mercoledì 10 aprile 2019

Il Vangelo del Giovedì 11 Aprile 2019


Della 5° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro della Gènesi (17,3-9)
Dal Vangelo secondo Giovanni (8,51-59) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno
osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno».
Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato.
Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola,
non sperimenterà la morte in eterno''.
Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto?
Anche i profeti sono morti.
Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla.
Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ''È nostro Dio!'',
e non lo conoscete.
Io invece lo conosco.
Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore.
Ma io lo conosco e osservo la sua parola.
Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide
e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose
e uscì dal tempio.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Conoscere Gesù non significa soltanto avere qualche notizia su di Lui o sulla
sua provenienza.
Vuol dire invece entrare in un mistero di fede e di amore che ci fa andare al di
là delle apparenze per capire la sua umanità e la sua divinità.
Per questo motivo Egli dice ai Giudei che essi non conoscono davvero Dio.
Se lo avessero conosciuto, avrebbero riconosciuto anche la verità delle parole di Gesù.
Ma ciò non avvenne.
Vi è un’ironia amara in questo brano del Vangelo.
I Giudei sono convinti di essere del tutto in regola nel rapporto con Dio e in
realtà non lo conoscono nemmeno, cioè, non hanno nemmeno mai provato
a entrare in una relazione vera con Lui.
Siamo sicuri che questo non possa avvenire anche con noi?
La convinzione di essere fedeli a Dio, non vuol dire che lo abbiamo incontrato,
magari lo pensiamo, ma in effetti ne siamo lontani come i Giudei.
Riconosciamo e crediamo nel Vangelo di Cristo, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 9 aprile 2019

Il Vangelo del Mercoledì 10 Aprile 2019


Della 5° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Daniele (3,14-20.46-50.91-92.95)
Dal Vangelo secondo Giovanni (8,31-42) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete
nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la
verità vi farà liberi».
Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati
schiavi di nessuno.
Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato
è schiavo del peccato.
Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre.
Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
So che siete discendenti di Abramo.
Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.
Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che
avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo».
Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo.
Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio.
Questo, Abramo non l’ha fatto.
Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo
padre: Dio!».
Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono
uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci sono diversi modi in cui si può intendere il concetto di libertà.
Per i Giudei, essa coincide semplicemente con un’appartenenza alla discendenza
di Abramo; per il Signore, invece, essa significa tutt’altro; la libertà si vive
veramente quando si accetta di lasciarsi ammaestrare dal Figlio di Dio, che
ci indica la via della vita.
Di fronte a queste parole, i contemporanei di Gesù si offendono e lo insultano.
Ma non si può essere veramente liberi se non vivendo in Lui, illuminati dalla
sua parola di vita.
Cos’è per noi la libertà?
Come la viviamo?
Come facciamo a capire che non ci stiamo illudendo?
L’unica maniera che abbiamo per no sbagliarci è quella di accogliere Gesù nella
nostra vita e di coltivare la nostra amicizia con Lui per mezzo dei sacramenti.
È il solo modo per vivere liberi nell’amore, senza rischiare di illuderci e di
ricevere cocenti delusioni.
Se facciamo tanta fatica, facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 8 aprile 2019

Il Vangelo del Martedì 9 Aprile 2019


Della 5° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro dei Numeri (21,4-9)
Dal Vangelo secondo Giovanni (8,21-30) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete,
ma morirete nel vostro peccato.
Dove vado io, voi non potete venire».
Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che
dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo
mondo, io non sono di questo mondo.
Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che
Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?».
Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico.
Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato
è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo».
Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora
conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo
come il Padre mi ha insegnato.
Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio
sempre le cose che gli sono gradite».
A queste sue parole, molti credettero in lui.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù ricorda a tutti la sua missione; Egli è venuto per annunciare il vero
volto di Dio, l’uomo da sempre cerca Dio, ma con fatica lo raggiunge.
Dio, allora, ha deciso di manifestarsi nell’esperienza di un popolo, Israele.
Ma anche l’alleanza con questo popolo è stata altalenante e insoddisfacente
e così, nella pienezza dei tempi, Dio si è donato in Cristo Gesù.
Non abbiamo più bisogno di cercare Dio altrove, eccolo.
Ora Gesù si fa pensieroso e osa.
Quando sarò innalzato, appeso e crocefisso, verrete tutti a me.
È vero, ma Gesù, in quel momento, non lo sa.
Si gioca la sfida finale fra luci e tenebra.
Gesù già sceglie di andare fino in fondo, di non lasciare la partita.
La posta in gioco è altissima; Gesù rischia di essere uno dei tanti crocefissi
dimenticati dalla storia.
Dio farà la stessa fine?
La Croce segnerà la definitiva fine della comprensione di Dio?
Ora, tocca a noi darci una risposta, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


domenica 7 aprile 2019

Il Vangelo del Lunedì 8 Aprile 2019


Della 5° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Daniele (13,1.915-17.19-30.33-62)
Dal Vangelo secondo Giovanni (8,12-20) anno dispari.
In quel tempo Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo;
chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua
testimonianza non è vera».
Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia
testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado.
Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado.
Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno.
E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo,
ma io e il Padre che mi ha mandato.
E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera.
Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha
mandato, dà testimonianza di me».
Gli dissero allora: «Dov'è tuo padre?».
Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me,
conoscereste anche il Padre mio».
Gesù pronunciò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio.
E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Le parole di Gesù hanno una forza e una profondità senza pari; Egli si dichiara
la luce del mondo e la sua Parola mette in fuga ogni dubbio, poiché chi lo segue
camminerà sempre nella luce e non conoscerà il buio della lontananza da Dio.
Quante idee, quante persone e quante dottrine abbiamo seguito anche noi,
nella speranza che ci dessero la luce o la pace?
E quante volte siamo rimasti delusi e a mani vuote?
Questo ci ricorda che solo uno è degno di essere seguito e solo Lui possiamo
dare tutta la nostra fiducia e il nostro amore; solo il Maestro può portarci alla
pienezza della luce, cioè alla comunione con Dio.
Non fidiamoci di tutti coloro che ci propongono altre vie facili o altri maestri;
essi sono ciechi e guide di ciechi e ci porteranno nelle tenebre.
Perciò, per non sbagliare strada, seguiamo solo il Signore attraverso la sua
Parola e la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 6 aprile 2019

Il Vangelo di Domenica 7 Aprile 2019


Della 5° Domenica di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (43,16-21)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippèsi (3,8-14)
Dal Vangelo secondo Giovanni (8,1-11) anno C.
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi.
Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui.
Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio,
la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa
in flagrante adulterio.
Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa.
Tu che ne dici?».
Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra.
Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di
voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».
E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra.
Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo.
Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono?
Nessuno ti ha condannata?».
Ed ella rispose: «Nessuno, Signore».
E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Dio non ci punisce, non abbiamo fatto nulla di male perché il Signore ci
mandi un lutto o una malattia.
Spesso l’origine del dolore siamo noi, la nostra fragilità, le nostre scelte sbagliate.
Dio non è un concorrente alla nostra felicità, non ce l’ha con noi, non dobbiamo
allontanarci da Lui per realizzarci.
Dio non è un padre/padrone da tenere buono con mille devozioni e mille preghiere.
Dio è un padre che ci aspetta, che ci rispetta, che ci lascia fare i percorsi e le
esperienze della vita sperando di non perderci.
Dio è un padre buono che dà del pane al figlio che gliene chiede, che fa
piovere sui giusti e sui malvagi.
Ci basta per convertirci? Non ancora?
Ascoltiamo la storia dell’adultera, allora.
A Gesù viene intessuta una trappola straordinaria, ammettiamolo.
Una donna (non ha nome, gli accusatori non la conoscono, è solo una) viene
colta in flagrante adulterio (e il fedifrago che era con lei? Non c’è, ovvio.
maschilismo assoluto venduto per giustizia) ed è portata davanti al falegname
divenuto Rabbì.
Mosè ha prescritto che donne come “quella” vanno lapidate, (forse Mosè non
aveva nessuna colpa, ancora oggi nei paesi islamici lo fanno, e loro non hanno
conosciuto Mosè; ma anche al giorno d’oggi, qui tra noi cristiani queste cose
succedono, nulla da stupirsi!), le donne vengono uccise in modo che sia chiaro
a tutti (alle donne soprattutto) che è meglio restare fedeli e sottomesse.
Gesù, spiegaci Tu; cosa dobbiamo fare?
Trappola splendida, davvero.
È il Sinedrio che l’ha condannata a morte, quando la pena di morte è
riservata ai romani.
Gesù si schiererà con l’oppressore?
O riconoscerà il giudizio illegittimo del Sinedrio?
È Mosè che ha prescritto la condanna a morte; oserà contraddire una
legge divina l’anarchico falegname?
La condannerà, come dice Mosè, e il padre misericordioso si ritirerà in
buon ordine per lasciar spazio al Dio giudice?
Una trappola splendida, non c’è che dire.
A quel punto, Gesù si china e riflette.
Fa ciò che loro non vogliono fare, compie ciò che ogni legge, ogni giudizio
(anche religioso) deve fare; chinarsi, cioè piegarsi nell’umiltà e riflettere.
Scrive, ora, il Nazareno.
Scrive sul selciato del Tempio, sulla pietra.
La legge scritta nella pietra con le parole stesse di Dio, incise a fuoco e
consegnata a Mosè è stata tradita, svilita, asservita a costumi e tradizioni
solo umane, piccole e meschine.
Sì, questa donna ha tradito il marito.
Ma il popolo di Israele ha tradito lo spirito autentico della Legge.
Richiama all’essenziale, il figlio di Dio, riscrive sulla pietra la legge che
gli uomini hanno adattato e stravolto.
Tutti tacciono, ora.
Gesù, la Parola, parla.
Avete ragione; ha sbagliato.
Fate bene ad ucciderla, occorre essere inflessibili per salvare la Legge.
Però prima chiedo; nessuno di voi sbaglia, tutti siete migliori, a nessuno di
voi capiterà di fare lo stesso sbaglio?
Bravi. Ed allora: “Il primo che non ha sbagliato lanci per primo la pietra”.
Tutti tacciono, Gesù riprende a scrivere la Legge.
E ora la legge si incide nei cuori.
Già, ha ragione il Rabbì.
Se ragioniamo sempre col codice in mano chi si salva?
Se ci accusiamo gli uni gli altri chi sopravvive?
Tutti se ne vanno, ad uno ad uno.
Le pietre restano in terra.
Gesù, ora, è fintamente stupito.
Dove sono tutti?
Lui, l’unico senza peccato, l’unico che potrebbe a ragione scagliare la
pietra, non lo fa.
Chiede solo alla donna di guardarsi dentro, di recuperare dignità,
di volersi più bene.
Gesù non giustifica, né condanna, invita ad alzare lo sguardo, ad andare
oltre, a guardare col cuore la fragilità dell’altro e scoprirvi–riflessa–la propria.
No, Dio non giudica.
Ci giudicano la vita, la società, il datore di lavoro, noi stessi.
Tutti ci giudicano, Dio no. Dio ama, e basta.
E questa donna viene liberata.
Salvata dalla lapidazione, è ora salvata dalla sua fragilità.
Una sola cosa raccomanda alla donna e a noi: “Non peccare più” l’unica
cosa che ci raccomanda Gesù.
Siamo un popolo di perdonati
Chiesa, amata Chiesa, fatta di perdonati, non di giusti.
Chiesa abitata da gente che sa perdonare perché perdonata, che giudica con
amore, senza ferire, guardando avanti, che indica una strada, non un tribunale.
Quando vivremo del perdono che ci riempie il cuore diverremo trasparenza di
Dio per l’uomo contemporaneo che cerca, nel suo profondo, amore e luce in
una società che ama solo i bravi e i giusti e dimentica la verità della nostra fragilità.
È un fiume in piena l’incontro con Dio, che fa guardare avanti, come
profetizza il profeta Isaia.
Senza guardare indietro, i deportati di Babilonia sono invitati a guardare avanti.
Profezia per la Chiesa ripiegata su se stessa, intenta a difendere privilegi e
posizioni, sempre impegnata a proteggersi dal mondo esterno invece che a
lasciarsi scuotere dallo Spirito.
Profezia per l’uomo che cerca e che è ferito dalla vita, invito a guardare avanti,
a credere in una vita diversa, come fa la povera donna adultera che incontra
l’infinito sguardo di Dio.
Tutto il resto, ci provoca Paolo, è spazzatura, perdita, di fronte alla
conoscenza di Cristo.
Ci basta? Speriamo di sì, amici!
Santa Domenica del perdono, Fausto.


venerdì 5 aprile 2019

Il Vangelo del Sabato 6 Aprile 2019


Della 4° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (11,18-20)
Dal Vangelo secondo Giovanni (7,40-53) anno dispari.
In quel tempo, all'udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui
è davvero il profeta!».
Altri dicevano: «Costui è il Cristo!».
Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea?
Non dice la Scrittura: "Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio
di Davide, verrà il Cristo"?».
E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.
Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi
dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?».
Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!».
Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi?
Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei?
Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro,
disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e
di sapere ciò che fa?».
Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea?
Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».
E ciascuno tornò a casa sua
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È impossibile restare indifferenti di fronte alla persona di Gesù.
Persino le guardie inviate per arrestarlo ne restano affascinati; eppure i
farisei non fanno altro che maledire la presunta ignoranza di chi si lascia
conquistare dal Cristo e dalla sua persona.
Non c’è nulla di peggiore, nei confronti di Dio, della presunzione e della
convinzione di saperne più di Lui.
I farisei, in fondo, erano convinti di conoscere perfettamente la Scrittura,
per cui non erano disposti ad accogliere qualsiasi altra proposta di Dio che
non entrasse nei loro schemi.
È davvero triste considerare come anche noi, spesso, ci comportiamo così.
Io per fortuna no; ogni anno vado a fare almeno 4 o 5 incontri spirituali per
poter alimentare la mia conoscenza del Signore.
Perciò, accettiamo che Dio ci parli e intervenga nella nostra vita, e non noi
a dettare le condizioni.
Solo così, saremo in grado di riconoscere la sua azione salvifica nella nostra
vita, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 4 aprile 2019

Il Vangelo del Venerdì 5 Aprile 2019


Della 4° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro della Sapienza (2,0a.12-22)
Dal Vangelo secondo Giovanni (7,1-2.10.25-30) anno dispari.
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più
percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne.
Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente,
ma quasi  di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che
cercano di uccidere?
Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla.
I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo?
Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno
saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete
e sapete di dove sono.
Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi
non lo conoscete.
Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui,
perché non era ancora giunta la sua ora.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Nonostante le pretese e le convinzioni, i Giudei non conoscono veramente Dio.
Questo dice Gesù, e la loro reazione è ovviamente violenta e aggressiva
nei suoi confronti.
Perché quest’affermazione di Cristo?
Eppure i Giudei conoscevano bene le Scritture e la legge mosaica; ma quello che
Gesù vuol dire loro è che hanno di Dio una conoscenza puramente intellettuale.
Cioè, conoscono la Parola di Dio, ma non riescono a comprendere che essa
si attualizza e raggiunge il suo compimento nella sua persona.
Senza questo passaggio fondamentale, tale parola rimane vuota e senza senso.
Essi, però, rifiutano quest’affermazione di Gesù.
Se non facciamo entrare Gesù nella nostra vita e non ci decidiamo a incontrarlo
seriamente, anche le nostre presunte devozioni o frequentazioni più o meno assidue
della nostra parrocchia, rimangono fatti vuoti e senza nessun significato per noi.
Perciò, non imitiamo i Giudei, ma piuttosto, attraverso la nostra preghiera,
facciamo entrare veramente il Signore nel nostro cuore.   
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.