lunedì 19 ottobre 2020

Il Vangelo del Martedì 20 Ottobre 2020

 

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Maria Bertilla Boscardin, vergine,

Prima lettura dal lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (2,12-22)

Fratelli, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza

d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo.

Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini,

grazie al sangue di Cristo.

Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il

muro di separazione che li divideva, cioè l'inimicizia, per mezzo della sua carne.

Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso,

dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio

in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l'inimicizia.

Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini.

Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.

Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi

e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti,

avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù.

In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore;

in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per

mezzo dello Spirito.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (12,35-38) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette

ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone

quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io

vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.

E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Viene, il Signore.

Viene quando meno ce lo aspettiamo, viene nei momenti meno probabili,

viene nella vita di ciascuno più e più volte.

È venuto nella storia, certo, e tornerà nella gloria, alla fine del tempo.

Ma continua impercettibilmente a bussare alla nostra porta; se sappiamo

riconoscerlo ed aprirgli verrà e cenerà con noi.

Siamo chiamati a vegliare, a tenere desti i nostri cuori, a non lasciarci travolgere

dalle tante cose da fare, dalle preoccupazioni e dalle ansie, dalla paura e

dallo scoraggiamento.

Il Signore ci vuole svegli, pronti, determinati, decisi.

Se siamo discepoli rischiamo di sederci sulle nostre piccole sicurezze.

Di abituarci a Dio.

È difficile, lo so bene, lo vivo sulla mia pelle; difficile stare sempre attenti,

ritagliarsi qualche micro-spazio di meditazione da infilare nelle nostre

caotiche giornate.

Eppure; travolti dall’amore di Dio, sorpresi dalla gioia, convertiti dalla Parola,

possiamo trasformare la nostra vita facendola diventare attesa, soprattutto

se è la preghiera ad aiutarci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 18 ottobre 2020

 

Il Vangelo del Lunedì 19 Ottobre 2020.

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.

San Paolo della Croce, Sacerdote .

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (2,1-10)

Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo

viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria,

quello spirito che ora opera negli uomini ribelli.

Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali

seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura

meritevoli d’ira, come gli altri.

Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti

che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati.

Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per

mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante

la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.

Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono

di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene.

Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha

preparato perché in esse camminassimo.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (12,13-21) anno pari.

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di a mio fratello che

divida con me l’eredità».

Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se

uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un

raccolto abbondante.

Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti?

Farò così-disse-: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi

raccoglierò tutto il grano e i miei beni.

Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni;

ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”.

Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita.

E quello che hai preparato, di chi sarà?”.

Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesu si rifiuta di entrare nella disputa per questioni ereditarie tra i due fratelli

del Vangelo di oggi.

Gesù sa bene che siamo perfettamente in grado di affrontare questioni di questo

genere senza tirare Dio per la giacca e senza invocare i santi.

Esiste una autonomia delle realtà terrene voluta dal Creatore e Dio non

interviene in questioni che gli uomini possono dirimere lasciandosi illuminare

da una coscienza retta.

È una forte testimonianza della capacità dell’essere umano a gestire la propria

esistenza, una inconsueta testimonianza di laicità che Dio stesso vuole.

Ma, ricorda Gesù con la parabola del ricco agricoltore, i discepoli devono

vegliare sul loro rapporto coi beni materiali e col denaro.

Gesù non è classista né condanna la ricchezza frutto del lavoro dell’uomo.

Ma ammonisce; la ricchezza è un inganno perchè promette ciò che non

può mantenere e, se non riusciamo a capirlo per noi saranno guai e solo la

preghiera, ci può aiutare a capire.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 17 ottobre 2020

Il Vangelo di Domenica 18 Ottobre 2020

 

Della 29° Domenica del Tempo Ordinario.

San Luca, Evangelista.

Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (45,1.4-6)

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: «Io l'ho preso per la destra, per abbattere

davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire

davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso.

Per amore di Giacobbe, mio servo, e d'Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per

nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.

Io sono il Signore e non c'è alcun altro, fuori di me non c'è dio; ti renderò pronto

all'azione, anche se tu non mi conosci, perché sappiano dall'oriente e dall'occidente

che non c'è nulla fuori di me.

Io sono il Signore, non ce n'è altri».

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (1,1-5)

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre

e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.

Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere

e tenendo continuamente presenti l'operosità della vostra fede, la fatica della

vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo,

davanti a Dio e Padre nostro.

Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui.

Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola,

ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21) anno A.

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come

cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.

Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiàni, a dirgli: «Maestro,

sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità.

Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno.

Dunque, di a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».

Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete

mettermi alla prova?

Mostratemi la moneta del tributo».

Ed essi gli presentarono un denaro.

Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?».

Gli risposero: «Di Cesare».

Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio

quello che è di Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Cesare o Dio? Mah!
Quante volte questa frase di Gesù è stata usata per giustificare le prese di

posizione più diverse!
L’hanno usata i governi laici per sostenere la loro autonomia nei confronti

dell’ingerenza della Chiesa.
L’ha usata la Chiesa per difendere la legittimità della propria organizzazione

in seno allo Stato.
Ma l’hanno usata anche i governi anticlericali per giustificare le proprie discutibile azioni.
E qualche Papa in vena di delirio di onnipotenza per giustificare le proprie

rivendicazioni sulle cose terrene, politica compresa.
Come sempre accade, dobbiamo avere il coraggio di prendere la Parola com’è,

inserendola nel suo contesto, cercando di capire cosa intendesse il Signore anche

se, in questo caso, l’affermazione di Gesù resta enigmatica.

La prima cosa che Matteo fa notare è il fatto che la domanda viene posta per

mettere in difficoltà Gesù; è una vera e propria trappola quella che gli viene tesa.

Israele, da quasi un secolo, vive sotto la dominazione romana, a tratti più presente

e pressante, in altri momenti, come quello in cui vive Gesù, più discreta.

Ma resta il fatto che ogni suddito dell’Impero doveva versare una tassa almeno

una volta all’anno e nessuno ama pagare le tasse, figuriamoci se poi finiscono

ad un governo considerato invasore ed oppressore!
La cosa curiosa è che sono gli erodiani e i farisei a porre la domanda.
Gli erodiani; collaboratori di Erode Antipa, incapace figlio di Erode il grande,

re fantoccio di Roma, strenui difensori della romanità di Israele.

E i farisei, i puri che consideravano un’umiliazione l’occupazione romana.
Che strana coppia!
Ma, come ben sappiamo, quando si ha un nemico comune si mettono da

parte dissidi e rancori, come i nostri attuali governanti.
E il nemico ha un volto preciso: il rabbì di Nazareth che si fa beffe dello

zelo dei farisei e non si schiera dalla parte degli erodiani.
Un uomo libero; perciò inquietante e pericoloso.
La trappola è bene tesa; se Gesù rifiuta di pagare la tassa si pone contro Roma

e gli erodiani presenti, diventando uno dei tanti anarchici idealisti che

periodicamente entrano in scena.
Se Gesù accetta di pagare le tasse si mette contro il popolo che freme nel

vedersi imporre un balzello dall’odiato occupante.
Un applauso, sono proprio dei gran bastardi.

E Gesù ne viene fuori con una mossa azzardata, un colpo da teatro che

ancora dimostra, se ce ne fosse bisogno, di che pasta è fatto il galileo.
Chiede una moneta.
I farisei, ingenuamente, frugano sotto la tunica e gliela porgono.
I puri tengono in tasca una moneta con l’effige di Tiberio Cesare.
Un capitolo prima Matteo ci ha detto che il colloquio si svolge nel tempio,

dove era impensabile far entrare una moneta romana che violava il divieto

di immagine e che, perciò, era sostituita con una moneta “neutra” ad uso

esclusivo del tempio. Begli ipocriti.
Nelle questioni di principio volano alto e fanno i perfettini.
Nel quotidiano, come tutti, cedono a mille compromessi. Ma senza ammetterlo.
Ci sono cascati, ma Gesù non infierisce e gioca con loro.
Se l’immagine è di Tiberio bisogna restituirgli la moneta, non ci sono storie.
E restituire a Dio ciò che è di Dio.

Quindi il discepolo è un cittadino esemplare.
Vive con gli altri, condivide i loro progetti e le loro fatiche, paga le tasse (!),

segue le leggi degli uomini.

Eppure il suo cuore è diverso, altrove, vede le cose ad un altro livello, ad un’altra profondità.
Quindi esistono cose che riguardano Cesare in cui non bisogna tirare in ballo

Dio anche se il Cristo, davanti al procuratore romano che lo condanna, gli

ricorderà che ogni potere umano deriva da Dio per il servizio del bene comune.
Quindi esiste qualcosa di nostro che appartiene a Dio e che gli va restituito.
Gesù, magnificamente, resta in equilibrio fra la tentazione, ricorrente nella

Chiesa, di disinteressarsi del mondo. O di colonizzarlo.
Né l’uno, né l’altro.

Siamo chiamati a mantenerci in equilibrio fra la tentazione di fuggire il

mondo o di fagocitarlo, restando legati al Vangelo, restando cittadini leali.

Poi Dio farà il suo percorso.
Come profetizza Isaia ai deportati in Babilonia, vedendo il sorgere, sulla scena

politica internazionale, di Ciro di Persia.

Come Babilonia irrompe nel conflitto fra Assiri ed Egiziani diventando una

grande potenza, così Ciro sbaraglierà i babilonesi, liberando tutti prigionieri

e favorendo la ricostruzione dei propri templi.
Isaia fa parlare Dio che usa Ciro come suo strumento.
È impressionante leggere la versione di Ciro che, invece, attribuisce al proprio

dio Marduk la vittoria.
Ma al Dio vero queste sottigliezze non infastidiscono.

Dio agisce nella storia e nelle nostre piccole storie, inaspettatamente.
Paolo, scoraggiato per il fiasco ad Atene e provato dalla difficile comunità di

Corinto, riceve notizie da parte di Timoteo e Sila, provenienti dalla Tessalia.

Paolo non aveva potuto rafforzare la nascente comunità dovendo fuggire

a causa dell’odio di alcuni ebrei.

Ora i suoi amici gli dicono di avere trovato, invece, una comunità fiorente

e ricca che ha grande stima per l’apostolo che è dovuto fuggire.

La lettera scritta nel 51, il primo scritto del Nuovo Testamento, ci restituisce

l’umanissima consolazione di Paolo che vede in questi eventi l’azione dello

Spirito nella storia. Che bello!

Ed in questi tempi surreali in cui stiamo vivendo, ne avremo veramente bisogno.

Scopriamo anche noi amici, l’imprevedibilità dello Spirito Santo, vedrete

quante sorprese vi farà, io sinceramente ne so qualcosa, anche se a volte mi

sono pure arrabbiato con lui, buona Domenica Fausto.

venerdì 16 ottobre 2020

Il Vangelo del Sabato 17 Ottobre 2020

 

Della 28° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Ignazio di Antiochia, Vescovo e Martire.

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (1,15-23)

Fratelli, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell'amore che

avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie

preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria,

vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui;

illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha

chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la

straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo

l'efficacia della sua forza e del suo vigore.

Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla

sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni

Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo

presente ma anche in quello futuro.

Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo

su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto

compimento di tutte le cose.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (12,8-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà

davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;

ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.

Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà

lo Spirito Santo, non sarà perdonato.

Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non

preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo

Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Possiamo tapparci le orecchie e chiudere gli occhi davanti all’evidenza, possiamo

drammaticamente e ostinatamente chiudere il nostro cuore all’accoglienza della

Parola, possiamo girare lo sguardo dall’altra parte e rifiutare la presenza di Dio.

Dio opera ed agisce con discrezione nella nostra vita, certo, ma possiamo trovarci

davanti all’evidenza e non accogliere la sua proposta di amore.

Allora il nostro cuore si chiude all’azione dello Spirito Santo e non siamo più

capaci di volare alto, di scoprire la nostra vera identità, il grande progetto che

Dio ha sul mondo; che peccato!

Il peccato contro lo Spirito è l’ostinato rifiuto di aprire gli occhi davanti alla

misericordia e ci precipita in una cecità insormontabile che Dio rispetta.

Anche Dio fa quel che può e non forza mai la nostra libertà.

Possiamo scegliere di non conoscerlo, di non incontrarlo, di non stare con Lui.

Vegliamo su noi stessi, allora, guardiamoci con quanta più onestà possibile

e restiamo disponibili alla conversione del cuore.

E non spaventiamoci se, discepoli, saremo chiamati a rendergli testimonianza in

un mondo sempre più intollerante verso la nostra Chiesa, ma la preghiera,

ci aiuterà in ogni momento!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 15 ottobre 2020

Il Vangelo del Venerdì 16 Ottobre 2020

 

Della 28° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Margherita Maria Alacoque, Vergine.

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (1,11-14)

Fratelli, in Cristo siamo stati fatti anche eredi, predestinati-secondo il progetto di

colui che tutto opera secondo la sua volontà-a essere lode della sua gloria, noi,

che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra

salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che

era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa

redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (12,1-7) anno pari.

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano

a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene

dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia.

Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.

Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete

detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.

Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo

questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura:

temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna.

Sì, ve lo dico, temete costui.

Cinque passeri non si vendono forse per due soldi?

Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.

Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.

Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non dobbiamo temere, valiamo molto più dei passeri.

Con questa scanzonata affermazione Gesù ci mette di buon umore, ci rassicura;

siamo preziosi agli occhi di Dio.

Se diventiamo discepoli, se davvero accettiamo l’enorme sfida del Vangelo e

del mondo nuovo non dobbiamo temere nulla.

Gesù ci ammonisce; solo se siamo autentici possiamo incontrare Dio, solo se

siamo veri possiamo incontrare il Dio vero.

Quante volte, purtroppo, la nostra religiosità si confronta con l’apparenza, quante

volte facciamo o non facciamo delle cose per timore del giudizio di chi ci osserva!

Nessuna doppiezza, anche santa, anche cattolica, tra di noi; Dio vede continuamente

il nostro cuore, lo scruta.

Non come un ficcanaso importuno ma come colui che ci conosce meglio di quanto

noi stessi possiamo conoscerci e che, perciò, sa come farci crescere.

Fidiamoci, affidiamoci con assoluta lealtà, con trasporto, con passione,

come i passeri, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 14 ottobre 2020

Il Vangelo del Giovedì 15 Ottobre 2020

 

Della 28° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa d’Avila, Vergine e Dottore della Chiesa.

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (1,1-10)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso credenti

in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni

benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati

di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante

Gesù Cristo, secondo il disegno 'amore della sua volontà, a lode dello splendore

della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,

secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza,

facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che

in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo,

unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (11,47-54) anno pari.

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti,

e i vostri padri li hanno uccisi.

Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.

Per questo la sapienza di Dio ha detto: "Manderò loro profeti e apostoli ed essi

li uccideranno e perseguiteranno", perché a questa generazione sia chiesto conto

del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: dal sangue di Abele

fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l'altare e il santuario.

Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza;

voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito».

Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile

e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in

qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non conosce decisamente l’arte della diplomazia, il Signore.

Ne ha per tutti, per ogni categoria, per ogni modo di intendere la fede.

Così rimprovera coloro che celebrano i profeti del passato costruendo loro dei

monumenti e non sanno riconoscere i profeti del presente, anzi li perseguitano

(tristissimo richiamo ai nostri uomini di Chiesa dei nostri giorni).

E accusa i devoti di complicare talmente la fede da allontanarne i semplici.

Gesù stigmatizza gli atteggiamenti religiosi fuorvianti che, in nome della fede,

finiscono con l’allontanare le persone da Dio invece di avvicinarle.

Discorso valido per i suoi contemporanei ma rivolto ancora oggi a noi, suoi discepoli.

Se le nostre regole, le nostre interpretazioni, le nostre priorità allontanano i semplici,

scoraggiano i peccatori, mortificano l’uomo, stiamo tradendo il progetto del Maestro.

Vigiliamo su noi stessi, convertiamo il nostro cuore per non allontanare nessuno

dall’abbraccio col Padre, se necessario facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.