venerdì 21 aprile 2017

Il Vangelo del Sabato 22 Aprile 2017

Ottava di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (4,13-21)
Dal Vangelo secondo Marco (16,9-15) anno dispari.
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù
apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva
scacciato sette demòni.
Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui
ed erano in lutto e in pianto.
Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei,
non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro,
mentre erano in cammino verso la campagna.
Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non
credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola,
e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore,
perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto.
E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate
il Vangelo a ogni creatura». 
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’evangelista Marco, dando un riassunto delle apparizioni di
Gesù Risorto, dice che, tanto alla testimonianza di
Maria Maddalena quanto a quella dei discepoli di Emmaus,
gli apostoli non vollero credere.
Si tratta di una resistenza alla fede che a volte si annida
anche in noi.
Siamo fatti per la gioia, tuttavia la tentazione è spesso quella
di chiuderci nelle nostre tristezze, travolti dal “quì e ora” delle
preoccupazioni del momento non pienamente investite da quel
motivo forte di gioia che è la fede in Gesù Risorto.
Il cuore intristisce e non sa più amare, invece di lanciarsi con
fede e abbandono in Gesù crocifisso e risorto.
Affinchè la fede si esprima nella franchezza dell’annuncio,
occorre apertura, intuizione, intelligenza, virtù, fiducia, amore
e molta volontà, lavoro e perseveranza.
Sono troppe le cose che servono per aprirci all’annuncio, vero?
Non credo, se ci mettiamo il cuore e la preghiera, tutto
diventa più facile.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

giovedì 20 aprile 2017

Il Vangelo del Venerdì 21 Aprile 2017

Ottava di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (4,1-12)
Dal Vangelo secondo Giovanni (21,1-14) anno dispari.
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul
mare di Tiberìade.
E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro,
Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea,
i figli di Zebedèo e altri due discepoli.
Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare».
Gli dissero: «Veniamo anche noi con te».
Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non
presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli
non si erano accorti che era Gesù.
Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?».
Gli risposero: «No».
Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra
della barca e troverete».
La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande
quantità di pesci.
Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!».
Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste
attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare.
Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando
la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se
non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del
pesce sopra, e del pane.
Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora».
Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete
piena di centocinquantatré grossi pesci.
E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.
Gesù disse loro: «Venite a mangiare».
E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?»,
perché sapevano bene che era il Signore.
Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.
Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo
essere risorto dai morti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù il Signore chiama i suoi più cari amici con un
appellativo pieno di tenerezza e d’amore; figlioli.
Egli li considera come figli, partoriti sul Calvario e nutriti
con il suo corpo durante l’Ultima Cena.
Per questo, il Cristo fa ciò che ogni buona madre fa con
i suoi figli; prepara loro da mangiare.
Proprio in quel contesto così familiare e amichevole,
i discepoli vedono ancora una volta la rivelazione della
potenza del Cristo risorto.
Gesù riserva anche a noi quest’appellativo pieno d’amore;
ci chiama figli tutte le volte che noi lo riceviamo
nell’Eucaristia e tutte le volte che ci facciamo lavare
dal peccato con la sua grazia.
Dunque, non abbiamo il diritto di dire che Egli non si
ricorda di noi, oche abbia altro a cui pensare quando si soffre.
Egli è la nostra madre premurosa che ci protegge e ci nutre.
Purtroppo invece, siamo sempre noi che ci allontaniamo
da Lui, perciò, se vogliamo sentirlo vicino, rimaniamo
attaccati a Lui con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

mercoledì 19 aprile 2017

Il Vangelo del Giovedì 20 Aprile 2017

Ottava di Pasqua. 
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (At 3,11-26)
Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48) anno dispari.
In quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus
narravano ciò che era accaduto lungo la via e come
l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona
stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.
Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono
dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!
Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa,
come vedete che io ho».
Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni
di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese
e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando
ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose
scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».
Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e
disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai
morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a
tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati,
cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni». 
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’evangelista Luca vuole trasmettere quest’idea fondamentale;
pur essendo risorto, Gesù è sempre lo stesso.
Egli non è un fantasma o qualche personaggio misterioso
venuto dal regno dei morti; è sempre Lui, il Signore.
Per questo Egli si ferma a conversare affabilmente con i suoi
e mangia persino con loro.
Però, è anche il Cristo risorto, il vivente; è Colui che ha vinto
la morte e che ci rende partecipi della sua sua vita immortale.
Per questo, apre la mente degli apostoli all’intelligenza delle
Scritture; essi devono capire che tutto quello che è successo
era stato già predetto dai profeti.
Dunque, la risurrezione di Gesù rappresenta l’apice della
rivelazione di Dio, la manifestazione del suo mistero di salvezza.
Gli apostoli, di questa rivelazione, diverranno fedeli custodi.
E noi, siamo in grado di credergli senza apparizioni eclattanti?
Spero proprio di si, se facciamo fatica, aiutiamoci con la
preghiera per riuscirci meglio.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

martedì 18 aprile 2017

Il Vangelo del Mercoledì 19 Aprile 2017

Ottava di Pasqua.
1°Lettura dagli Atti degli Apostoli (3,1-10)
Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35) 
Ed ecco, in quello stesso giorno, , due erano in cammino
per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici
chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto
quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona
si avvicinò e camminava con loro.
Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state
facendo tra voi lungo il cammino?».
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa,
gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme!
Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
Domandò loro: «Che cosa?».
Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu
profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto
il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno 
consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso.
Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele;
con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose
sono accadute.
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate
al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono
venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali
affermano che egli è vivo.
Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come
avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che
hanno detto i profeti!
Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare
nella sua gloria?».
E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte
le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece
come se dovesse andare più lontano.
Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno
è ormai al tramonto».
Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione,
lo spezzò e lo diede loro.
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.
Ma egli sparì dalla loro vista.
Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore
mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci
spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove
trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali
dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!».
Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano
riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La scena di Emmaus ha qualcosa di straordinariamente familiare e intimo.
Dopo il momento della catechesi e dell’approfondimento, è il
momento della convivialità di stare a tavola insieme.
Clèopa e il suo amico si rendono conto che proprio in quella intimità
familiare Dio si manifesta; i loro occhi si aprono e tutte le parole del
misterioso pellegrino assumono il loro pieno significato.
Se vogliamo incontrare Gesù, non dobbiamo andare a cercarlo chissà dove.
È sufficiente guardare meglio nella nostra nostra quotidianità e nella
semplicità familiare delle cose che facciamo tutti i giorni; lo troveremo
lì ad attenderci.
Egli si lascia trovare proprio nell’ordinarietà e nelle pieghe della
nostra giornata; allora sperimenteremo l’intima gioia di accogliere
nella nostra casa Colui che ci ama con tenerezza.
Perciò, non dobbiamo cercare come matti per trovare il Signore, è più
vicino di quanto crediamo, dobbiamo solo riconoscerlo, ma se non ci
riusciamo, aiutiamoci con la preghiera e la fede solo così
sapremo riconoscerlo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

lunedì 17 aprile 2017

Il Vangelo del Martedì 18 Aprile 2017

Fra l'Ottava di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (2,36-41)
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,11-18) anno dispari.
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva.
Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in
bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi,
dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?».
Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva
che fosse Gesù.
Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».
Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore,
se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!».
Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!»-che significa: «Maestro!».
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al
Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: “Salgo al Padre mio
e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il
Signore!» e ciò che le aveva detto.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Maria di Màgdala non aveva un passato di cui vantarsi e, per di più,
la testimonianza di una donna non valeva affatto.
Eppure, Gesù decide di apparire proprio a lei.
Quanto more affettuoso ci dev'essere stato nell'intonazione della
voce di Gesù, quando ha pronunciato il nome di Maria.
Ella riconosce il Maestro e si getta ai suoi piedi, con riconoscenza e amore.
Chissà con quanto amore Gesù pronuncia il nostro nome ogni giorno!
Il problema, forse, è che noi non rispondiamo con la stessa gioia
e riconoscenza della Maddalena. Distratti come siamo da mille cose,
non abbiamo il coraggio di fermarci un attimo per
ascoltare la voce di Colui che, nel profondo del nostro cuore, ci parla
e ci rivolge parole di salvezza. Proviamo ad ascoltarlo un po' di più,
ed anche noi faremo l'esperienza gioiosa della Maddalena.
Sicuramente per tutti noi non sarà facile, ed allora aiutiamoci con
la preghiera se vogliamo riuscirci.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

domenica 16 aprile 2017

Il Vangelo del Lunedì 17 Aprile 2017

Fra l'Ottava di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (2,14.22-33)
Dal Vangelo secondo Matteo (28,8-15) anno dispari.
In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia
grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!».
Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono.
Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei
fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città
e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto.
Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati,
diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così:
“I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre
noi dormivamo”.
E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo
persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione».
Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute.
Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Nemmeno la luce del Risorto può entrare nei cuori e nelle vite di
coloro che non vogliono accoglierlo.
Nonostante tutto l'accaduto, i giudei e i soldati romani continuano
a sostenere una patetica commedia pur di non ammettere l'evidenza.
Certe volte ci chiediamo come mai Dio non intervenga con un
miracolo o un segno forte nella vita di tante persone; in fondo,
pensiamo spesso, un miracolo o un segno del genere potrebbe
scuotere la coscienza.
Invece, se Dio non lo fa è semplicemente perché egli sa che ciò
sarebbe perfettamente inutile, anzi, aumenterebbe ancora di più
la loro responsabilità.
Nessuno può forzare il cuore di chi ha già deciso di non dare spazio
alla salvezza di Gesù.
Essi si autocondannano a essere esclusi dalla sua amicizia.
Ed allora, per non essere esclusi anche dall’amicizia del Signore,
crediamo senza vedere aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


sabato 15 aprile 2017

Il Vangelo di Domenica 16 Aprile 2017

Domenica di Pasqua - Risurrezione del Signore.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (10,34a.37-43)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (3,1-4)
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-99 anno A.
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro
di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata
tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che
Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro
e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di
Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro
e osservò i teli posati là, e il sudario–che era stato sul suo capo–non
posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro,
e vide e credette.
Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli
doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Faticano a riprendere il fiato, le donne, e Pietro e Giovanni le guardano,
gli occhi gonfi dalla notte insonne, i sensi tesi dalla paura di essere scoperti.
Raccontano, confuse, di pietre ribaltate, di visioni di angeli.
Lui non c'è più, dicono.
Pietro e Giovanni si guardano, Pietro e Giovanni si guardano, è un attimo,
storie di donnette emotivamente fragili, e ci mancherebbe.
Ma trovano il coraggio ed escono.
Prima lentamente, poi sempre più in fretta.
Poi corrono.
Ma che succede oggi?
Commentano i commercianti vedendo due uomini correre nei vicoli.
Escono dalla porta a Ovest, arrivano al giardino, si affacciano alla
porta della tomba scavata nella roccia Pietro entra, Giovanni si affaccia
solo a guardare.
No, non c'è, non c'è davvero.
Vede il telo afflosciato, la mentoniera, e crede.
Anche noi abbiamo bisogno di vedere per credere?
Spero proprio di no.
Ed allora Alleluia, Cristo è Risorto, preghiamo e facciamo festa.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Santa Pasqua Fausto.