sabato 4 settembre 2021

Il Vangelo di Domenica 5 Settembre 2021

 

Della 23° Domenica del Tempo Ordinario.

Santa Teresa di Calcutta, Fondatrice.

Prima Lettura

Si schiuderanno gli orecchi dei sordi, griderà di gioia la lingua del muto.

Dal libro del profeta Isaìa (35,4-7a)

Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete!

Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina.

Egli viene a salvarvi».

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.

Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto,

perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa.

La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Dio non ha forse scelto i poveri per farli eredi del Regno?

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (2,1-5)

Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria,

sia immune da favoritismi personali.

Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al

dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro.

Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente»,

e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello»,

non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?

Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo,

che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano?

Parola di Dio.

Vangelo

Fa udire i sordi e fa parlare i muti.

Dal Vangelo secondo Marco (7,31-37) anno B.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne

verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano.

Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la

saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro

e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!».

E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e

parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno.

Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano:

«Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Essere sordi, nella Bibbia, significa non accogliere il messaggio di salvezza di Dio.

È Israele, di solito, a manifestare sordità, come ci ricorda la prima lettura di Isaia.

Anche noi, travolti dalla mille cose da fare, attorniati da rumori, da chiacchiere,

da opinioni e dalle paure del virus, fatichiamo ad ascoltare il desiderio profondo

di senso che portiamo nel cuore, fatichiamo a cercare Dio.

Proprio come accade al protagonista del Vangelo di oggi, un sordo muto.

Meglio, nel greco particolare di Marco, un sordo/balbuziente, che non riesce a farsi

capire, che stenta a relazionarsi, destinato ad una chiusura al mondo esterno.

Immagine dell’uomo contemporaneo, solo e narcisista, smarrito e alla ricerca

di una qualche visibilità, tutto incentrato nella propria (improbabile e sempre

più inaccessibile) realizzazione.

L’insoddisfazione è la caratteristica principale dell’uomo post-moderno.

E la nostra; ma anche la mia, amici lettori, non ne sono esente.

Al tempo di Gesù, si credeva che la santità fosse inversamente proporzionale

alla distanza da Gerusalemme.

La Giudea poteva ancora salvarsi, ma la Galilea e la Decapoli, oltre la Samaria,

zone di confine, abitate da popolazioni miste, erano decisamente perdute.

La Decapoli; dieci città a maggioranza pagana che Roma aveva voluto autonome 

dall’amministrazione ebrea, nella perfida politica del dividi et impera.

I pii israeliti, per scendere a Gerusalemme, passavano oltre il Giordano, sulla strada

che attraversava i territori pagani, ma senza mai entrare nelle città considerate perse.

Gesù, invece.

Inizia la sua predicazione proprio da lì, dalle tribù di Zabulon e Neftali, le prime

a cadere sotto gli Assiri, seicento anni prima.

Perché Egli è venuto per i malati, non per giusti.

Non fugge gli impuri o li condanna, come fanno i farisei.

Li salva.

La guarigione del Vangelo di oggi, fa esclamare alla folla; ha fatto bene ogni

cosa, ha fatto vedere i ciechi, ha fatto udire i sordi!.

Solo chi non si aspetta la salvezza sa gioire così tanto della salvezza inattesa!

È condotto da amici, il sordo/balbuziente.

Sono sempre altri a condurci a Cristo, a parlarci di Lui, a indicarcelo.

La Chiesa, a volte incoerente e fragile, è la compagnia di coloro che

conducono a Cristo.

È questa la funzione della Chiesa, a questo “serve” la Chiesa; a rendere

testimonianza al Maestro.

Ma, lo sappiamo, ci vuole umiltà per farsi condurre.

Il nostro mondo ha fatto dell’arroganza uno stile di vita; trovo molte persone

che sanno tutto, che pontificano, che giudicano, specialmente le cose concernenti

la fede, ma che non sanno davvero mettersi in discussione.

Del Vangelo sappiamo già tutto; ci siamo sorbiti anni di catechesi, cosa

c’è altro da imparare?

Nulla, perché la fede è anzitutto incontro.

E dopo l’incontro, l’amore spinge alla conoscenza.

Ma per incontrare occorre muoversi, uscire dalle proprie presunte certezze acquisite.

Gesù porta il sordo/balbuziente in un luogo riservato.

In mezzo al caos quotidiano e alla folla non riusciamo davvero ad ascoltare.

La ricerca di fede avviene personalmente, cuore a cuore, in un atteggiamento

reale di accoglienza.

Dio ci parla ma, per accoglierlo, occorre zittirci.

Lo allontana dal villaggio, lo porta in disparte.

Nel Vangelo di Marco, spesso, la folla ha un ruolo ambiguo e negativo.

Influenza il pensiero, irrigidisce, costringe.

Come accade oggi; siamo tutti affascinati da papa Francesco, ma solo nelle cose

che ci confermano (o così pensiamo) nel nostro “porci” in maniera critica nei

confronti della Chiesa.

Pensiamo col pensiero degli altri.

Perciò, per incontrare veramente Dio, abbiamo necessità di isolarci, di rientrare

in noi stessi.

Gesù compie dei gesti di guarigione; sospira, tocca la lingua del malato.

Allora si pensava che la saliva contenesse il fiato, Gesù intende trasmettere

il proprio spirito all’uomo, e vi riesce.

La nostra vita di fede ha bisogno di segni, di concretezza, di sacramenti.

La fede scoperta è vissuta e celebrata, fatta di gesti in cui riconosciamo l’opera

del Signore per noi, per l’umanità.

Ma, e accade, se siamo guariti è per annunciare agli altri la nostra guarigione profonda.

In Marco, però, Gesù impone il silenzio. Perché?

Gli esegeti ci suggeriscono che, forse, Gesù non voleva essere scambiato per

un guaritore qualunque.

La guarigione è sempre segno ed esplicitazione di qualcosa di profondo.

Aggiungo io, birichino, che se dietro Marco c’è Pietro, allora forse ci vuole dire di non

professare il messianismo di Gesù se prima non si è passati attraverso la croce.

Abbiamo bisogno di cristiani guariti, di annunciatori di speranza, di credenti

riconciliati. Credibili.

Noi che abbiamo udito le meraviglie di Dio possiamo proclamare come la folla;

ha fatto bene ogni cosa.

È per questo che Isaia, il grande e tenero Isaia, spalanca gli occhi davanti a un

popolo rassegnato, sfiancato da settant’anni di prigionia a Babilonia, ormai

convinto che Dio non ci sia più, e sogna.

Sogna un ritorno, una terra in cui la sofferenza non esiste più e l’abbondanza

delle acque che riempie i cuori.

Un sogno che è anche quello di Dio e che si avvererà per Israele con il ritorno

a Gerusalemme e, per noi, con la venuta del Regno.

Questa salvezza, questa buona notizia, questo gioioso annuncio, ammonisce

Giacomo, deve essere visibile sin d’ora nelle nostre comunità.

Se l’asfalto del conformismo ha appiattito l’attenzione al povero, Giacomo ci

richiama con forza alle nostre responsabilità di salvati.

La Chiesa, che è il popolo di chi è stato sanato dalle proprie ferite con l’olio della

consolazione di Gesù, imita lo stesso gesto verso l’umanità fatta a pezzi e ferita

dall’odio e dal peccato.

Noi siamo il volto di Dio per il fratello perduto.

O dovremmo esserlo; perciò, amici lettori, diamoci da fare, forse il Signore aspetta

ognuno di noi, per far conoscere il suo amore a tutti, Santa Domenica, Fausto.

venerdì 3 settembre 2021

Il Vangelo del Sabato 4 Settembre 2021

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Rosalia, vergine, eremita di Palermo.

Prima Lettura

Dio vi ha riconciliati per presentarvi santi, immacolati.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (1,21-23)

Fratelli, un tempo anche voi eravate stranieri e nemici, con la mente intenta alle

opere cattive; ora egli vi ha riconciliati nel corpo della sua carne mediante la morte,

per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili dinanzi a lui; purché restiate

fondati e fermi nella fede, irremovibili nella speranza del Vangelo che avete

ascoltato, il quale è stato annunciato in tutta la creazione che è sotto il cielo,

e del quale io, Paolo, sono diventato ministro.

Parola di Dio.

Vangelo

Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?

Dal Vangelo secondo Luca (6,1-5) anno dispari.

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano

e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.

Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».

Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi

compagni ebbero fame?

Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai

suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».

E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ci sono persone appiccicate alle regole, che vivono alla luce della propria

autostima, che confondono la fede con un regolamento condominiale.

I farisei sono molto attenti al fatto che i discepoli di Gesù, oltre ad essere poco

mistici (non digiunano!) passeggiando fra i campi colgono alcune spighe di

sabato, quindi lavorando trasgrediscono il precetto del riposo!

Hanno fatto delle regole la loro religione e Gesù cerca di convincerli (inutilmente)

citando la Scrittura; l’episodio in cui Davide, fuggendo da Saul, giunge con

i suoi compagni a Nord e chiede ed ottiene di cibarsi del pane delle offerte.

Gesù, così facendo, oltre a dimostrare una sconfinata pazienza manifesta una

grande conoscenza della Parola e della sua interpretazione e, soprattutto,

ci insegna che ogni norma va inserita nel suo contesto; Dio vuole dei figli

liberi, non dei sudditi ossessionati dalle regole!

Perciò amici, non imitiamo i farisei, ma rendiamoci discepoli liberi di amare

il Signore, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 2 settembre 2021

Il Vangelo del Venerdì 3 Settembre 2021

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (1,15-20)

Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché

in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle

invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono.

Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.

Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad

avere il primato su tutte le cose.

È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in

vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua

croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio.

Vangelo

Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.

Dal Vangelo secondo Luca (5,33-39) anno dispari.

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni

digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi

invece mangiano e bevono!».

Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo

sposo è con loro?

Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».

Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo

per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non

si adatta il pezzo preso dal nuovo.

E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli

otri, si spanderà e gli otri andranno perduti.

Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.

Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio

è gradevole!”».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La novità del Regno è imperiosa, dinamica, folgorante.

Come immaginare di sovrapporla alle vecchie abitudini religiose?

Come pensare di mettere il vino giovane, ancora in fermentazione, in vecchie botti?

Eppure anche noi facciamo così, spesso; infarciti di una religiosità (cattolica!) piena

di abitudini e di luoghi comuni, preferiamo restare sulle nostre posizioni piuttosto

che aprirci alla vera novità del Vangelo.

Sappiamo bene in cosa consiste la fede cristiana e sopportiamo con insofferenza

le novità del giovane coadiutore o la richiesta di approfondire la nostra formazione.

Insomma; non ne sappiamo forse abbastanza?

Non siamo noi abbastanza devoti?

Cosa c'è ancora da sapere?

E, così facendo, ci perdiamo la freschezza del Vangelo, l’inebriante forza che deriva

dalla frequentazione del Maestro, sempre capace di smontare le nostre presunte certezze.

Lo sposo è con noi, amici!

Lasciamo perdere le vecchie pratiche religiose che gratificano solo il nostro ego

spirituale e lasciamo che la gioia della sua presenza riempia le nostre giornate!

Verranno momenti in cui saremo senza lo sposo, momenti di aridità spirituale ma,

finché lo sposo è con noi, facciamo festa nello Spirito, aiutati dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 1 settembre 2021

Il Vangelo del Giovedì 2 Settembre 2021

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Prima Lettura

Ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno

del Figlio del suo amore.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (1,9-14)

Fratelli, dal giorno in cui ne fummo informati, non cessiamo di pregare per voi

e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza

e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del

Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo

nella conoscenza di Dio.

Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere

perseveranti e magnanimi in tutto, ringraziate con gioia il Padre che vi ha

resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.

È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del

Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono

dei peccati.

Parola di Dio.

Vangelo

Lasciarono tutto e lo seguirono.

Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11) anno dispari.

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio,

Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda.

I pescatori erano scesi e lavavano le reti.

Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra.

Sedette e insegnava alle folle dalla barca.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre

reti per la pesca».

Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso

nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».

Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.

Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli.

Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.

Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore,

allontànati da me, perché sono un peccatore».

Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che

avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone.

Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».

E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Prendete il largo.

Pietro e i suoi compagni sono rassegnati ad una giornata partita male, senza

nemmeno un pesce raccolto per la sopravvivenza.

Rassettano le reti, scoraggiati e innervositi da quel perdigiorno che raduna tanta

gente parlando di Dio.

Sono pii israeliti e praticanti, probabilmente, ma non hanno certo tempo da perdere

in un momento di crisi; la fatica del lavoro è l'unica priorità.

Prendete il largo.

Si sentono dire dal profeta improvvisato e Pietro non sa se dare una rispostaccia.

Garbatamente accetta l’invito, forse con la sottile soddisfazione di vedere la faccia

del profeta imbarazzata per l’ennesima pesca a vuoto.

Nessun pescatore getta le reti di giorno, dopo avere faticato tutta la notte.

E invece. Prendete il largo.

Se imparassimo a fidarci di Dio!

Se la smettessimo, nella vita e nella Chiesa, di lamentarci per tutte le cose che non

funzionano, per i risultati scadenti, per le iniziative che non funzionano!

Se avessimo il coraggio di osare l’impossibile, di andare senza paura, di fidarci, infine.

Pietro e gli altri sono sconcertati e cadono ai piedi del profeta.

Che dire?

Sentono la distanza fra la loro poca fede e la sua immensa grandezza. Come noi.

Ma non demoralizziamoci, abbiamo sempre la preghiera che ci aiuta.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 31 agosto 2021

Il Vangelo del Mercoledì 1 Settembre 2021

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Egidio, Abate.

Prima Lettura

La parola di verità è giunta a voi come in tutto il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (1,1-8)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, ai santi e

credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro.

Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente

pregando per voi, avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della

carità che avete verso tutti i santi a causa della speranza che vi attende nei cieli.

Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo che è giunto a voi.

E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi,

dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, che avete

appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele

ministro di Cristo e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito.

Parola di Dio.

Vangelo

È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città;

per questo sono stato mandato.

Dal Vangelo secondo Luca (4,38-44) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone.

La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.

Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò.

E subito si alzò in piedi e li serviva.

Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li

condussero a lui.

Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.

Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».

Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto.

Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se

ne andasse via.

Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di

Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».

E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non è più la sinagoga il luogo dell’incontro con Dio, ma la casa.

E nella casa in cui Dio sceglie di abitare avviene il primo miracolo; la suocera

di Pietro è guarita per servire.

La comunità dei cristiani è guarita per servire i fratelli che premono alla soglia.

È la soglia il luogo dell’evangelizzazione, il luogo dell’annuncio.

La Chiesa è chiamata a diventare la soglia fra il mondo e Dio.

Gesù, rubando tempo al sonno, si ritira in preghiera per trovare forza nel Padre;

più siamo travolti dalle cose da fare e più dobbiamo avere il coraggio di trovare

del tempo per stare con Dio e vivere di Lui.

La preghiera prolungata lo porta ad una decisione; non resterà a Cafarnao dove,

pure, ora è famoso e la sua opera efficace, ma andrà per altri villaggi della Giudea.

Anche noi siamo chiamati ad imitare il Signore; a diventare soglia di accesso a Dio,

proprio perché guariti nel profondo, ad attingere la forza del nostro annuncio da

una prolungata preghiera quotidiana, ad annunciare il Signore ovunque, senza

costruirci un piccolo feudo in cui rassicurarci a vicenda diventando dei piccoli

professionisti del sacro.

Aria, gente, imitiamo il Signore e facciamo uscire il Vangelo dalle sacrestie

impolverate, come sto facendo io tutti i giorni da questa pagine, facendomi

aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 30 agosto 2021

Il Vangelo del Martedì 31 Agosto 2021

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

San Raimondo Nonnato, religioso.

Prima Lettura

Gesù Cristo è morto per noi, perché viviamo insieme con lui.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (5,1-6.9-11)

Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti

sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte.

E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li

colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire.

Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi

come un ladro.

Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte,

né alle tenebre.

Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.

Dio infatti non ci ha destinati alla sua ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo

del Signore nostro Gesù Cristo.

Egli è morto per noi perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo

insieme con lui.

Perciò confortatevi a vicenda e siate di aiuto gli uni agli altri, come già fate.

Parola di Dio.

Vangelo

Io so chi tu sei: il santo di Dio!

Dal Vangelo secondo Luca (4,31-37)

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato

insegnava alla gente.

Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.

Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro;

cominciò a gridare forte: «Basta!

Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?

Sei venuto a rovinarci?

Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».

E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.

Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che

comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?».

E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È nella sinagoga a pregare, l’indemoniato; veste come tutti, si comporta come

tutti, è un buon fedele, all’apparenza.

Ma la visione di Gesù lo scatena e manifesta tutta la rabbia che porta nel cuore;

insulta Gesù, sa bene che egli è il Santo di Dio, non c’entra nulla con lui, è venuto

per rovinargli la vita.

Luca, con questo racconto, ci dice qualcosa di inquietante; è demoniaca una fede

che si ferma al sapere senza contaminare la vita, demoniaca una fede che non fa

entrare Dio nella quotidianità, demoniaca una fede che vede Dio come un avversario

venuto per rovinare la bella vita peccaminosa che vorremmo fare.

Non basta frequentare una Chiesa per essere credenti e la prima conversione che

siamo chiamati ad operare è all’interno delle nostre comunità, nella nostra Chiesa.

Il rischio di vivere una fede sbagliata è sempre presente in noi ma l’autorevolezza

di Gesù ci guarisce, ci sana, ci converte, ci cambia nel profondo.

Lasciamo che la sua Parola autorevole, oggi, evidenzi i modi sbagliati che abbiamo

di vivere la fede e diventiamo finalmente discepoli come egli vuole.

La prima conversione da operare è in noi stessi, con l’aiuto della preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.