martedì 23 gennaio 2024

Il Vangelo del Mercoledì 24 Gennaio 2024

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Francesco di Sales,

vescovo e dottore della Chiesa

Prima lettura.

Io susciterò un tuo discendente dopo

di te e renderò stabile il suo regno.

Dal secondo libro di Samuèle (7,4-17)

In quei giorni, fu rivolta a Natan questa

parola del Signore: «Va’ e di’ al mio

servo Davide: Così dice il Signore: “Forse

tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti?

Io infatti non ho abitato in una casa da

quando ho fatto salire Israele dall’Egitto

fino ad oggi; sono andato vagando sotto

una tenda, in un padiglione.

Durante tutto il tempo in cui ho camminato

insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai

detto ad alcuno dei giudici d'Israele, a cui

avevo comandato di pascere il mio popolo

Israele: Perché non mi avete edificato una

casa di cedro?”.

Ora dunque dirai al mio servo Davide:

Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti

ho preso dal pascolo, mentre seguivi il

gregge, perché tu fossi capo del mio

popolo Israele.

Sono stato con te dovunque sei andato,

ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a

te e renderò il tuo nome grande come

quello dei grandi che sono sulla terra.

Fisserò un luogo per Israele, mio popolo,

e ve lo pianterò perché vi abiti e non

tremi più e i malfattori non lo opprimano

come in passato e come dal giorno in cui

avevo stabilito dei giudici sul mio

popolo Israele.

Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici.

Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e

tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò

un tuo discendente dopo di te, uscito dalle

tue viscere, e renderò stabile il suo regno.

Egli edificherà una casa al mio nome e io

renderò stabile il trono del suo regno

per sempre.

Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.

Se farà il male, lo colpirò con verga d’uomo

e con percosse di figli d’uomo, ma non

ritirerò da lui il mio amore, come l’ho

ritirato da Saul, che ho rimosso di fronte a te.

La tua casa e il tuo regno saranno saldi

per sempre davanti a te, il tuo trono sarà

reso stabile per sempre”».

Natan parlò a Davide secondo tutte queste

parole e secondo tutta questa visione.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il seminatore uscì a seminare.

Dal Vangelo secondo Marco (4,1-20) anno pari.

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo

a insegnare lungo il mare.

Si riunì attorno a lui una folla enorme,

tanto che egli, salito su una barca, si mise

a sedere stando in mare, mentre tutta la

folla era a terra lungo la riva.

Insegnava loro molte cose con parabole e

diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate.

Ecco, il seminatore uscì a seminare.

Mentre seminava, una parte cadde lungo la

strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.

Un’altra parte cadde sul terreno sassoso,

dove non c’era molta terra; e subito

germogliò perché il terreno non era

profondo, ma quando spuntò il sole,

fu bruciata e, non avendo radici, seccò.

Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi

crebbero, la soffocarono e non diede frutto.

Altre parti caddero sul terreno buono e

diedero frutto: spuntarono, crebbero e

resero il trenta, il sessanta, il cento per uno».

E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

Quando poi furono da soli, quelli che

erano intorno a lui insieme ai Dodici lo

interrogavano sulle parabole.

Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il

mistero del regno di Dio; per quelli che

sono fuori invece tutto avviene in parabole,

affinché guardino, sì, ma non vedano,

ascoltino, sì, ma non comprendano, perché

non si convertano e venga loro perdonato».

E disse loro: «Non capite questa parabola,

e come potrete comprendere tutte le parabole?

Il seminatore semina la Parola.

Quelli lungo la strada sono coloro nei quali

viene seminata la Parola, ma, quando

l’ascoltano, subito viene Satana e porta via

la Parola seminata in loro.

Quelli seminati sul terreno sassoso sono

coloro che, quando ascoltano la Parola,

subito l’accolgono con gioia, ma non

hanno radice in se stessi, sono incostanti

e quindi, al sopraggiungere di qualche

tribolazione o persecuzione a causa della

Parola, subito vengono meno.

Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi

sono coloro che hanno ascoltato la Parola,

ma sopraggiungono le preoccupazioni del

mondo e la seduzione della ricchezza e

tutte le altre passioni, soffocano la Parola

e questa rimane senza frutto.

Altri ancora sono quelli seminati sul terreno

buono: sono coloro che ascoltano la Parola,

l’accolgono e portano frutto: il trenta,

il sessanta, il cento per uno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Semina, il seminatore.

Semina senza avarizia, semina anche sul

terreno sassoso e improduttivo, semina

senza selezionare un terreno in particolare,

semina perché spera.

Gesù ci svela il volto di un Dio che non

si stanca di spargere la sua Parola, che

non ci tratta come bambini da indottrinare,

ma come persone da maturare, come adulti

che scelgono se far fiorire in sé

l’abbondanza della Parola.

Ma, lo sappiamo bene, le preoccupazioni

di ogni giorno e le prove della vita

soffocano i teneri germogli.

Distrazioni, tensioni, scoraggiamenti,

un ritmo di vita inumano, rischiano di

allontanarci da noi stessi.

E allora la tenera spiga soffoca, non

giunge a maturazione.

Pur avendo accolto e amato la Parola,

questa non riesce veramente a cambiare

il nostro modo di vedere.

Ma, lo sappiamo, se abbiamo

consapevolezza del nostro limite,

se, almeno un poco, ci riconosciamo

nei terreni poveri della parabola,

diventiamo terreno buono che produce.

Ammettendo il nostro limite,

riconoscendolo, dissodiamo la scorza

del nostro orgoglio interiore e

portiamo frutto.

È Dio che fa crescere, come dice

san Paolo, anche se, oggi, sono gli uomini

a seminare attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 22 gennaio 2024

Il Vangelo del Martedì 23 Gennaio 2024

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Benedetta Bianchi Porro.

Prima lettura.

Davide e tutta la casa di Israele

trasportarono l'arca del Signore con gioia.

Dal secondo libro di Samuèle (6,12b-15.17-19)

In quei giorni, Davide andò e fece salire

l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom

alla Città di Davide, con gioia.

Quando quelli che portavano l’arca del

Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò

un giovenco e un ariete grasso.

Davide danzava con tutte le forze

davanti al Signore.

Davide era cinto di un efod di lino.

Così Davide e tutta la casa d’Israele

facevano salire l’arca del Signore con

grida e al suono del corno.

Introdussero dunque l’arca del Signore e

la collocarono al suo posto, al centro della

tenda che Davide aveva piantato per essa;

Davide offrì olocausti e sacrifici di

comunione davanti al Signore.

Quando ebbe finito di offrire gli olocausti

e i sacrifici di comunione, Davide benedisse

il popolo nel nome del Signore degli eserciti

e distribuì a tutto il popolo, a tutta la

moltitudine d’Israele, uomini e donne,

una focaccia di pane per ognuno, una

porzione di carne arrostita e una

schiacciata di uva passa.

Poi tutto il popolo se ne andò,

ciascuno a casa sua.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi fa la volontà di Dio, costui per

me è fratello, sorella e madre.

Dal Vangelo secondo Marco (3,31-35) anno pari.

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù

e i suoi fratelli e, stando fuori,

mandarono a chiamarlo.

Attorno a lui era seduta una folla, e gli

dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli

e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».

Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre

e chi sono i miei fratelli?».

Girando lo sguardo su quelli che erano

seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia

madre e i miei fratelli!

Perché chi fa la volontà di Dio, costui

per me è fratello, sorella e madre».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ed ecco il secondo brano ‘anarchico’ di

cui vi parlavo qualche giorno fa.

Gesù quasi disconosce la sua famiglia,

allargata ormai a coloro che accolgono

la Parola e la conservano.

Come già dicevo, il Vangelo, e Marco,

in particolare, osa proporre un modello

famigliare innovativo, che supera i

legami tribali e di sangue per proporre

delle nuove relazioni fondate sull’affinità

spirituale, sulla consapevolezza di essere

figli dello stesso Padre, fratelli

nell’unico Cristo.

La condizione per diventare famigliari

di Dio, dice Gesù, è quella di essere

attenti uditori della Parola e di cercare la

volontà salvifica di Dio nella nostra vita.

Gesù gira lo sguardo su di noi, ci propone,

oggi, di sentirci davvero suoi fratelli.

Amici che vivete situazioni famigliari

disperate, o solitudini che, alla fine, vi

hanno prosciugato l’anima, sappiate che

il Signore ci invita a fare esperienza di Lui.

Lo so, non è molto per chi vive nella

solitudine tutto il giorno, ma conosco

fratelli e sorelle che, superato il proprio

dolore, hanno allargato la propria vita

e hanno accolto nella preghiera tutti i

fratelli cristiani sparsi nel mondo,

riempiendo il proprio cuore di consolazione.

Chiediamo al Signore di sperimentare questa

grazia, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 21 gennaio 2024

Il Vangelo del Lunedì 22 Gennaio 2024

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Vincenzo, diacono e martire.

Prima lettura.

Tu pascerai il mio popolo Israele.

Dal secondo libro di Samuèle (5,1-7.10)

In quei giorni, vennero tutte le tribù

d’Israele da Davide a Ebron, e gli

dissero: «Ecco noi siamo tue ossa

e tua carne.

Già prima, quando regnava Saul su di

noi, tu conducevi e riconducevi Israele.

Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio

popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”».

Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele

dal re a Ebron, il re Davide concluse con

loro un’alleanza a Ebron davanti al

Signore ed essi unsero Davide re d’Israele.

Davide aveva trent’anni quando fu fatto

re e regnò quarant’anni.

A Ebron regnò su Giuda sette anni e sei

mesi e a Gerusalemme regnò trentatré

anni su tutto Israele e su Giuda.

Il re e i suoi uomini andarono a

Gerusalemme contro i Gebusei che

abitavano in quella regione.

Costoro dissero a Davide: «Tu qui non

entrerai: i ciechi e gli zoppi ti

respingeranno», per dire: «Davide

non potrà entrare qui».

Ma Davide espugnò la rocca di Sion,

cioè la Città di Davide.

Davide andava sempre più crescendo in

potenza e il Signore, Dio degli eserciti,

era con lui.

Parola di Dio.

Vangelo.

Satana è finito.

Dal Vangelo secondo Marco (3,22-30) anno pari.

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi

da Gerusalemme, dicevano: «Costui è

posseduto da Beelzebùl e scaccia i

demòni per mezzo del capo dei demòni».

Ma egli li chiamò e con parabole diceva

loro: «Come può Satana scacciare Satana?

Se un regno è diviso in se stesso, quel

regno non potrà restare in piedi; se una

casa è divisa in se stessa, quella casa

non potrà restare in piedi.

Anche Satana, se si ribella contro se

stesso ed è diviso, non può restare in

piedi, ma è finito.

Nessuno può entrare nella casa di un uomo

forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega.

Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.

In verità io vi dico: tutto sarà perdonato

ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte

le bestemmie che diranno; ma chi avrà

bestemmiato contro lo Spirito Santo non

sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».

Poiché dicevano: «È posseduto da uno

spirito impuro».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Il male esiste, amici, ed è personificato e

i discepoli devono farci i conti; purtroppo

in questi ultimi decenni, complici i media,

Satana è stato ampiamente pubblicizzato

ed è diventato una specie di eroe

romantico negativo oppure ci si è

buttati sul sensazionalismo: in ogni

talk-show che si rispetti un buon

esorcista deve essere invitato,

almeno ogni tanto!

La Scrittura è-al solito-molto più sobria

e meno emotiva; il male esiste perché

è il rifiuto del bene e Dio non obbliga

al bene, lo propone; esiste il male,

il demonio, la parte oscura della realtà

e si manifesta intorbidendo le acque;

nessuno farebbe il male se non fosse

convinto di ricavarne un beneficio!

Il peccato si maschera sempre da bene,

seduce, convince; nella Scrittura si dice

chiaramente che il male è male perché

fa del male.

Gesù stesso si è dovuto confrontare con

l’avversario, non dobbiamo temere,

quindi, se anche noi discepoli lo

dobbiamo affrontare, ah, senza

fanatismi né paure da film; nessuno di

noi farà a botte col diavolo come

Padre Pio o come Madre Speranza!

No, molto più semplicemente, se vi

avvicinate alla luce del Vangelo,

qualcosa andrà storto, vi verranno

messi i bastoni tra le ruote; ovviamente

se viviamo lontani anni luce dal Vangelo

non riceveremo mai alcuna tentazione;

facciamo tutto da soli senza bisogno

dell’avversario!

Eppure oggi Gesù ci tranquillizza; resta

forte, sta tranquillo, fidati di me.

Tranquilli, allora, amici; se anche la

realtà della tenebra bussa alla nostra porta,

il Signore veglia su di noi e non

abbandona i figli che gridano a Lui, a noi

solo il compito di fidarci e pregare!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 20 gennaio 2024

Il Vangelo di Domenica 21 Gennaio 2024

 

Della 3° Domenica del Tempo Ordinario.

Sant' Agnese, vergine e martire.

Prima lettura.

I Niniviti si convertirono dalla

loro condotta malvagia.

Dal libro del profeta Giona (3,1-10)

In quel tempo, fu rivolta a Giona la parola

del Signore: «Àlzati, va' a Nìnive, la grande

città, e annuncia loro quanto ti dico».

Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la

parola del Signore.

Nìnive era una città molto grande, larga

tre giornate di cammino.

Giona cominciò a percorrere la città per

un giorno di cammino e predicava: «Ancora

quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».

I cittadini di Nìnive credettero a Dio e

bandirono un digiuno, vestirono il sacco,

grandi e piccoli.

Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli

si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì

di sacco e si mise a sedere sulla cenere.

Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi

proclamato a Nìnive questo decreto: «Uomini

e animali, armenti e greggi non gustino nulla,

non pascolino, non bevano acqua.

Uomini e animali si coprano di sacco e Dio

sia invocato con tutte le forze; ognuno si

converta dalla sua condotta malvagia e

dalla violenza che è nelle sue mani.

Chi sa che Dio non cambi, si ravveda,

deponga il suo ardente sdegno e noi non

abbiamo a perire!».

Dio vide le loro opere, che cioè si erano

convertiti dalla loro condotta malvagia,

e Dio si ravvide riguardo al male che

aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 24 (25)

 

Ripetiamo. Fammi conoscere,

Signore, le tue vie.

 

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,

insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza. R.

 

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia

e del tuo amore, che è da sempre.

Ricòrdati di me nella tua misericordia,

per la tua bontà, Signore. R.

 

Buono e retto è il Signore,

indica ai peccatori la via giusta;

guida i poveri secondo giustizia,

insegna ai poveri la sua via. R.

 

Seconda Lettura

Passa la figura di questo mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (7,29-31)

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è

fatto breve; d'ora innanzi, quelli che

hanno moglie, vivano come se non

l'avessero; quelli che piangono, come

se non piangessero; quelli che gioiscono,

come se non gioissero; quelli che

comprano, come se non possedessero;

quelli che usano i beni del mondo,

come se non li usassero pienamente:

passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Il regno di Dio è vicino; convertitevi

e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Convertitevi e credete al Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20) anno B

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù

andò nella Galilea, proclamando il

vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo

è compiuto e il regno di Dio è vicino;

convertitevi e credete nel Vangelo».

Passando lungo il mare di Galilea, vide

Simone e Andrea, fratello di Simone,

mentre gettavano le reti in mare; erano

infatti pescatori.

Gesù disse loro: «Venite dietro a me,

vi farò diventare pescatori di uomini».

E subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando un poco oltre, vide Giacomo,

figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello,

mentre anch'essi nella barca riparavano le reti.

Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il

loro padre Zebedèo nella barca con i

garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni e Andrea hanno seguito il

Nazareno, si sono fermati da Lui, sono

andati a vedere; tutto, ora è cambiato.

Lo seguono nel suo camminare, nel suo

percorrere la Galilea, sua terra natale,

per inoltrarsi fino a Cafarnao, il centro

economico e militare della zona del lago,

la casa paterna dei figli di Zebedeo.

Il Battista è stato arrestato; troppo scomoda

la sua predicazione, troppo libera, ha

pestato i piedi all’inetto Erode, figlio di

Erode il Grande, e ha ferito l’orgoglio di

una permalosa, spregiudicata e vendicativa

donna che ne ha chiesto la testa.

Inizia così il secondo Vangelo, il più

asciutto, il più antico dei quattro, scritto

dal giovane Giovanni Marco per i discepoli

di Roma, Babilonia, su suggerimento di

Simone il pescatore.

L’inizio della predicazione in Galilea

di Gesù è riassunta da Marco in pochi

versetti densi di sconcertante novità.

Il Battista è ‘consegnato’, riferisce

letteralmente il giovane Marco, come

ad indicare una provvidenzialità anche

negli eventi umani più balordi, un

intervento di Dio anche quando Dio

sembra dimentico dei suoi figli, e Gesù

ne prende il testimone, ne prolunga

l’opera, dà senso al sacrificio del cugino,

vissuto per preparagli la strada.

Gesù inizia il suo ministero quando

sarebbe stato prudente smetterlo, inizia

la sua missione in pieno clima di

persecuzione verso i profeti, così simile

al nostro, così come Giona, il pavido

profeta, annuncia la distruzione ai

Niniviti senza sapere cosa lo aspetti.

Gesù annuncia una buona notizia da parte

di Dio: “Il tempo è compiuto e il regno

di Dio è vicino; convertitevi e credete

nel Vangelo”.

Il tempo è compiuto, questo è il momento

giusto, non aspettare oltre; ora, oggi,

adesso Dio è qui.

Quante volte ci manca il tempo per fare

le cose che vorremmo, per incontrare le

persone che amiamo, per sederci a godere

delle gioie (pochine) che la vita ci dona!

Quante volte rimandiamo le cose da fare

a momenti più opportuni, a giorni migliori!

Anche nella fede (ahimé), quanta fatica

facciamo a vivere il presente, rimandando

la conversione, arrendendoci alla tirannia

del caos quotidiano!

Gesù scuote la testa; Dio è qui adesso,

mentre state leggendo queste parole.

Dio è qui adesso, anche se non lo senti,

anche se non te ne accorgi, anche se la

stanchezza o il dolore hanno annebbiato

la tua vista interiore.

Dio è qui, perché Egli si è fatto vicino,

perché Natale ci ha spalancato all’evidenza

di un Dio accessibile.

Non solo Dio è accessibile, ma è possibile

costruire il suo Regno, vivere nella logica

del Vangelo, creare degli spazi, dei luoghi,

che diventino succursali del Regno.

Non ti devi sforzare, né lo devi meritare

(è gratis!), devi solo accorgertene e collaborare.

Se è davvero così, se basta voltare la testa

per incrociare lo sguardo di Dio, che aspetti?

Cambia il tuo approccio al Signore!

Forse non te ne accorgerai subito, dice

Marco, forse le vicende della vita hanno

ispessito la tua anima, ma, fidati, se volgi

il tuo sguardo finirai inesorabilmente per

incrociare quello del Rabbì.

Credici, è la più bella notizia che tu possa

ricevere, oggi; Dio ti si è avvicinato (perché

ti ama).

Tutta la nostra fede è racchiusa in questo

annuncio; il progetto di bene di un Dio

che si fa vicino e il nostro impegno ad

accoglierlo, la nostra fatica a non lasciarci

travolgere dalle cattive notizie e a lasciar

germogliare il bene e il bello che c’è in noi.

Ed è una notizia così nuova, così vera,

così profonda, che tutto diventa relativo,

e gli eventi della vita, anche quelli belli

come gli affetti, sono il proscenio che vede

Dio come attore protagonista, dice Paolo.

La chiamata degli apostoli ci rivela che

quest’annuncio ci coglie proprio là dove

viviamo, che non abbiamo scuse di sorta,

che non possiamo nasconderci dietro i troppi

impegni e le troppe cose da fare, né rimandare

ad una settimana di esercizi la nostra

conversione; al lavoro Gesù chiama Simone

e Andrea, mentre riposano chiama

Giacomo e Giovanni.

Gesù passa e ci chiama, tutti, ovunque,

non degli influencer capaci di richiamare

le folle come ai nostri giorni, ma noi, tutti

noi semplici amanti della Parola di Cristo.

Non ci sono condizioni per diventare suoi

Discepoli; l’unica cosa che ci è chiesta è

la conversione, l’atteggiamento di chi si

rende conto che la risposta vera è nel

cuore di Dio, di chi decide di mettersi

davvero e sul serio in ascolto, come gli

abitanti di Ninive nella prima lettura,

come chi segue il suggerimento di Paolo;

passa la scena di questo mondo.

L’ammonimento di Paolo a vivere nel

presente con distacco è quanto mai

necessario per la conversione.

Intendiamoci; ‘distacco’ non significa

disinteressarsi del mondo (errore

storicamente commesso da parecchi

cristiani) ma significa vivere nel mondo

con il giusto equilibrio.

Significa che il mio lavoro, la mia famiglia,

mio marito, mia moglie e i miei figli,

il mutuo da pagare sono importanti,

certo, ma non sufficienti a colmare il mio

cuore, né sufficienti a spegnere il desiderio

di assoluto che mi mozza il fiato.

E Paolo lo sa bene, lui, che ha visto

la sua vita di super credente, di zelante

e intollerante fedele diventare strumento

di evangelizzazione nelle mani di Dio,

l’imprevedibile.

Lasciamo le reti, tutte le reti che ci legano,

i pensieri, i giri di testa, i troppi impegni

che ci impediscono di lasciarci amare

da Cristo.

Il suo messaggio continua attraverso la

nostra piccola vita, dentro il nostro

percorso quotidiano.

Siamo chiamati a diventare pescatori di

umanità, a tirar fuori tutta l’umanità

nascosta nelle pieghe della vita, in questo

mondo disumanizzato e disumanizzante.

Il Regno avanza, è presente, ci ammonisce

Gesù, accorgiamocene, lasciamoci

raggiungere, Dio ci ama.

E questo ci cambia la vita.

Queste sono davvero buone notizie.

E con queste buone notizie, amici, vi

auguro un buona Domenica, Fausto.