giovedì 8 gennaio 2015

Il Vangelo del Venerdì 9 Gennaio 2015

1° Lettura dalla 1° lettera di S. Giovanni apostolo (4,11-18). 
Dal Vangelo secondo Marco (6,45-52) anno B.
Dopo che furono saziati i cinquemila uomini,
Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e
precederlo sull’altra riva, verso Betsaida, mentre
egli avrebbe licenziato la folla.
Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare
ed egli solo a terra.
Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché
avevano il vento contrario, già verso l’ultima
parte della notte andò verso di loro camminando
sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono:
“È un fantasma”, e cominciarono a gridare perché
tutti lo avevano visto ed erano stati turbati.
Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: “Coraggio,
sono io, non temete!”.
Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò.
Ed erano interiormente colmi di stupore, perché non
aveva capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito. 
Parola del Signore.
Spesso ci portiamo dentro il cuore delle immagini
sbagliate di Dio che ci condizionano a tal punto che
sovente ci allontanano da Lui.
Quante volte ci siamo immaginati un Dio che ci guarda
e ci scruta, pronto a punirci per i nostri peccati
con severità inflessibile?
Ma Dio non è certamente questo!
Quando veniamo guariti per mezzo dell’amore da
tutte le immagini sbagliate di Dio, comprendiamo
che  per un Padre amorevole quale Lui è, non può
esserci che fiducia nella sua parola e nel suo agire.
Non possiamo vivere nel timore di un Dio che ci ama
tanto fino a dare la vita di suo Figlio per noi; se abbiamo
ancora timore, vuol dire che dobbiamo ancora liberarci
da certi idoli ed immagini false di Dio che però non
corrispondono a verità.
E ce lo dice S. Marco in questo brano.
Il suo messaggio è veramente emblematico; egli ci dice
che gli apostoli non avevano compreso il miracolo della
moltiplicazione dei pani perché il loro cuore era indurito.
Ciò ci spiega il motivo per cui essi non riconobbero la
venuta di Gesù che camminava sulle acque; non
potevano riconoscerlo poiché non erano in sintonia
con Lui e non erano in grado di cogliere la rivelazione
dell’amore di Dio tramite Lui.
Se non abbiamo fiducia in Gesù e non crediamo nella
sua potenza, difficilmente potremmo riconoscerlo
quando Egli si manifesterà nella nostra vita.
Anche il nostro cuore, quando si chiude alla grazia,
diventa incapace di riconoscere il Maestro, ed Egli
per noi resta un fantasma di cui avere paura
e che provoca angoscia.
Perciò, apriamo il nostro cuore alla grazia,
e liberiamoci dai fantasmi con l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 7 gennaio 2015

Il Vangelo del Giovedì 8 Gennaio 2015

1° Lettura dalla 1° lettera di S. Giovanni apostolo (4,7-10). 
Dal Vangelo secondo Marco (6,34-44) anno B.
In quel tempo, Gesù vide molta folla e si commosse
per loro, perché erano come pecore senza pastore,
e si mise a insegnare loro molte cose.
Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i
discepoli dicendo: “Questo luogo è solitario ed è
ormai tardi; congedali perciò, in modo che,
andando per le campagne e i villaggi vicini, possano
comprarsi da mangiare”.
Ma egli rispose: “Voi stessi date loro da mangiare”.
Gli dissero: “Dobbiamo andar noi a comprare duecento
denari di pane e dare loro da mangiare?”.
Ma egli replicò loro: “Quanti pani avete? Andate a vedere”.
E accertatisi, riferirono: “Cinque pani e due pesci”.
Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere,
a gruppi, sull’erba verde.
E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta.
Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo,
pronunziò la benedizione, spessò i pani e li diede ai discepoli
perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti.
Tutti mangiarono e si sfamarono, e portarono via dodici
ceste piene di pezzi di pane e anche pesci.
Quelli che avevano mangiato i pani erano
cinquantamila uomini.
Parola del Signore.
Il periodo liturgico del Natale è il più indicato per riflettere
su una verità che rappresenta il culmine della rivelazione.
Dio è amore.
Il Natale ha voluto dirci come l’amore che abbiamo per
le persone a noi più care, per i nostri figli, per i nostri
genitori, per gli amici con i quali abbiamo dei legami
più stretti; insomma, tutto l’amore che siamo capaci
di donare agli altri e a Lui, è soltanto un pallido riflesso
dell’amore che Dio ha per noi.
Dio è fatto d’amore come noi siamo fatti di carne.
Ma a questo si aggiunge una verità ancora più sconvolgente;
il primo passo lo ha fatto Dio.
È Lui che è venuto a cercarci e a tenderci la mano per fare
comunione ed entrare in relazione con noi; Gesù è il dono
che ci dimostra questa verità.
Perciò, quando Dio decide di donare, non si fa certo vincere
in generosità; di fronte alla fame della folla, moltiplica
il pane e il pesce senza calcolo.
Così è lo stile di Dio, il quale quando si commuove per
i suoi figli non esita a dare tutto, persino il suo Figlio.
Ma la vera gioia non sta tanto nello sfamarsi, quanto
nel partecipare a questo dono di Dio; Gesù chiede ai suoi
discepoli di dare se stessi da mangiare, e quindi li invita
a partecipare con le loro forze e possibilità al dono
che Egli fa di sé.
È un vero privilegio poter dare agli altri qualcosa di sé
da mangiare, proprio come Gesù, e vedere come anche
noi abbiamo il potere di rendere felici qualcuno ogni
volta che, nella nostra vita, facciamo spazio agli altri,
senza farci vincere dall’egoismo.
Aiutiamo il Signore a sfamare il prossimo,
cominciamo a farlo attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


Il Vangelo del Mercoledì 7 Gennaio 2015

1° Lettura dalla 1° lettera di S. Giovanni apostolo (3,22-4,6). 
Dal Vangelo secondo Matteo (4,12-17.23-25) anno B.
In quel tempo, avendo saputo che Giovanni era stato
arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazareth,
venne ad abitare a Cafàrnao, presso il mare, nel territorio
di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era
stato detto per mezzo del profeta Isaia; il paese di Zàbulon
e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano,
Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha
visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra
e ombra di morte una luce si è levata.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertievi,
perché il regno dei cieli è vicino”.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro
sinagoghe e predicando la buona novella del regno e
curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero
a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori,
indemoniati, epilettici e paralitici, ed egli li guariva.
E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea,
dalla Decòpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea
e da oltre il Giordano.
Parola del Signore.
Anche se spesso non ne siamo consapevoli, purtroppo,
siamo circondati da falsi profeti che, a vario titolo ed
in vario modo cercano di sviarci.
Certe tematiche pacifiste o solidarizzanti di certi
programmi televisivi nascondono in realtà un grande
presappochismo, o nella peggiore delle ipotesi, velati
messaggi anticristiani.
Il criterio semplice ma infallibile per riconoscere i veri
dai falsi profeti sono; chi insegna le dottrine del mondo,
per quanto siano affascinanti e attirano per loro dialettica,
non riconoscono la persona di Gesù ed il suo mistero
pasquale di morte e di risurrezione.
Stiamo attenti e vigili, per poter evitare ciò che ci
allontana da Dio.
Perciò, seguiamo solo la Parola di Gesù, attraverso il Vangelo.
Gesù inizia il suo ministero con un messaggio che è il
riassunto di tutto il Vangelo.
Convertirsi vuol dire cambiare; significa cioè riconoscere
umilmente davanti a Dio che così non và, e che per poter
fare qualcosa di buono si deve proprio cambiare vita,
lasciando tutto ciò che sa troppo di compromesso e di
superficialità nel nostro cammino verso Dio.
Dunque, Gesù vuole trasmetterci attraverso le sue parole,
l’urgenza e la necessità di darsi da fare per diventare
ogni giorno migliori, e più santi.
Se abbiamo paura di non riuscire, ricordiamoci come il
Signore stesso girava per le città ed i villaggi guarendo
e sanando molti; lasciamoci allora liberare da Lui da tutto
ciò che ci impedisce di impegnarci seriamente per una
vita cristiana più autentica.
Se ci serve un aiuto, lo possiamo avere dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.




Problemi telefonici

 
Ciao a tutti voi amici, in tanti mi hanno telefonato per chiedermi 
se è successo qualcosa di brutto non vedendo più i miei scritti 
su questa pagina, fortunatamente non è successo niente a me, 
ma alla linea telefonica di cui mi servo, è da Venerdi 2 Gennaio 2015 
che non ho più copertura, allora il 2 mattino chiamo la mia 
compagnia telefonica; la grande Fastweb, certo, (grande per la 
pubblicità, per il resto lascia a desiderare), e mi risponde un 
operatore che mi comunica che c'è un guasto sulla linea e mi 
assicura che in un paio di giorni si risolve il tutto, meno male, 
prima presa per il sedere, non succede niente ed allora il 
Lunedì 5 Gennaio 2015, richiamo, mi risponde lo stesso operatore, 
altra presa per il sedere, mi dice; ci scusiamo ma i tecnici stanno 
lavorando e entro oggi o al massimo domani riavrà la linea, pensate 
sia finita, no questa mattina ritelefono e mi dicono che i tecnici 
stanno ancora lavorando, terza presa per il sedere.
voi pensate che con tutte queste feste i tecnici abbiano lavorato?
No di certo e questo è stato quello che mi ha fatto arrabbiare, 
se mi avessero detto la verità non mi sarei arrabbiato.
poi arriva il colmo; Lunedì 5 Gennaio mi telefona una operatrice 
della Fastweb, mi dice che hanno un'offerta da propormi per la rete 
mobile, l'ho mandata a quel paese assieme alla Fastweb.
perciò attenzione amici se avete intenzione di passare a questa 
compagnia telefonica, al momento del contratto tante belle promesse, 
quando ci sono problemi non trovi nessuno, stamattina ho chiesto 
di parlare con un responsabile, mi hanno risposto che il responsabile non c'è.
Bene, allora adesso mi consulto con l'Avvocato per disdire il contratto, 
in quanto questa compagnia telefonica fa pena.
Ora riprendo la mia pubblicazione normale e mi scuso con tutti voi, Fausto.

giovedì 1 gennaio 2015

Il Vangelo del Venerdì 2 Gennaio 2015

1° Lettura dalla 1° lettera di S. Giovanni apostolo (2,22-28). 
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,19-28) anno B.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei
gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a
interrogarlo: «Tu, chi sei?».
Egli confessò e non negò.
Confessò: «Io non sono il Cristo».
Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque?
Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?».
«No», rispose.
Gli dissero allora: «Chi sei?
Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci
hanno mandato.
Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto:
Rendete diritta la via del Signore, come disse il
profeta Isaia».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei.
Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque
tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua.
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui
che viene dopo di me: a lui io non sono degno
di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano,
dove Giovanni stava battezzando.
Parola del Signore.
La vita eterna non consiste soltanto nella gioia
ultraterrena di cui godranno gli eletti un giorno
nel cielo; essa comincia già in questa vita, quando
restiamo in comunione con il Signore Gesù.
Il problema consiste soprattutto nel rimanere in Lui,
cercando in tutti i modi di non allontanarci mai
dalla sua grazia e dal suo amore.
Quante volte, durante la nostra vita,
ci allontaniamo da Lui?
Come fare a riconoscere quei momenti?
Quando viviamo troppo distrattamente, senza
riflettere sulla presenza di Dio vicino a noi e sul
suo amore provvidente, man mano ci allontaniamo
sempre di più da Lui, fino a perdere la consapevolezza
dell’importanza di tale rapporto vitale con Dio.
Abbiamo il coraggio di rinunciare a tutto ciò che ci è
di ostacolo, pur di restare in Lui?
Veramente non lo so, ed è per questo che Dio manda
avanti Giovanni, a preparare la strada a Gesù.
Giovanni non si lascia tentare dall’adulazione,
né approfitta dell’ascendente che ha sulle persone per
attribuirsi dei ruoli e dei meriti che non gli competono.
Egli è perfettamente consapevole di essere semplicemente
una voce, con un compito preciso; egli deve soltanto
nnunciare la venuta di Colui che ha il potere di
donare lo Spirito Santo.
Per ora, egli impartisce un battesimo che invita alla
penitenza ed al rinnovamento della vita.
Il tempo forte che stiamo vivendo ci insegna come
non sprecare mai ogni istante della nostra vita,
in quanto esso serve a migliorarci e a cambiarci,
rendendoci sempre più conformi alla volontà di Dio.
Saremo in grado anche noi, come il Battista, di non
lasciarci sviare da nulla per percorrere la strada del Signore?
Spero proprio di si, amici, se facciamo fatica,
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga
il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre
in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata.
 

mercoledì 31 dicembre 2014

Il Vangelo del Giovedì 1 Gennaio 2015

1° Lettura dal libro dei numeri (6,22-27)
2° Lettura dalla lettera di S. Paolo ai Galati (4,4-7) 
Dal Vangelo secondo Luca (2,16-21) anno B.
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio,
e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino,
adagiato nella mangiatoia.
E dopo averlo visto, riferirono ciò che del
bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose
dette loro dai pastori.
Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose,
meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando
Dio per tutto quello che avevano udito e visto,
com'era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti
per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù,
come era stato chiamato dall'angelo prima
che fosse concepito nel grembo.
Parola del Signore.
Il valore di una benedizione, non sta tanto nelle
parole, quanto nella forza e nella grazia di cui essa
è veicolo da parte di Dio.
La benedizione ha il valore di circondare tutte le
attività che si intraprendono in questo nuovo periodo
della nostra vita, e di scendere sulle nostre intenzioni
più buone, perché diventino realizzazioni sante e
secondo la volontà di Dio.
Tutto ciò si svolgerà sotto lo sguardo tenero e
premuroso della Madre di Dio, la quale veglierà su di noi
suoi figli, facendosi garante di questa benedizione divina.
Da qui si capisce il perché del messaggio particolare
a Medjugorje della sera del 29 Dicembre scorso.
Ed allora, con la benedizione mdi Dio e sotto lo sguardo
amorevole di Maria, andiamo anche noi alla mangiatoia
con i pastori, dove troveremo un Bambino, una donna
giovane ed un uomo intento a prendersi cura di loro; questo
è lo spettacolo che i pastori e noi ci troveremo davanti.
Essi hanno ricevuto una luce particolare, la quale ha
permesso loro di comprendere come dietro quella scena,
così semplice e umile, si nasconde il più grande prodigio
della storia; è Dio stesso che si rivela in quel Bimbo, e colei
che si prende cura di Lui è la grande Madre di Dio.
Come quei pastori, anche noi se andiamo alla grotta,
per tutta la nostra vita, avremo la stessa luce da Dio
che illuminerà la nostra vita.
Coraggio amici, incamminiamoci verso la mangiatoia,
aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga
il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre
in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
felice e sereno 2015 a tutti voi amici Fausto.


martedì 30 dicembre 2014

Il Vangelo del Mercoledì 31 Dicembre 2014

1° Lettura 1° lettera di S. Giovanni apostolo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18) anno B.
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto
per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di
ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce
splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare
figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali,
non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come
del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia
e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui
che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia
e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. 
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
Parola del Signore.
Per molti era impossibile accettare l’idea che Dio,
essere perfettissimo ed eterno, potesse prendere carne
mortale, condividendo con noi uomini tutto il limite
legato alla nostra condizione di creature.
Eppure, questo è il miracolo che stiamo celebrando
nel tempo di Natale; al dilà di ogni devozionalismo,
abbiamo mai pensato cosa significhi prendere un
corpo umano, nascere in una grotta, vivere nel silenzio,
essere rifiutato da tutti, ed infine essere condannato
ad una morte infame?
Eppure, così grande è stato l’amore di Dio per noi.
Il prologo di Giovanni ci dà la possibilità di puntare
gli occhi della fede per guardare direttamente nel mistero
di Dio e della sua volontà di salvezza per tutti i popoli.
Mosè è stato l’uomo più mite della terra, colui attraverso
il quale Dio ha trasformato Israele da insieme sparuto
di persone a popolo, con una dignità ed una legge.
Ma egli fu soltanto il precursore di colui che doveva
venire e portare la grazia divina nel cuore dell’uomo.
Il Natale che stiamo celebrando deve aiutarci a capire
il grande dono che Dio ci ha concesso; quello di partecipare
alla sua stessa vita divina per mezzo del suo Figlio.
Di fronte a Gesù Bambino, il Verbo incarnato,
rinnoviamo la nostra adesione di fede a questo mistero
così grande, dal quale dipende la nostra salvezza.
Per questo, in questo ultimo giorno del 2014,
ringraziamo il Signore attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga
il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre
in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.