venerdì 5 febbraio 2021

Il Vangelo del Sabato 6 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

San Paolo Miki e Compagni, Martiri.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (13,15-17.20-21)

Fratelli, per mezzo di Gesù offriamo a Dio continuamente un sacrificio di

lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.

Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché

di tali sacrifici il Signore si compiace.

Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi

e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi.

Ciò non sarebbe di vantaggio per voi.

Il Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il Pastore grande delle pecore,

in virtù del sangue di un'alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda

perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in

voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria

nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (6,30-34) anno dispari.

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto

quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato.

Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'».

Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il

tempo di mangiare.

Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.

Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi

e li precedettero.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché

erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È colmo di attenzioni, il Signore Gesù.

Anzitutto nei confronti dei suoi più stretti collaboratori che vede affaticati

dalle tante attività che compiono per seguirlo.

Vede che sono stanchi, generosi ma consumati dalle troppe cose da fare e, allora,

decide di dare un taglio all’agenda per restare e riposare con loro, per una specie

di week-end dell’anima che aiuti tutti a riprendere fiato.

Come sarebbe bello se, nella Chiesa, ci si accorgesse delle fatiche altrui!

Se i nostri Vescovi, almeno d’ogni tanto, si occupassero del benessere reale

dei loro collaboratori, i preti!

Se le comunità prestassero attenzione alla qualità della vita di chi ha consacrato

la vita per il vangelo e per loro stesse!

Poche attenzioni, concrete, legate alla vita quotidiana, al cibo, all’igiene, alla compagnia.

Succede, ed è uno strazio dell’anima, incontrare vecchi sacerdoti che hanno dato la vita

per il Regno e che finiscono la loro esistenza dimenticati da tutti.

E Gesù, una volta giunto nel luogo del riposo, si rimette a insegnare agli uomini,

perché vede che hanno bisogno di Lui.

Nemmeno il riposo per il Signore diventa un idolo, e lascia che la compassione

prevalga sul diritto alla vacanza.

Che bello, e per questo preghiamolo!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 4 febbraio 2021

Il Vangelo del Venerdì 5 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

Sant’Agata, vergine e martire.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (13,1-8)

Fratelli, l'amore fraterno resti saldo. Non dimenticate l'ospitalità; alcuni,

praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli.

Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli

che sono maltrattati, perché anche voi avete un corpo.

Il matrimonio sia rispettato da tutti e il letto nuziale sia senza macchia.

I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio.

La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete,

perché Dio stesso ha detto: «Non ti lascerò e non ti abbandonerò».

Così possiamo dire con fiducia: «Il Signore è il mio aiuto, non avrò paura.

Che cosa può farmi l'uomo?».

Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio.

Considerando attentamente l'esito finale della loro vita, imitatene la fede.

Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (6,14-19) anno dispari.

In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso.

Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi».

Altri invece dicevano: «È Elìa».

Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti».

Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto

decapitare, è risorto!».

Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in

prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata.

Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello».

Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode

temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo

restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.

Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un

banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito

e i notabili della Galilea.

Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali.

Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò».

E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà

del mio regno».

Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?».

Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista».

E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi

dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».

Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle

opporle un rifiuto.

E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni.

La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio,

la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre.

I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo

posero in un sepolcro.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ci sono dei potenti, ieri e oggi, che pensano di avere la Storia fra le mani, che si

illudono di contare, di pesare, di determinare il destino degli uomini.

E, purtroppo, a volte accade proprio così; la storia è piena di dittatori, di demagoghi,

di violenti che pensano di cambiare il corso degli eventi a partire dalle proprie

intuizioni politiche e sociali.

Re e vassalli, tutti convinti di passare alla storia.

Come Erode Antipa, il figlio incapace di Erode il grande, fratello di Filippo e Archelao.

A lui è toccata la Galilea e un titolo che non ha nulla a che vedere con la potenza

del padre despota.

Roma stessa gli toglierà ogni incarico a causa della sua condotta violenta e finirà

i suoi giorni in esilio nelle Gallie.

Per un attimo Erode sembra essere attirato dalla cruda predicazione del Battista

che non ha paura di condannare la sua condotta morale; Erode ha come amante

sua nuora e non pare preoccuparsene!

La storia la conosciamo; storia di un re pavido che si fa manipolare da una donna

gelosa e dalla paura di perdere la faccia davanti agli ospiti.

Piccolo despota che pensa di uccidere il più grande dei profeti e che, invece,

viene ricordato dalla storia solo grazie a Giovanni il precursore.

Purtroppo, ancora oggi ci sono di questi personaggi, anche fra gli uomini di Chiesa,

impariamo a conoscerli ed a evitarli, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 3 febbraio 2021

Il Vangelo del Giovedì 4 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Maria de Mattias, Vergine.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (12, 18-19.21-24)

Fratelli, voi non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco

ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono

di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere

più a loro la parola.

Lo spettacolo, in realtà, era così terrificante che Mosè disse: «Ho paura e tremo».

Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla

Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all'adunanza festosa e all'assemblea

dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli

spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell'alleanza nuova, e al sangue

purificatore, che è più eloquente di quello di Abele.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (6,7-13) anno dispari.

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava

loro potere sugli spiriti impuri.

E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane,

né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì.

Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete

la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni,

ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quando leggo questa pagina mi infiammo, per qualche secondo.

Poi, mi spengo.

Dov’è finito tutto l’ardore dell’annuncio che il Signore chiede?

Perché, invece di sentire vibrare “quell'andate” come se fosse un’urgenza impellente

(“L’amore per Cristo mi spinge”, scriveva san Paolo), ci accontentiamo di una

lamentazione insopportabile su come il mondo sia brutto sporco e cattivo e non

ci ascolti o, proprio al limite, sussurriamo “venite”?

No! Andate, dice il Cristo.

Non “aspettate che vengano!”, andate, a costo di bruciarvi, di farvi massacrare o

prendere in giro, (come succede spesso anche a me), a costo di non essere capiti

e di passare per idolatri e bestemmiatori.

Andate e gridate ad ogni uomo che Dio lo ama, lo cerca, lo sposa, lo abbraccia.

Andate senza mezzi, senza strumenti, senza strategie, senza manovre elettorali o calcoli

umani, andate nudi, spogli, come siete, con Gesù nel cuore e il Vangelo in mano.

Andate senza aspettarvi applausi o posti d’onore, senza riconoscimenti, senza

ambiguità o furberie.

Andiamo, amici, andiamo incontro a questa giornata, un po’ folli, un po’ inconsapevoli.

Andiamo in ufficio o a fare la spesa, a scuola o alla Messa.

Andiamo a dire Cristo con la vita, con la preghiera e con la Parola del Signore.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 2 febbraio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 3 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

San Biagio, Vescovo e martire.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (12,4-7.11-15)

Fratelli, non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato

e avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli: «Figlio mio,

non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d’animo quando

sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e percuote

chiunque riconosce come figlio».

È per la vostra correzione che voi soffrite!

Dio vi tratta come figli; e qual’è il figlio che non viene corretto dal padre?

Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza;

dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo

sono stati addestrati.

Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i

vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai

il Signore; vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio.

Non spunti né cresca in mezzo a voi alcuna radice velenosa, che provochi

danni e molti ne siano contagiati.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6) anno dispari.

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga.

E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose?

E che sapienza è quella che gli è stata data?

E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?

Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses,

di Giuda e di Simone?

E le sue sorelle, non stanno qui da noi?».

Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i

suoi parenti e in casa sua».

E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi

malati e li guarì.

E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un rincorrersi di meraviglie e di stupori il Vangelo di oggi.

Si meraviglia la folla per l’eloquenza di Gesù.

Si meravigliano alcuni concittadini perché Gesù, il figlio di Giuseppe,

fa il predicatore senza avere il patentino.

Si meraviglia il Signore della loro incredulità.

Nella vita ci possiamo stupire per cose positive, per eventi che ci cambiano

l’orizzonte, per alcune scoperte, come la fede, che ci mettono letteralmente le ali.

Ma, purtroppo, ci possiamo anche stupire per le cose negative, infarciti dai nostri

pregiudizi religiosi.

Gesù non è sufficientemente qualificato per dire le cose che stupiscono!

E invece di guardare la luna, gli sciocchi di sempre guardano il dito che la indica.

Anche noi, purtroppo, a volte ci fermiamo all’apparenza della Chiesa e di chi

parla del Vangelo.

Invece di ascoltare con stupore la buona notizia, ci lasciamo turbare dalle

inevitabili incoerenze che talora accompagnano l’annuncio.

Stupiamoci, oggi, per le tante cose belle che ci circondano e che riconosciamo

come immenso segno della bontà di Dio.

E che Dio non abbia a stupirsi, oggi, della nostra incredulità, della nostra poca

fede, perciò dobbiamo pregare.

Perché Dio non è quasi mai come ce lo immaginiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 1 febbraio 2021

Il Vangelo del Martedì 2 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

Presentazione del Signore, Candelora.

Prima lettura dal libro del profeta Malachìa (3,1-4)

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la

via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e

l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.

Chi sopporterà il giorno della sua venuta?

Chi resisterà al suo apparire?

Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.

Siederà per fondere e purificare l'argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà

come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia.

Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei

giorni antichi, come negli anni lontani».

Parola di Dio.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (2,14-18)

Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo

ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della

morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte,

erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.

Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura.

Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote

misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare

i peccati del popolo.

Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente,

egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (2,22-40) anno dispari.

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge

di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo

al Signore-come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà

sacro al Signore»-e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani

colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che

aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui.

Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza

prima aver veduto il Cristo del Signore.

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino

Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra

le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo

vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del

tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta

e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione-e anche a te

una spada trafiggerà l'anima-, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser.

Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo

matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni.

Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni 

e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio 

e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno

in Galilea, alla loro città di Nàzaret.

Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Nel passato in questa giornata si benedivano i ceri che avrebbero illuminato

le chiese durante l’anno, per ricordare la profezia di Simeone che vede in

Gesù la luce che illumina le genti.

Ha visto una coppia di giovani paesani del Nord, il vecchio Simeone.

È abituato a frequentare il tempio, ne ha viste di tutti i colori fra gli uomini di

religione e i pii devoti.

Ha visto il tempio crescere con l’orgoglio di un popolo e di una rinata classe

sacerdotale, giorno dopo giorno, è purtroppo diventata arroganza di chi vuole

manipolare Dio.

Ora è deluso e stanco, rassegnato e cinico come solo gli anziani sanno essere.

Eppure quella giovane coppia lo attira, lo inquieta, lo interroga.

E se fosse tutto così semplice?

Se il Messia venisse non come tutti se lo aspettavano, fra i tuoni e i fulmini,

a sconfiggere i nemici, ma nella banalità del quotidiano, figlio fra i figli,

povero fra i poveri?

Vacilla, ora, Simeone. Non capisce.

Socchiude gli occhi e intuisce.

Sente lo Spirito spalancargli la mente e il cuore.

Ora una lacrima scende dai suoi occhi stanchi. Vede.

Vede ciò che gli altri non vedono; la Luce che illumina la Storia. E la storia.

Oggi preghiamo per avere quella luce, per lasciare che il Signore vinca ogni

nostra resistenza.

E affidiamo al Signore i fratelli e le sorelle che hanno consacrato al Signore la

loro vita e che oggi ricordano quell’affidamento, aiutandoli con la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 31 gennaio 2021

Il Vangelo del Lunedì 1 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Brigida d'Irlanda.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (11,32-40)

Fratelli, che dirò ancora?

Mi mancherebbe il tempo se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone,

di Iefte, di Davide, di Samuèle e dei profeti; per fede, essi conquistarono regni,

esercitarono la giustizia, ottennero ciò che era stato promesso, chiusero le fauci

dei leoni, spensero la violenza del fuoco, sfuggirono alla lama della spada,

trassero vigore dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero

invasioni di stranieri.

Alcune donne riebbero, per risurrezione, i loro morti.

Altri, poi, furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta,

per ottenere una migliore risurrezione.

Altri, infine, subirono insulti e flagelli, catene e prigionia.

Furono lapidati, torturati, tagliati in due, furono uccisi di spada, andarono in giro

coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati-di loro il mondo

non era degno!-, vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra.

Tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò

che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio,

affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (5,1-20) anno dispari.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all'altra riva del mare,

nel paese dei Gerasèni.

Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da

uno spirito impuro.

Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche

con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato

le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo.

Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si

percuoteva con pietre.

Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce,

disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo?

Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!».

Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest'uomo!».

E gli domandò: «Qual è il tuo nome?».

«Il mio nome è Legione-gli rispose-perché siamo in molti».

E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.

C'era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo.

E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi».

Glielo permise.

E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si

precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.

I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne

e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto.

Giunsero da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che

era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.

Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato

e il fatto dei porci.

Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.

Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava

di poter restare con lui.

Non glielo permise, ma gli disse: «Va' nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò

che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te».

Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva

fatto per lui e tutti erano meravigliati.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È furioso, l’indemoniato, sconquassato da una schizofrenia profonda, in lui

abita una moltitudine.

I suoi concittadini, intimoriti dalle sue intemperanze, lo hanno relegato nel

cimitero del paese, lontano dal borgo, dopo avere tentato di incatenarlo.

Che vita terribile è quella di quest’uomo!

Al tempo di Gesù molte manifestazioni incomprensibili erano legate al demonio,

anche eventi patologici come le malattie psichiatriche.

E Marco, nei suoi racconti, ci descrive sempre degli indemoniati feroci con loro

stessi che si fanno del male, si percuotono, si gettano nelle fiamme.

Come a lasciar intendere che chi si fa del male è in preda alla tenebra, così la

depressione, la sfiducia di sé, l’autolesionismo.

Gesù prende a cuore il destino di questo pover’uomo che abita fra le tombe e lo libera.

Se una parte di noi stessi tende ad affossarci o ad esaltarci inopinatamente, se siamo

oppressi dall’immagine di noi stessi che proviene dalla paura o dall’arroganza,

Gesù ci guarisce e ci ridona dignità e libertà.

Non così i concittadini dell’ex-indemoniato, molto più preoccupati dalla perdita

dei maiali che dalla miracolosa guarigione del loro amico!

Ecco il grave errore che facciamo spesso anche noi, impariamo da Gesù, non

dobbiamo avere paura, ma preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.