venerdì 3 agosto 2018

Il Vangelo del Sabato 4 Agosto 2018


Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (26,11-16.24)
Dal Vangelo secondo Matteo (14,1-12) anno pari.
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù.
Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista.
È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare
in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo.
Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!».
Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo
considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico
e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello
che avesse chiesto.
Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa
di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che
le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione.
La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la
portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono
e andarono a informare Gesù.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ovviamente, la morte di Giovanni il Battista non avviene per caso; essa non
è nemmeno causata dall’ipocrisia di Erode o dalla malvagità di Erodiade;
tutt’al più, essi sono lo strumento di un destino che deve compiersi e che
ha come oggetto la persona stessa del profeta.
Egli, per il fatto di dire le parole di Dio, è già condannato all’incomprensione,
alla condanna e spesso persino alla morte.
Se questo vale per tutti i profeti, vale a maggior ragione per colui che è il
Precursore, cioè la figura più prossima al Messia.
Dopo di lui, infatti, il destino si compirà per Gesù di Nàzareth, ultima e
definitiva parola del Padre, rigettata dal suo popolo ma accolta da tutti
coloro che gli hanno aperto il cuore.
E noi, a quale delle due categorie pensiamo di appartenere?
Speriamo a quelli che hanno aperto il cuore al Signore, se abbiamo dei dubbi,
facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 2 agosto 2018

Il Vangelo del Venerdì 3 Agosto 2018


Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (26,1-9)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,54-58) anno pari.
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga
e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa
sapienza e i prodigi?
Non è costui il figlio del falegname?
E sua madre, non si chiama Maria?
E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
E le sue sorelle, non stanno tutte da noi?
Da dove gli vengono allora tutte queste cose?».
Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua
patria e in casa sua».
E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È veramente difficile per Dio portare la salvezza e la liberazione lì dove
c’è solo indifferenza ed ostilità.
Ma a questo si aggiunge anche il dolore di essere rifiutato proprio da coloro
dai quali si aspetterebbe un’accoglienza ed un’apertura incondizionata.
Purtroppo, nemmeno Gesù viene risparmiato da un trattamento simile e
Matteo sottolinea il fatto che essi addirittura si scandalizzavano di Lui.
Gesù era cioè per loro un ostacolo che non permetteva di vivere la vera
fede nel Dio dei loro padri.
Essi ciechi ed ottusi, si precludono da soli la possibilità di essere destinatari
principali della benevolenza di Dio.
Facciamo molta attenzione affinchè anche noi non ci troviamo a fare
il loro stesso errore impedendo a Gesù di fare meraviglie per noi.
Per non sbagliare il nostro cammino, preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 1 agosto 2018

Il Vangelo del Giovedì 2 Agosto 2018


Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (18,1-6)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,47-53) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile
a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci.
Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono
i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.
Così sarà alla fine del mondo.
Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella
fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?».
Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli,
è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù dice un particolare importante; la Chiesa, nuovo popolo di Dio, raccoglie
tutti gli uomini, senza distinzione di sesso o di razza.
Buoni e cattivi, santi e peccatori; c’è davvero posto per tutti!
La scelta riguardante chi è degno e chi non lo è di far parte del regno dei cieli
dipende da Dio stesso.
Dunque, nessuno ha il diritto di escludere nessuno; l'intimo del cuore è
conosciuto soltanto dal Signore, il quale darà a ciascuno secondo le sue opere.
A noi il compito di amare e di usarci vicendevole misericordia, poiché in essa
si distinguono i veri discepoli di Gesù.
Coloro che troppo facilmente sentenziano riguardo la dannazione del prossimo
non hanno conosciuto lo stile e il comportamento del Maestro, il quale vuole
che tutti si salvino.
Per questo non dobbiamo mormorare nei confronti dei fratelli, ma piuttosto,
guardare a noi stessi se siamo degni dell’amore del Signore aiutandoci
con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

martedì 31 luglio 2018

Il Vangelo del Mercoledì 1 Agosto 2018


Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
S. Alfonso Maria de Liguori, vescovo e dottore della Chiesa.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (15,10.16-21)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-46) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a
un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va,
pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle
preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi
e la compra».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Le due parabole sottolineano la decisione del contadino e del mercante di
vendere ogni cosa per puntare tutto sul tesoro che hanno scoperto.
Nel primo caso, si tratta di un contadino che casualmente lo trova nel campo
dove sta lavorando.
Non essendo di sua proprietà, deve acquistare il campo se vuole entrare in
possesso del tesoro.
Di qui la decisione di rischiare tutti i suoi averi per non perdere questa
occasione davvero eccezionale.
Nella seconda parabola un mercante, da esperto conoscitore, ha individuato
una perla di raro valore.
Anche lui decide di puntare tutto su quella perla, al punto da vendere
tutte le altre.
Di fronte a queste scoperte inaspettate, la scelta è chiara e decisa; si tratta di
vendere tutto quello che si possiede per un guadagno enormemente superiore.
Il regno dei cieli vale questo sacrificio.
Del resto, quante altre volte siamo pronti a vendere tutto pur di possedere
quello che ci interessa?
Il problema è se davvero ci interessa il Signore e la sua amicizia, e se riusciamo
a comprendere la gioia e la pienezza di vita che ci viene inaspettatamente
presentata, come fu per quel contadino e per quel mercante.
Perciò, se ci interessa davvero l’amicizia del Signore, qualche volta dobbiamo
fare qualche sacrificio, non sarà facile, ma abbiamo la preghiera che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 30 luglio 2018

Il Vangelo del Martedì 31 Luglio 2018


Ecco amici, ritornato il rompiscatole dopo varie vicissitudini, chiusura del 
mio profilo da facebook, il traslocco, e per finire dover aspettare più di un 
mese per spostare la linea dalla vecchia alla nuova abitazione, 
che volete, questa è la vita.
Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
S. Ignazio di Loyola, sacerdote.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (14,17b-22)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,36-43) anno pari.
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si
avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo.
Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno.
La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo.
La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli.
Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà
alla fine del mondo.
Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo
regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno
nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro.
Chi ha orecchi, ascolti!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La conclusione di questo brano è davvero provocatoria.
Gesù invita i suoi ascoltatori ad attrezzarsi di una capacità di ascolto
particolare, per capire il senso della parabola della zizzania.
Questo significa che in essa vi è un insegnamento profondo che può essere
capito soltanto nell’ascolto della Parola di Gesù.
Il messaggio è chiaro; non ci si deve far prendere né dalla fretta né saltare
subito a conclusioni che potrebbero trarci in inganno.
L’azione di Dio nella vita degli uomini è sempre in atto, anche se non
è appariscente.
Proprio per questo è particolarmente efficace; essa non è disturbata dal rumore
ma continua ad agire nel cuore di chi crede nel suo amore e nella sua potenza.
Spesso è necessario rinunciare alla scienza umana per lasciare a Dio spazio
per agire in noi con la sua sapienza, non sempre è facile, solo la preghiera
ci può aiutare per questo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, alleluia Fausto.

venerdì 8 giugno 2018

Il Vangelo del Sabato 9 Giugno 2018


Della 9° settimana del Tempo Ordinario.
Cuore Immacolato della beata Vergine Maria.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (61,9-11)
Dal Vangelo secondo Luca (2,41-51) anno pari.
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa.
Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù
rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi
si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato,
tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre
li ascoltava e li interrogava.
E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza
e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai
fatto questo?
Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate?
Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso.
Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Per fare la volontà di Dio, non è necessario comprenderla subito.
L’episodio evangelico infatti, ci presenta Giuseppe e Maria smarriti e confusi
di fronte alla parola del Figlio essi non commentano né replicano nulla,
perché sanno di trovarsi di fronte a un mistero più grande di loro.
Ma ciò che è davvero importante è che il cuore diventi luogo nel quale i
misteri di Dio possano trovare casa; è quanto succede nel Cuore di Maria.
La Madre offre all'Altissimo la piena disponibilità del suo cuore, per
questo essa entra pienamente nel mistero dell’amore che si fa carne nella
persona del suo Figlio.
Anche noi, se lo vogliamo, possiamo vivere la stessa esperienza della
Madonna; offriamo a Dio la nostra disponibilità, senza paura, se non
comprendiamo tante cose dei suoi piani; presto tutto diverrà chiaro e noi
potremo gioire nel nostro cuore.
Non è facile, ma abbiamo la preghiera che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.


giovedì 7 giugno 2018

Il Vangelo del Venerdì 8 Giugno 2018


Della 9° settimana del Tempo Ordinario.
Sacratissimo Cuore di Gesù.
1° Lettura dal libro del profeta Osèa (11,1.3-4.8c-9)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (3,8-12.14-19
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,31-37) anno pari.
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla
croce durante il sabato–era infatti un giorno solenne quel sabato–, chiesero
a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano
stati crocifissi insieme con lui.
Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,
ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che
dice il vero, perché anche voi crediate.
Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato
alcun osso».
E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui
che hanno trafitto».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Tante mistiche hanno potuto contemplare, baciare e addirittura abbeverarsi
all’acqua preziosa che fluì dal sacratissimo costato di Gesù Cristo; in quel
cuore vi è ogni delizia e ogni realizzazione per ciascuno.
In esso non vi è giudizio o condanna, ma solo amore dolce, che non si impone
con alterigia ma si propone.
Gesù, mite e umile, invita anche noi ad accostarsi al suo Cuore per imparare
da Lui cosa sia davvero essenziale nella vita.
Quanto più staremo stretti a quel Cuore e quanto meno cercheremo di staccarcene,
tanto meno avremo bisogno di altro.
Anche noi, per mezzo della fede, possiamo accostarci a quel sacro costato e
contemplare il Cuore che ci ha amato così tanto da lasciarsi trafiggere per noi;
viviamo perciò nella continua riconoscenza attraverso la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.