mercoledì 26 maggio 2021

Il Vangelo del Giovedì 27 Maggio 2021

 

Della 8° settimana del Tempo Ordinario.

Sant’Agostino, vescovo di Canterbury.

Prima Lettura.

Della gloria del Signore sono piene le sue opere.

Dal libro del Siràcide (42,15-26)

Ricorderò ora le opere del Signore e descriverò quello che ho visto.

Per le parole del Signore sussistono le sue opere, e il suo giudizio si compie

secondo il suo volere.

Il sole che risplende vede tutto, della gloria del Signore sono piene le sue opere.

Neppure ai santi del Signore è dato di narrare tutte le sue meraviglie, che il Signore,

l'Onnipotente, ha stabilito perché l'universo stesse saldo nella sua gloria.

Egli scruta l'abisso e il cuore, e penetra tutti i loro segreti.

L'Altissimo conosce tutta la scienza e osserva i segni dei tempi, annunciando

le cose passate e future e svelando le tracce di quelle nascoste.

Nessun pensiero gli sfugge, neppure una parola gli è nascosta.

Ha disposto con ordine le meraviglie della sua sapienza, egli solo è da sempre e per

sempre: nulla gli è aggiunto e nulla gli è tolto, non ha bisogno di alcun consigliere.

Quanto sono amabili tutte le sue opere!

E appena una scintilla se ne può osservare.

Tutte queste cose hanno vita e resteranno per sempre per tutte le necessità,

e tutte gli obbediscono.

Tutte le cose sono a due a due, una di fronte all'altra, egli non ha fatto nulla d'incompleto.

L'una conferma i pregi dell'altra: chi si sazierà di contemplare la sua gloria?

Parola di Dio.

Vangelo.

Rabbunì, che io veda di nuovo!

Dal Vangelo secondo Marco (10,46-52) anno dispari.

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla,

il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.

Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide,

Gesù, abbi pietà di me!».

Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di

Davide, abbi pietà di me!».

Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!».

Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!».

Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».

E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!».

E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato».

E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Diversamente dal giovane ricco che ha paura di perdere le certezze che ha,

diversamente dai discepoli atterriti dall’idea di dover subire persecuzione

e dagli apostoli che litigano per i primi posti, il modello del credente diventa

Bartimeo, cieco che mendica all’uscita di Gerico, sperando di avere una moneta

dai pellegrini che stanno affrontando l’ultima tappa per salire a Gerusalemme.

Meno di trenta chilometri separano ormai Gesù dalla sua morte.

E sul ciglio della strada il cieco, immagine simbolo di ognuno di noi, compie ciò

che noi fatichiamo a fare; grida il suo dolore, elemosina consapevole di non avere

in sé la luce, chiede anche quando tutti gli dicono (anche gli uomini di Chiesa!) che

è meglio tacere.

E il Signore lo ascolta, lo accoglie, lo chiama.

Anche noi, come gli apostoli, siamo chiamati a dire ad ogni uomo di avere coraggio

perché il Signore ci chiama a salvezza.

E così avviene; Bartimeo getta via il mantello che tiene sul grembo per raccogliere le

monete, l’unica cosa che ha, per diventare discepolo.

Il punito da Dio diventa il modello per ogni discepolato.

Colui che deve dipendere dagli altri diventa l’unico che ha capito cosa fare.

Riusciamo ad assomigliarli almeno un po; se fatichiamo, chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 25 maggio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 26 Maggio 2021

 

Della 8° settimana del Tempo Ordinario.

San Filippo Neri, presbitero.

Prima Lettura

Riconoscano le gemti che non c'è Dio fuori di te.

Dal libro del Siràcide (36,1-2a.5-6.13-19)

Abbi pietà di noi, Signore, Dio dell'universo, e guarda, mostraci la luce della tua

misericordia, infondi il tuo timore su tutte le nazioni.

Ti riconoscano, come anche noi abbiamo riconosciuto che non c'è Dio al di fuori

di te, o Signore.

Rinnova i segni e ripeti i prodigi.

Raduna tutte le tribù di Giacobbe, rendi loro l'eredità come era al principio.

Abbi pietà, Signore, del popolo chiamato con il tuo nome, d'Israele che hai reso

simile a un primogenito.

Abbi pietà della tua città santa, di Gerusalemme, luogo del tuo riposo.

Riempi Sion della celebrazione delle tue imprese e il tuo popolo della tua gloria.

Rendi testimonianza alle creature che sono tue fin dal principio, risveglia le

profezie fatte nel tuo nome.

Ricompensa coloro che perseverano in te, i tuoi profeti siano trovati degni di fede.

Ascolta, Signore, la preghiera dei tuoi servi, secondo la benevolenza che hai verso

il tuo popolo, e guidaci sulla via della giustizia, e riconoscano tutti quelli che

abitano sulla terra che tu sei il Signore, il Dio dei secoli.

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco, saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato.

Da Vangelo secondo Marco (10,32-45) anno dispari.

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava

davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.

Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli:

«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei

sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno,

gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro,

vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo».

Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?».

Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».

Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete.

Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?».

Gli risposero: «Lo possiamo».

E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io

sono battezzato anche voi sarete battezzati.

Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per

i quali è stato preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni.

Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati

i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono.

Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore,

e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti.

Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare

la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’incontro con il giovane ricco e la successiva catechesi ottiene un risultato sorprendente;

l’accenno alle persecuzioni ottenute assieme alla vita dell’Eterno lascia i discepoli

sgomenti e gli apostoli spauriti.

È così seria la faccenda?

Non stanno andando verso la gloria, non stanno per assistere alla costruzione del Regno?

L’avventura di Gesù sta assumendo una luce inquietante; certo non si aspettavano di

dover subire persecuzioni.

Ma Gesù li rassicura, è Lui che va avanti, è Lui che, per primo, è disposto a morire

pur di non rinnegare la propria visione di Dio.

Non basta, purtroppo, gli apostoli cominciano a discutere fra loro, cercano sicurezze,

risposte, rassicurazioni.

Invece di diventare discepoli fuggono e cercano le scorciatoie, come facciamo

spesso anche noi.

Quante volte seguiamo Gesù solo nelle cose che ci fanno piacere!

Quante volte seguiamo il vangelo solo per essere rassicurati, per avere delle certezze,

per avere dei punti di riferimento!

Seguire il Signore, invece, significa necessariamente fare esperienza del dono di sé,

amare fino a donare la propria vita, come ha saputo fare Lui.

non è assolutamente facile, solo la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 24 maggio 2021

Il Vangelo del Martedì 25 Maggio 2021

 

Della 8° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Maria Maddalena de' Pazzi, vergine.

Prima Lettura

Chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva.

Dal libro del Siràcide (35,1-15)

Chi osserva la legge vale quanto molte offerte; chi adempie i comandamenti offre

un sacrificio che salva.

Chi ricambia un favore offre fior di farina, chi pratica l'elemosina fa sacrifici di lode.

Cosa gradita al Signore è tenersi lontano dalla malvagità, sacrificio di espiazione

è tenersi lontano dall'ingiustizia.

Non presentarti a mani vuote davanti al Signore, perché tutto questo è comandato.

L'offerta del giusto arricchisce l'altare, il suo profumo sale davanti all'Altissimo.

Il sacrificio dell'uomo giusto è gradito, il suo ricordo non sarà dimenticato.

Glorifica il Signore con occhio contento, non essere avaro nelle primizie delle tue mani.

In ogni offerta mostra lieto il tuo volto, con gioia consacra la tua decima.

Da' all'Altissimo secondo il dono da lui ricevuto, e con occhio contento, secondo

la tua possibilità, perché il Signore è uno che ripaga e ti restituirà sette volte tanto.

Non corromperlo con doni, perché non li accetterà, e non confidare in un sacrificio

ingiusto, perché il Signore è giudice e per lui non c'è preferenza di persone.

Parola di Dio.

Vangelo

Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni,

e la vita eterna nel tempo che verrà.

Dal Vangelo secondo Marco (10,28-31) anno dispari.

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto

e ti abbiamo seguito».

Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa

o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa

del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case

e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna

nel tempo che verrà.

Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La scena del giovane ricco che se ne va triste ha raggelato tutti gli aspiranti discepoli,

soprattutto per la riflessione finale di Gesù che, sconfortato, nota come un cuore

colmo di bramosia difficilmente riesce a far spazio all’assoluto di Dio.

Nel silenzio generale si alza la voce del grandissimo Pietro; noi abbiamo lasciato tutto.

Forse è il tentativo di una rassicurazione, una constatazione che chiede una risposta.

O forse è la generosità di Pietro che indica a Gesù la sua rinuncia e quella degli

altri discepoli.

Come a dire al Signore; non sei solo, noi ti abbiamo seguito, abbiamo lasciato

tutto per te, per il Regno.

La risposta di Gesù è incoraggiante; seguirlo significa ritrovare cento volte tanto

tutto ciò che abbiamo lasciato.

Eccetto una; il padre, perché seguire Gesù significa trovare l’unico Padre!

E accogliendone un’altra, meno gradita, di cui solo Marco parla; la persecuzione.

Gesù non vuole venderci una soluzione semplice, sa bene che a volte vivere con

serietà il Vangelo ci porta a fare delle scelte dolorose, a scontrarci con una logica

del mondo piccina e rissosa.

E a entrare in conflitto con chi mal sopporta i cristiani e la loro visione del mondo.

Siamo pronti, Gesù ci ammonisce; essergli fedele significa anche accettare la

persecuzione nel suo nome per avere la vita dell’Eterno.

Sembra facile detta così, amici, sicuramente avremo delle perplessità, ma la

preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 23 maggio 2021

Il Vangelo del Lunedì 24 Maggio 2021

 

Della 8° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa.

Prima Lettura

Madre di tutti i viventi.

Dal libro della Genesi (3,9-15.20)

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo

chiamò e gli disse: «Dove sei?».

Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo,

e mi sono nascosto».

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo?

Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero

e io ne ho mangiato».

Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?».

Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto

tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa

ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-34)

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre,

Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava,

disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».

Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».

E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse

la Scrittura, disse: «Ho sete».

Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto,

in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.

Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!».

E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla

croce durante il sabato-era infatti un giorno solenne quel sabato-, chiesero

a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.

Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati

crocifissi insieme con lui.

Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,

ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Maria sta sotto la croce.

Sta, dimora, non si muove, non fugge.

Non urla la sua rabbia verso un Dio che promette e non mantiene, non si ribella

come ci si attende all’epilogo assurdo e drammatico della vicenda del Nazareno.

Suo Figlio.

Dimora, irremovibile nella fede.

In quel momento solo lei e pochi altri rappresentano la Chiesa.

Si sono stancati i discepoli, sono fuggiti gli apostoli, la nascente Chiesa si è

sbriciolata al primo soffio di vento.

Maria no.

La prima che ha creduto non cede, dimora, resta ai piedi della croce.

E quel dimorare l’ha fatta diventare icona di speranza per quanti, nella storia,

hanno vissuto momenti tragici, come quelli attuali.

Quando il dolore ci interrompe la vita e sembra cancellare ogni cosa, Maria ci

sostiene e ci aiuta a non cedere, a dimorare, a credere.

A lei affidiamo la nostra vita nel momento della prova, per imparare ad attendere

la resurrezione, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 22 maggio 2021

Il Vangelo di Domenica 23 Maggio 2021

 

Della Domenica di Pentecoste e dello Spirito Santo.

Prima Lettura

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli (2,1-11)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme

nello stesso luogo.

Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso,

e riempì tutta la casa dove stavano.

Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno

di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue,

nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo.

A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare

nella propria lingua.

Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano

non sono forse Galilei?

E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa?

Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia,

del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia

vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo

parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Il frutto dello Spirito.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (5,16-25)

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne.

La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla

carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.

Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.

Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza,

idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni,

invidie, ubriachezze, orge e cose del genere.

Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà

il regno di Dio.

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà,

fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è Legge.

Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.

Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Parola di Dio.

Sequenza allo Spirito Santo.

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

 

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

 

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell’anima,

dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

 

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sórdido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sánguina.

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

 

Dona ai tuoi fedeli,

che solo in te confidano,

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

Vangelo

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,26-27;16,12-15) anno B.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi

manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza

di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà

da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da

quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

VIENI LUCE DEI CUORI.

Gesù asceso al cielo è per sempre presente in mezzo ai suoi discepoli.

Invece di restare col naso per aria, come gli apostoli, gli angeli ci invitano

a riconoscere la presenza del Risorto in mezzo a noi.

Ma stanchezza, dubbi, fatiche quotidiane, appannano la nostra già debole vista interiore.

Come rendere presente il tuo Regno, Signore, se noi per primi stentiamo a riconoscerlo?

Il Signore ci viene in soccorso e ci dona lo Spirito Santo, la presenza stessa di Dio

che ci permette di riconoscere il volto di Cristo.

Il cammino interiore dei discepoli ci dice una verità semplice; la fede è un

evento dinamico, non statico, ci occorre tutta la vita per imparare a credere.

Gli apostoli stessi, convinti ora di avere capito, dopo tre anni di insegnamento

bruciati sotto la croce, dimostrano, pochi attimi prima dell’ascensione al cielo

di Gesù, di non avere capito nulla.

Sognano un regno terreno, guidato da Gesù.

Gesù, invece, chiede a loro di rendere presente il Regno amandosi.

La fede è in continua evoluzione, Gesù ha detto e dato tutto,

noi fatichiamo (e tanto) a stargli dietro.

La Chiesa vive in una continua tensione tra la conservazione del messaggio

di Gesù e la forza dirompente della sua interpretazione e attualizzazione.

Gesù stesso oggi ci scuote: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento

non siete capaci di portarne il peso”.

Siamo discepoli a vita, alunni nella fede, bambini che crescono nel cogliere

l’immensa grandezza e complessità della Rivelazione.

Siamo ancora disposti a crescere?

A cambiare opinione? A convertirci?

Consapevole della fragilità e ottusità dei suoi (e nostra), Gesù dona lo Spirito,

colui che ci guida alla verità tutta intera.

Rischiamo di fermarci alla verità parziale, alla nostra piccola verità, anche di fede.

In un crescente cammino d’illuminazione interiore e di consapevolezza, invocando

con forza lo Spirito e lasciandoci condurre, possiamo passare attraverso una maggiore

coscienza della verità fino ad arrivare, a tutta la verità.

Oggi chiediamo allo Spirito di prendere in mano la nostra vita e di

condurci verso la pienezza della conoscenza di Dio.

Lo Spirito è presenza d’amore della Trinità, ultimo dono di Gesù agli apostoli,

invocato da Gesù come vivificatore, consolatore, ricordatore, avvocato difensore,

invocato con tenerezza e forza dai nostri fratelli cristiani d’Oriente.

Senza lo Spirito saremmo morti, esamini, spenti, non credenti, e tristi.

Lo Spirito, discreto, impalpabile, indescrivibile, è la chiave di volta della nostra

fede, ciò che unisce tutto.

Lo Spirito, già ricevuto da ciascuno nel battesimo, è colui che ci rende presente

qui e ora il Signore Gesù.

Colui che ci permette di accorgerci della sua presenza, che orienta i nostri

passi incrociare i suoi.

Siete soli?

Abbiamo l’impressione che la nostra vita sia una barca che fa acqua da tutte le parti?

Ci sentiamo incompresi o feriti?

Invochiamo lo Spirito che è Consolatore che con-sola, fa compagnia a chi è solo.

Ascoltiamo la Parola e fatichiamo a credere, a fare il salto definitivo?

Invochiamo lo Spirito che è Vivificatore, rende la nostra fede schietta

e vivace come quella dei grandi santi.

Facciamo fatica a iniettare Gesù nelle vene della nostra quotidianità, preferendo

tenerlo in uno scaffale bello stirato da tirare fuori di Domenica?

Invochiamo lo Spirito che ci ricorda ciò che Gesù ha fatto per noi.

Siamo rosi dai sensi di colpa, la vita ci ha chiesto un prezzo alto da pagare?

La parte oscura della nostra vita ci ossessiona?

Invochiamo l’avvocato difensore, il Paraclito, che si mette alla nostra destra

e sostiene le nostre ragioni di fronte a ogni accusa.

Così gli apostoli hanno dovuto essere abitati dallo Spirito, che li ha rivoltati come

un calzino, per essere finalmente, definitivamente, annunciatori e, allora, solo allora,

hanno iniziato a capire, a ricordare con il cuore.

Se abbiamo sentito il cuore scoppiare, ascoltando la Parola, stiamo tranquilli; c’era lo Spirito

che, finalmente, era riuscito a forzare la serratura del nostro cuore e della nostra incredulità!

Non ci capiamo con chi ci sta intorno?

Invochiamo lo Spirito che provoca l’anti-Babele ricucendo gli strappi del nostro non

capirci per suscitare comunioni sotterranee che vanno al di là delle simpatie.

Abbiamo bisogno, urgiamo, ci è indispensabile invocare lo Spirito perché ci cambi

il cuore, lo riempia, perché dia una sveglia alla nostra fede.

Non è tempo perso il tempo dedicato a invocarlo, a supplicarlo, a fargli vedere che lo aspettiamo.

Allora, socchiudiamo gli occhi assieme e con fede, con forza, con passione, sussurriamo

ancora una volta: “Vieni, luce dei cuori!”.

Noi Ti stiamo aspettando, vieni ad inondarci di Luce.

Santa Domenica piena di Spirito Santo, da Fausto.