giovedì 9 luglio 2015

Il Vangelo del Venerdì 10 Luglio 2015

1° Lettura dal libro della Gènesi (46,1-7.28-30).
Dal Vangelo secondo Matteo (10,16-23) anno B.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate
dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno
ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;
e sarete condotti davanti a governatori e re per causa
mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di
come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in
quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a
parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli
si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno.
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome.
Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra;
in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città
d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Dio manifesta sempre la sua mano provvidente sugli
uomini, sempre tanto confusi e contradditori.
E Dio pone il suo sigillo sulla storia, donando al suo
popolo la sua benedizione.
Sarà proprio da quella benedizione, che si manifesteranno
gli eventi grandi e terribili che faranno del suo popolo,
un popolo di gente libera.
Proviamo ad avere anche noi uno sguardo che va al di là
del provvisorio; vedremo anche noi la mano di Dio che
ci guida con pazienza nelle strade della vita.
Lasciando da parte i se e i ma.
Però, Gesù ci avverte che dedicarsi con passione al regno
dei cieli implica comunque l’incomprensione e il giudizio
negativo, a volte proprio da coloro che ci sono più vicini;
la prospettiva non è certamente esaltante, eppure Cristo
ci dice che vi è una forza la quale ci permette di vincere
ogni contrasto, ed essere dei veri suoi discepoli,
con la perseveranza.
Perseverare sino alla fine significa credere che, nonostante
ogni umiliazione e sofferenza, il nostro piccolo contributo
alla causa del Vangelo sarà come un seme che, a tempo
opportuno, crescerà e porterà frutto.
Il Signore ci dà la capacità di scoprire nella nostra vita i
motivi più profondi per andare avanti nella fedeltà a Lui;
possiamo fare qualcosa di bello se facciamo della
perseveranza la nostra guida, attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


mercoledì 8 luglio 2015

Il Vangelo del Giovedì 9 Luglio 2015

1° Lettura Dal libro della Gènesi (44,18-21.23-29; 45,1-5).
Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-15) anno B.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno
dei cieli è vicino.
Guarite gli infermi, risuscitate i morti,
purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre
cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali,
né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate
chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.
Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di
essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi.
Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle
vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e
scuotete la polvere dei vostri piedi.
In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma
e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Sarebbe bello riuscire a vivere ogni giorno in una
dimensione di fede profonda.
Perché tutto, ma proprio tutto, serve ad avvicinarci a Dio.
Persino le disgrazie, le ingiustizie e gli abusi degli altri
nei confronti della nostra persona, possono essere assunti
da Dio e trasformati in grazie e benedizioni.
Vogliamo vivere in questa fede?
Preghiamo e chiediamolo con fede a Gesù, e certamente
ce lo concederà con gioia quando glielo domandiamo.
Ma però, le regole che sottostanno al mandato missionario
di Gesù nei confronti degli apostoli sono semplici e dettate
da motivazioni essenzialmente pratiche; ma, allo stesso
tempo, sono profondamente esigenti, in quanto richiedono
a colui che viene inviato di porre la passione per il regno
di Dio e per il Signore Gesù prima di ogni altro interesse.
Chi accetta di mettersi a seguire Gesù ed essere a sua
volta annunciatore del regno, deve sapere che ad esso
va sacrificato tutto.
Eppure, quanto più ci si fa poveri e semplici per annunciare
il regno dei cieli, tanto più si porta frutto; il nostro
impegno sia quello di vivere la passione per il regno,
perché anche noi, nella quotidianità e nella ferialità,
possiamo essere testimoni efficaci della grazia che Dio
vuole donare, perciò, aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.



martedì 7 luglio 2015

Il Vangelo del Mercoledì 8 Luglio 2015

1° Lettura dal libro della Gènesi (41,55-57; 42,5-7.17-24)
Dal Vangelo secondo Matteo (10,1-7) anno B.
In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli,
Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per
scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone,
chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo,
figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo
e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano;
Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo
e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro:
«Non andate fra i pagani e non entrate nelle città
dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore
perdute della casa d’Israele.
Strada facendo, predicate, dicendo che il regno
dei cieli è vicino».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
A volte nel nostro cuore, sentiamo il rimorso di
tutte quelle colpe di cui ci siamo macchiati.
Perché, anche dopo anni il nostro peccato occulto
riaffiora nella nostra coscienza, ma anche noi
possiamo essere a nostro modo, strumenti di
compimento della volontà di Dio, il quale sa far
nascere il bene anche dall’ingiustizia.
Perciò, facciamo attenzione a quello che la nostra
coscienza ci dice; ascoltiamola, poiché attraverso
di essa ci parla Dio, che vuole liberarci dai nostri
peccati nascosti.
Correndo il rischio di essere chiamati anche noi.
La chiamata di Dio, senza dubbio, è un fatto misterioso
che sfugge ad ogni criterio umano di valutazione;
perché questi nomi e non altri?
La benevolenza di Gesù si manifesta nei confronti
di questi chiamati, i quali vengono così rivestiti delle
sue stesse prerogative di salvezza e di liberazione.
Un apostolo è tale se però ricorda sempre il suo scopo
iniziale; egli è sempre inviato da qualcun altro,
e non rappresenta se stesso.
Le loro capacità, i loro carismi e gli stessi miracoli
che essi compiono, sono un segnale che indica come
essi sono inviati da chi annuncia, per mezzo loro,
salvezza e liberazione.
Alle storie dei dodici apostoli possiamo aggiungere
anche la nostra; impegniamoci a vivere da inviati,
da apostoli, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


lunedì 6 luglio 2015

Il Vangelo del Martedì 7 Luglio 2015

1° Lettura Dal libro della Gènesi (32,23-33).
Dal Vangelo secondo Matteo (9,32-38) anno B.
In quel tempo, presentarono a Gesù un muto
indemoniato.
E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto
cominciò a parlare.
E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è
mai vista una cosa simile in Israele!».
Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per
opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando
nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno
e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano
stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.
Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante,
ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il signore della messe perché
mandi operai nella sua messe!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’esperienza di Dio è sempre avvolta da un alone di
mistero, nessuno può conoscere il nome di Dio, cioè
il segreto intimo della persona.
Eppure, proprio Lui che è l’Altissimo e il misterioso,
dona la sua benevolenza agli uomini.
Per vincere con Dio, bisogna avere il coraggio di
perdere tutte le nostre convinzioni e i nostri progetti,
per fare spazio ai suoi; solo così anche noi potremo
sperimentare la sua vicinanza.
Non è facile, ma se seguiamo Gesù ci riusciremo.
Perché, assistere a dei miracoli di Gesù è una grande
responsabilità; vuol dire trovarsi di fronte alla potenza
di Dio che comanda al maligno e alle malattie, e dare
un assenso di fede.
Purtroppo ci si può chiudere anche di fronte a questi
segni straordinari della potenza di Dio e accusare
Gesù di essere anch’egli un demonio, così come
fecero i farisei quel giorno.
Quante volte anche noi desideriamo vedere nella nostra
vita, per tante situazioni e sofferenze, un grande
miracolo; ma siamo sicuri di saperne fare tesoro?
Anche noi potremmo reagire come i farisei di tutti i
tempi, chiudendoci nel nostro egoismo e rifiutare il
significato profondo che ogni miracolo porta con sé.
Chiediamo, dunque, a Dio la fede, perché possa farci
accorgere dei piccoli miracoli quotidiani che Egli compie
con noi, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 5 luglio 2015

Il Vangelo del Lunedì 6 Luglio 2015

1° Lettura Dal libro della Gènesi (28,10-22).
Dal Vangelo secondo Matteo (9,18-26) anno B.
In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno
dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia
è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano
su di lei ed ella vivrà».
Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da
dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo
del suo mantello.
Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare
il suo mantello, sarò salvata».
Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua
fede ti ha salvata».
E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la
folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via!
La fanciulla infatti non è morta, ma dorme».
E lo deridevano.
Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese
la mano e la fanciulla si alzò.
E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La vicinanza di Dio nella nostra vita, ci fa comprendere
che Egli è l’Altissimo, che si è chinato su di noi per
renderci strumenti della sua promessa.
Non è facile per noi comprendere, e impareremo a
nostre spese, cosa significhi camminare per una strada
oscura e faticosa, per giungere a vivere pienamente
questa parola data, perché al momento, non sappiamo
ancora cosa voglia dire avere a che fare con Dio, perché
magari abbiamo ancora con Lui un rapporto imperfetto.
Ricordiamoci però, di tutte le volte che Dio ha manifestato
la sua presenza nella nostra vita e ricambiamolo con un
amore gratuito e filiale.
Come Gesù stesso ci insegna.
Gesù incrocia la sua strada con due storie di dolore e di
speranza; alla sofferenza e alla malattia, alla morte ed al
buio del sepolcro, Egli oppone la forza della fede di coloro
che credono in Lui.
Quante persone toccarono Gesù in quel giorno?
Eppure il tocco della donna sofferente richiama la sua
attenzione, perché essa lo ha sfiorato con fede; essa è una
vera figlia di Dio, perché ha il coraggio di credere in colui
che l’Altissimo ha inviato nel mondo.
Notiamo quanto è falsa la compassione degli uomini; gli
stessi, che in casa della piccola defunta piangono e strepitano,
deridono Gesù, incuranti del dolore e della speranza dei
genitori; la compassione di Gesù, invece, è autentica.
Egli prende la bambina per mano, riaccompagnandola
nel mondo dei vivi.
Questo è quello che succede a tutti noi quando cadiamo
nel peccato; con il perdono, Gesù ci accompagna nel mondo
dei vivi, perciò, ringraziamolo con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

   

sabato 4 luglio 2015

Il Vangelo di Domenica 5 Luglio 2015

Il Vangelo della 14° Domenica del Tempo Ordinario
1° Lettura Dal libro del profeta Ezechièle (2,2-5).
2° Lettura Dalla seconda lettera di san Paolo
apostolo ai Corìnzi (12,7-10).
Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6) anno B.
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi
discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga.
E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano:
«Da dove gli vengono queste cose?
E che sapienza è quella che gli è stata data?
E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?
Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello
di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone?
E le sue sorelle, non stanno qui da noi?».
Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se
non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua».
E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo
impose le mani a pochi malati e li guarì.
E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Di fronte all’ostinazione dell’uomo, neppure
Dio può fare molto.
La libertà che Egli ci ha donato è un’arma a doppio
taglio che può precludere al Signore la possibilità
di darci la salvezza.
Per questo motivo, l’unica cosa che Egli può fare è
quella di mandare i suoi profeti, cioè coloro che a
suo nome parlino a coloro che induriscono il loro
cuore e le loro orecchie nella speranza che almeno
qualcuno possa accogliere questa proposta di salvezza.
Vogliamo conoscere un modo certo per conoscere se
abbiamo anche noi il cuore indurito e testardo?
È molto semplice.
La parola di Dio che ci annuncia la misericordia e la
salvezza ci stupisce ancora, oppure non ci dice più niente?
Riusciamo a provare meraviglia di fronte ad un Dio che
continua a rivolgerci la parola con amore?
Ma attenzione, il rischio che tutti corriamo è quello di
insuperbirci per ciò che Dio compie per mezzo nostro.
Per tale motivo, a ciascuno il Signore pone nella carne
una spina che serve a tenerci umili ed abbandonati
alla sua volontà.
Ma attenzione, a volte possiamo venire rifiutati, proprio
dalle persone con cui siamo cresciuti e con le quali abbiamo
condiviso i giochi da bambini e gli anni della giovinezza.
Il Signore sapeva bene che la sua sorte non sarebbe stata
differente da quella dei profeti venuti prima di Lui,
ai quali fu riservato lo stesso destino.
Ciò che deve essere stato faticoso, per Gesù, è accettare
la loro incredulità, cioè quell’atteggiamento di distacco,
indifferenza ed addirittura di scandalo che essi
manifestavano nei suoi confronti.
Come possiamo vedere, non basta essere amici o parenti
di Gesù per essere autenticamente salvi.
Del resto, Egli stesso disse un giorno che i suoi veri amici
parenti sono coloro che ascoltano la sua parola e la
mettono in pratica.
Noi siamo fra questi, oppure no?
Speriamo di si, per riuscirci, bisogna pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

venerdì 3 luglio 2015

Il Vangelo del Sabato 4 Luglio 2015

1° Lettura dal libro della Gènesi (27,1-5.15-29)
Dal Vangelo secondo Matteo (9,14-17) anno B.
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli
di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei
digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli
non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a
nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?
Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro
tolto, e allora digiuneranno.
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un
vestito vecchio, perché il rattoppo porta via
qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore.
Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti
si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri
vanno perduti.
Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così
l’uno e gli altri si conservano».
Parola del Signore.
Riflessione personale del Vangelo di oggi.
La storia sacra è tutt’altro che lineare e pulita.
In essa, spesso, troviamo grandi uomini e santi
patriarchi, ma anche gente senza scrupoli e poco
onesta; eppure, Dio si serve anche di loro per
manifestare il suo piano di salvezza.
In effetti, vediamo il mistero della libera scelta
di Dio, il quale dona la sua benevolenza a chi vuole
e come vuole, senza lasciarsi condizionare dalle
usanze o dalla cultura degli uomini.
Quante benedizioni Dio ci dona ogni giorno!
Per poterle far fruttare nella nostra vita quotidiana,
proviamo ad essere scaltri secondo la mentalità
del Vangelo di Gesù.
Come ci insegna con questa parabola.
Gli otri che si tenevano in casa, al tempo di Gesù,
erano fatti di pelle di pecora o di capra conciata.
Per questo motivo, essi non potevano essere utilizzati
per più di una volta poiché si deterioravano e
facevano perdere il loro contenuto.
Questi otri sono l’esempio migliore di quella carica
di novità che è necessaria per accogliere la parola
e la persona di Gesù.
Non si può pretendere di chiudere Gesù nei nostri
piccoli schemi e incapaci di cogliere la gioia e la letizia
dell’annuncio di salvezza che Egli porta a tutta l’umanità.
Allora, o decidiamo di mettere da parte le nostre rigide
certezze per abbracciare la novità di Gesù, oppure noi
stessi ci condanniamo a non poter vivere pienamente
quella novità che Dio vuole donarci.
Meglio aprirci alle novità del vangelo, dono del Signore,
aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.