venerdì 19 febbraio 2021

Il Vangelo del Sabato 20 Febbraio 2021

 

Del Sabato dopo le Ceneri.

Santa Giacinta Marto, veggente di Fatima.

Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (58,9-14)

Così dice il Signore: «Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito

e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore,

allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.

Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa;

sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono.

La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di

trascorse generazioni.

Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate.

Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me

sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerabile il giorno sacro al Signore,

se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare,

allora troverai la delizia nel Signore.

Io ti farò montare sulle alture della terra, ti farò gustare l'eredità di Giacobbe,

tuo padre, perché la bocca del Signore ha parlato».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (5,27-32) anno dispari.

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle

imposte, e gli disse: «Seguimi!».

Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa.

C'era una folla numerosa di pubblicani e d'altra gente, che erano con loro a tavola.

I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai

mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?».

Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;

io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Siamo tutti peccatori, tutti bisognosi di conversione.

Guai a ritenerci dei giusti o, come accade più frequentemente, meno peccatori di altri.

La Quaresima dona la giusta prospettiva al peccato che è sempre allontanamento

da Dio e da noi stessi.

Solo alla luce del sole riconosciamo l’ombra che proiettiamo; i giorni nuvolosi

e di caligine non proiettano nessuna ombra!

Mettiamoci alla luce potente della Parola di Dio per vedere se nella nostra vita

ci sono delle ombre che possono essere illuminate dalla misericordia.

Non abbiamo bisogno di dimostrare a Dio di essere dei bravi ragazzi,

il Signore ha bisogno di figli, non di giusti.

I pubblicani, peccatori pubblici perché riscuotevano le tasse per conto dei

romani, erano considerati irrimediabilmente persi.

Gesù, invece, riesce a tirar fuori da loro il santo che hanno seppellito sotto

uno strato di indifferenza e di tenebra.

Il cammino della conversione, per noi discepoli, è continuo e ci aiuta a capire

quanto cammino dobbiamo ancora fare per essere totalmente trasfigurati dalla

grazia del Vangelo.

Non facciamo come i lamentosi farisei del Vangelo, che non pensano di avere

bisogno di conversione, e accogliamo l’invito del Signore, facendoci aiutare

dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 18 febbraio 2021

Il Vangelo del Venerdì 19 Febbraio 2021

 

Del Venerdì dopo le Ceneri.

Beato Corrado Confalonieri, eremita.

Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (58,1-9a)

Così dice il Signore: «Grida a squarciagola, non avere riguardo; alza la voce come

il corno, dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati.

Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che

pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono

giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio: "Perché digiunare, se tu non lo vedi,

mortificarci, se tu non lo sai?".

Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai.

Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui.

Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso.

È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica?

Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse

questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere

i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?

Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i

miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?

Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto.

Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.

Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!"».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,14-15) anno dispari.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché

noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché

lo sposo è con loro?

Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il digiuno cristiano ha una prospettiva romantica; segnala la nostalgia per lo

sposo, dice il Vangelo.

La pratica del digiuno, molto seria nei secoli scorsi, di fatto è quasi del tutto

trascurata dai paesi cristiani, ed è un vero peccato.

I nostri amici musulmani, con l’impegnativo e severo rispetto del mese di digiuno,

il Ramadan, ci ricordano che il digiuno è possibile, anche in una società che spende

più soldi in cibi dietetici di quanto i paesi del terzo mondo spendano per sfamarsi.

Il senso del digiuno deriva proprio dall’attenzione al tempo quaresimale che stiamo

vivendo, col desiderio profondo di porre un segno, anche concreto, di solidarietà

con i poveri e di ricordo della fame fisica.

Ogni venerdì di quaresima siamo invitati dall’astinenza dalle carni che, tradotto

per l’oggi, significa mangiare con parsimonia i cibi molto costosi (in America

i bambini ingrassano perché la carne costa meno della verdura e della frutta!)

preferendo cibi semplici.

Ma l’astinenza può anche essere dalla televisione o dal cellulare o dal computer

o dal fumo; un gesto che incide, almeno un poco!, sulla carne, per ricordarci che

siamo fatti anche d’anima, se facciamo fatica, l’iuto ci può venire dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 17 febbraio 2021

Il Vangelo del Giovedì 18 Febbraio 2021

 

Del Giovedì dopo le Ceneri.

Santa Geltrude Comensoli.

Prima lettura dal libro del Deuteronòmio (30,15-20)

Mosè parlò al popolo e disse: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene,

la morte e il male.

Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le

sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva

e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per

entrare per prenderne possesso.

Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a

prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete,

che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne

possesso, attraversando il Giordano.

Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti

la vita e la morte, la benedizione e la maledizione.

Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore,

tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita

e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di

dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (9,22-25) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire

molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire

ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso,

prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.

Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per

causa mia, la salverà.

Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde

o rovina se stesso?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il rischio c’è, eccome.

E Gesù ce lo ricorda; si può guadagnare il mondo e perdere l’anima.

Si può passare il tempo ad investire nelle cose importanti della vita, gli affetti,

la famiglia, il lavoro, dimenticando la ragione per cui esistiamo.

Il nostro occidente ha riempito il cuore delle persone di cose, dimenticandosi

che il cuore delle persone si colma solo con la presenza di Dio!

Abbiamo dimenticato di occuparci dell’anima, abbiamo messo da parte il lungo

faticoso e contorto cammino di questi duemila anni, la scoperta, per l’umanità,

di un Dio accessibile ed incontrabile.

Stiamo meglio, ci nutriamo adeguatamente (troppo!), abbiamo (quasi) imparato

a relazionarci senza scannarci, riusciamo a realizzare parte delle nostre aspirazioni;

eppure il senso di insoddisfazione è nell’aria, visibile, palpabile.

Le ragioni sono tante, certo, e tutte vere; il lavoro eccessivo, le città sporche,

i ritmi insostenibili, ed ora anche questa pandemia.

Ma, sotto sotto, quello che ci manca davvero è la risposta alla grande domanda

dell’esistenza; chi sono io?

Cos’è la mia vita?

Chi può colmare il mio infinito desiderio di bene?

Non perdiamo l’anima, che non vale il mondo intero, stiamo vedendo

come questa pandemia sta cambiando le nostre vite, perciò, aiutiamoci

con la preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 16 febbraio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 17 Febbraio 2021

 
Il Vangelo del Mercoledì 17 Febbraio 2021.

Del Mercoledì delle Ceneri.

Sacre Ceneri, inizio della Quaresima.

Prima lettura dal libro del profeta Gioèle (2,12-18)

Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni,

con pianti e lamenti.

Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli

è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore, pronto a ravvedersi

riguardo al male».

Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?

Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.

Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate

una riunione sacra.

Radunate il popolo, indite un'assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli,

i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo.

Tra il vestibolo e l'altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore,

e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità

al ludibrio e alla derisione delle genti».

Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov'è il loro Dio?».

Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (5,20-6,2)

Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro

è Dio stesso che esorta.

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.

Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore,

perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio.

Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della

salvezza ti ho soccorso».

Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra

giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è

ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno

gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua

destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel

segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli

delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre

tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono

un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno

già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente

non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo,

che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Con oggi la Chiesa cattolica di rito romano inizia il percorso della quaresima

che la porterà a celebrare la Pasqua dopo un intenso cammino di verità e di

purificazione interiore.

Prendiamo sul serio questo allenamento!

Mi piacerebbe tanto che questo inizio di quaresima fosse maggiormente conosciuto

e frequentato, soprattutto nel forte momento liturgico dell’imposizione delle Ceneri.

È un gesto simbolico e scomodo, un brutale richiamo alla verità della vita e dei fatti.

Siamo solo polvere, siamo solo cenere e tutta la nostra fatica, i nostri successi,

i nostri risultati torneranno ad essere polvere, come abbiamo visto che a causa del

covid tante vite sono terminate inaspettatamente.

Altro è l’essenziale, altro è urgente nella nostra vita; l’interiorità, la spiritualità,

la pace del cuore.

Altro ci soddisfa, ci segna, lascia una traccia del nostro passaggio su questa terra.

Il segno dell’imposizione delle ceneri rimette ordine nella nostra vita e sarebbe

bellissimo se ponesse ordine anche nella società.

Pensate come funzionerebbero meglio le discussioni parlamentari o le riunioni

condominiali se, prima, si imponessero le ceneri a tutti!

Animo, allora, cercatori di Dio; la liturgia ci regala quaranta giorni di verità,

di opportunità, di deserto, di allenamento per riscoprire cosa è davvero essenziale

nella nostra vita, cosa è importante, per cosa vale la pena di investire.

Un tempo per lasciare che la nostra anima, finalmente, ci raggiunga nel caos dei

giorni, con l’aiuto della meditazione e della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 15 febbraio 2021

Il Vangelo del Martedì 16 Febbraio 2021

 

Della 6° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Giuliana di Nicomedia, vergine e martire.

Prima lettura dal libro della Gènesi (6,5-8;7,1-5.10)

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni

intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre.

E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.

Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato e,

con l'uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono

pentito di averli fatti».

Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.

Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti

ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione.

Di ogni animale puro prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina;

degli animali che non sono puri un paio, il maschio e la sua femmina.

Anche degli uccelli del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne

in vita la razza su tutta la terra.

Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta

notti; cancellerò dalla terra ogni essere che ho fatto».

Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.

Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (8,14-21) anno dispari.

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non

avevano con sé sulla barca che un solo pane.

Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei

farisei e dal lievito di Erode!».

Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.

Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane?

Non capite ancora e non comprendete?

Avete il cuore indurito?

Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite?

E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante

ceste colme di pezzi avete portato via?».

Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila,

quante sporte piene di pezzi avete portato via?».

Gli dissero: «Sette».

E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non capiscono, i discepoli, faticano a stare dietro a Gesù, non riescono

a sollevare lo sguardo, ad innalzare la fronte, a entrare più in profondità.

Tentennano, restano ancorati alle loro prospettive solo umane.

Hanno seguito il Signore, certo, ne sono stati affascinati, lo hanno ascoltato

e hanno visto i prodigi che compie.

Ma il loro cuore è ancora piccino, stretto nella morsa della loro prospettiva.

Gesù li ammonisce, li invita a non farsi prendere dal lievito di Erode.

L’Erode di cui parla è uno dei figli di Erode il grande; anch’egli, come il padre,

usa le religione per i propri fini politici.

Ancora oggi, purtroppo, molte persone pensano alla fede solo nella loro

dimensione culturale e sociale, come se fosse una simpatica concessione

all’ingenuità delle persone.

Ragionando in termini umani, pensano al proprio tornaconto infilandoci

dentro anche la religione.

Non solo i politici lo fanno ma anche noi, quando pensiamo a Dio come a

qualcosa che ci porta un vantaggio.

Non è questa la fede che propone Gesù, non è questo il volto del Dio che è venuto

ad annunciare.

Il Signore va amato per tutto quello che ci dona ogni giorno della nostra vita,

ed in particolar per il suo amore, attraverso la nostra preghiera quotidiana.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 14 febbraio 2021

Il Vangelo del Lunedì 15 Febbraio 2021

 

Della 6° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Faustino e Giovita, martiri.

Prima lettura dal libro della Gènesi (4,1-15.25)

Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho

acquistato un uomo grazie al Signore».

Poi partorì ancora Abele, suo fratello.

Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo.

Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore,

mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso.

Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta.

Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?

Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto?

Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te

è il suo istinto, e tu lo dominerai».

Caino parlò al fratello Abele.

Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.

Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?».

Egli rispose: «Non lo so.

Sono forse io il custode di mio fratello?».

Riprese: «Che hai fatto?

La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!

Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il

sangue di tuo fratello dalla tua mano.

Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo

e fuggiasco sarai sulla terra».

Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono.

Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io

sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà».

Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta

sette volte!».

Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse.

Adamo di nuovo conobbe sua moglie, che partorì un figlio e lo chiamò

Set. “Perché-disse-Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele,

poiché Caino l’ha ucciso”

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (8,11-13) anno dispari.

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli

un segno dal cielo, per metterlo alla prova.

Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno?

In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».

Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Di quanti segni abbiamo bisogno per credere?

Gesù ha appena sfamato 4000 capifamiglia partendo da una manciata

di pani e di pesci.

Muti e sordi, ciechi e storpi, lebbrosi e paralitici, contravvenendo all’ordine

del Maestro, urlano al mondo di essere stati guariti.

Molti di più hanno trovato nelle sue Parole lo specchio di una vita diversa,

altra, e il volto di un Dio inatteso e tanto desiderato.

E altri cantano le sue gesta, non eroiche, non eclatanti.

Il sorriso fatto ai bambini, e la pazienza nell’ascoltare il dolore, e la compassione,

vera, adulta, virile, che emerge da ogni suo gesto.

Di quanti altri segni abbiamo bisogno per credere?

Come se Dio fosse una marionetta al nostro servizio.

Come se, per esistere, Dio dovesse continuamente esaudire i nostri desideri,

a volte seri, molto più spesso futili ed inutili.

Di quanti altri segni abbiamo bisogno per credere che Dio è ed è presente

nella nostra quotidianità?

Prima di iniziare la settimana, allora, proviamo a fare memoria, in questo piccolo

momento di preghiera che scalda il nostro cuore, dei tanti segni con cui Dio ci

manifesta la sua infinita e inattesa misericordia, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.