giovedì 10 ottobre 2019

Il Vangelo del Venerdì 11 Ottobre 2019


Della 27° settimana del Tempo Ordinario.
S. Giovanni 23°, il papa contadino.
1° Lettura dal libro del profeta Gioèle (1,13-15;2,1-2)
Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell’altare, venite,
vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, perché priva d’offerta e
libagione è la casa del vostro Dio.
Proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra, radunate gli
anziani e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore, vostro Dio,
e gridate al Signore: «Ahimè, quel giorno!
È infatti vicino il giorno del Signore e viene come una devastazione dall’Onnipotente».
Suonate il corno in Sion e date l’allarme sul mio santo monte!
Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore,
perché è vicino, giorno di tenebra e di oscurità, giorno di nube e di caligine.
Come l’aurora, un popolo grande e forte si spande sui monti: come questo non
ce n’è stato mai e non ce ne sarà dopo, per gli anni futuri, di età in età.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (11,15-26) anno dispari.
In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È
per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».
Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va
in rovina e una casa cade sull’altra.
Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno?
Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl.
Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo
di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici.
Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che
possiede è al sicuro.
Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali
confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando
sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”.
Venuto, la trova spazzata e adorna.
Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora.
E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Si parla di demoni, oggi.
Non come ne parliamo nel nostro mondo malato che ha fatto diventare il
demonio una specie di drammatico eroe decadente.
E nemmeno come una certa presunta scienza tratta questo genere di cose,
come un fenomeno da baraccone.
E nemmeno come ne parla qualche fedele impressionabile che vede l’opera
del demonio ovunque.
Esiste il male, e opera, ma opera in chi lo lascia operare, in chi non ha un
uomo forte a presidiare la casa.
Chi vive una fede autentica, serena, feconda, non ha nulla da temere.
Gesù ci aiuta ad avere pazienza verso noi stessi, verso i nostri difetti.
Quante volte vorremmo essere perfetti nella fede e nell’amore, senza peccati
e senza tentazioni!
È meglio avere una casa non proprio linda, meglio che qualche difetto ci
faccia restare nell’umiltà e in atteggiamento di conversione, per evitare che
trovando la nostra casa interiore bella pulita il demone venga ad abitarci c
on tutta la famiglia.
Perciò, chi è il demonio?
Semplicemente i nostri difetti, che ci portano ad allontanarci
dalla fede e dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 9 ottobre 2019

Il Vangelo del Giovedì 10 Ottobre 2019


Della 27° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Malachìa (3,13-20a)
Duri sono i vostri discorsi contro di me–dice il Signore–e voi andate
dicendo: «Che cosa abbiamo detto contro di te?».
Avete affermato: «È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall’aver
osservato i suoi comandamenti o dall’aver camminato in lutto davanti al Signore
degli eserciti? Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il
male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti».
Allora parlarono tra loro i timorati di Dio.
Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti
a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome.
Essi diverranno–dice il Signore degli eserciti–la mia proprietà particolare nel
giorno che io preparo.
Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve.
Voi allora di nuovo vedrete la differenza fra il giusto e il malvagio, fra chi
serve Dio e chi non lo serve.
Ecco infatti: sta per venire il giorno rovente come un forno.
Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come
paglia; quel giorno, venendo, li brucerà–dice il Signore degli eserciti–fino a
non lasciar loro né radice né germoglio.
Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (11,5-13) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte
va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da
un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non
m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso
alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo
amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?
O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più
il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La splendida parabola dell’amico importuno ci dice che la preghiera è una
questione di insistenza e di abitudine in senso positivo.
Non di insistenza nel senso che si tratta di rompere le scatole a Dio finchè
non ci esaudisca, ma insistenza verso noi stessi, mettendo la preghiera al
centro della nostra vita interiore, coltivandola quotidianamente, anche solo
per pochi minuti, per formarci ad una santa abitudine.
La nostra preghiera non deve essere estemporanea, rarefatta, ma rivestirci
e animarci come qualcosa di essenziale alla nostra vita.
In aggiunta alla preghiera del Padre nostro, non importa quali siano le altre
parole che usiamo; la preghiera può essere una lode, una richiesta,
un’intercessione; l’essenziale è che ci rivolgiamo ad un padre che già ci
conosce e sa bene di cosa abbiamo bisogno e che sa se ciò che stiamo
chiedendo è per il nostro bene.
Abbiamo capito ora perché dobbiamo pregare per chiedere?
È semplice, se non avessimo bisogno di chiedere aiuto, di Lui non ci
interesserebbe assolutamente niente, perciò, chiediamo qualsiasi cosa
attraverso la preghiamo e, parleremo direttamente con il Signore,
tutto qui amici, vi basta?
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 8 ottobre 2019

Il Vangelo del Mercoledì 9 Ottobre 2019


Della 27° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Giona (4,1-11)
Giona provò grande dispiacere e ne fu sdegnato.
Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand’ero
nel mio paese?
Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un
Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore e che ti ravvedi
riguardo al male minacciato.
Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!».
Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?».
Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa.
Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all’ombra, in attesa di vedere ciò
che sarebbe avvenuto nella città.
Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona,
per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male.
Giona provò una grande gioia per quel ricino.
Ma il giorno dopo, allo spuntare dell’alba, Dio mandò un verme a rodere la
pianta e questa si seccò.
Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d’oriente, afoso.
Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire,
dicendo: «Meglio per me morire che vivere».
Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa
pianta di ricino?».
Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!».
Ma il Signore gli rispose: «Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui
non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte
è cresciuta e in una notte è perita!
E io non dovrei avere pietà di Ninive, quella grande città, nella quale vi sono
più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra
e la sinistra, e una grande quantità di animali?».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (11,1-4) anno dispari.
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi
discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni
ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona
a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Perché dobbiamo pregare?
La principale ragione è che siamo chiamati a pregare perché Gesù ha pregato.
Affascinati dall’intimo rapporto che Gesù ha con il Padre, i discepoli lo hanno
seguito mentre di notte si ritirava in solitudine e stava in lungo colloquio con Dio.
Certo ogni discepolo era avviato alla vita di preghiera, recitava le benedizioni
del mattino e frequentava la sinagoga e il tempio.
Ma Gesù testimonia una preghiera completamente nuova, intima, una relazione
famigliare con Dio che nessuno mai si sarebbe aspettato.
E così i discepoli chiedono di essere introdotti a questo modo unico di pregare.
Gesù li accontenta e consegna loro il Padre nostro, la preghiera dei figli.
Poche richieste essenziali, la consapevolezza che Dio è un padre che ci ama,
il valore del riconoscere la sua presenza in mezzo a noi.
Anche noi oggi, Signore, ti diciamo con fede; insegnaci a pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 3 ottobre 2019

Il Vangelo del Venerdì 4 Ottobre 2019


Della 26° settimana del Tempo Ordinario.
San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo ai Gàlati (6,14-18)
Fratelli, quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore
nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso,
come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere
nuova creatura.
E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su
tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30) anno dispari.
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre,
e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di
cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quanto ci emoziona Francesco poverello!
È un folle di Dio frate Francesco, nell’Italia dei Comuni e delle lotte fratricide,
della Chiesa onnipresente e statica, così simile alla nostra; è un folle che segue
la sua chiamata, che osa, che smette le vesti del giovane rampante per vestire,
quelle urticanti del sacco.
È un folle innamorato dello Sposo, che lo cerca, inquieto, che accetta di rivedere
la sua regola considerata impraticabile da tutti, che cerca di convincere il Sultano
a lasciar perdere la guerra, che insegna a Greccio a fidarsi di quel Bambino
nato in una stalla.
È folle il frate che canta a squarciagola le lodi di Dio e delle sue creature, che sa
convertire i lupi, quelli a quattro e a due gambe, che sa predicare ai pesci e agli uccelli.
È folle di quella follia che manca al nostro cristianesimo severo e compassato,
irrigidito e noioso.
Anche noi, come i fratelli ortodossi, non possiamo che chiamarlo,
il somigliatissimo a Cristo.
Certamente noi non dobbiamo fare come Francesco, ci mancherebbe, ma
assomigliargli un pochino, quello si, almeno nella determinazione facendoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 2 ottobre 2019

Il Vangelo del Giovedì 3 Ottobre 2019


Della 26° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro di Neemìa (8,1-4a.5-6.7b-12)
In quei giorni, tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti
alla porta delle Acque e disse allo scriba Esdra di portare il libro della legge di
Mosè, che il Signore aveva dato a Israele.
Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti
all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della
luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che
erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge.
Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito
per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti;
come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi.
Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen»,
alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra
dinanzi al Signore.
I leviti spiegavano la legge al popolo e il popolo stava in piedi.
Essi leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso,
e così facevano comprendere la lettura.
Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che
ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato
al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!».
Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e
mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno
è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore
è la vostra forza».
I leviti calmavano tutto il popolo dicendo: «Tacete, perché questo giorno è
santo; non vi rattristate!».
Tutto il popolo andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni e a esultare con
grande gioia, perché avevano compreso le parole che erano state loro proclamate.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (10,1-12) anno dispari.
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti
a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!
Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né
sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti
ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché
chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.
Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà
offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il
regno di Dio”.
Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze
e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi,
noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”.
Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quando il Signore chiede di pregare affinchè Dio mandi operai nella sua messe,
non significa che dobbiamo convincere Dio a fare qualcosa.
Piuttosto, dobbiamo pregare perché coloro che Dio ha già chiamato dall’eternità
siano disponibili ad accogliere questo dono; ciò significa che ciò che manca
oggi non sono le cosiddette vocazioni, cioè persone scelte e chiamate da Dio a
lavorare per il suo Regno, quanto la disponibilità a rispondere a tale chiamata.
Per rispondere a Dio è necessario avere un cuore generoso e capace di rinunciare
ai propri progetti, per abbracciare quelli suoi.
E i progetti del Signore sono certamente molto più pieni e belli dei nostri (è vero,
io ne so qualche cosa, anche se non è stato facile), ma è necessario avere la fede
per fare questo salto, per lasciare tutto e seguirlo.
Per tale motivo è necessario pregare; questo è un compito che spetta a ogni cristiano.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 1 ottobre 2019

Il Vangelo del Mercoledì 2 Ottobre 2019


Della 26° settimana del Tempo Ordinario.
Santi Angeli custodi.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (23,20-23a)
Così dice il Signore: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti
sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato.
Abbi rispetto della sua presenza, dà ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui;
egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui.
Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi
nemici e l’avversario dei tuoi avversari.
Il mio angelo camminerà alla tua testa”.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (18,1-5.10) anno dispari.
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è
più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io
vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete
nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande
nel regno dei cieli.
E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che
i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Solo una minima parte della realtà è soggetta ai nostri sensi e, nonostante i
poderosi progressi della scienza e della tecnica, conosciamo ben poco del
mistero della vita che ci abita.
La Bibbia, ben consapevole di questa evidenza, cerca di dare delle risposte
fissando lo sguardo al di là del visibile.
Noi sappiamo che esiste una realtà invisibile che ci circonda; siamo composti
da corpo e anima e in noi abita una parte immortale e invisibile.
Esistono anche delle creature che sono puri spiriti: gli Angeli.
Massicciamente presenti nella Scrittura, questi amici di Dio ci invitano a
scoprire la nostra parte più autentica.
A ciascuno di noi Dio assegna la protezione e il consiglio di un Angelo che
sempre ci accompagna.
Ricorriamo a lui, allora, preghiamolo quotidianamente chiedendogli aiuto
e compagnia.
Invochiamolo, allora, prima di incontrare una persona, prima di prendere una
decisione, o per chiedere un aiuto nella prova e nella sofferenza; magari
possiamo farlo anche attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.