venerdì 24 giugno 2022

Il Vangelo del Sabato 25 Giugno 2022

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria.

Prima lettura.

Gioisco pienamente nel Signore.

Dal libro del profeta Isaìa (61,9-11)

Sarà famosa tra le genti la loro stirpe, la loro discendenza in mezzo ai popoli.

Coloro che li vedranno riconosceranno che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.

Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha

rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il mantello della giustizia,

come uno sposo si mette il diadema e come una sposa si adorna di gioielli.

Poiché, come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare

i suoi semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti

a tutte le genti.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

Dal Vangelo secondo Luca (2,41-51) anno pari.

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa.

Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù

rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi

si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato,

tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre

li ascoltava e li interrogava.

E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza

e le sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai

fatto questo?

Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».

Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate?

Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.

Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso.

Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La famiglia di Gesù era una famiglia ordinaria, uguale alle nostre famiglie.

Anche loro erano preoccupati, come noi, che il loro Figlio prendesse strade

sbagliate o compagnie pericolose, ci mancherebbe non lo fossero.

È la festa di Pasqua e Gesù compie il suo primo pellegrinaggio a Gerusalemme

nel tempio e crea il primo grattacapo ai suoi genitori.

Ma è anche la sua prima Pasqua dove dice con chiarezza di appartenere al Padre.

Persino Maria e Giuseppe, i più vicini a Lui, non avevano capito.

E sarà così anche nell’ultima sua Pasqua, quando anche i discepoli più intimi

non lo comprenderanno lasciandolo solo.

“Perché mi cercate?”, dice ai genitori.

È un’angoscia frenetica, quella di Maria e Giuseppe.

Come non essere angosciati senza Gesù?

Noi invece, pur lontani dal Signore, ce ne stiamo beatamente tranquilli e sereni.

O per lo meno così appare!

Maria e Giuseppe ci insegnano, invece, ad avere la giusta preoccupazione;

a non perdere il Signore.

Si misero a cercarlo, infatti con trepidazione.

E alla fine lo trovarono nel luogo della preghiera.

Se vogliamo, Gesù lo possiamo trovare anzitutto nel Vangelo, nella preghiera,

nei fratelli e nei poveri, perché queste sono “le cose del Padre”.

Di esse Gesù e i suoi discepoli e noi assieme, dobbiamo preoccuparci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

giovedì 23 giugno 2022

Il Vangelo del Venerdì 24 Giugno 2022

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

Sacratissimo Cuore di Gesù.

Prima lettura.

Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare.

Dal libro del profeta Ezechièle (34,11-16)

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le

passerò in rassegna.

Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle

sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e

le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.

Le farò uscire dai popoli e le radunerò da tutte le regioni.

Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d’Israele, nelle

valli e in tutti i luoghi abitati della regione.

Le condurrò in ottime pasture e il loro pascolo sarà sui monti alti d’Israele;

là si adageranno su fertili pascoli e pasceranno in abbondanza sui monti d’Israele.

Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare.

Oracolo del Signore Dio.

Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita,

fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della

forte; le pascerò con giustizia».

Parola di Dio.

Seconda lettura.

Dio dimostra il suo amore verso di noi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,5b-11)

Fratelli, l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello

Spirito Santo che ci è stato dato.

Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.

Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno

oserebbe morire per una persona buona.

Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo

ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira

per mezzo di lui.

Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo

della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo

salvati mediante la sua vita.

Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo,

grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Parola di Dio.

Vangelo.

Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta.

Dal Vangelo secondo Luca (15,3-7) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: «Chi di voi,

se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto

e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?

Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama

gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia

pecora, quella che si era perduta”.

Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte,

più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Sovente nella predicazione ecclesiale il brano viene usato in chiave missionaria,

in quanto il pastore cerca la persona lontana sia da Dio sia dalla comunità cristiana.

Tuttavia nel Vangelo di Luca, Gesù si rivolge ai farisei, mentre in Matteo,

sta parlando alla Chiesa.

Quindi in Luca, non è Gesù che va alla ricerca dei peccatori, ma sono costoro

che si avvicinano a Lui e sono intenti ad ascoltarlo.

Sono pertanto, persone disponibili, accettando la Parola che Egli offre.

Non fanno resistenza o opposizione e non sono indifferenti o noncuranti, anzi,

sono assai disponibili e aperti di cuore.

Strana combinazione e assurda vicinanza, tra Gesù e questi individui segnati

da peccati ben conosciuti.

Se è rivolta agli scribi e ai farisei che mormorano contro Gesù, allora il

significato principale della parabola è di far capire a tali individui ciò che essi

non vogliono vedere attuarsi, ovvero, il progetto di dio che Gesù sta eseguendo.

Essi non si rendono conto della gioia che prova il pastore che trova la pecora.

E l’intento del pastore è quello di coinvolgere i suoi amici a gioire.

Perfino il cielo gioisce.

La festa del Sacro Cuore, è una festa di gioia che coinvolge non solo noi

peccatori, ma perfino Gesù.

Perciò, amici, gioiamo insieme al Signore, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 22 giugno 2022

Il Vangelo del Giovedì 23 Giugno 2022

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

Natività di san Giovanni Battista.

Prima lettura.

Ti renderò luce delle nazioni.

Dal libro del profeta Isaia (49,1-6)

Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno

materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato

il mio nome.

Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all'ombra della sua

mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra.

Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria».

Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze.

Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio».

Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per

ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele (poiché ero stato onorato dal

Signore e Dio era stato la mia forza) e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio

servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele.

Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità

della terra».

Parola di Dio.

Seconda lettura.

Giovanni aveva preparato la venuta di Cristo.

Dagli Atti degli Apostoli (13,22-26)

In quei giorni, [nella sinagoga di Antiochia di Pisìdia,] Paolo diceva: «Dio

suscitò per i nostri padri Davide come re, al quale rese questa testimonianza:

"Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà

tutti i miei voleri".

Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per

Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo

di conversione a tutto il popolo d'Israele.

Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate!

Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali".

Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi

è stata mandata la parola di questa salvezza».

Parola di Dio.

Vangelo.

Giovanni è il suo nome.

Dal Vangelo secondo Luca (1,57-66.80) anno pari.

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua

grande misericordia, e si rallegravano con lei.

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo

con il nome di suo padre, Zaccarìa.

Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».

Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.

Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome».

Tutti furono meravigliati.

All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della

Giudea si discorreva di tutte queste cose.

Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà

mai questo bambino?».

E davvero la mano del Signore era con lui.

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito.

Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione in Israel.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Già la nascita del Battista è accompagnata da eventi straordinari che fanno

comprendere come egli sia chiamato a una missione particolare; il Signore

si servirà di lui, della sua parole e del suo martirio per parlare al popolo e per

far sì che esso possa disporre il cuore alla venuta del Maestro.

L’evangelista Luca, usa un’espressione davvero significativa: “La mano del

Signore era con lui”.

Ciò significa che Dio stesso portò Giovanni nel deserto e lo forgiò con

l’asperità della solitudine e con l’attenzione data alla sua Parola.

Il Battista, comprese che tutta la sua vita, doveva essere preparazione alla

venuta dello Sposo.

Per questo, Giovanni Battista è un modello sempre attuale di dono totale di

sé a Dio e alla causa del suo Regno.

La liturgia di oggi ci invita ad assumere Giovanni come modello per la

nostra vita cristiana, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 21 giugno 2022

Il Vangelo del Mercoledì 22 Giugno 2022

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

San Paolino di Nola, vescovo.

Prima lettura.

Il re lesse alla presenza del popolo tutte le parole del libro dell'alleanza,

trovato nel tempio del Signore e concluse l'alleanza davanti al Signore.

Dal secondo libro dei Re (22,8-13;23,1-3).

In quei giorni, il sommo sacerdote Chelkìa disse allo scriba Safan: «Ho

trovato nel tempio del Signore il libro della legge».

Chelkìa diede il libro a Safan, che lo lesse.

Lo scriba Safan quindi andò dal re e lo informò dicendo: «I tuoi servitori hanno

versato il denaro trovato nel tempio e l'hanno consegnato in mano agli esecutori

dei lavori, sovrintendenti al tempio del Signore».

Poi lo scriba Safan annunciò al re: «Il sacerdote Chelkìa mi ha dato un libro».

Safan lo lesse davanti al re.

Udite le parole del libro della legge, il re si stracciò le vesti.

Il re comandò al sacerdote Chelkìa, ad Achikàm figlio di Safan, ad Acbor,

figlio di Michèa, allo scriba Safan e ad Asaià, ministro del re: «Andate,

consultate il Signore per me, per il popolo e per tutto Giuda, riguardo alle

parole di questo libro ora trovato; grande infatti è la collera del Signore, che

si è accesa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ascoltato le parole

di questo libro, mettendo in pratica quanto è stato scritto per noi».

Il re mandò a radunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme.

Il re salì al tempio del Signore; erano con lui tutti gli uomini di Giuda, tutti

gli abitanti di Gerusalemme, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo, dal più

piccolo al più grande.

Lesse alla loro presenza tutte le parole del libro dell'alleanza, trovato nel

tempio del Signore.

Il re, in piedi presso la colonna, concluse l'alleanza davanti al Signore, per

seguire il Signore e osservare i suoi comandi, le istruzioni e le leggi con tutto

il cuore e con tutta l'anima, per attuare le parole dell'alleanza scritte in quel libro.

Tutto il popolo aderì all'alleanza.

Parola di Dio.

Vangelo.

Dai loro frutti li riconoscerete.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,15-20) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti,

che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!

Dai loro frutti li riconoscerete.

Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi?

Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti

cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo

produrre frutti buoni.

Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco.

Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Oggi più che mai è necessario un criterio di discernimento, che ci permetta di

distinguere ciò che è bene da ciò che è male, senza lasciarci abbagliare dalle

svariate seduzioni che i social, e la società in cui viviamo ci offre con

metodica sistematicità.

Gesù ci dice che il bene, o viceversa il male, si possono riconoscere dai frutti,

(ma non sempre è facile), cioè da ciò che provocano attorno a sé.

Anche se certi messaggi televisivi o certe persone possono sembrare degli di

essere ascoltati, dobbiamo imparare sempre a valutare prima i frutti che portano.

A volte possiamo accorgerci con sorpresa, che certi discorsi o programmi

televisivi, apparentemente pieni di buone intenzioni o di sentimenti perbene,

in realtà, non hanno nulla a che vedere con il Vangelo, ma servono ad

addormentare la nostra coscienza.

Perciò, per rimanere svegli e vigili, cerchiamo aiuto nella preghiera.   

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 20 giugno 2022

Il Vangelo del Martedì 21 Giugno 2022

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

San Luigi Gonzaga, religioso.

Prima lettura.

Proteggerò questa città per salvarla, per amore di me e di Davide mio servo.

Dal secondo libro dei Re (19, 9b-11.14-21.31-35a.36).

In quei giorni, Sennàcherib, re d'Assiria, inviò di nuovo messaggeri a Ezechìa

dicendo: «Così direte a Ezechìa, re di Giuda: "Non ti illuda il tuo Dio in cui

confidi, dicendo: Gerusalemme non sarà consegnata in mano al re d'Assiria.

Ecco, tu sai quanto hanno fatto i re d'Assiria a tutti i territori, votandoli

allo sterminio.

Soltanto tu ti salveresti?"».

Ezechìa prese la lettera dalla mano dei messaggeri e la lesse, poi salì al tempio

del Signore, l'aprì davanti al Signore e pregò davanti al Signore: «Signore,

Dio d'Israele, che siedi sui cherubini, tu solo sei Dio per tutti i regni della terra;

tu hai fatto il cielo e la terra.

Porgi, Signore, il tuo orecchio e ascolta; apri, Signore, i tuoi occhi e guarda.

Ascolta tutte le parole che Sennàcherib ha mandato a dire per insultare

il Dio vivente.

È vero, Signore, i re d'Assiria hanno devastato le nazioni e la loro terra, hanno

gettato i loro dèi nel fuoco; quelli però non erano dèi, ma solo opera di mani

d'uomo, legno e pietra: perciò li hanno distrutti.

Ma ora, Signore, nostro Dio, salvaci dalla sua mano, perché sappiano tutti

i regni della terra che tu solo, o Signore, sei Dio».

Allora Isaìa, figlio di Amoz, mandò a dire a Ezechìa: «Così dice il Signore,

Dio d'Israele: "Ho udito quanto hai chiesto nella tua preghiera riguardo a

Sennàcherib, re d'Assiria.

Questa è la sentenza che il Signore ha pronunciato contro di lui: Ti disprezza,

ti deride la vergine figlia di Sion.

Dietro a te scuote il capo la figlia di Gerusalemme".

Poiché da Gerusalemme uscirà un resto, dal monte Sion un residuo.

Lo zelo del Signore farà questo.

Perciò così dice il Signore riguardo al re d'Assiria: "Non entrerà in questa

città né vi lancerà una freccia, non l'affronterà con scudi e contro essa

non costruirà terrapieno.

Ritornerà per la strada per cui è venuto; non entrerà in questa città.

Oracolo del Signore.

Proteggerò questa città per salvarla, per amore di me e di Davide mio servo"».

Ora in quella notte l'angelo del Signore uscì e colpì nell'accampamento degli

Assiri centoottantacinquemila uomini.

Sennàcherib, re d'Assiria, levò le tende, partì e fece ritorno a Nìnive, dove rimase.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,6.12-14) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani

e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con

le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro:

questa infatti è la Legge e i Profeti.

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che

conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano.

Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono

quelli che la trovano!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La parole di Gesù, se non vengono ben comprese, rischiano di trarci in inganno.

Infatti, sembra quasi che la strada che porta alla vita e alla pienezza dell’amore

di Dio, sia nascosta e che solo pochi riescono a trovarla.

In realtà, il problema non sta nel trovare la strada, quanto nella voglia di

cercarla; dunque, Dio offre a tutti la possibilità di salvarsi.

Però, la salvezza non è un affare a buon mercato, che non ci costa più che

qualche preghiera unita a qualche atto di carità, che non ci scomoda più di

tanto; per essa, si deve essere disposti a donare persino la vita, nella sicura

speranza che Dio ci donerà la forza per arrivare fino in fondo.

Amare Dio è una cosa seria e, non ci si può accontentare delle mezze misure

o dei compromessi; rischieremo di illuderci e di camminare su vie sbagliate.

Se veramente vogliamo veramente doniamoci al Signore, facendoci aiutare

dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 19 giugno 2022

Il Vangelo del Lunedì 20 Giugno 2022

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Vergine Maria Consolatrice degli Afflitti.

Prima lettura.

Il Signore allontanò Israele dal suo volto e non rimase che la sola tribù di Giuda.

Dal secondo libro dei Re (17,5-8.13-15a.18).

In quei giorni, Salmanàssar, re d'Assiria, invase tutta la terra, salì a Samarìa

e l'assediò per tre anni.

Nell'anno nono di Osèa il re d'Assiria occupò Samarìa, deportò gli Israeliti

in Assiria, e li stabilì a Calach e presso il Cabor, fiume di Gozan, e nelle

città della Media.

Ciò avvenne perché gli Israeliti avevano peccato contro il Signore, loro Dio,

che li aveva fatti uscire dalla terra d'Egitto, dalle mani del faraone, re d'Egitto.

Essi venerarono altri dèi, seguirono le leggi delle nazioni che il Signore aveva

scacciato davanti agli Israeliti, e quelle introdotte dai re d'Israele.

Eppure il Signore, per mezzo di tutti i suoi profeti e dei veggenti, aveva ordinato

a Israele e a Giuda: «Convertitevi dalle vostre vie malvagie e osservate i miei

comandi e i miei decreti secondo tutta la legge che io ho prescritto ai vostri padri

e che ho trasmesso a voi per mezzo dei miei servi, i profeti».

Ma essi non ascoltarono, anzi resero dura la loro cervìce, come quella dei

loro padri, i quali non avevano creduto al Signore, loro Dio.

Rigettarono le sue leggi e la sua alleanza, che aveva concluso con i loro

padri, e le istruzioni che aveva dato loro.

Il Signore si adirò molto contro Israele e lo allontanò dal suo volto e non

rimase che la sola tribù di Giuda.

Parola di Dio.

Vangelo.

Togli prima la trave dal tuo occhio.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,1-5) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere

giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e

con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.

Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi

della trave che è nel tuo occhio?

O come dirai al tuo fratello: "Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio",

mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita!

Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere

la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù non si scaglia contro il giudizio in sé, piuttosto stigmatizza

quell’atteggiamento in cui mascheriamo il nostro giudizio negativo

attraverso la parvenza di bene e di giustizia.

In altri termini, Gesù rifiuta il comportamento di coloro che si sentono talmente

giusti da sentirsi in dovere di correggere gli altri, senza badare ai propri errori.

Questo modo di fare è il più difficile da vedere, perché è mascherato da

intenzioni che in realtà nascondono ben altro.

Gesù utilizza un’immagine volutamente esagerata; è impossibile guardare

correttamente ciò che ci sta attorno, se abbiamo nel nostro occhio un oggetto

grosso quanto una trave.

Allo stesso modo è impossibile voler correggere gli atteggiamenti sbagliati

altrui, quando noi per primi non siamo capaci di vedere i nostri.

Gesù c’invita a cominciare a cambiare le cose che non vanno, partendo da noi,

io per primo, chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.