mercoledì 16 marzo 2022

Il Vangelo del Giovedì 17 Marzo 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.

San Patrizio, vescovo.

Prima Lettura

Maledetto chi confida nell'uomo; benedetto chi confida nel Signore.

Dal libro del profeta Geremia (17,5-10)

Così dice il Signore: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, e pone nella

carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore.

Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene, dimorerà in

luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia.

È come un albero piantato lungo un corso d'acqua, verso la corrente stende le

radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell'anno

della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti.

Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce!

Chi lo può conoscere?

Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo

la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio.

Vangelo

Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora

lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

Dal Vangelo secondo Luca (16,19-31) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti

di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti.

Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso

di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che

venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo.

Morì anche il ricco e fu sepolto.

Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo,

e Lazzaro accanto a lui.

Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a

intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro

terribilmente in questa fiamma".

Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi

beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece

sei in mezzo ai tormenti.

Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui

vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi".

E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio

padre, perché ho cinque fratelli.

Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo

di tormento".

Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro".

E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro,

si convertiranno".

Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi

neanche se uno risorgesse dai morti"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La durezza di cuore di questo ricco è davvero senza limiti; pur autocondannandosi

ad una perenne solitudine che lo imprigiona, egli continua tutta la vita ad incentrare

la sua felicità sull’egoismo e sul soddisfacimento del piacere.

Per questo, egli non capisce che anche i suoi fratelli, che vivono nella sua stessa

situazione, sono del tutto incapaci di comprendere la Parola che potrebbe salvarli,

aprendo loro gli occhi.

Essi, in fondo, non vogliono ascoltare la Parola ammonitrice del Signore,

e per questo anche se essi vedessero i morti camminare per proclamare loro

la verità, non crederebbero.

L’ostinazione nel peccato ci rende assolutamente incapaci di cogliere i segni

che Dio semina nella nostra vita, per cui persino i miracoli più eclatanti servono

solo ad aumentare la nostra responsabilità davanti a Dio.

Perciò, amici, non aspettiamo i vari miracoli, ma crediamo veramente

nella Parola del Signore, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 15 marzo 2022

Il Vangelo del Mercoledì 16 Marzo 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.

Beata Benedetta di Assisi, suora clarissa.

Prima Lettura

Venite, e colpiamo il giusto.

Dal libro del profeta Geremìa (18,18-20)

[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché

la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti.

Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».

Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me.

Si rende forse male per bene?

Hanno scavato per me una fossa.

Ricòrdati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare da

loro la tua ira.

Parola di Dio.

Vangelo

Lo condanneranno a morte.

Dal Vangelo secondo Matteo (20,17-28) anno pari.

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici

discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme

e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo

condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso

e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si

prostrò per chiedergli qualcosa.

Egli le disse: «Che cosa vuoi?».

Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno

alla tua sinistra nel tuo regno».

Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.

Potete bere il calice che io sto per bere?».

Gli dicono: «Lo possiamo».

Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra

e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre

mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.

Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni

dòminano su di esse e i capi le opprimono.

Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro

servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.

Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire

e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Questo brano evangelico ha in sé qualcosa di triste e deludente; il Maestro ha

appena parlato del destino che lo attende andando a Gerusalemme, ed ecco che due

degli Apostoli a Lui più vicini, Giacomo e Giovanni, gli chiedono fama ed onore.

Che sofferenza devono aver causato queste parole nel cuore di Cristo!

Egli cerca persone che siano disposte a dividere con Lui l’amaro calice della

passione e, non chi cerca fama ed onori.

Eppure, questo brano è istruttivo; sebbene Gesù abbia tanti discepoli ed apostoli,

le motivazioni che li spingono a seguirlo possono essere davvero diverse, e non

tutte così nobili quanto sembrano.

Si può stare con il Maestro non per servirlo, ma per servirsi di Lui in modo

da approfittare per il proprio tornaconto personale; quante ce ne sono nelle

nostre parrocchie, persone così!

Ma noi, io che scrivo il Vangelo e tutti voi che lo leggete tutti i giorni,

a quale categoria apparteniamo?

Spero a quella categoria che segue il Signore per amore e non per approfittarne,

se ci sono dei dubbi, per risolversi, facciamoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 14 marzo 2022

Il Vangelo del Martedì 15 Marzo 2022

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Santa Luisa de Marillac, vedova e religiosa.

Prima Lettura

Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.

Dal libro del profeta Isaia (1,10.16-20)

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio

all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra!

«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.

Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete

l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».

«Su, venite e discutiamo-dice il Signore.

Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.

Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.

Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra.

Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca

del Signore ha parlato».

Parola di Dio.

Vangelo

Dicono e non fanno.

Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla

cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.

Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro

opere, perché essi dicono e non fanno.

Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle

della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro

filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti,

dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere

chiamati "rabbì" dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro

e voi siete tutti fratelli.

E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre

vostro, quello celeste.

E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato

e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Spesso siamo portati a criticare i farisei di turno e a dire in cuor

nostro: “Io non farei così!”.

In realtà, essi erano davvero campioni della fede; minuziosi e scrupolosi

osservanti della legge di Dio, avrebbero sicuramente molto da insegnarci

riguardo a come si concepisce e si gestisce il rapporto con Lui.

Purtroppo, il loro guaio è che essi avevano ridotto la loro relazione con

l’Altissimo a semplici apparenze esteriori, come tante volte facciamo noi.

Per questo, il Signore dice di fare quello che dicono; piuttosto, che agire

secondo le loro opere; essi erano prigionieri della loro superbia e ostilità,

nella loro pretesa di essere guide del popolo attraverso la loro volontà di

essere sempre al centro dell’attenzione, seppur per fini religiosi.

Purtroppo la superbia si veste anche di motivi religiosi, purtroppo, noi però,

abbiamo la preghiera che ci aiuta a non essere come loro.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 13 marzo 2022

Il Vangelo del Lunedì 14 Marzo 2022

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Santa Cristina di Persia, martire.

Prima Lettura

Abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi.

Dal libro del profeta Daniele (9,4b-10)

Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all'alleanza e benevolo verso

coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e

abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati

dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!

Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno

parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.

A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene

ancora oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto

Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i delitti che

hanno commesso contro di te.

Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri,

perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il

perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce

del Signore, nostro Dio, né seguito quelle leggi che egli ci aveva dato per mezzo

dei suoi servi, i profeti.

Parola di Dio.

Vangelo

Perdonate e sarete perdonati.

Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il

Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;

perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà

versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà

misurato a voi in cambio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Spesso le nostre confessioni riguardano soprattutto i giudizi che diamo

nei confronti delle persone che ci circondano.

Non abbiamo ancora capito che il problema non è tanto nella capacità

di giudicare e valutare le situazioni; questo è un dono di Dio, e sarebbe

davvero sciocco rinunciarvi

Il guaio, invece, è quello di giudicare negativamente gli altri, volendo

quasi rubare loro il posto per fare il processo alle intenzioni altrui.

Gesù condanna il nostro modo di giudicare gli altri, che non lascia loro

nessuna possibilità di redenzione, di correzione e di nuovo inizio.

Eppure, Egli non si comporta così con noi; quante volte gli chiediamo

perdono per i nostri misfatti, piccoli o grandi che siano.

In qualche modo, gli chiediamo di essere misericordioso con noi.

E noi, perché non vogliamo farlo con gli altri?

Bella domanda, amici, cerchiamo di dare una risposta a questa domanda,

dopo naturalmente a ver pregato.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 12 marzo 2022

Il Vangelo di Domenica 13 Marzo 2022

 

Della 2° Domenica di Quaresima.

Santa Matilde di Germania, regina.

Prima Lettura

Dio stipula l'alleanza con Abram fedele.

Dal libro della Genesi (15,5-12.17-18)

In quei giorni, Dio condusse fuori Abram e gli disse: «Guarda in cielo e conta

le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».

Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per

darti in possesso questa terra».

Rispose: «Signore Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?».

Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete

di tre anni, una tortora e un colombo».

Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di

fronte all'altra; non divise però gli uccelli.

Gli uccelli rapaci calarono su quei cadaveri, ma Abram li scacciò.

Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco

terrore e grande oscurità lo assalirono.

Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un braciere fumante

e una fiaccola ardente passare in mezzo agli animali divisi.

In quel giorno il Signore concluse quest'alleanza con Abram: «Alla tua

discendenza io do questa terra, dal fiume d'Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Cristo ci trasfigurerà nel suo corpo glorioso.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (3,17-4,1)

Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano

secondo l'esempio che avete in noi.

Perché molti-ve l'ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi,

ve lo ripeto-si comportano da nemici della croce di Cristo.

La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio.

Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle

cose della terra.

La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore

il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per

conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di

sottomettere a sé tutte le cose.

Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona,

rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!

Parola di Dio.

Vangelo

Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.

Dal Vangelo secondo Luca (9,28b-36) anno C.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul

monte a pregare.

Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne

candida e sfolgorante.

Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella

gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono,

videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello

per noi essere qui.

Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa».

Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra.

All'entrare nella nube, ebbero paura.

E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio,

l'eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo.

Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Siamo entrati nel deserto per uscirne più veri, più autentici, per superare la tentazione

dello sconforto e del menefreghismo, così diffusi in questi fragili tempi di guerra.

La tentazione, la cui parola significa “passare attraverso”, è la dimensione abituale

in cui viviamo e ci colpisce proprio perché credenti e pieni di Spirito Santo.

Paradossalmente, è buon segno essere tentati, significa che siamo nella logica

della conversione.

L’obiettivo della Quaresima non è quello di lucidare la nostra bella immagine

spirituale, ma di salire sul Tabor.

Abbiamo bisogno di vedere la bellezza di Dio per vivere.

Altrimenti sopravviviamo.

È bellissimo il fatto che la Chiesa, dopo averci invitato alla conversione,

all’essenzialità, ci indichi il Tabor, il luogo in cui i discepoli, per la prima

volta, vedono oltre l’apparenza, scoprono la bellezza di Dio.

La liturgia, provocatoriamente, pone la trasfigurazione all’inizio del

cammino penitenziale, per indicarci il luogo da raggiungere.

Se pongo dei gesti di conversione e di solidarietà, di rinuncia e di digiuno,

di preghiera e di essenzialità è solo per poter essere libero interiormente e,

così, vedere la gloria del Maestro.

Siete già saliti sul Tabor nella vostra esperienza di fede?

Dio ci dona-a volte-di assistere alla sua gloria.

Raptim (rapiti dico io), diceva il grande Agostino. Fugacemente.

Un momento di preghiera che ci ha coinvolto, una Messa in cui siamo stati

toccati dentro, una giornata in solitudine, con la bellezza della natura che

diventa sinfonia e ci mozza il fiato.

Attimo, barlumi, in cui sentiamo l’immenso che ci abita.

E il sentimento diventa ambiguo; talmente grande da averne paura, talmente

infinito da sentircene schiacciati, talmente immenso da restarne travolti.

È la paura che prende Pietro e compagni, è il terrore che abita Abramo prima

di incontrare il suo Dio.

Il sentimento della bellezza di Dio, la percezione della sua maestà ci

motiva e ci spinge.

Pietro lo sa: “È bello per noi restare qui”.

Finché non giungeremo a credere grazie alla bellezza che ci avvolge,

ci mancherà sempre un tassello della fede cristiana.

Sapete perché sono cristiano, amici?

Perché non ho trovato nulla di più bello di Cristo.

Dovremo forse ricuperare questo aspetto nella nostra vita cristiana,

ripartire dalla bellezza.

Le nostre periferie sono orrende, orrende le città, orribili le finte-vacanze che

ci vengono proposte in mezzo a finti paesaggi immacolati.

Orribile le atrocità di questa guerra che le TV ci stanno descrive, anche

con tante falsità.

Orribile il linguaggio e le persone che ci raggiungono dal mondo della

politica e dello spettacolo.

Orribile la vita caotica e tesa che siamo costretti a vivere, sempre spronati alla

concorrenza, alla lotta, alla sfida.

Orribile il dolore che nasce quando l’amore esplode, quando il dolore che ci

creiamo e alimentiamo, ci travolge.

Abbiamo urgente bisogno di bellezza, della bellezza di Dio che è verità,

bene e bontà.

Luca coglie delle sfumature ignorate dagli altri.

Ci dice che Gesù è in preghiera, mentre si trasfigura, come ad indicare che solo in

un profondo cammino di interiorità possiamo scoprire la bellezza di appartenere a Dio.

Ci parla del suo volto trasformato, che cambia d’aspetto; come quando si è innamorati,

come quando si è felici, come quando torniamo da un’esperienza di fede straordinaria.

Si vede, se abbiamo incontrato la bellezza di Dio, non abbiamo bisogno di

parlarne troppo a lungo.

Gesù parla con Elia e Mosè, i profeti e la Legge, per dare pienezza alla sua rivelazione.

Ma solo Luca ci dice che parla del suo esodo, della sua dipartita.

Sono passati otto giorni dall’annuncio che Gesù ha fatto ai suoi discepoli riguardo alla

brutta piega che stanno prendendo gli eventi e di una sua possibile morte all’orizzonte.

Oggi veniamo a sapere da Luca che proprio qui, nella gloria, Gesù riceve

conferma di ciò e, una chiave di lettura del dolore che sta per affrontare.

Quando siamo sul Tabor capiamo che la vita reale è fatta anche di croci.

Solo nella bellezza possiamo affrontare il dolore.

Sono oppressi dal sonno, i discepoli, qui come sarà poi nel Getsemani.

Per vedere la bellezza di Dio dobbiamo duramente lottare, combattere, restare svegli.

Oggi restare cristiani richiede uno sforzo immane, sovrumano, che solo lo

Spirito ci permette di realizzare.

Evitiamo di costruire delle tende per “bloccare” il Signore nel momento della gloria.

Se abbiamo la gioia di vedere la bellezza di Dio è per portarla con noi nella città.

Ha ragione Pietro, è bello per noi restare con Cristo.

Facciamone memoria, nel deserto che stiamo vivendo e seguiamolo, solo così

sapremo riconoscere la vera Gloria del Signore, Santa 2° Domenica

di Quaresima Fausto.