venerdì 25 giugno 2021

Il Vangelo del Sabato 26 Giugno 2021

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

San Vigilio, vescovo e martire.

Prima lettura.

C’è forse qualche cosa d’impossibile per il Signore?

Tornerò da te e Sara avrà un figlio.

Dal libro della Gènesi (18,1-15)

In quel tempo, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli

sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno.

Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui.

Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,

dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza

fermarti dal tuo servo.

Si vada a prendere un po' d'acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero.

Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire,

perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo».

Quelli dissero: «Fa' pure come hai detto».

Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior

di farina, impastala e fanne focacce».

All'armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al

servo, che si affrettò a prepararlo.

Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro.

Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.

Poi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda».

Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».

Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda, dietro di lui.

Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene

regolarmente alle donne.

Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono, dovrei provare il piacere,

mentre il mio signore è vecchio!».

Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: "Potrò davvero partorire,

mentre sono vecchia"?

C'è forse qualche cosa d'impossibile per il Signore?

Al tempo fissato tornerò da te tra un anno e Sara avrà un figlio».

Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma egli disse: «Sì, hai proprio riso».

Parola di Dio.

Vangelo.

Molti verranno dall’oriente e dall’occidente e sederanno a mensa

con Abramo, Isacco e Giacobbe.

Dal Vangelo secondo Matteo (8,5-17) anno dispari.

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava

e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente».

Gli disse: «Verrò e lo guarirò».

Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto,

ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.

Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!",

ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa».

Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico,

in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande!

Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con

Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati

fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti».

E Gesù disse al centurione: «Va', avvenga per te come hai creduto».

In quell'istante il suo servo fu guarito.

Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre.

Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.

Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola

e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta

Isaìa: "Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ha compassione, il Signore.

Ha compassione per tutti coloro che incontra, accetta anche qualche favoritismo con

la suocera di Pietro, non allontana gli ammalati che lo cercano anche a notte fonda.

Gesù sa che la salute non è tutto, che più importante della salute c’è la salvezza e, lo

abbiamo visto ieri, non vuole correre il rischio di essere preso per un guaritore e un santone.

Ma, al di là e al di dentro di tutto, Gesù ha compassione e si lascia convincere. E stupire.

Gesù è stupito dalla fede del Centurione di Cafarnao, ne resta piacevolmente ammirato;

Gesù sa che la sua missione è destinata al popolo di Israele ma, con gioia, accoglie anche

questo ufficiale romano, vedendo nel suo interesse la realizzazione della profezia di Isaia.

Anche noi possiamo stupirci delle tante persone che, pur dicendosi non credenti,

compiono gesti di grande fede.

Affidiamoci al Dio di ogni compassione, stupiamolo con la nostra fede, stupiamoci

della sua presenza in mezzo a noi attraverso la testimonianza di persone che pensavamo

lontani dal Vangelo, sapendo che Egli, come profetizza Isaia, ha preso su di sé le nostre

infermità, ha assunto le nostre malattie; facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 24 giugno 2021

Il Vangelo del Venerdì 25 Giugno 2021

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

San Guglielmo, abate.

Prima lettura.

Sia circonciso ogni maschio in segno di alleanza. Sara ti partorirà un figlio.

Dal libro della Gènesi (17,1.9-10.15-22)

Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: «Io sono

Dio l’Onnipotente: cammina davanti a me e sii integro».

Disse [di nuovo] Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e

la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione.

Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza

dopo di te: sia circonciso tra voi ogni maschio».

Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarài tua moglie, non la chiamerai più Sarài, ma Sara.

Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni, e re di

popoli nasceranno da lei».

Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «A uno di cento anni

può nascere un figlio?

E Sara all’età di novant’anni potrà partorire?».

Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!».

E Dio disse: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco.

Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e

della sua discendenza dopo di lui.

Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo

e molto, molto numeroso: dodici prìncipi egli genererà e di lui farò una grande nazione.

Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l’anno venturo».

Dio terminò così di parlare con lui e lasciò Abramo, levandosi in alto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Se vuoi, puoi purificarmi.

Dal Vangelo secondo Matteo (8,1-4) anno dispari.

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.

Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore,

se vuoi, puoi purificarmi».

Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!».

E subito la sua lebbra fu guarita.

Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al

sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù vuole che il lebbroso sia purificato.

Lo vuole, lo desidera con tutte le sue forze.

Sa bene quanto sia duro affrontare la vita nella malattia.

Sa bene quanto sia tragico vagare nelle campagne come un lebbroso abbandonato

da tutti, reietto, messo ai margini. Lo sa.

Perciò interviene, perciò sana, purifica.

Il racconto di Matteo, stringato, annuncia il desiderio di Dio di liberarci dalla

lebbra del corpo e dello spirito.

Dio vuole la nostra felicità, il nostro bene, desidera la nostra realizzazione.

Come conciliare questa perentoria affermazione con l’esperienza che facciamo

del male e del dolore?

Se Dio davvero ci ama e vuole il nostro bene, perché permette che siamo colpiti

dalla malattia e dal dolore?

Gesù non offre una soluzione a questa domanda ma indica due percorsi; anzitutto

smentisce che la malattia sia punizione divina (e questo già mi consola!).

Secondariamente si dimostra solidale con gli ammalati, ricordando però che la salute

non è tutto; prima della salute c’è la salvezza.

Possiamo dire, una volta letto il Vangelo, che nonostante la sofferenza

e la malattia, Dio è buono.

È un gesto di fede affermarlo, certo, e chiediamo al Signore di sostenerci attraverso

la preghiera, in questa professione di fede.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 23 giugno 2021

Il Vangelo del Giovedì 24 Giugno 2021

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

Natività di san Giovanni Battista.

Prima lettura.

Ti renderò luce delle nazioni.

Dal libro del profeta Geremìa (1,4-10)

Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno

materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.

Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all'ombra della sua mano,

mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra.

Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria».

Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze.

Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio».

Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per

ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal

Signore e Dio era stato la mia forza e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo

per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele.

Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra».

Parola di Dio.

Seconda lettura.

Giovanni aveva preparato la venuta di Cristo.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (1,8-12)

In quei giorni, [nella sinagoga di Antiochia di Pisìdia,] Paolo diceva: «Dio suscitò

per i nostri padri Davide come re, al quale rese questa testimonianza: "Ho trovato

Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri".

Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù.

Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione

a tutto il popolo d'Israele.

Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate!

Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali".

Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è

stata mandata la parola di questa salvezza».

Parola di Dio.

Vangelo.

Giovanni è il suo nome.

Dal Vangelo secondo Luca (1,5-17) anno dispari.

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande

misericordia, e si rallegravano con lei.

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo

con il nome di suo padre, Zaccarìa.

Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».

Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.

Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome».

Tutti furono meravigliati.

All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della

Giudea si discorreva di tutte queste cose.

Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà

mai questo bambino?».

E davvero la mano del Signore era con lui.

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito.

Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni Battista è una figura di riferimento essenziale nel percorso di fede del discepolo.

E la Chiesa ha sempre preso molto sul serio l’invito fatto da Gesù di considerarlo

come il più grande uomo mai vissuto sulla terra.

Perciò Giovanni è l’unico santo, insieme alla madre di Dio, di cui celebriamo anche

la nascita in maniera solenne.

Una data, quella di oggi, assolutamente convenzionale (sei mesi prima di Natale)

e che è servita al cristianesimo per "battezzare" i riti pagani della mietitura.

Per noi, oggi, l’occasione per riscoprire, all’interno della Chiesa, il valore della

profezia; la necessità di avere sempre una tensione ideale profonda nel proporre

una fede fatta anche di valori assoluti, di deserto, di radicalità, come solo Giovanni

ha saputo sommamente rappresentare.

Un cristianesimo accomodante, istituzionalizzato, più legato al tempio che al

deserto, rischia di allontanarsi dalla tensione ideale che sempre va ricordata a

chi si mette sulle tracce del Nazareno.

Il Battista ricorda al nostro cristianesimo da poltrona e pantofole che la passione

per Dio e per la verità può consumare e portarci al martirio.

Meglio farne memoria, d’ogni tanto e pregare!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 22 giugno 2021

Il Vangelo del Mercoledì 23 Giugno 2021

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

San Lanfranco Beccari, vescovo di Pavia.

Prima lettura.

Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia.

E il Signore concluse un'alleanza con lui.

Dal libro della Gènesi (15,1-12.17-18)

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del

Signore: «Non temere, Abram.

Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande».

Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai?

Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Elièzer di Damasco».

Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico

sarà mio erede».

Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede,

ma uno nato da te sarà il tuo erede».

Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci

a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».

Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti

in possesso questa terra».

Rispose: «Signore Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?».

Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre

anni, una tortora e un colombo».

Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte

all'altra; non divise però gli uccelli.

Gli uccelli rapaci calarono su quei cadaveri, ma Abram li scacciò.

Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco

terrore e grande oscurità lo assalirono.

Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un braciere fumante e una

fiaccola ardente passare in mezzo agli animali divisi.

In quel giorno il Signore concluse quest'alleanza con Abram: «Alla tua discendenza

io do questa terra, dal fiume d'Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate».

Parola di Dio.

Vangelo.

Dai loro frutti li riconoscerete.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,15-20) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che

vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!

Dai loro frutti li riconoscerete.

Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi?

Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti

cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo

produrre frutti buoni.

Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco.

Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Lo sappiamo bene; siamo stufi marci di imbonitori da fiera, di guru e di tuttologi,

di opinionisti che riflettono al posto nostro!

Anche nella fede emergono, periodicamente, delle figure carismatiche, sia nella

Chiesa universale che nelle piccole situazioni.

Uomini e donne particolarmente significativi che ci rapiscono con la loro spiritualità.

È bene che sia così, da sempre il Vangelo si trasmette da bocca a orecchio attraverso

la testimonianza di persone credibili.

Ma seguiamo il consiglio del Signore Gesù; non dall’entusiasmo, né dalla forza

della predicazione, non dalla capacità organizzativa valutiamo un’intuizione, ma

dai frutti che produce.

Non dai risultati, per non cadere nella logica dell’efficientismo, ma dai frutti

Evangelici; pace interiore, gioia, compassione, perdono...

Siamo chiamati a valutare le nostre azioni pastorali, le nostre parrocchie, le nostre

attività partendo dalla stessa logica; guardando ai frutti che questi producono.

E con lo stesso criterio possiamo valutare noi stessi; la nostra vita sta portando dei frutti?

O viviamo solo in mezzo ai rovi?

Prima di incolparci di ogni insuccesso, proviamo a guardare se abbiamo investito

il nostro tempo e le nostre energie nell’unico che ci fa portare frutto, se siamo

innestati a Lui come il tralcio alla vite, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

lunedì 21 giugno 2021

Il Vangelo del Martedì 22 Giugno 2021

 

Della 12° settimana del Tempo Ordinario.

San Paolino di Nola, vescovo.

Prima lettura.

Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.

Dal libro della Gènesi (13,2.5-18)

Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro.

Ma anche Lot, che accompagnava Abram, aveva greggi e armenti e tende,

e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni

troppo grandi e non potevano abitare insieme.

Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot.

I Cananei e i Perizziti abitavano allora nella terra.

Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani

e i tuoi, perché noi siamo fratelli.

Non sta forse davanti a te tutto il territorio?

Sepàrati da me.

Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra».

Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo

irrigato da ogni parte-prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra-come

il giardino del Signore, come la terra d'Egitto fino a Soar.

Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente.

Così si separarono l'uno dall'altro: Abram si stabilì nella terra di Canaan e Lot

si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma.

Ora gli uomini di Sòdoma erano malvagi e peccavano molto contro il Signore.

Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era separato da lui: «Alza gli

occhi, e dal luogo dove tu stai, spingi lo sguardo verso il settentrione e il

mezzogiorno, verso l'oriente e l'occidente.

Tutta la terra che tu vedi, io la darò a te e alla tua discendenza per sempre.

Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la

polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti.

Àlzati, percorri la terra in lungo e in largo, perché io la darò a te».

Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre,

che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,6.12-14) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani

e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro

zampe e poi si voltino per sbranarvi.

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa

infatti è la Legge e i Profeti.

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce

alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano.

Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono

quelli che la trovano!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Due detti di Gesù inquadrano la regola aurea presente anche in esperienze sapienziali

e religiose messa però in positivo; siamo chiamati a fare agli altri ciò che vogliamo

che gli altri facciano a noi.

Una visione positiva, non riduttiva (non fare), che ci spinge ad osare, a immaginare,

a immedesimarci nei panni altrui.

Sapendo, però, che non tutti possono cogliere con la dovuta attenzione il messaggio

del Vangelo; a volte è meglio tacere che dare la perla del Regno in pasto a chi non

vuole accoglierlo e capirlo.

Chiamati a rendere testimonianza, non sempre è opportuno farlo se il contesto in

cui siamo disprezza le cose che stiamo per dire.

Così in ufficio, a scuola, ma anche a casa, ci sono delle situazioni in cui è meglio

tenere la fede per sé, evitando di creare inutili conflitti e contrapposizioni.

L’ultimo detto lo sperimentiamo quotidianamente, avendo preso il Vangelo seriamente;

essere discepoli sul serio non è facile, è esigente, faticoso, in certi momenti ci si trova a

combattere contro la mentalità imperante che scansa ogni impegno e responsabilità.

È impegnativo amare davvero, è gioiosamente faticoso accogliere il Vangelo così come

Gesù lo ha vissuto, ma possiamo farcela, basta farsi aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.