sabato 11 febbraio 2023

Il Vangelo di Domenica 12 Febbraio 2023

 

Della 6° Domenica del Tempo Ordinario.

Santi Martiri di Abitina, cristiani.

Prima Lettura

A nessuno ha comandato di essere empio.

Dal libro del Siràcide (15,16-21)

Se vuoi osservare i suoi comandamenti,

essi ti custodiranno;  se hai fiducia in lui,

anche tu vivrai.

Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:

là dove vuoi tendi la tua mano.

Davanti agli uomini stanno la vita e la

morte, il bene e il male: a ognuno sarà

dato ciò che a lui piacerà.

Grande infatti è la sapienza del Signore;

forte e potente, egli vede ogni cosa.

I suoi occhi sono su coloro che lo temono,

egli conosce ogni opera degli uomini.

A nessuno ha comandato di essere empio

e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale, dal Sal 118 (119)

Ripetiamo: Beato chi cammina nella

legge del Signore.

 

Beato chi è integro nella sua via

e cammina nella legge del Signore.

Beato chi custodisce i suoi insegnamenti

e lo cerca con tutto il cuore. R.

 

Tu hai promulgato i tuoi precetti

perché siano osservati interamente.

Siano stabili le mie vie

nel custodire i tuoi decreti. R.

 

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,

osserverò la tua parola.

Aprimi gli occhi perché io consideri

le meraviglie della tua legge. R.

 

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti

e la custodirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io

custodisca la tua legge

e la osservi con tutto il cuore. R.

 

Seconda Lettura

Do ha stabilito una sapienza prima dei

secoli per la nostra gloria

Dalla Prima lettera di San Paolo

apostolo ai Corinzi (2,6-10)

Fratelli, tra coloro che sono perfetti

parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza

che non è di questo mondo, né dei

dominatori di questo mondo, che

vengono ridotti al nulla.

Parliamo invece della sapienza di Dio,

che è nel mistero, che è rimasta nascosta

e che Dio ha stabilito prima dei secoli

per la nostra gloria.

Nessuno dei dominatori di questo mondo

l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non

avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

Ma, come sta scritto: «Quelle cose che

occhio non vide, né orecchio udì, né mai

entrarono in cuore di uomo, Dio le ha

preparate per coloro che lo amano».

Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo

dello Spirito; lo Spirito infatti conosce

bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo.

Alleluia, alleluia.

 

Ti rendo lode, Padre,

Signore del cielo e della terra,

perché ai piccoli hai rivelato

i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)

 

Alleluia.

 

Vangelo

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-37) anno A.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire

la Legge o i Profeti; non sono venuto ad

abolire, ma a dare pieno compimento.

In verità io vi dico: finché non siano passati

il cielo e la terra, non passerà un solo iota

o un solo trattino della Legge, senza che

tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi

minimi precetti e insegnerà agli altri a

fare altrettanto, sarà considerato minimo

nel regno dei cieli.

Chi invece li osserverà e li insegnerà,

sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Io vi dico infatti: se la vostra giustizia

non supererà quella degli scribi e dei

farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non

ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere

sottoposto al giudizio”.

Ma io vi dico: chiunque si adira con il

proprio fratello dovrà essere sottoposto

al giudizio.

Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà

essere sottoposto al sinedrio; e chi gli

dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco

della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta

all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello

ha qualche cosa contro di te, lascia lì il

tuo dono davanti all’altare, va’ prima

a riconciliarti con il tuo fratello e poi

torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo

avversario mentre sei in cammino

con lui, perché l’avversario non ti

consegni al giudice e il giudice alla

guardia, e tu venga gettato in prigione.

In verità io ti dico: non uscirai di là

finché non avrai pagato fino all’ultimo

spicciolo!

Avete inteso che fu detto: “Non

commetterai adulterio”.

Ma io vi dico: chiunque guarda una

donna per desiderarla, ha già commesso

adulterio con lei nel proprio cuore.

Se il tuo occhio destro ti è motivo di

scandalo, cavalo e gettalo via da te:

ti conviene infatti perdere una delle

tue membra, piuttosto che tutto il tuo

corpo venga gettato nella Geènna.

E se la tua mano destra ti è motivo

di scandalo, tagliala e gettala via da

te: ti conviene infatti perdere una delle

tue membra, piuttosto che tutto il tuo

corpo vada a finire nella Geènna.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria

moglie, le dia l’atto del ripudio”.

Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria

moglie, eccetto il caso di unione illegittima,

la espone all’adulterio, e chiunque sposa

una ripudiata, commette adulterio.

Avete anche inteso che fu detto agli

antichi: “Non giurerai il falso, ma

adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”.

Ma io vi dico: non giurate affatto, né per

il cielo, perché è il trono di Dio, né per

la terra, perché è lo sgabello dei suoi

piedi, né per Gerusalemme, perché

è la città del grande Re.

Non giurare neppure per la tua testa,

perché non hai il potere di rendere

bianco o nero un solo capello.

Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”,

“no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Se non lasciamo che la pagina delle

Beatitudini ci illumini, dia sapore

alla nostra vita, ci faccia diventare

come una città sul monte a cosa

serve dirsi cristiani?

E ancora per qualche settimana Gesù

insiste su questa sua rivoluzione interiore.

Non è un anarchico che abolisce le norme,

o un pacioccone che dice “liberi tutti”

come vorrebbero alcuni adolescenti

cresciuti che confondono l’amore con

i propri appetiti e piegano Dio alle

proprie teorie.

Non vuole gettare alle ortiche la Torah,

ma riportarla alla sua origine, al suo cuore.

Perché la parola stessa impropriamente

tradotta come Legge, in realtà deriva

dalla radice iaràh, che descrive il volo

della freccia.

La Torah, quindi, è stata data da Dio

come indicazione per la felicità dell’uomo.

E la norma diventa la veste dell’amore,

la forma dell’impegno, la struttura che

sorregge e rende credibile l’emozione.

E Gesù, con le Beatitudini, è venuto a

completare quella indicazione.

Guai a chi si permette di cambiare anche

solo una virgola di quelle indicazioni,

guai a trasgredire anche un solo precetto

del discorso della montagna, anche

solo minimo.

Significa diventare minimo davanti a Dio.

Solo che, siamo, sinceri, nemmeno ci

ricordiamo quali siano le beatitudini.

Gesù, tanto per non essere frainteso,

affronta sei questioni specifiche,

sei interpretazioni della Legge che,

dal suo punto di vista, sono state

ampiamente tradite.

Quattro le affrontiamo oggi, due la

prossima Domenica.

Accusato di non voler rispettare le

prescrizioni, Gesù ribalta le accuse

mostrando come sono proprio i suoi

avversari a non volerci avere nulla

a che fare.

E allora rilegge la Scrittura e la riporta all’origine.

Prende le leggi fatte dagli uomini per

tentare (ingenui!) di proteggere la Legge

di Dio e le smonta.

Quel ma io vi dico, perentorio, folle,

inconcepibile perché pronunciato da un

falegname fattosi profeta, ci dicono la

misura dell’autorevolezza di Gesù,

capace di mettere in discussione ciò

che nessuno mai avrebbe osato contestare.

La violenza e il perdono

Sull’invito a non uccidere c’è poco

da discutere.

E, in un modo o nell’altro, tutti rispettavano

tale norma, eccetto il caso di legittima difesa.

Quello che fa Gesù è molto più radicale;

ricorda a tutti che possiamo uccidere

in mille modi.

Col giudizio, con la critica, con l’indifferenza,

con il pettegolezzo.

Mille modi di uccidere che contrastano

chi osserva i comandamenti senza fare

la volontà di Dio.

I miei avversari politici, quei parenti

scorretti, il collega arrampicatore

e scorretto non sono pazzi, folli,

stupidi ma, dice bene il Signore,

sono anzitutto fratelli.

E se posso avere usato violenza interiore,

e accade, allora ho uno strumento prezioso;

la richiesta di perdono, l’ammettere di

avere oltrepassato il limite, chiedere scusa.

Un perdono che è superiore al culto.

Per i rabbini non bisogna interrompere

lo Shemà, la preghiera più sacra per un

ebreo, nemmeno se un serpente sale

sulla gamba.

Gesù chiede di interrompere la preghiera

e l’offerta al tempio (!) per tentare di

riconciliarsi col fratello che ce l’ha con te.

Non farlo, non mettersi d’accordo, non

tentare una conciliazione, significa

rischiare di presentarsi davanti al giudice,

a Dio, senza essere ascoltati.

I farisei e i rabbini interpretavano la

Legge a svantaggio delle donne,

autorizzando il divorzio maschilista.

Gesù nega questa opportunità,

chiarisce che questo modo di fare

piega la volontà di Dio, la tradisce.

Dio pensa che un uomo e una donna

possano vivere insieme tutta la vita e

che le passioni e i sentimenti sono al

servizio della persona e non dominano

le sue scelte.

Occorre vigilare con lo sguardo e con

le azioni sapendo che la tentazione di

tradire un progetto, una persona, se stessi,

è sempre presente.

Il rischio è quello di giustificarsi sempre

(di questi tempi, poi!) e si finisce nella

Geenna, una delle vallate che circonda

Gerusalemme dove veniva bruciata

l’immondizia della città.

Se non vigili su te stesso sei una discarica.

E sempre di autenticità Gesù parla

condannando severamente la brutta

abitudine, ereditata dall’esilio in

Babilonia, di intercalare il discorso

giurando continuamente.

Abitudine orribile che ha alle spalle

una visione superstiziosa di Dio,

chiamato a giudice e vendicatore

degli uomini e una sfiducia totale

verso i fratelli.

Il nostro linguaggio deve essere

trasparente e libero, autentico e corretto.

Il di più viene dal maligno.

Gesù non va per il sottile ed è esigente.

Talmente esigente che, spesso, anche noi

viviamo la tentazione di annacquare le

sue Parole, purtroppo, perciò, attenzione

amici, cerchiamo di essere persone

libere per riuscire meglio a perdonare,

santa Domenica Fausto.

venerdì 10 febbraio 2023

Il Vangelo del Sabato 11 Febbraio 2023

 

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Vergine Maria di Lourdes. 

Prima Lettura

Il Signore Dio lo scacciò dal giardino

di Eden, perché lavorasse il suolo.

Dal libro della Genesi (3,9-24)

Il Signore Dio chiamò l'uomo e gli

disse: «Dove sei?».

Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino:

ho avuto paura, perché sono nudo, e mi

sono nascosto».

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo?

Hai forse mangiato dell'albero di cui ti

avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai

posta accanto mi ha dato dell'albero e io

ne ho mangiato».

Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?».

Rispose la donna: «Il serpente mi ha

ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché hai fatto questo, maledetto tu

fra tutto il bestiame e fra tutti gli

animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai e polvere

mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia fra te e la donna,

fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa

ti schiaccerà la testa e tu le insidierai

il calcagno».

Alla donna disse: «Moltiplicherò i

tuoi dolori e le tue gravidanze,

con dolore partorirai figli.

Verso tuo marito sarà il tuo istinto,

ed egli ti dominerà».

All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato

la voce di tua moglie

e hai mangiato dell'albero di cui ti avevo

comandato: "Non devi mangiarne",

maledetto il suolo per causa tua!

Con dolore ne trarrai il cibo per

tutti i giorni della tua vita.

Spine e cardi produrrà per te e

mangerai l'erba dei campi.

Con il sudore del tuo volto mangerai

il pane, finché non ritornerai alla terra,

perché da essa sei stato tratto: polvere

tu sei e in polvere ritornerai!».

L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché

ella fu la madre di tutti i viventi.

Il Signore Dio fece all'uomo e a sua

moglie tuniche di pelli e li vestì.

Poi il Signore Dio disse: «Ecco, l'uomo

è diventato come uno di noi quanto alla

conoscenza del bene e del male.

Che ora egli non stenda la mano e non

prenda anche dell'albero della vita, ne

mangi e viva per sempre!».

Il Signore Dio lo scacciò dal giardino

di Eden, perché lavorasse il suolo da

cui era stato tratto.

Scacciò l'uomo e pose a oriente del

giardino di Eden i cherubini e la fiamma

della spada guizzante, per custodire la

via all'albero della vita.

Parola di Dio.

Vangelo

Mangiarono a sazietà.

Dal Vangelo secondo Marco (8,1-10) anno dispari.

In quei giorni, poiché vi era di nuovo

molta folla e non avevano da mangiare,

Gesù chiamò a sé i discepoli e disse

loro: «Sento compassione per la folla;

ormai da tre giorni stanno con me e

non hanno da mangiare.

Se li rimando digiuni alle loro case,

verranno meno lungo il cammino; e

alcuni di loro sono venuti da lontano».

Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire

a sfamarli di pane qui, in un deserto?».

Domandò loro: «Quanti pani avete?».

Dissero: «Sette».

Ordinò alla folla di sedersi per terra.

Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e

li dava ai suoi discepoli perché li

distribuissero; ed essi li distribuirono

alla folla.

Avevano anche pochi pesciolini; recitò

la benedizione su di essi e fece distribuire

anche quelli.

Mangiarono a sazietà e portarono via

i pezzi avanzati: sette sporte.

Erano circa quattromila. E li congedò.

Poi salì sulla barca con i suoi discepoli

e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù sente compassione della folla.

Ma questo sentimento che gli riempie

il cuore, in realtà, non è un semplice

sentimento umano, ma è la stessa

compassione di Dio, che vede la gente

di tutti i tempi, alla ricerca continua di

qualcuno o qualcosa che possa sfamare

la sua sete di felicità e di vita eterna.

Gesù compie un segno davvero molto

grande ed eclatante; pochi, in realtà,

capirono il senso di quel miracolo.

Non si tratta di risolvere in poco tempo,

il problema della povertà e della fame

nel mondo, quanto piuttosto, di far capire

alla gente, che ci sono tanti tipi di fame

e Dio può saziarle tutte.

Quando abbiamo fame e sete di felicità

e di pace, non andiamo a cercarle in posti

o da persone sbagliate; rivolgiamoci

invece a Gesù, ascoltiamo la sua Parola

e nutriamoci di Lui, e conosceremo la

pienezza della gioia, anche attraverso

la preghiera. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 9 febbraio 2023

Il Vangelo del Venerdì 10 Febbraio 2023

 

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Scolastica, Vergine.

Prima Lettura

Sareste come Dio, conoscendo il bene e il male.

Dal libro della Gènesi (3,1-8)

Il serpente era il più astuto di tutti gli animali

selvatici che Dio aveva fatto e disse alla

donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete

mangiare di alcun albero del giardino?».

Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli

alberi del giardino noi possiamo mangiare,

ma del frutto dell'albero che sta in mezzo

al giardino Dio ha detto: Non dovete

mangiarne e non lo dovete toccare,

altrimenti morirete».

Ma il serpente disse alla donna: «Non

morirete affatto!

Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne

mangiaste si aprirebbero i vostri occhi

e sareste come Dio, conoscendo il

bene e il male».

Allora la donna vide che l'albero era

buono da mangiare, gradevole agli occhi

e desiderabile per acquistare saggezza;

prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne

diede anche al marito, che era con lei,

e anch'egli ne mangiò.

Allora si aprirono gli occhi di tutti e due

e conobbero di essere nudi; intrecciarono

foglie di fico e se ne fecero cinture.

Poi udirono il rumore dei passi del Signore

Dio che passeggiava nel giardino alla brezza

del giorno, e l'uomo, con sua moglie, si

nascose dalla presenza del Signore Dio,

in mezzo agli alberi del giardino.

Parola di Dio.

Vangelo

Fa udire i sordi e fa parlare i muti.

Dal Vangelo secondo Marco (7,31-37) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione

di Tiro, passando per Sidòne, venne verso

il mare di Galilea in pieno territorio

della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono

di imporgli la mano.

Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli

pose le dita negli orecchi e con la saliva gli

toccò la lingua; guardando quindi verso il

cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà»,

cioè: «Apriti!».

E subito gli si aprirono gli orecchi,

si sciolse il nodo della sua lingua

e parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno.

Ma più egli lo proibiva, più essi lo

proclamavano e, pieni di stupore,

dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa:

fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Fa bene ogni cosa, il Signore Gesù,

allora come oggi.

Fa parlare i muti e udire i sordi.

Noi, sordi ai richiami di Dio, storditi dalle

troppe informazioni che abbiamo,

travolti dagli impegni, dalle chiacchiere

televisive, dai comizi, dagli opinionisti.

E resi muti in un mondo che non sa

ascoltare e che ci fa diventare delle

fotocopie, che ci obbliga a schierarci da

una parte o da un’altra, sempre in conflitto,

sempre in affanno.

Ci libera le orecchie, il Signore Gesù,

ci permette di ascoltare la Parola come

mai l’abbiamo ascoltata, senza cantilene,

senza insopportabili prediche, senza

paroloni incomprensibili.

E ci permette di parlare, di dire, di

raccontare le grandi opere che egli

compie in ciascuno di noi.

Incontrarlo ci apre ad una dimensione

nuova, conoscerlo ci spalanca la mente

e gli orizzonti.

Sì; fa bene ogni cosa il Signore,

ci cambia prospettiva.

Senza clamore, senza sbandierare ai

quattro venti la nostra fede, senza

fare gli ossessi.

Fa bene ogni cosa, il Signore; ci

spalanca ad una visione di fede,

tutto acquista senso, tutto assume

una coloritura diversa.

Fa bene ogni cosa, il Signore, ancora oggi,

se lo lasciamo fare.

L’unica cosa che chiede è, credere e pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 8 febbraio 2023

Il Vangelo del Giovedì 9 Febbraio 2023

 

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Apollonia, Vergine e martire.

Prima Lettura

La condusse all'uomo.

I due saranno un'unica carne.

Dal libro della Gènesi 2,18-25)

Il Signore Dio disse: «Non è bene che

l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto

che gli corrisponda».

Allora il Signore Dio plasmò dal suolo

ogni sorta di animali selvatici e tutti gli

uccelli del cielo e li condusse all'uomo,

per vedere come li avrebbe chiamati:

in qualunque modo l'uomo avesse

chiamato ognuno degli esseri viventi,

quello doveva essere il suo nome.

Così l'uomo impose nomi a tutto il

bestiame, a tutti gli uccelli del cielo

e a tutti gli animali selvatici, ma per

l'uomo non trovò un aiuto che gli

corrispondesse.

Allora il Signore Dio fece scendere un

torpore sull'uomo, che si addormentò;

gli tolse una delle costole e richiuse la

carne al suo posto.

Il Signore Dio formò con la costola, che

aveva tolta all'uomo, una donna e la

condusse all'uomo.

Allora l'uomo disse: «Questa volta è osso

dalle mie ossa, carne dalla mia carne.

La si chiamerà donna, perché dall'uomo

è stata tolta».

Per questo l'uomo abbandonerà suo

padre e sua madre e si unirà a sua

moglie, e i due saranno un'unica carne.

Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e

sua moglie, e non provavano vergogna.

Parola di Dio.

Vangelo

I cagnolini sotto la tavola mangiano

le briciole dei figli.

Dal Vangelo secondo Marco (7,24-30) anno dispari.

In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro.

Entrato in una casa, non voleva che alcuno

lo sapesse, ma non poté restare nascosto.

Una donna, la cui figlioletta era posseduta

da uno spirito impuro, appena seppe di lui,

andò e si gettò ai suoi piedi.

Questa donna era di lingua greca e di

origine siro-fenicia.

Ella lo supplicava di scacciare il

demonio da sua figlia.

Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che

si sazino i figli, perché non è bene prendere

il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

Ma lei gli replicò: «Signore, anche i

cagnolini sotto la tavola mangiano le

briciole dei figli».

Allora le disse: «Per questa tua parola,

va': il demonio è uscito da tua figlia».

Tornata a casa sua, trovò la bambina

coricata sul letto e il demonio

se n'era andato.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Indubbiamente, l’opera di salvezza si

rivolge anzitutto a Israele e alle pecore

sperdute del popolo eletto.

Ma Gesù deve convenire che, accanto

a questo popolo eletto, ne sta nascendo

un altro, di cui la donna è esempio; è il

popolo dei credenti in Lui e molto di essi,

pur non avendo nobili discendenti nel

popolo eletto, hanno una caratteristica

che li rende molto più interessanti agli

occhi di Dio; la fede.

La donna siro-fenicia, è una di queste;

essa, pur comprendendo il discorso del

Cristo, gli fa notare in maniera decisa, ma

piena di fede, che esiste chi crede in Lui,

anche se non appartiene al popolo eletto.

Non mettiamo limiti alla volontà di Gesù

di salvare tutti; i migliori esempi di fede

li avremo dalle persone da cui meno

ce lo aspettiamo.

Perciò, non giudichiamo chi non la pensa

come noi, ma preghiamo per riuscire a

capire meglio le persone che incontriamo,

anche se pensiamo possano essere degli

atei, magari hanno più fede di noi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.