mercoledì 12 febbraio 2020

Il Vangelo del Giovedì 13 Febbraio 2020


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal primo libro dei Re (11,4-13)
Quando Salomone fu vecchio, le sue donne gli fecero deviare il cuore per
seguire altri dèi e il suo cuore non restò integro con il Signore, suo Dio,
come il cuore di Davide, suo padre.
Salomone seguì Astarte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti.
Salomone commise il male agli occhi del Signore e non seguì pienamente
il Signore come Davide, suo padre.
Salomone costruì un’altura per Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che
è di fronte a Gerusalemme, e anche per Moloc, obbrobrio degli Ammoniti.
Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso
e sacrifici ai loro dèi.
Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché aveva deviato il suo cuore dal
Signore, Dio d’Israele, che gli era apparso due volte e gli aveva comandato di non
seguire altri dèi, ma Salomone non osservò quanto gli aveva comandato il Signore.
Allora disse a Salomone: «Poiché ti sei comportato così e non hai osservato
la mia alleanza né le leggi che ti avevo dato, ti strapperò via il regno e lo
consegnerò a un tuo servo.
Tuttavia non lo farò durante la tua vita, per amore di Davide, tuo padre;
lo strapperò dalla mano di tuo figlio.
Ma non gli strapperò tutto il regno; una tribù la darò a tuo figlio, per amore
di Davide, mio servo, e per amore di Gerusalemme, che ho scelto».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (7,24-30) anno pari.
In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro.
Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non
poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena
seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi.
Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia.
Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene
prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano
le briciole dei figli».
Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Chiede il miracolo per sua figlia la donna pagana.
Non sa chi è Gesù, qualcuno le ha detto che opera guarigioni.
Non ha una storia, o un nome; è solo una madre angosciata per sua figlia, che
si rivolgerebbe a qualunque santone o guaritore pur di riaverla sana e libera.
E Gesù la mette alla prova.
Perché si rivolge a Lui?
Non ha fede, non è discepola, perché mai uno dovrebbe dare il pane dei figli ai cani?
La provocazione è forte, eppure efficace.
Non sempre chi ti dà uno schiaffo ti vuole del male.
Sta alla donna, ora, reagire.
Farà l’offesa?
Si chiuderà a riccio?
No; si guarda dentro, riconosce il male dentro di lei. È vero, la sua è una
fede interessata, superstiziosa, non ha scusanti.
Ma a volte i cani mangiano le briciole che cadono dal tavolo dei figli.
Sorride, Gesù, e restituisce la salute a sua figlia e a lei la fede.
Certo, non è sempre facile, ma è possibile ritrovare la fede persa,
con l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 11 febbraio 2020

Il Vangelo del Mercoledì 12 Febbraio 2020


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal primo libro dei Re (10,1-10)
In quei giorni, la regina di Saba, sentita la fama di Salomone, dovuta al nome
del Signore, venne per metterlo alla prova con enigmi.
Arrivò a Gerusalemme con un corteo molto numeroso, con cammelli carichi
di aromi, d’oro in grande quantità e di pietre preziose.
Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore.
Salomone le chiarì tutto quanto ella gli diceva; non ci fu parola tanto nascosta
al re che egli non potesse spiegarle.
 La regina di Saba, quando vide tutta la sapienza di Salomone, la reggia che
egli aveva costruito, i cibi della sua tavola, il modo ordinato di sedere dei suoi servi,
il servizio dei suoi domestici e le loro vesti, i suoi coppieri e gli olocausti che
egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza respiro.
Quindi disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo
conto e sulla tua sapienza!
Io non credevo a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi
non hanno visto; ebbene non me n’era stata riferita neppure una metà!
Quanto alla sapienza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita.
Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi servi, che stanno sempre alla tua presenza
e ascoltano la tua sapienza! Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto
di te così da collocarti sul trono d’Israele, perché il Signore ama Israele in eterno
e ti ha stabilito re per esercitare il diritto e la giustizia».
Ella diede al re centoventi talenti d’oro, aromi in gran quantità e pietre preziose.
Non arrivarono più tanti aromi quanti ne aveva dati la regina di Saba al re Salomone.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (7,14-23) anno pari.
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi
tutti e comprendete bene!
Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro.
Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano
sulla parabola.
E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere?
Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro,
perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?».
Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male:
impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza,
invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Il male è sempre fuori di noi, pensano in molti, la colpa è sempre di qualcun
altro; della società, dei genitori, del mio datore di lavoro, del mio coniuge!
È dentro di noi il male, fa parte della nostra natura umana, e solo noi
possiamo riconoscerlo, affrontarlo e superarlo.
Riconoscerlo; senza scaricare la colpa delle nostre azioni su altri, chiamando
per nome cognome i nostri difetti.
Affrontarlo, in un allenamento spirituale che vuole estirpare i vizi e coltivare le virtù.
Superarlo, non per diventare super uomini o super donne, ma per dare spazio
alla parte migliore e luminosa di ciascuno di noi.
Esiste il male, e lavora, ed è ingenuo e pericoloso ignorarlo o sopravvalutarlo.
Lasciamo che la luce del Vangelo, oggi, faccia arretrare le tenebre in noi,
aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 10 febbraio 2020

Il Vangelo del Martedì 11 Febbraio 2020

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Beata Vergine Maria di Lourdes.
Prima lettura dal primo libro dei Re (8,22-23.27-30)
In quei giorni, Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta
l’assemblea d’Israele e, stese le mani verso il cielo, disse:
«Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra!
Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te
con tutto il loro cuore.
 Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra?
Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa
che io ho costruito!
Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per
ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te!
Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai
detto: “Lì porrò il mio nome!”.
Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo.
Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno
in questo luogo.
Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (7,1-13) anno pari.
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi,
venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure,
cioè non lavate; i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati
accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal
mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose
per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti,
quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano
secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per
osservare la vostra tradizione.
Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o
la madre sia messo a morte”.
Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei
aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla
per il padre o la madre.
Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi.
E di cose simili ne fate molte».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù è molto duro e diretto contro l’ipocrisia dei farisei che sostituiscono
le proprie (legittime) tradizioni alla Legge di Dio.
È il rischio di ogni esperienza di fede, di ogni religione, anche della nostra;
quella di confondere i piani, di non distinguere ciò che è essenziale da ciò che
è approssimativo, legato alle abitudini degli uomini.
Quante volte, nella Chiesa, nelle parrocchie, si litiga per delle tradizioni che
sono state elevate al rango di parola divina!
Gesù non è un anarchico che elimina la legge, perché sa che la Legge è il vestito
dell’amore, la concretezza del bene, l’organizzazione del dono di sé.
Ma quando la tradizione nasconde la Legge, la uccide, la soffoca, Gesù reagisce
con veemenza, difende la Legge così come è uscita dal cuore di Dio.
Non lasciamoci travolgere dalle tradizioni, solo il Vangelo se letto con il cuore,
ci può aiutare a riconoscere la verità; facciamoci fatica?
Facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 9 febbraio 2020

Il Vangelo del Lunedì 10 Febbraio 2020

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
S. Scolastica, vergine.
Prima lettura dal primo libro dei Re (8,1-7.9-13)
In quei giorni, Salomone convocò presso di sé in assemblea a Gerusalemme
gli anziani d’Israele, tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per fare
salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion.
Si radunarono presso il re Salomone tutti gli Israeliti nel mese di Etanìm,
cioè il settimo mese, durante la festa.
Quando furono giunti tutti gli anziani d’Israele, i sacerdoti sollevarono l’arca
e fecero salire l’arca del Signore, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti
sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti e i levìti.
Il re Salomone e tutta la comunità d’Israele, convenuta presso di lui, immolavano
davanti all’arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano
calcolare per la quantità.
 I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nel sacrario
del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini.
Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell’arca; i cherubini, cioè,
proteggevano l’arca e le sue stanghe dall’alto.
Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposto
Mosè sull’Oreb, dove il Signore aveva concluso l’alleanza con gli Israeliti
quando uscirono dalla terra d’Egitto.
Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore,
e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube,
perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore.
Allora Salomone disse: «Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura.
Ho voluto costruirti una casa eccelsa, un luogo per la tua dimora in eterno».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (6,53-56) anno pari.
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra,
giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione,
cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze
e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo
toccavano venivano salvati.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Alla gente basta toccare il lembo del mantello di Gesù per sperimentare la sua
forza di guarigione.
Certo, non è ancora fede piena, ma intanto Gesù vuole dimostrare che quelle
guarigioni sono segno di un messaggio più grande.
Esse sono infatti simbolo di una salvezza molto più profonda, che non tocca
solo il corpo, ma anzitutto lo spirito; il Messia è colui che porta la guarigione
dal peccato, che è l’unica vera malattia mortale da cui guardarsi con attenzione.
La gente, però, non capisce e chiede una salvezza a buon mercato, immediata.
Quando Dio non esaudisce certe nostre richieste, è perché vuole che noi
capiamo che anche le malattie servono per comprendere più in profondità
il suo amore e la sua grazia.
Non sarà facile per nessuno e, solo la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 8 febbraio 2020

Il Vangelo di Domenica 9 Febbraio 2020

Della 5° Domenica del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (58,7-10)
Così dice il Signore: «Non consiste forse [il digiuno che voglio] nel dividere
il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire
uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà
fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio».
Parola di Dio.
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (2,1-5)
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero
di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza.
Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo,
e Cristo crocifisso.
 Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione.
La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi
di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché
la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16) anno A.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra;
ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?
A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra
un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul
candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre
opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Sono assolutamente d’accordo con voi.
Che stridore leggere le parole sulle beatitudini in queste settimane in cui
passiamo il tempo a spiare dal buco della serratura.
Che disagio farlo in un momento in cui tutti danno il peggio.
Dobbiamo forse rassegnarci e lasciar perdere?
Tenere la fede chiusa in una scatoletta da tirare fuori la domenica e il resto
della settimana “si salvi chi può”?
Ha senso, davvero, realisticamente, tenere nel cuore una pagina come quella
delle beatitudini e cercare di orientare la propria vita alla luce di quella Parola?
Domande spinose, certo.
Domande che si sono posti anche i primi cristiani, che hanno fatto i conti con
la fatica della quotidianità, con le incomprensioni della comunità nascente,
schiacciati fra una religiosità tradizionale totalizzante (l’ebraismo) o ininfluente
(la religione romana tradizionale) e una vita sociale e politica aggressiva e decadente.
Proprio come oggi.
Gesù vive le beatitudini che proclama.
E ci svela il volto di un Dio diverso dalle nostre paure, e di un uomo che
è all’opposto di ciò che vorremmo.
Se il mondo esalta i belli, i forti, gli arroganti, gli spregiudicati, i falsi, gli ambiziosi,
Dio ci svela che un cuore mite, sincero, fiducioso, pronto a portare le conseguenze
delle proprie azioni costruisce una nuova umanità.
Gesù, dicevamo, non esalta la sfortuna, ma proclama beati coloro che piangono
e i poveri e i perseguitati, perché proprio a loro Dio destina il suo messaggio e,
come diceva magnificamente Dostoiewskj, nella sofferenza la verità si fa più chiara.
Beati noi, se cerchiamo di imitare le scelte del Signore.
Beati noi, se non ci spaventiamo di quello che accade, beati noi se non ci lasciamo
prendere dallo sconforto perché il mare che attraversiamo è agitato e ci manca la fede.
Ma davanti alla perplessità, alla fatica di vivere questa pagina Gesù, invece di
abbassare il tiro, lo alza.
Non mette dei bemolle, non cerca compromessi.
Alza la posta in gioco; se il sale perde il sapore, con che cosa lo possiamo salare?
La fede insaporisce la vita, il Vangelo è un pizzico di sale che dona sapore a tutto il resto.
È vero; chi fra noi ha fatto esperienza della bellezza di Dio sa che la sua vita è
cambiata, che è stata illuminata dalla Parola, che vede sè e gli altri in maniera
diversa, che possiede una chiave di lettura della storia, della grande Storia e della
propria, piccola storia, innovativa; il mondo non è un susseguirsi di eventi violenti ed
inesplicabili, ma la manifestazione del grande progetto d’amore che Dio ha sull’umanità.
Ma, ammonisce Gesù, il terribile rischio è che il sale prenda umidità.
Ero molto piccolo ma l’aneddoto me lo ricordo bene.
Durante la crisi di Cuba, quando la Russia portò dei missili sull’isola e l’America instaurò
un blocco navale, per quattordici giorni il mondo fu sull’orlo della guerra nucleare.
Il nonno di un mio amico, che ben si ricordava quanto aveva patito negli anni della
guerra, prese il suo motocarro e corse a comperare una decina di quintali di sale,
che rimasero in soffitta fino a quasi tutti gli anni novanta.
Per lui l’assenza del sale era stata una sofferenza inaudita, e non voleva ripeterla.
È prezioso il sale; non per niente era dato come paga ai soldati romani, il salario, appunto.
Abbiamo ricevuto sale, sapore dal Vangelo.
Ma siamo anche chiamati, dice il Signore, a diventare sale.
La sensazione, però, è che siamo diventati insipidi.
Non c’è bisogno di molto sale per insaporire una pietanza, non abbiamo bisogno
di folle di cristiani per insaporire la società.
Non necessitiamo di molti cristiani, ma di cristiani che amino molto e che credano
in ciò che dicono.
Il dramma del nostro tempo, in occidente, è proprio quello di sperimentare un
cristianesimo senza Cristo, di una religione senza fede, di un culto senza celebrazione.
Dobbiamo pagare un prezzo alto ad un cristianesimo culturale e sociale che ancora
permea la nostra società, ma che non è più sufficiente a creare discepoli.
Un cristianesimo che si riduce ad abitudine, a tradizione, a etica, a solidarietà,
ma che non dona più sapore alla vita.
Luce sotto lo sgabello siamo diventati, timorosi di essere trasparenza di Dio,
attenti a proporci con un cristianesimo “politicamente corretto” con tutti
i distinguo e le precisazioni.
Ci vergogniamo, troppo spesso, di essere appartenenti ad una Chiesa che
presta il fianco a facili critiche ed ironie, purtroppo.
Io ne so qualche cosa amici, perciò, non vergogniamoci di essere cristiani,
ma parliamo apertamente del Signore Gesù, che ci ama, nonostante tutto.
Teniamo sempre una scorta di sale amici, che se manca sono disastri,
Santa Domenica e che sia veramente saporita, Fausto.

venerdì 7 febbraio 2020

Il Vangelo del Sabato 8 Febbraio 2020

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.
S. Giuseppina Bakhita, vergine.
Prima lettura dal libro dei Re (3,4-13)
In quei giorni, Salomone andò a Gàbaon per offrirvi sacrifici, perché ivi sorgeva
l’altura più grande. Su quell’altare Salomone offrì mille olocausti.
A Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte.
Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Tu hai trattato il tuo servo Davide, mio padre, con grande
amore, perché egli aveva camminato davanti a te con fedeltà, con giustizia e
con cuore retto verso di te.
Tu gli hai conservato questo grande amore e gli hai dato un figlio che siede
sul suo trono, come avviene oggi.
Ora, Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre.
Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi.
Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per
quantità non si può calcolare né contare.
Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo
popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo
tuo popolo così numeroso?».
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa.
Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te
molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei
tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco,
faccio secondo le tue parole.
Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te
né sorgerà dopo di te.
Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria, come
a nessun altro fra i re, per tutta la tua vita».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (6,30-34) anno pari.
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello
che avevano fatto e quello che avevano insegnato.
Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un pò».
Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il
tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.
Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi
e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché
erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Il Signore è attento alla salute dei suoi discepoli, al sovraccarico di lavoro che
può svuotarli, è attento a che abbiano del tempo per riposarsi, per stare con Lui,
per riprendere in mano la propria interiorità.
È attento e offre ristoro, uno spazio di silenzio e di interiorità che può consolare
e riempire, dare la forza di ricominciare.
E non perde le staffe quando vede la gente che già lo aspetta dall’altra parte del
lago, perché sa che sono talmente assetati di Parola e di speranza da seguire
chiunque li aiuti ad avere una Parola e una speranza.
E penso ai tanti che si sentono senza un pastore, che hanno accanto solo persone
che li usano, che non si occupano mai di loro.
Per loro, per noi, il Signore si propone come l’unico che consola, perciò,
il nostro compito è solo quello di pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.