venerdì 10 dicembre 2021

Il Vangelo del Sabato 11 Dicembre 2021

 

Della 2° settimana di Avvento.

San Damaso I, Papa.

Prima Lettura

Elia ritornerà.

Dal libro di Siracide (48,1-4.9-11)

In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava

come fiaccola.

Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi.

Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco.

Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi!

E chi può vantarsi di esserti uguale?

Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei

stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l'ira prima che divampi,

per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe.

Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell'amore.

Parola di Dio.

Vangelo

Elia è già venuto, e non l'hanno riconosciuto.

Dal Vangelo secondo Matteo (17,10-13) anno pari.

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché

dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa.

Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto

di lui quello che hanno voluto.

Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».

Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Elia, il grande profeta del Nord, era rimasto nei cuori del popolo di Israele.

Per il suo zelo, a volte eccessivo!, per la sua passione, per la sua profonda

spiritualità, per la sua sete di giustizia, per quanto aveva rappresentato la

resistenza della fede in mezzo alla crisi dei valori.

La Bibbia racconta della sua dipartita su un carro di fuoco, mentre il suo

mantello cade e viene raccolto dal suo discepolo Eliseo.

E tutti pensavano che sarebbe toccato a lui preparare la strada del ritorno del Messia.

Gesù svela ai suoi discepoli ciò che molti pensano; il Battista era stato quell'Elia

che avrebbe preparato la strada al Messia, senza però essere riconosciuto.

Quante volte, anche nella Chiesa, non riusciamo a riconoscere i profeti!

Quante volte siamo travolti dalle cose da fare, dall’organizzazione della pastorale

e non riusciamo a vedere la profezia che ancora nasce in mezzo a noi!

Attenti bene però, periodicamente ci sono, nelle comunità, delle persone che si

autoproclamano profeti, solo perché sono dei bastian-contrari e dei rompiscatole.

Non è facile riconoscere i profeti e, quasi sempre, i profeti non sanno di esserlo.

Ma facciamo lo sforzo di non lasciarci scappare altri Elia!

Perciò, per riuscire a riconoscere i profeti che abbiamo accanto a noi, facciamoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

giovedì 9 dicembre 2021

Il Vangelo del Venerdì 10 Dicembre 2021

 

Della 2° settimana di Avvento.

Beata Vergine Maria di Loreto, Traslazione della Santa Casa.

Prima Lettura

Se tu avessi prestato attenzione ai miei comandi!

Dal libro del profeta Isaia (48,17-19)

Così dice il Signore tuo redentore, il Santo di Israele: "Io sono il Signore tuo

Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare.

Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come

un fiume, la tua giustizia come le onde del mare.

La tua discendenza sarebbe come la sabbia e i nati dalle tue viscere come i

granelli d'arena; non sarebbe mai radiato né cancellato il tuo nome davanti a me".

Parola di Dio.

Vangelo

Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell'uomo.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,16-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione?

È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni,

gridano: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato

un lamento e non vi siete battuti il petto!".

È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: "È indemoniato".

È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco, è un mangione

e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori".

Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni, il più grande uomo mai esistito, secondo Gesù, diventa metro di

paragone dei devoti per giudicare l’atteggiamento poco religioso del Nazareno.

Giovanni affascinava per la sua austerità, per la sua disciplina, per la sua

forza interiore.

Gesù sconcerta per le sue frequentazioni, perché non disdegna di mangiare

e bere in compagnia e divertirsi.

I devoti di ieri e di oggi sono costernati, Gesù spiazza tutti per il suo

comportamento gioioso che poco si confà, secondo la loro limitata

visione, alle persone religiose.

E Gesù ne approfitta per esprimere una correzione tagliente; i brontoloni sono

come i bambini che litigano in piazza perché non sono mai contenti di nulla.

Borbottano senza mettersi d’accordo.

Quanto è vero!

Ancora oggi noi cattolici siamo dei gran lamentosi, sempre pronti a sottolineare

le cose che non funzionano, sempre scontenti del parroco, dei catechisti,

del papa, della Chiesa e; del buon Dio!

Quanto siamo insofferenti alle cose che non ci piacciono!

Quanto siamo bravi nell’elenco delle cose che dovrebbero cambiare!

Il Signore, con grande senso dell’ironia, ci invita a non prenderci troppo sul

serio e a lasciarlo lavorare, ma pregare per convertirci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 8 dicembre 2021

Il Vangelo del Giovedì 9 Dicembre 2021

 

Della 2° settimana di Avvento.

San Siro di Pavia, vescovo.

Prima Lettura

Io sono il tuo redentore, il Santo d'Israele.

Dal libro del profeta Isaia (41,13-20)

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere,

io ti vengo in aiuto».

Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d'Israele; io vengo in tuo

aiuto-oràcolo del Signore-, tuo redentore è il Santo d'Israele.

Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte;

tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula.

Li vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà.

Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo d'Israele.

I miseri e i poveri cercano acqua ma non c'è; la loro lingua è riarsa per la sete.

Io, il Signore, risponderò loro, io, Dio d'Israele, non li abbandonerò.

Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò

il deserto in un lago d'acqua, la terra arida in zona di sorgenti.

Nel deserto pianterò cedri, acacie, mirti e ulivi; nella steppa porrò cipressi,

olmi e abeti; perché vedano e sappiano, considerino e comprendano a un

tempo che questo ha fatto la mano del Signore, lo ha creato il Santo d'Israele.

Parola di Dio.

Vangelo

Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,11-15) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna

non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel

regno dei cieli è più grande di lui.

Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce

violenza e i violenti se ne impadroniscono.

Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni.

E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire.

Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Esiste una violenza negativa, brutale, innata nel cuore dell’uomo.

La violenza che ha fatto arrestare Giovanni, la violenza del potere che si è

arrogato il diritto di spegnere la voce del profeta, la violenza della gelosia di

una donna stizzita dal giudizio impietoso del Battista.

È la violenza che vediamo riempire tutti i giorni le pagine dei giornali.

Ma anche quella più banale che notiamo quando siamo imbottigliati nel

traffico e qualcuno si spazientisce.

E la violenza difficile da accettare quella che portiamo nel cuore, che ci abita,

che è nostra, anche se non vorremmo, anche se stentiamo a riconoscerla.

Ed è una violenza da combattere con la mitezza, da non accettare passivamente,

da convertire.

Ed esiste poi un’altra violenza, positiva.

La violenza su noi stessi e le nostre pigrizie mentali, sulle nostre resistenze

alla conversione, sui nostri difetti.

Siamo materia grezza da plasmare con la vita interiore e la preghiera, con la

grazia che ci proviene da Dio e con la partecipazione alla vita della comunità.

Siamo esseri in divenire e non basta invecchiare per crescere.

Lo stesso Battista ha dovuto convertirsi dalla sua visione del Messia

all’accoglienza di Gesù.

A lui chiediamo, oggi, di non arrenderci alla violenza negativa e di crescere

nello sforzo della conversione, aiutati dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 7 dicembre 2021

Il Vangelo del Mercoledì 8 Dicembre 2021

 

Della 2° settimana di Avvento.

Immacolata Concezione della B. Vergine Maria.

Prima Lettura

Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.

Dal libro della Gènesi (3,9-15.20)

[Dopo che l'uomo ebbe mangiato del frutto dell'albero,] il Signore Dio lo

chiamò e gli disse: «Dove sei?».

Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono

nudo, e mi sono nascosto».

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo?

Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero

e io ne ho mangiato».

Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?».

Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto

tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa

ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (1,3-6.11-12)

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti

con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati

di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante

Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore

della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati secondo il progetto di colui che

tutto opera secondo la sua volontà a essere lode della sua gloria, noi, che già

prima abbiamo sperato nel Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38) anno pari.

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,

chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di

Davide, di nome Giuseppe.

La vergine si chiamava Maria.

Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un

saluto come questo.

L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà

il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe

e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».

Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza

dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra.

Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.

Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio

e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

E l'angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

“Ecco la serva del Signore!”

I primi raggi del sole nascente, vanno rischiarando con il loro tenue bagliore

il cielo terso, spazzando via le tenebre che ancora si ostinano ad avvolgere

la piccola città di Nazareth, arroccata sulle dolci colline della Galilea.

Il borgo, piano piano, si anima di suoni e di voci.

Passi veloci e furtivi, pesanti e lenti risuonano lungo le stradine strette e tortuose,

lasciando ben presto il posto al cigolare delle imposte che si aprono e al tintinnare

degli attrezzi da lavoro degli uomini di Nazareth.

Una vita semplice e ordinata dell’epoca.

Dove in una di quelle povere case, riarse dal sole, abita una giovinetta di nome

Maria la bella.

Nazareth è un piccolo villaggio e in tanti la conoscono.

È un ragazzina discreta, silenziosa, premurosa con tutti e sempre pronta al sorriso.

La sua vita, e la sua storia, si snodano nella semplicità e nell’ordinarietà

apparentemente anonime.

La sua giornata inizia presto.

Quando il sole è lontano dal far capolino all’orizzonte e la casa è ancora avvolta

nella quiete della notte, Maria si sveglia e si pone in preghiera.

La relazione con il Signore, nel silenzio e nell’ascolto, costituisce il perno essenziale,

l’asse portante ed insostituibile delle sue giornate e della sua vita.

Perciò, guardando a Maria, dobbiamo imparare ad abbandonare la sfera del

nostro piccolo “io”, dei nostri desideri e delle nostre necessità.

La nostra preghiera, come era la sua, deve essere abbandono nelle mani del Padre,

desiderio di Lui, perché, rigenerati e rivestiti della sua grazia, possiamo ricercare

soltanto la sua gloria e il suo Regno, qui e oggi, nell’ora presente, nella concretezza

e nell’immediatezza del momento ansioso che stiamo vivendo.

Maria vive completamente immersa nella storia e nelle consuetudini del suo

popolo, è figlia della piccola Nazareth.

Fin da bambina ha avuto modo di fare esperienza dell’esclusione e della derisione

da parte dei Giudei, i puri e i colti, che da sempre guardano con sospetto e scherno

ai Galilei.

I suoi contemporanei, sono però, gente fiera, tenace, fedele e gioiosa.

Soprattutto sognano una società diversa, accogliente e solidale.

Hanno sempre lottato contro ogni forma di ingiustizia ed oppressione,

riponendo la loro speranza unicamente nel Dio fedele.

Prima o poi le profezie dei padri si avvereranno e per questo aspettano, pieni

di fiducia, la redenzione di Israele e l’avvento del Messia che restaurerà il diritto

e la giustizia, la pace e la solidarietà e, la piccola Maria con loro.

È in questa realtà che Maria cresce e si forma.

È una donna comune, come tante altre che si incontrano ogni giorno, lontana

dal ricevere approvazioni dalla società in cui vive, lontano dai palcoscenici

delle veline e dei rotocalchi.

Non vive tra lussi e agi, ma cresce nell’amore e nell’obbedienza a Dio.

La sua quotidianità sa di pane fatto in casa, di faccende domestiche, di lavoro

come tutte le massaie, di attenzione a quanti soffrono, di servizio disinteressato.

Nonostante la sua giovanissima età, come è tradizione nel popolo di Israele,

è già promessa ad un uomo della casa di Davide di nome Giuseppe, persona

buona e timorosa del Signore, che riempie di attenzione e di riguardi.

Sogna di sposarlo e in un futuro migliore per sé e per la sua futura famiglia.

Spera in una vita serena, confortata da tanti figli, segni evidenti della

benedizione del Signore.

Ma il Signore, mette in crisi tutti questi sogni, scende sulla terra e frega

la fidanza a Giuseppe, purtroppo la vita a volte è strana.

Quella mattina di primavera, in quello sperduto villaggio della Galilea,

sta per accadere qualcosa di imprevedibile e impensabile.

D’improvviso nel silenzio profondo che avvolge la stanza dove Maria è

immersa nella preghiera; Dio fa irruzione nella sua vita e in quella di

Giuseppe e, scombina i loro piani.

Un angelo le appare.

No, non è un sogno.

Dio si fa presente nella sua vita, che diventerà storia.

E come a Maria, il Signore entra nelle nostre vite sempre con modalità inconsuete.

Raramente si manifesta in modo straordinario.

Dio preferisce incontrarci nella semplicità, lì dove si svolge la nostra vita quotidiana,

con le sue gioie e le sue speranze, con le su angosce e le sue incomprensioni.

Sono i nostri limiti, i nostri peccati, la durezza del nostro cuore che ci rendono

incapaci di discernere il suo rivelarsi.

Dobbiamo imparare, come fece Maria, a riconoscerlo vivo e presente nei

tanti “angeli” che Lui pone nel nostro cammino, nei molti testimoni e profeti

della sua Parola, ascoltata, vissuta e annunciata, che incrociamo sulle strade

della nostra esistenza.

Gabriele entra da Maria, senza chiedere il permesso.

Ma non è il semplice entrare nella sua casa, dove si svolge l’intimità della sua vita.

È piuttosto, il venire di Dio nella sua interiorità, nella sua anima, nel luogo più

raccolto e profondo del suo essere.

L’angelo deve incontrare il cuore di questa giovane ragazza di nome Maria,

perché deve annunciare una proposta folle e sconvolgente per la storia di

Israele e dell’intera umanità.

Pertanto non è possibile rischiare fraintendimenti.

Non è un caso che Dio mandi Gabriele, il cui nome significa “forza di Dio”.

È infatti in ragione della forza che scaturisce dalla Parola che avviene l’incontro,

che l’angelo entra in contatto interiore e profondo con questa ragazzina di Nazareth,

a cui dona non parole, ma la Parola, il Verbo incarnato.

Maria di fronte all’irrompere del Signore resta sbigottita, rimane senza parole.

Nella semplicità e innocenza di ingenua fanciulla di paese, non fa considerazioni

su quella improvvisa e sorprendente apparizione, non si interroga, come avremmo

fatto noi, sull’identità del suo misterioso visitatore, sulla sua attendibilità, o sulla

possibilità di essere vittima di qualche raggiro, come anche noi avremmo fatto.

Si limita a contemplare il mistero che la incontra e la avvolge.

L’angelo posa il suo sguardo su di lei e la invita a rallegrarsi.

Deve essere così anche per noi; la prima cosa che la Parola di Dio dona a chi la

ascolta e la accoglie, deve essere una gioia piena, autentica ed immensa.

Perciò, come Maria, anche noi, davanti al Vangelo, dobbiamo avere il

coraggio, come ha fatto lei, di spalancare il nostro cuore.

Solo così potremo sperimentare come ha fatto lei, la gioia che nasce

dall’incontro con Cristo e dire il nostro “Si”.

Un semplice “Si”, amici, dobbiamo dire, come fece la piccola adolescente

di Nazareth al Signore, se vogliamo ritrovare la gioia vera.

Santa festa dell’Immacolata a tutti voi amici, Fausto.    

lunedì 6 dicembre 2021

Il Vangelo del Martedì 7 Dicembre 2021

Della 2° settimana di Avvento.

Sant'Ambrogio, Vescovo e Dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Dio consola il suo popolo.

Dal libro del profeta Isaìa (40,1-11)

«Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio.

Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è

compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del

Signore il doppio per tutti i suoi peccati».

Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella

steppa la strada per il nostro Dio.

Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno

accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata.

Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno,

perché la bocca del Signore ha parlato».

Una voce dice: «Grida», e io rispondo: «Che cosa dovrò gridare?».

Ogni uomo è come l'erba e tutta la sua grazia è come un fiore del campo.

Secca l'erba, il fiore appassisce quando soffia su di essi il vento del Signore.

Veramente il popolo è come l'erba.

Secca l'erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura per sempre.

Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion!

Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.

Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!

Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio.

Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede.

Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna;

porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri».

Parola di Dio.

Vangelo

Dio non vuole che i piccoli si perdano.

Dal Vangelo secondo Matteo (18,12-14) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Che cosa vi pare?

Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le

novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?

In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che

per le novantanove che non si erano smarrite.

Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di

questi piccoli si perda».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Questo vuole il Padre; che nessuno vada perduto, mai.

Tanto meno i piccoli, quelli sconfitti dalla vita, o travolti dalla tenebra.

Dio vuole la salvezza, la propone, la offre, è venuto sulla terra per

indicarla con forza.

Perché, allora, molti che si dicono cristiani parlano sempre del Padre come

di un severo giudice pronto a coglierci in fallo?

Fa festa per coloro che riesce a recuperare, per tutti quelli che riesce a

riportare nell’ovile.

A volte, purtroppo, abbiamo la sensazione che le percentuali si siano rovesciate;

un’unica pecora è rimasta nell’ovile e molti, come soluzione, propongono di

alzare lo steccato perché non scappi pure lei!

Come figli di questo pastore, come pecore appassionate di tanta attenzione,

siamo chiamati ad uscire dalle nostre stantie sacre stanze per camminare

e cercare le tante pecore che non sanno davvero chi sia Dio.

E avere il coraggio di osare, di ridire il Vangelo con chiarezza, di fuggire la

tentazione di porre condizioni a chi è fuggito e di cercare di capirne le ragioni.

Fedeli al Vangelo, certo, senza cedere al buonismo così fintamente evangelico ma

superficiale e facilone, eppure determinati, come è il pastore, a non perdere nessuno.

Facendo festa per ogni uomo che scopre la bellezza del Dio che viene,

con l’iuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.