domenica 17 febbraio 2019

Il Vangelo del Lunedì 18 Febbraio 2019


Della 6° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Genesi (4,1-15.25)
Dal Vangelo secondo Marco (8,11-13) anno dispari.
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù,
chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione
chiede un segno?
In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Di quanti segni abbiamo bisogno per credere?
Muti e sordi, ciechi e storpi, lebbrosi e paralitici, contravvenendo all’ordine
del Maestro, urlano al mondo di essere stati guariti.
Molti di più hanno trovato nelle sue parole lo specchio di una vita diversa,
altra, e il volto di un Dio inatteso e tanto desiderato.
E altri cantano le sue gesta, non eroiche, non eclatanti.
Il sorriso fatto ai bambini, e la pazienza nell’ascoltare il dolore, e la
compassione, vera, adulta e virile, che emerge da ogni suo gesto.
Di quanti altri segni abbiamo bisogno per credere?
Come si Dio fosse una marionetta al nostro servizio.
Come se, per esistere, Dio dovesse continuamente esaudire i nostri desideri,
a volte seri, molto più spesso futili ed inutili.
Di quanti altri segni abbiamo bisogno per credere che Dio è ed è presente
nella nostra quotidianità?
Non ci servono segni, ma solo preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


sabato 16 febbraio 2019

Il Vangelo di Domenica 17 Febbraio 2019


Della 6° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Geremia (17,5-8)
2° Lettura dalla Prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi (15,12.16-20)
Dal Vangelo secondo Luca (6,17.20-26) anno C.
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante.
C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea,
da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone.
Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando
e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa
del Figlio dell'uomo.
Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa
è grande nel cielo.
Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Pietro e Andrea hanno lasciato tutto per diventare pescatori di umanità, hanno
lasciato ciò che li legava, le reti, invece di riassettarle come facciamo noi
tutti i giorni.
Hanno creduto che-sul serio-Dio chiede in prestito la barca della nostra vita
per raccontare il Regno.
Non è un ostacolo la nostra fragilità, non ferma Dio il nostro limite; proprio
di noi egli ha bisogno.
Pietro e Andrea hanno conosciuto altri come loro; pescatori del lago, uno
zelota, un pubblicano.
Gente diversa, particolare; nulla sarebbe mai riuscito a metterli insieme se
non la curiosità nel seguire quel Nazareno pieno di Dio.
Poi, dopo qualche mese di vagabondaggio in Galilea, proprio lì, sulle sponde
del lago, Gesù racconta a loro e a noi il segreto della felicità.
Beatitudini
«Beati» dice il Signore.
Cioè: “siete felici se”, “avete il cuore colmo se”, “sprizzate di gioia se”:
una vera rivelazione.
Non è forse la gioia ciò che cerchiamo più di ogni altra cosa?
Gesù sta per indicarci la strada verso la pienezza?
Finalmente Dio si decide a sbottonarsi e ci dona la soluzione all’enigma
della vita?
Ma, subito, l’entusiasmo si smorza.
Beati i poveri, beati quelli che piangono, quelli che sono perseguitati
e insultati, dice il Rabbì.
Ma come? Gesù dichiara felice chi soffre? Chi è bastonato dalla vita?
Gesù conferma l’opinione di molti credenti che la vita è solo dolore e forse,
ma, chissà, speriamo, un giorno riceveremo un premio? No.
Gesù non loda la condizione di fatica, dice che quella condizione può
spalancare ad un’altra verità.
I perdenti, i fessi, quelli che scelgono di essere semplici, cioè poveri in spirito,
quelli che scelgono di essere miti in un mondo di squali, quelli che non si
arrendono all’ingiustizia cronica, quelli che giudicano tenendo conto del cuore
di Dio e non della miseria degli uomini, quelli che fuggono la doppiezza,
quelli che, pacificati, costruiscono la pace a costo di pagare di persona, quelli
che, incontrato Dio, non mollano, sono coloro che fanno esperienza di Dio.
Proprio perché il Dio di Gesù è mite, e pacificatore e misericordioso e paga
di persona e sa piangere, coloro che gli assomigliano ne fanno esperienza.
Follia, vero? Sì, è troppo anche per un folle come me.
Eppure Gesù l’ha detto.
Non cerchiamo la povertà o le lacrime o la miseria, ma poniamo la nostra
fiducia in Dio; allora sperimenteremo la felicità che è riempita di emozione
e la superiamo.
La beatitudine è fare esperienza dell’Assoluto di Dio, del Dio di Gesù, e con
Lui condividere il sogno di una vita vera, ad ogni costo.
Beati voi
Diversamente dalla versione di Matteo, Luca sintetizza le beatitudini ed
aggiunge–inattese–quattro durissime ammonizioni.
Inattese proprio perché le scrive Luca, lo scriba della mansuetudine di Cristo.
Inattese proprio perché provengono dalla penna di colui che sempre attenua
i toni, stempera la durezza delle avversita, ammorbidisce i tratti più aspri della
predicazione di Gesù.
Se Matteo dice: “Beati i poveri...”, Luca aggiunge: “Beati voi poveri...”.
Luca ha di fronte a sé i poveri, i perseguitati.
E sa, dalle informazioni che ha ricevuto da chi c’era, che Gesù, ad un certo
punto, ha alzato lo sguardo oltre l’orizzonte, oltre le colline di Samaria, verso
Gerusalemme ammonendo i ricchi, i sazi, i gaudenti.
Ma chi vive in prima linea lo sa, e apprezza.
Dio crede nella conversione di ogni uomo, certo.
Ma sa anche quanto sia forte l’ostinazione e la chiusura.
Per chi vive nel degrado e nell’illegalità, per chi, come ai tempi di Amos,
calpesta il diritto del povero il giudizio sarà senza misericordia, poiché non ha
avuto misericordia.
Vedendo le tragiche immagini del terzo mondo, vedendo che l’economia si
è trasformata in un mostro che tutto divora, ascoltando la testimonianza di
Luca, che è dovuto andare in Germania, o di Daniele, licenziato e senza lavoro
da mesi, apprezzo questa sferzata di Gesù.
E l’apprezzano i fratelli e le sorelle cristiani (e non) che combattono, che si
dibattono nella barbarie crescente, facendo come Dio, che difende il diritto
dell’orfano e della vedova.
Ai tanti impegnati in prima linea ad affrontare problemi immensi della
quotidianità e dell’illegalità dico; abbiate speranza in Dio, curando l’uomo.
Come scrive Geremia, profeta inascoltato e perseguitato nella sua Gerusalemme,
l’unica possibilità è quella di alzare lo sguardo, di non confidare solo nell’uomo.
La nostra speranza, ci ricorda Paolo, è posta nel Signore risorto, in qualcuno che
è vivo e si rende presente attraverso il nostro sguardo, non in un progetto umano.
Beati noi che non ci arrendiamo, perché questo è lo stile di Dio.
Santa Domenica della Beatitudine, amici, Fausto.

venerdì 15 febbraio 2019

Il Vangelo del Sabato 16 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Genesi (3,9-24)
Dal Vangelo secondo Marco (8,1-10 anno dispari.
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare,
Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla;
ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare.
Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni
di loro sono venuti da lontano». 
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?».
Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra.
Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li
distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla.
Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece
distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte.
Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Davanti alla fame della folla anche noi ci sentiamo impotenti.
Davanti alle notizie catastrofiche corriamo il rischio di scivolare nel
pessimismo più cupo, più catastrofico.
Come possiamo sfare nel deserto della Storia tutta questa gente?
Il Signore ci chiede, ancora una volta, di mettere a disposizione ciò che
siamo, di condividere la nostra pochezza.
Il particolare che caratterizza Marco è il numero dei pani da condividere; sette.
Sette, in Israele, è il numero della perfezione.
E sette saranno le ceste avanzate colme di cibo.
Anche se i nostri mezzi sono piccoli, siamo chiamati a metterli totalmente
a disposizione, al meglio delle nostre forze.
E non solo sfameremo chi ci sta attorno, ma ancora avanzeremo per noi e per gli
altri l’amore che siamo disposti a mettere in circolo, attraverso la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


giovedì 14 febbraio 2019

Il Vangelo del Venerdì 15 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (3,1-8)
Dal Vangelo secondo Marco (7,31-37) anno dispari.
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne,
venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano.
Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e
con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise
un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!».
E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e
parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno.
Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore,
dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Fa bene ogni cosa, il Signore Gesù, allora come oggi.
Fa parlare i muti e udire i sordi. Noi, sordi ai richiami di Dio, storditi dalle
troppe informazioni che abbiamo, travolti dagli impegni, dalle chiacchiere
televisive, dai comizi, dagli opinionisti.
E resi muti in un mondo che non sa ascoltare e che ci fa diventare delle
fotocopie, che ci obbliga a schierarci da una parte o da un’altra, sempre in
conflitto, sempre in affanno.
Ci libera le orecchie, il Signore Gesù, ci permette di ascoltare la Parola
come mai l’abbiamo ascoltata, senza cantilene, senza insopportabili
prediche, senza paroloni incomprensibili.
E ci permette di parlare, di dire, di raccontare le grandi opere che Egli
compie in ciascuno di noi.
Incontrarlo ci apre ad una dimensione nuova, conoscerlo ci spalanca la
mente e gli orizzonti.
Sì; fa bene ogni cosa il Signore, ci cambia prospettiva.
Senza clamore, senza sbandierare ai quattro venti la nostra fede, senza
fare gli ossessi.
Fa bene ogni cosa, il Signore; ci spalanca ad una visione di fede, e tutto
acquista senso, tutto assume una coloritura diversa.
Fa bene ogni cosa, il Signore, ancora oggi, se lo lasciamo fare.
Per questo, dobbiamo sempre ringraziarlo con la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 13 febbraio 2019

Il Vangelo del Giovedì 14 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Santi Cirillo monaco e Metodio vescovo, patroni d’Europa.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (13,46-49)
Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9) anno dispari.
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due
davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!
Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa,
né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti
ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché
chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.
Non passate da una casa all'altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà
offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: È vicino a voi il regno di Dio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale
Salonicco in Grecia) all’inizio del 9° secolo, evangelizzarono i popoli della
Pannonia e della Moravia.
La loro presenza richiama l’Europa dei burocrati e delle banche a cercare
l’anima che unisce popoli diversi, a trovare, come fece Cirillo, una lingua
con cui potere comunicare la fede in Gesù Cristo.
È un grave errore, dalle enormi conseguenze, ignorare il fatto che l’Europa
è nata come tale intorno ai valori cristiani che oggi vengono snobbati in
nome di un mal compreso senso di rispetto.
Affidiamo la nostra Europa al Signore.
Oggi, poi, gli innamorati invocano il vescovo ternano Valentino a proteggere
il loro amore.
Volentieri preghiamo perché l’amore, quello vero, non quello del desiderio o di
facciata, e in particolare l’amore di coppia, sia saldamente ispirato al Vangelo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 12 febbraio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 13 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (2,4b-9.15-17)
Dal Vangelo secondo Marco (7,14-23) anno dispari.
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi
tutti e comprendete bene!
Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro.
Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano
sulla parabola.
E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere?
Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo
impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?».
Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male:
impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza,
invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il male è sempre fuori di noi, pensano in molti, la colpa è sempre di qualcun
altro; della società, dei genitori, del datore di lavoro, del coniuge.
È dentro di noi il male, fa parte della nostra natura umana, e solo noi possiamo
riconoscerlo, affrontarlo e superarlo.
Riconoscerlo; senza scaricare la colpa delle nostre azioni su altri, chiamando
per nome e cognome i nostri difetti.
Affrontarlo, in un allenamento spirituale che vuole estirpare i vizi e coltivare le virtù.
Superarlo, non per diventare super uomini o super donne, ma per dare spazio
alla parte migliore e luminosa di ciascuno di noi.
Esiste il male, e lavora, ed è ingenuo e pericoloso ignorarlo o sopravvalutarlo.
Lasciamo che la luce del Vangelo, oggi, faccia arretrare le tenebre in noi,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 11 febbraio 2019

Il Vangelo del Martedì 12 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (1,20 - 2,4a)
Dal Vangelo secondo Marco (7,1-13) anno dispari.
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi,
venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure,
cioè non lavate-i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono
lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando
dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre
cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie, di oggetti di rame e di
letti-, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si
comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo
popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini".
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per
osservare la vostra tradizione.
Mosè infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre", e: "Chi maledice il padre
o la madre sia messo a morte".
Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei
aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il
padre o la madre.
Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi.
E di cose simili ne fate molte».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il contrasto tra Gesù, i farisei e gli scribi è insanabile, poiché in realtà sono
delle mentalità opposte che si scontrano; Gesù non è venuto a cancellare la
Legge di Mosè, ma a portarla nuovamente alla sua originaria purezza.
L’amore è il fondamento, ma purtroppo i farisei non sanno nemmeno più cosa
voglia dire, infatti, impegnati nell’esecuzione minuziosa di precetti e codicilli
del tutto trascurabili, in realtà hanno perso di vista i doveri più basilari della giustizia.
Gesù risponde con chiarezza e smaschera la loro ipocrisia nell’eludere il
comandamento di Dio, facendo leva sull’osservanza esteriore della tradizione.
Anche dentro di noi ci sono dei farisei che vivono ogni volta che facciamo della
fede un pretesto per coprire i nostri compromessi e le nostre trascuratezze nei
confronti dei nostri doveri.
Perciò, mettiamo da parte i compromessi e occupiamoci veramente dei doveri
che abbiamo verso il Signore, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.