mercoledì 12 aprile 2017

Il Vangelo del Giovedì Santo 13 Aprile 2017

(Cena del Signore)
1° Lettura dal libro dell’Esodo (12,1-8.11-14)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (11,23-26)
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,1-15) anno dispari.
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora
di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel
mondo, li amò fino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda,
figlio di Simone Iscarìota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli
aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,
si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se 1o cinse
attorno alla vita.
Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli
e ad asciugarli con I' asciugatoio di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi
i piedi a me?”.
Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, lo capirai dopo”.
Gli disse Pietro: “Tu non mi laverai i piedi in eterno!”.
Gli rispose Gesù: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”.
Gli disse Simon Pietro: “Signore, non solo i miei piedi, ma anche le
mani e il capo!”.
Soggiunse Gesù: “Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se
non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti”.
Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete puri”.
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo
e disse loro: “Capite quello che ho fatto per voi?
Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono.
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche
voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.
Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho
fatto a voi”.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Non si può comprendere il senso profondo dell'Eucaristia, se non in
un contesto di servizio e di dono di sé.
Il rituale della cena ebraica prevedeva che il capofamiglia lavasse le
mani dei convitati, ma non i piedi: questo gesto era considerato talmente
umiliante che non veniva richiesto nemmeno agli schiavi.
Ma è proprio questo che il Signore, in quella notte benedetta, volle insegnare.
Solo se ci si abbassa e si vive in un profondo atteggiamento di umiltà
si può capire il mistero di un Dio che si fa uomo e che si consegna
agli uomini suoi fratelli.
Se non c'è questa disposizione d' animo, riduciamo I' Eucaristia a un
fatto di culto liturgico e nulla più.
In questo giorno adoriamo con il cuore I' Eucaristia perché anche noi
possiamo trovare luce e comprendere il valore dell' umiltà.
Perché, senza umiltà non riusciremo mai ad incontrare il Signore, perciò,
per riuscirci aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

martedì 11 aprile 2017

Il Vangelo del Mercoledì 12 Aprile 2017

Settimana Santa.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (50,4-9)
Dal Vangelo secondo Matteo (26,14-25) anno dispari.
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi
dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?».
E quelli gli fissarono trenta monete d’argento.
Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e
gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa
mangiare la Pasqua?».
Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice:
Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”».
I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici.
Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli:
«Sono forse io, Signore?».
Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello
che mi tradirà.
Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo
dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!
Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».
Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?».
Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È triste vedere a quale fine si autocondanna Giuda.
Egli, ormai completamente accecato dalla sua brama di possesso
e deluso dal fatto che Gesù non ha corrisposto alle sue manie di
grandezza, lo vende al sinedrio.
Di per sé, è già odioso considerare il tradimento di un amico: ma
quanto più odioso è il tradimento, se colui che si tradisce è la stessa
persona che, solo qualche minuto prima, ha chiamato amico proprio
colui che lo tradirà?
Dobbiamo fare molta attenzione, nella nostra vita: barattare l'amicizia
di Gesù per altre cose è molto più comune di quanto non pensiamo.
Il compromesso, il rispetto umano e il calcolo conveniente ci fanno
mettere da parte con disinvoltura la nostra presunta amicizia con Lui,
e gli riserviamo nuovamente l'esperienza del tradimento.
Non sia mai questo da parte nostra, per non cadere nel tradimento,
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

lunedì 10 aprile 2017

Il Vangelo del Martedì 11 Aprile 2017

Settimana Santa.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (49,1-6)
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,21-33.36-38) anno dispari.
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu
profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico:
uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse.
Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola
al fianco di Gesù.
Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava.
Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».
Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò».
E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta.
Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto».
Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni
infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse
detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse
dare qualche cosa ai poveri.
Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato,
e Dio è stato glorificato in lui.
Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua
e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho
detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?».
Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi
seguirai più tardi».
Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora?
Darò la mia vita per te!».
Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me?
In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non
m’abbia rinnegato tre volte».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il turbamento di Gesù, non è nella carne, ma nello spirito, è provocato
da ciò che sta per dire: "Uno di voi mi tradirà".
Il Maestro, nell'imminenza della morte; prende coscienza dell'evento
che per lui è più doloroso della fine della sua vita: è la cancellazione
di un rapporto d'amore che I' ha legato a Giuda nei lunghi giorni trascorsi
insieme, nel tentativo di consegnare la sua missione di Messia.
In quest'ora suprema, Giovanni annota il turbamento di un Dio che ha
voluto assumere i sentimenti umani, la sofferenza, la gioia, il dolore.
Quanti momenti simili sono presenti nella nostra esistenza, anche per
motivi meno tragici.
L’esempio di questa vicinanza di Gesù ci aiuta a viverli con maggior
Forza e abbandono a Colui che conosce il nostro cuore fino in fondo,
che non è venuto a spiegarci il dolore, ma a soffrirlo prima di noi e con noi.
Perciò, l’unica cosa che dobbiamo fare è, essergli vicino con
la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


domenica 9 aprile 2017

Il Vangelo del Lunedì 10 Aprile 2017

Settimana Santa.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (42,1-7)
Dal Vangelo secondo Giovanni (12,1-11) anno dispari.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava
Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.
E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno
dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai
prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli,
e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo,
disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari
e non si sono dati ai poveri?».
Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un
ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il
giorno della mia sepoltura.
I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là
e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli
aveva risuscitato dai morti.
I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché
molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
I capi dei sacerdoti rivelano la loro massima ostinazione, arrivando
persino a decidere di uccidere Lazzaro.
La sua unica colpa, evidentemente, è quella di essere testimone della
potenza e della misericordia di Gesù, il quale ha risvegliato l'amico
dal sonno della morte.
È davvero triste considerare che ci sono persone dal cuore talmente
duro da essere refrattarie all'amore di Dio.
Eppure, non dobbiamo farci illusioni: spesso, senza renderci conto,
anche noi manifestiamo la stessa durezza nei confronti di Dio.
Non dobbiamo guardare gli altri: anche noi manifestiamo lo stesso
atteggiamento quando non ci fidiamo degli altri o vorremmo, proprio
come Giuda, dare un prezzo a cose sacre come I' amicizia o il perdono.
Impariamo da Gesù l'amore e la gratuità.
Gratuitamente riceviamo, gratuitamente doniamo, capisco che è fatica,
per riuscirci preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

sabato 8 aprile 2017

Il Vangelo di Domenica 9 Aprile 2017

Domenica delle Palme.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (50,4-7)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (2,6-11)
Forma breve.
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo (27, 11-54) anno A.
Sei tu il re dei Giudei?
In quel tempo Gesù comparve davanti al governatore, e il governatore
lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?».
Gesù rispose: «Tu lo dici».
E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.
Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?».
Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase
assai stupito.
A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla
un carcerato, a loro scelta.
In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba.
Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io
rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?».
Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non
avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto
turbata per causa sua».
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba
e a far morire Gesù.
Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io
rimetta in libertà per voi?».
Quelli risposero: «Barabba!».
Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?».
Tutti risposero: «Sia crocifisso!».
Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?».
Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava,
prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non
sono responsabile di questo sangue.
Pensateci voi!».
E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli».
Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare
Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli
radunarono attorno tutta la truppa.
Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono
una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna
nella mano destra.
Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!».
Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.
Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti,
poi lo condussero via per crocifiggerlo.
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone,
e lo costrinsero a portare la sua croce.
Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero
da bere vino mescolato con fiele.
Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere.
Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte.
Poi, seduti, gli facevano la guardia.
Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua
condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e
dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, s
alva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!».
Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi
beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui.
Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene.
Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!».
Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.
Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che
significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia».
E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto,
la fissò su una canna e gli dava da bere.
Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!».
Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra
tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi,
che erano morti, risuscitarono.
Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa
e apparvero a molti.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla
vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande
timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’evangelista nota che alla morte di Gesù; i corpi dei santi e dei
giusti d’Israele sorsero a testimoniare la grandezza dell'evento.
La morte di Gesù donò la vita: siamo stati ammessi alla vita nuova,
nella comunione vera con il Padre.
Per questo il velo del tempio si squarciò in due: non vi è più divisione
o lontananza tra Dio e gli uomini; nelle braccia inchiodate di Gesù si
ricompone, in un unico abbraccio, la nuova ed eterna alleanza tra
Dio e ciascuno di noi.
Con quanta gratitudine dobbiamo vivere questo giorno!
Esso ci ricorda che Egli ci ha aperto il suo regno di pace e di amore;
dobbiamo solo perseverare in esso, adorando il mistero di Dio che si
fa uomo e che per noi sale sulla croce; Egli si fa separazione e peccato
perché non possiamo vivere in piena comunione con Dio.
Per questo dobbiamo continuamente ringraziarlo attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

venerdì 7 aprile 2017

Il Vangelo del Sabato 8 Aprile 2017

1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (37,21-28)
Dal Vangelo secondo Giovanni (11,45-56) anno dispari.
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista
di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,]
credettero in lui.
Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che
Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero:
«Che cosa facciamo?
Quest’uomo compie molti segni.
Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani
e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro:
«Voi non capite nulla!
Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia
per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».
Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote
quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto
per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.
Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò
nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove
rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a
Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.
Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare?
Non verrà alla festa?».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gli uomini sono davvero molto bravi a trovare spiegazioni nobili per
coprire i loro scopi ignobili.
In questo caso Caifa, il sacerdote, rifacendosi alla ragione di stato,
decreta la condanna a morte di Gesù.
In realtà, dietro questa decisione vi è tutta la rabbia e la gelosia di
coloro che vedono nella parola e nella persona del Signore un
pericolo per la loro autorità in mezzo al popolo.
Quali che siano le intenzioni dei sacerdoti, l'Evangelista sottolinea che,
in realtà, la loro decisione fa parte di un piano di salvezza molto più
ampio; il Messia morirà non solo per il popolo d'Israele, ma per tutti
coloro che si apriranno alla fede nel Figlio di Dio.
A volte le ingiustizie ci fanno soffrire, eppure non dobbiamo temere;
Dio, in tempi maturi, sa far scaturire il bene anche da esse.
Perciò, non dobbiamo avere paura, ma rafforziamo la nostra fede
in Lui, attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

giovedì 6 aprile 2017

Il Vangelo del Venerdì 7 Aprile 2017

1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (20,10-13)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,31-42) anno dispari.
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù.
Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte
del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?».
Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona,
ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho
detto: voi siete dèi”?
Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di
Dio–e la Scrittura non può essere annullata–, a colui che il Padre
ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”,
perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”?
Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le
compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché
sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».
Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove
prima Giovanni battezzava, e qui rimase.
Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun
segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero».
E in quel luogo molti credettero in lui.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Qual’è la vera bestemmia?
Giovanni I' evangelista, in questo brano, ti pone questa domanda.
È blasfema la parola di Gesù che si attribuisce il titolo di Dio; oppure
è più blasfema la durezza di cuore dei Giudei, i quali di fronte alla
sua rivelazione reagiscono con la violenza?
Questa domanda deve avere una risposta; molti cristiani continuano
a scandalizzarsi quando il Signore continua a fare loro delle
proposte che vanno controcorrente rispetto alla mentalità del mondo.
Eppure, ancora oggi sono tanti coloro che si aprono alla rivelazione
della divinità di Gesù: credere in lui significa trovare la salvezza.
Questo tempo forte è quanto mai adatto a noi per rivedere la nostra
adesione cordiale e sincera a Colui che ci libera dal peccato e dalla morte.
Ed è per questo che dobbiamo credere in Lui, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.