro di tutti i giorni, in mezzo a quelle occupazioni
che sembrano non riservarci proprio niente di nuovo.
Il Signore viene a cercarci per le strade della normalità e dell’ordinarietà,
è proprio lì che semina un germe di eternità.
È stata questa l’esperienza dei primi chiamati; essi hanno riconosciuto,
nelle parole di questo sconosciuto, la forza di una promessa che li avrebbe
portati a far un’esperienza di Dio assolutamente nuova e straordinaria.
Gesù chiama anche noi a conversione, per poter accogliere il Regno di Dio
proprio nella quotidianità e per poter vivere in questi brani quotidiani,
la luce del Vangelo.
Perciò, predisponiamoci ad accogliere il Signore, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 12 gennaio 2019

Il Vangelo di Domenica 13 Gennaio 2019


Battesimo del Signore.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (40,1-5.9-11)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (2,11-14; 3,4-7)
Dal Vangelo secondo Luca (3,15-16.21-22) anno C.
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni,
si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose
a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte
di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali.
Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche
lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo
Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal
cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Lasciati alle spalle i giorni di Natale, intensi e caotici, brevi e stordenti,
passiamo quasi improvvisamente al Battesimo di Gesù, iniziando il
tempo ordinario.
Lo so, non sono certo io che cambierò l’anno liturgico ma, come già espresso
da altre parti, non mi dispiacerebbe aggiungere qualche festa intermedia dopo
il breve tempo natalizio.
Inizierei, dopo l’Epifania da riposizionare di domenica, con la domenica
della Festa della fuga in Egitto.
Così facendo, magari, noi bravi cristiani ci ricorderemmo di quanto hanno
penato Maria e Giuseppe in un paese straniero, da clandestini.
Poi aggiungerei la domenica dello stupore di Nazareth, tema appena sfiorato
dalla straordinaria festa della Santa Famiglia, per dedicare almeno qualche
micro-riflessione all’assordante silenzio di Nazareth e a quei trent’anni di
nulla (il 90% della vita terrena del Maestro e Signore Gesù) che danno un
sapore nuovo alla quotidianità.
In attesa di tali enormi cambiamenti, mi accontento di passare subito al tema
di oggi, quello del Battesimo di Gesù.
Il fatto che siamo tutti stati battezzati da neonati ha un valore enorme e da
valorizzare, i nostri genitori (più o meno coscientemente) hanno voluto
donarci tutto il loro cuore e la loro passione per Dio appena nati.
Ma, ahimè, l’esperienza fisica sensibile (non quella teologica) è rimasta
sepolta nel passato e, tutto sommato, il fatto di essere o meno battezzati
non ci cambia di molto la vita...
Se invece sapessimo cosa davvero è accaduto in quel giorno benedetto in
cui un povero prete ha versato sul nostro capo l’acqua benedetta!
Siamo diventati figli di Dio, concittadini dei santi, liberi di amare.
Figli di Dio; forse possiamo aspirare a diventare delle grandi pop-star o dei
premi Nobel, ma più che figli di Dio non potremo mai essere, e lo siamo già!
Concittadini dei santi, appartenendo al grande sogno di Dio che è la Chiesa
fatta di poveri peccatori (noi) ma anche di grandi testimoni.
Possiamo vantarci e contare sull’aiuto dei grandi santi, chiedere la fede a
Pietro o il buonumore a san Filippo o lo spirito di pace a frate Francesco.
Liberi di amare; liberati dal laccio del peccato, delle tenebre, del grande
inganno delle origini, salvati da Cristo possiamo, con l’aiuto del suo amore
e della sua grazia, imparare ad amare come Egli ha fatto.
Sulle sponde del Giordano Gesù si mette in coda per essere battezzato.
Lui, senza peccato, desidera da subito mettere bene in chiaro il suo stile;
Egli è venuto per solidarizzare con noi uomini, senza trucchi, senza privilegi.
Lui, senza tenebra, ha accettato di condividere la nostra tenebra per illuminarla
con la sua presenza.
Isaia, nella prima lettura, deportato in Babilonia con molti ebrei dopo la
disfatta di Gerusalemme, incoraggia un popolo smarrito e fragile parlando
della venuta di Dio.
Anche la gloria di Dio, come dice altrove Geremia, lascia il Tempio ormai
distrutto e parte in catene per stare con il suo popolo.
Davvero Gesù è il Dio-con-noi, senza riserve, senza parentesi.
Dopo il Battesimo Gesù prega e, nella preghiera fa esperienza di essere
abitato dallo Spirito Santo e tutti sentono la voce del Padre: “Tu sei il mio
figlio bene-amato, in te mi sono compiaciuto”.
Tutti noi veniamo educati a meritarci di essere amati, a compiere delle cose
che ci rendono meritevoli dell’affetto altrui; sin da piccoli siamo educati ad
essere buoni alunni, buoni figli, buoni fidanzati, buoni sposi, buoni genitori,
bravi parroci, il mondo premia le persone che riescono, capaci e-dentro di
noi-s’insinua l’idea che Dio mi ama, certo, ma a certe condizioni.
Tutta la nostra vita è l’elemosina di un apprezzamento, di un riconoscimento.
Anzi, se una persona mi contraddice, mi accusa, reagisco ma in fondo penso
che abbia ragione, dico: “Devi arrenderti all’evidenza, tu non vali”.
La reazione spontanea-lontani da Dio-è allora di difesa e aggressività o di
eccessiva superficialità, mi omologo, do il massimo, passo la mia vita ad
inseguire l’idea di me che gli altri mi restituiscono.
Dio, invece, mi dice che io sono amato bene, dall’inizio, prima di agire; Dio
non mi ama perché buono ma-amandomi-mi rende buono.
Dio si compiace di me perché vede il capolavoro che sono, l’opera d’arte
che posso diventare, la dignità di cui Egli mi ha rivestito.
Allora, ma solo allora, potrò guardare al percorso da fare per diventare opera
d’arte, alle fatiche che mi frenano, alle fragilità che devo superare.
Il cristianesimo è tutto qui, Dio mi ama per ciò che sono, Dio mi svela in
profondità ciò che sono; bene-amato.
È difficile amare “bene”, l’amore è grandioso e ambiguo, può costruire e
distruggere, non si tratta di adorare qualcuno, ma di amarlo “bene”, renderlo
autonomo, adulto, vero, consapevole.
Così Dio fa con me, ma anche con tutti noi.
Infine, nel Vangelo di oggi, un Battista consumato dal vento del deserto ci
spinge a guardare oltre, ad andare al di là del segno, un altro viene a
battezzare e il suo battesimo è Spirito Santo e fuoco!
Spirito e fuoco, questo ci abita, non la noia, non la mediocrità, non la paura,
non il peccato.
Spirito e fuoco, per far divampare, all'inizio di questo nuovo anno, la fiamma
della presenza di Dio nei nostri cuori!
Buona Domenica del nostro Battesimo, amici, Fausto.

venerdì 11 gennaio 2019

Il Vangelo del Sabato 12 Gennaio 2018


Feria propria del 12 Gennaio.
1° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (5,14-21)
Dal Vangelo secondo Giovanni (3,22-30) anno dispari.
In quel tempo, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea,
e là si tratteneva con loro e battezzava.
Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta
acqua; e la gente andava a farsi battezzare.
Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo
riguardo alla purificazione rituale.
Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra
parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando
e tutti accorrono a lui».
Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo.
Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono
stato mandato avanti a lui”.
Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che
è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo.
Ora questa mia gioia è piena.
Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Per far comprendere la sua missione il Battista richiama il paragone delle
nozze; lui è venuto per preparare le nozze, per richiamare l’attenzione della
sposa, ossia del popolo d’Israele, affinche sia pronto ad accogliere lo sposo
che sta per venire e vivere quindi la festa nuziale.
Non è perciò verso di lui (il Battista) che essi debbono andare ma verso lo
sposo, Gesù di Nazareth.
Questa testimonianza di Giovanni richiama il compito di ogni predicatore;
preparare il cuore di chi ascolta ad accogliere il Signore.
Ma questo è anche il compito di ogni credente; aiutare gli altri ad accogliere
nel proprio cuore Gesù.
È il senso della splendida affermazione di Giovanni: “Egli deve crescere
e io invece diminuire”.
Quante volte siamo preda del nostro protagonismo, del nostro voler apparire,
del nostro stare sulla scena.
Ciascuno di noi “io per primo” deve invece combattere il proprio orgoglio
perché cresca in noi e negli altri l’amore per Gesù.
Ancora una volta il Battista ci sta davanti e ci insegna come essere discepoli.
Perciò, impariamo da lui a fare un passo indietro facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 10 gennaio 2019

Il Vangelo del Venerdì 11 Gennaio 2019


Feria propria del 11 Gennaio.
1° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (5,5-13)
Dal Vangelo secondo Luca (5,12-16) anno dispari.
Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto
di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi,
puoi purificarmi».
Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!».
E immediatamente la lebbra scomparve da lui.
Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote
e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto,
a testimonianza per loro».
Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo
e farsi guarire dalle loro malattie.
Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Un lebbroso, superando le difficoltà della folla e i divieti della legge,
si getta ai piedi di Gesù.
Lo abbiamo già visto in precedenza; il passaggio di Gesù crea un clima
nuovo e fa saltare pregiudizi e regole, spesso fortemente radicate.
Anche Gesù, vincendo ogni regola e tradizione, quando vede il lebbroso
lo “tocca con la mano”.
È un gesto che sconfigge la barriera che separa il sano dal lebbroso,
e che soprattutto supera ogni paura.
Quella mano che si stende non è un gesto di coraggio, è piuttosto la
garanzia di una vicinanza, di un amore che continua.
Si può dire che è il riflesso dell’amore che Gesù ha per il Padre.
La folla accorreva per stare accanto a Gesù e ascoltare la sua Parola.
Ma Gesù non si fermava a godersi l’onore; si ritirava a pregare.
Sapeva che dal Padre gli veniva ogni forza.
Se è così per Gesù, quanto più questo vale per noi?
Certamente, se pregava Gesù, noi quantomeno dobbiamo pregare il doppio.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 9 gennaio 2019

Il Vangelo del Giovedì 10 Gennaio 2019


Feria propria del 10 Gennaio.
1° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (4,19-5,4)
Dal Vangelo secondo Luca (4,14-22a) anno dispari.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua
fama si diffuse in tutta la regione.
Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò
nella sinagoga e si alzò a leggere.
Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era
scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato
con l'unzione, e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a
proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in
libertà gli oppressi e proclamare l'anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette.
Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui.
Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che
voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di
grazia che uscivano dalla sua bocca.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù si presentò nella sinagoga di Nazareth.
Non era certo la prima volta che vi entrava; Luca sottolinea che era solito andarci.
Ma quella qui narrata è la prima occasione nella quale si esprime in quel modo.
Dopo la lettura del brano di Isaìa nel quale si annunciava l’avvento del Messia
con la narrazione delle opere di liberazione che avrebbe compiuto, Gesù si
alzò e disse: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura”.
La reazione dei presenti fu inizialmente di meraviglia e di stupore.
Ma poi si mostrarono decisamente ostili, tanto da tentare di ucciderlo.
Cosa era accaduto?
I nazareni non vollero accettare che uno di loro, che conoscevano da ragazzo
e che avevano visto crescere, potesse parlare con autorità sulla loro vita.
Gesù proclamava un “anno di grazia”, ossia la fine di ogni oppressione;
e ognuno doveva convertire il proprio cuore su quella via.
I nazareni rifiutarono che il Vangelo avesse autorità sulla loro vita.
Accade così anche a noi ogni volta che rifiutiamo di ascoltarlo
Certo che non è facile far coincidere i nostri ritmi di vita, con la lettura del
Vangelo ogni giorno, ci vuole un po di buona volontà e se facciamo fatica,
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 8 gennaio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 9 Gennaio 2019


Feria propria del 9 Gennaio.
1° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (4,11-18)
Dal Vangelo secondo Marco (6,45-52) anno dispari.
[Dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi 
discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, a Betsàida, finché
non avesse congedato la folla.
Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra.
Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario,
sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare,
e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si
misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti.
Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
E salì sulla barca con loro e il vento cessò.
E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso
il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Marco è davvero impietoso quando dice che il cuore dei discepoli era
indurito, nonostante il fatto che avessero visto due miracoli; questa loro
forte meraviglia non è quella piena di gioia che si sperimenta come
coronamento di un atto di fede premiato dalla grande generosità di Dio.
Ci troviamo invece di fronte a un sentimento di diffidenza che esprime tutta
la durezza di cuore di coloro che, paradossalmente, sono al momento le
persone più vicine a Gesù.
È davvero brutto essere così vicini al Maestro, eppure non capire i suoi gesti.
Noi abbiamo ancora più responsabilità rispetto agli apostoli, perché sappiamo
molte più cose riguardo a Gesù e alla sua potenza, eppure anche noi spesso
abbiamo lo stesso cuore indurito.
Perciò, diamoci da fare, ammorbidiamo il nostro cuore attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.