sabato 27 aprile 2024

Il Vangelo di Domenica 28 Aprile 2024

 

Della 5° settimana di Pasqua.

San Luigi Maria Grignion de Montfort, sacerdote.

Prima lettura.

Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante

il viaggio Paolo aveva visto il Signore.

Dagli Atti degli Apostoli (9,26-31)

In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme,

cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti

avevano paura di lui, non credendo che

fosse un discepolo.

Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse

dagli apostoli e raccontò loro come, durante

il viaggio, aveva visto il Signore che gli

aveva parlato e come in Damasco aveva

predicato con coraggio nel nome di Gesù.

Così egli poté stare con loro e andava e

veniva in Gerusalemme, predicando

apertamente nel nome del Signore.

Parlava e discuteva con quelli di lingua

greca; ma questi tentavano di ucciderlo.

Quando vennero a saperlo, i fratelli lo

condussero a Cesarèa e lo fecero partire

per Tarso.

La Chiesa era dunque in pace per tutta

la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si

consolidava e camminava nel timore

del Signore e, con il conforto dello

Spirito Santo, cresceva di numero.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 21 (22)

 

Ripetiamo. A te la mia lode,

Signore, nella grande assemblea.

 

Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

I poveri mangeranno e saranno saziati,

loderanno il Signore quanti lo cercano;

il vostro cuore viva per sempre! R.

 

Ricorderanno e torneranno al Signore

tutti i confini della terra;

davanti a te si prostreranno

tutte le famiglie dei popoli. R.

 

A lui solo si prostreranno

quanti dormono sotto terra,

davanti a lui si curveranno

quanti discendono nella polvere. R.

 

Ma io vivrò per lui, lo servirà la

mia discendenza.

Si parlerà del Signore alla generazione

che viene; annunceranno la sua giustizia;

al popolo che nascerà diranno:

«Ecco l'opera del Signore!». R.

 

Seconda Lettura

Questo è il suo comandamento:

che crediamo e amiamo.

Dalla prima lettera di san Giovanni

apostolo (3,18-24)

Figlioli, non amiamo a parole né con la

lingua, ma con i fatti e nella verità.

In questo conosceremo che siamo dalla

verità e davanti a lui rassicureremo il

nostro cuore, qualunque cosa esso

ci rimproveri.

Dio è più grande del nostro cuore

e conosce ogni cosa.

Carissimi, se il nostro cuore non ci

rimprovera nulla, abbiamo fiducia in

Dio, e qualunque cosa chiediamo, la

riceviamo da lui, perché osserviamo

i suoi comandamenti e facciamo

quello che gli è gradito.

Questo è il suo comandamento: che

crediamo nel nome del Figlio suo

Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli

altri, secondo il precetto che ci ha dato.

Chi osserva i suoi comandamenti rimane

in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo

che egli rimane in noi: dallo Spirito

che ci ha dato.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Rimanete in me e io in voi, dice il

Signore; chi rimane in me porta

molto frutto. (GV 15,4a.5b)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno B.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Io sono la vite vera e il Padre mio

è l’agricoltore.

Ogni tralcio che in me non porta frutto,

lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto,

lo pota perché porti più frutto.

Voi siete già puri, a causa della parola

che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi.

Come il tralcio non può portare frutto

da se stesso se non rimane nella vite,

così neanche voi se non rimanete in me.

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane

in me, e io in lui, porta molto frutto,

perché senza di me non potete far nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via

come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,

lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole

rimangono in voi, chiedete quello che

volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio:

che portiate molto frutto e diventiate

miei discepoli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù vuole fortemente svelare il vero volto

del Padre, non fonda una religione fatta di

misteri, non fa delle cose di Dio un

privilegio per pochi istruiti; parla di

pesce ai pescatori, di pecore ai pastori,

di vite ai vignaioli.

Parole semplici, chiare, illuminanti,

esempi presi dalle vicende quotidiane

per spiegare l’assoluto di Dio.

I poveri capiscono, gli umili, gli illetterati.

Coloro che hanno il cuore trasparente

(o trafitto), un cuore che sente il bisogno

di essere riempito, amato, consolato.

Anche nel suo modo di parlare, Gesù

appare come un appassionato, rispettoso

dei nostri limiti, attento alla nostra sensibilità.

Così accade ancora oggi, amici; Dio ci

parla attraverso le cose quotidiane.

Gesù è il pastore bello che ci conduce ai

pascoli erbosi, gli stiamo davvero a

cuore, non come i pastori a pagamento

che appena vedono il pericolo scappano

a gambe levate.

E proprio perché ci ama, oggi, nella

splendida parabola della vigna, ci

suggerisce tre atteggiamenti.

Affinché la vite porti frutto occorre

potarla; il tralcio, accorciato nel punto

giusto, concentra tutte le sue energie

nel futuro grappolo d’uva.

Ma il tralcio non capisce cosa sta

succedendo, mentre la lama lo taglia,

facendolo soffrire.

La vita ci pota in abbondanza; delusioni,

fatiche, malattie, periodi ‘giù’; è piuttosto

inevitabile e lo sappiamo anche se ci

ribelliamo, ci intristiamo, fuggiamo il

dolore e la correzione.

L’uomo non accetta la fatica e il fallimento

inevitabili nel nostro essere finiti, limitati,

segno questo della sua dignità, della sua

natura immortale che lo spinge ad andare oltre.

Come viviamo le potature della vita?

Il Signore ci invita a viverle nel positivo,

come occasione, come possibilità.

Certo, lo scrivo e ne sono perplesso;

quanto amor proprio devo mettere da

parte, quanta pazienza esercitare, quanto

equilibrio mettere in atto per non

scoraggiarmi e deprimermi, per non

offendermi e prendermela con Dio!

Eppure, è un tragitto obbligato;

l’accettazione serena (mai rassegnata!)

delle contraddizioni della vita concentra

la linfa vitale della mia vita in luoghi e

situazioni inattesi e con

risultati-credetemi-davvero sorprendenti.

Animo, allora, le potature sono necessarie,

così come la grande e dolorosa potatura

degli apostoli, ribaltati come guanti,

masticati dalla croce, li ha resi davvero

apostoli maturi e riflessivi, capaci di

annuncio e di martirio e non solo entusiasti

e immaturi seguaci di una folgorante

esperienza mistica.

La linfa che alimenta la nostra vita è la

presenza del Maestro Gesù che abbiamo

scelto come pastore.

Nient’altro ci può dare forza, serenità,

luce, gioia e pace nel cuore.

Solo restando ancorati a Lui possiamo

portare frutti, crescere, fiorire.

Senza di Lui, niente.

Orientiamo con forza e gioia, continuamente,

la nostra strada verso la pienezza del Vangelo.

Gesù ci chiede di dimorate, di rimanere, di stare.

Non come frequentatori casuali, ma come

assidui frequentatori della sua Parola.

Gesù ci chiede di dimorare in Lui.

Dimora, non andare ad abitare altrove,

resta qui accanto al Maestro.

Dimora, nel più profondo del tuo cuore

lascia che il silenzio ti faccia raggiungere

dall’immensa tenerezza di Dio.

Senza di me non potete fare nulla, dice Gesù.

Cerchi la gioia?

Cercala in Dio, vivila in Lui, stagli unito,

incollato, come il tralcio alla vite.

La linfa vitale proviene da Lui e da Lui solo

e da questa unione scaturisce l’amore.

I cercatori di Dio che si sono fatti discepoli

del Nazareno non hanno il futuro assicurato,

né la loro vita è esente da fragilità e peccato,

né vengono risparmiati dalle prove che la

vita (non Dio!) ci presenta.

I discepoli del Signore hanno capito che

la vita è fatta per imparare ad amare e

prendono Lui, il Nazareno, come

modello e fonte dell’amore.

E dimorano.

Dio è contento se portiamo frutti, come

un papà orgoglioso per il proprio bambino,

così Dio con me.

Gesù ribalta la nostra (brutta) visione di

Dio; Dio non è un paranoico invidioso

della nostra libertà, che vuole onore e

rispetto, solitario e nevrotico dittatore divino.

Dio vuole che cresciamo, che fioriamo,

che portiamo frutti.

Frutti d’amore che maturiamo

diventando discepoli.

La linfa dell’amore sgorga potente nel

cuore di Barnaba, il figlio della consolazione.

Figura di spicco della primitiva comunità,

manifesta l’amore andando a soccorrere

il neoconvertito Saulo.

Tutti lo temono (la sofferenza è dura.

Ma la sofferenza subita per causa della

Chiesa!), non si fidano dell’ex-persecutore

convertito.

Paolo è a metà del guado, ha conosciuto

il Signore, ma la comunità dei discepoli

(fragili, fragili, fragili, quando lo

capiremo?) lo evita.

Barnaba lo prende sotto le sue ali, sarà

lui a diventare il volto dell’amore di

Dio, per Saulo.

Noi, discepoli del risorto, potati dalla vita,

se dimoriamo nel Signore porteremo, in

questa settimana, frutti di consolazione e

di benedizione per i fratelli che incontriamo.

Siamo noi il volto del Dio compassionevole

per chi incontreremo.

Coraggio, amici, non sarà semplice ma ce

la possiamo fare, buona Domenica, Fausto.

venerdì 26 aprile 2024

Il Vangelo del Sabato 27 Aprile 2024

 

Della 4° settimana di Pasqua.

San Simeone, vescovo e martire.

Prima lettura.

Noi ci rivolgiamo ai pagani.

Dagli Atti degli Apostoli (13,44-52)

Il sabato seguente quasi tutta la città [di

Antiòchia] si radunò per ascoltare la

parola del Signore.

Quando videro quella moltitudine, i Giudei

furono ricolmi di gelosia e con parole

ingiuriose contrastavano le affermazioni

di Paolo.

Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza

dichiararono: «Era necessario che fosse

proclamata prima di tutto a voi la parola

di Dio, ma poiché la respingete e non vi

giudicate degni della vita eterna, ecco:

noi ci rivolgiamo ai pagani.

Così infatti ci ha ordinato il Signore: "Io

ti ho posto per essere luce delle genti,

perché tu porti la salvezza sino

all'estremità della terra"».

Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e

glorificavano la parola del Signore, e tutti

quelli che erano destinati alla vita

eterna credettero.

La parola del Signore si diffondeva per

tutta la regione.

Ma i Giudei sobillarono le pie donne

della nobiltà e i notabili della città e

suscitarono una persecuzione contro

Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal

loro territorio.

Allora essi, scossa contro di loro la

polvere dei piedi, andarono a Icònio.

I discepoli erano pieni di gioia e

di Spirito Santo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,7-14) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Se avete conosciuto me, conoscerete anche

il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo

avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il

Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono

con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"?

Non credi che io sono nel Padre e il

Padre è in me?

Le parole che io vi dico, non le dico da

me stesso; ma il Padre, che rimane in me,

compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il Padre

è in me.

Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in

me, anch'egli compirà le opere che io

compio e ne compirà di più grandi di

queste, perché io vado al Padre.

E qualunque cosa chiederete nel mio

nome, la farò, perché il Padre sia

glorificato nel Figlio.

Se mi chiederete qualche cosa nel

mio nome, io la farò.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Lentamente ma inesorabilmente i discepoli

prendono consapevolezza su chi sia

veramente Gesù.

All’inizio lo hanno seguito per la sua forte

personalità carismatica, per la sua forza

interiore, poi, frequentandolo, si rendono

conto che è un profeta, per la sua

predicazione, per i prodigi che

accompagnano le sue parole.

Pietro va oltre, proclamando Gesù come

messia, ed è un salto incredibile, visto

che Gesù non sembra in nessun modo il

messia atteso da Israele!

Ma ora Gesù chiede di più; è ormai alla

vigilia del dono di se stesso, sa che ha

poco tempo, e si confida con Filippo;

chi ha visto Lui ha visto il Padre.

Gesù si professa uguale al Padre, si

proclama manifestazione di Dio,

Figlio di Dio.

Se non avessimo alla spalle più di duemila

anni di cattolicesimo impallidiremmo

ascoltando questa affermazione!

Per capire chi è Dio non dobbiamo far

altro che guardare a Gesù, alle sue parole,

ai suoi gesti, alla sua vita.

Troppe volte incontro dei cristiani che

sono, in realtà, dei credenti in un Dio

generico (spesso piuttosto antipatico!)

che poco ha a che vedere col Dio che Gesù

è venuto a manifestarci definitivamente.

Convertiamoci, amici, al Dio di Gesù

con l’aiuto della preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 25 aprile 2024

Il Vangelo del Venerdì 26 Aprile 2024

 

Della 4° settimana Di Pasqua.

San Cleto, papa.

Prima lettura.

Dio ha compiuto per noi la promessa

risuscitando Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (13,26-33)

In quei giorni, [Paolo, giunto ad Antiòchia

di Pisìdia, diceva nella sinagoga:] «Fratelli,

figli della stirpe di Abramo, e quanti fra

voi siete timorati di Dio, a noi è stata

mandata la parola di questa salvezza.

Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i

loro capi non hanno riconosciuto Gesù

e, condannandolo, hanno portato a

compimento le voci dei Profeti che si

leggono ogni sabato; pur non avendo

trovato alcun motivo di condanna a morte,

chiesero a Pilato che egli fosse ucciso.

Dopo aver adempiuto tutto quanto era

stato scritto di lui, lo deposero dalla

croce e lo misero nel sepolcro.

Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed

egli è apparso per molti giorni a quelli

che erano saliti con lui dalla Galilea a

Gerusalemme, e questi ora sono testimoni

di lui davanti al popolo.

E noi vi annunciamo che la promessa fatta

ai padri si è realizzata, perché Dio l'ha

compiuta per noi, loro figli, risuscitando

Gesù, come anche sta scritto nel salmo

secondo: "Mio figlio sei tu, io oggi

ti ho generato"».

Parola di Dio.

Vangelo.

Io sono la via, la verità e la vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-6) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Non sia turbato il vostro cuore.

Abbiate fede in Dio e abbiate fede

anche in me.

Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.

Se no, vi avrei mai detto: "Vado a

prepararvi un posto"?

Quando sarò andato e vi avrò preparato

un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con

me, perché dove sono io siate anche voi.

E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non

sappiamo dove vai; come possiamo

conoscere la via?».

Gli disse Gesù: «Io sono la via,

la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per

mezzo di me».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù comincia a parlare della sua dipartita,

è preoccupato per i suoi discepoli che,

come leggiamo ancora oggi, sono ben

lontani dal capire che cosa succede.

Gesù rassicura i suoi, parlando di posti

preparati per ogni suo discepolo presso

il Padre.

Ma di cosa sta parlando, il Maestro?

Tommaso, il grande credente (non

l’incredulo!) chiede informazioni sul

percorso da fare; dove sta andando il Signore?

Gesù lo rassicura con una grandissima

affermazione; Egli è la via che porta

verso il Padre, la verità che ci svela a noi

stessi, la vita che ci dona la vita vera.

Quanto è vera questa affermazione!

Solo in Gesù possiamo scoprire con

verità chi è Dio e chi siamo noi.

Solo in Lui possiamo assaporare la vita,

senza ridurla ad un inevitabile susseguirsi

di eventi e di fatiche, di sofferenze e di

delusioni, dando un senso a quello

che facciamo!

E lo possiamo fare proprio perché discepoli

di questo Signore che ci insegna a vivere,

che ci dona uno sguardo completamente

nuovo su noi stessi e sulla storia.

Invochiamo con forza il dono dello Spirito Santo.

Non siamo soli, il Signore è il per sempre

presente, e ancora ci indica la strada che

ci rende felici; il Vangelo e la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 24 aprile 2024

Il Vangelo del Giovedì 25 Aprile 2024

 

Della 4° settimana di Pasqua.

San Marco, Evangelista.

Prima lettura.

Vi saluta Marco, figlio mio.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (5,5b-14)

Carissimi, rivestitevi tutti di umiltà gli

uni verso gli altri, perché Dio resiste ai

superbi, ma dà grazia agli umili.

Umiliatevi dunque sotto la potente mano

di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno,

riversando su di lui ogni vostra preoccupazione,

perché egli ha cura di voi.

Siate sobri, vegliate.

Il vostro nemico, il diavolo, come leone

ruggente va in giro cercando chi divorare.

Resistetegli saldi nella fede, sapendo che

le medesime sofferenze sono imposte ai

vostri fratelli sparsi per il mondo.

E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati

alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli

stesso, dopo che avrete un poco sofferto,

vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà,

vi darà solide fondamenta.

A lui la potenza nei secoli. Amen!

Vi ho scritto brevemente per mezzo di

Silvano, che io ritengo fratello fedele,

per esortarvi e attestarvi che questa è

la vera grazia di Dio.

In essa state saldi!

Vi saluta la comunità che vive in Babilonia,

e anche Marco, figlio mio.

Salutatevi l'un l'altro con un bacio

d'amore fraterno.

Pace a voi tutti che siete in Cristo!

Parola di Dio.

Vangelo.

Andate in tutto il mondo

e proclamate il Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco (16,15-20) anno pari.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici]

e disse loro: «Andate in tutto il mondo

e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato,

ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno

quelli che credono: nel mio nome

scacceranno demòni, parleranno lingue

nuove, prenderanno in mano serpenti e,

se berranno qualche veleno, non recherà

loro danno; imporranno le mani ai malati

e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con

loro, fu elevato in cielo e sedette alla

destra di Dio.

Allora essi partirono e predicarono

dappertutto, mentre il Signore agiva

insieme con loro e confermava la Parola

con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Oggi la Chiesa festeggia la presenza di san Marco,

discepolo del Signore e primo, fra di essi, ad avere

avuto l’idea di scrivere un resoconto ordinato

della vita e della predicazione del Signore Gesù.

Onore al giovane Marco, nell’anno in cui

leggiamo per intero il suo straordinario Vangelo!

Adolescente di Gerusalemme, Giovanni Marco

è uno dei discepoli del Signore nella capitale

ed è a casa di sua madre, sul monte Sion,

che la comunità apostolica si raduna quando

è a Gerusalemme, ed è probabilmente

proprietà dei suoi famigliari l’orto degli

ulivi nella valle del Cedron dove Gesù

si radunava volentieri a pregare.

Di lui sappiamo poco; prima ha seguito il

focoso Paolo nel suo viaggio missionario

ma, dopo una crisi di nostalgia, da Creta

è tornato a casa, rimandato a casa

dall’intransigente apostolo delle genti.

Rifugiatosi sotto la protezione del buon

Pietro, lo ha seguito fino a Roma dove,

secondo la tradizione, ha messo per iscritto

la predicazione riguardante il Signore Gesù.

Il suo è un Vangelo ‘petrino’, suggerito

in gran parte dall’apostolo.

Per una scorretta datazione, sin dal tempo

di sant’Agostino, si pensava che il suo

scritto fosse un riassunto di Matteo.

La critica testuale ottocentesca gli ha

ridato il ruolo che gli spetta; sono Matteo

e Luca ad avere trascritto per intero il

suo testo, aggiungendo altri particolari.

Grazie, Marco, uniti nella preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 23 aprile 2024

Il Vangelo del Mercoledì 24 Aprile 2024


Della 4° settimana di Pasqua.

San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire.

Prima lettura.

Riservate per me Bàrnaba e Sàulo.

Dagli Atti degli Apostoli (12,24-13,5)

In quei giorni, la parola di Dio cresceva

e si diffondeva. Bàrnaba e Sàulo poi,

compiuto il loro servizio a Gerusalemme,

tornarono prendendo con sé Giovanni,

detto Marco.

C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti

e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger,

Lucio di Cirène, Manaèn, compagno

d'infanzia di Erode il tetràrca, e Sàulo.

Mentre essi stavano celebrando il culto

del Signore e digiunando, lo Spirito Santo

disse: «Riservate per me Bàrnaba e Sàulo

per l'opera alla quale li ho chiamati».

Allora, dopo aver digiunato e pregato,

imposero loro le mani e li congedarono.

Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo,

scesero a Selèucia e di qui salparono per

Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono

ad annunciare la parola di Dio nelle

sinagoghe dei Giudei.

Parola di Dio.

Vangelo.

Io sono venuto nel mondo come luce.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,44-50) anno pari.

In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede

in me, non crede in me ma in colui che

mi ha mandato; chi vede me, vede colui

che mi ha mandato.

Io sono venuto nel mondo come luce,

perché chiunque crede in me non

rimanga nelle tenebre.

Se qualcuno ascolta le mie parole e non

le osserva, io non lo condanno; perché

non sono venuto per condannare il mondo,

ma per salvare il mondo.

Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole,

ha chi lo condanna: la parola che ho detto

lo condannerà nell'ultimo giorno.

Perché io non ho parlato da me stesso, ma

il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato

lui di che cosa parlare e che cosa devo dire.

E io so che il suo comandamento è vita eterna.

Le cose dunque che io dico, le dico così

come il Padre le ha dette a me».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù grida ad alta voce, nel Tempio,

sperando di essere ascoltato.

Grida, perché le nostre orecchie sono

oppresse dalle troppe voci, dai troppi

rumori che ci allontanano da noi stessi.

Grida, perché gli uomini religiosi del suo

e del nostro tempo credono di possedere

Dio e ignorano la sua voce.

Grida, il Maestro, e ricorda a tutti che Dio

non è un preside burbero che ci coglie in

fallo, ma un padre che desidera solo la

salvezza dei suoi figli, ad ogni costo.

Ha parlato Dio, in Gesù Cristo; non

possiamo far finta di non sapere, non

possiamo passare il tempo ad aspettare

che Dio ci bussi alla porta.

Le Parole sono dette, scolpite sulla

pietra, sono loro che ci giudicano.

Mi immagino la scena quando, il giorno

della nostra morte, vedremo la bellezza

di Dio e diremo; l’avessi saputo prima,

Signore, quanta inutile sofferenza avrei evitato!

Cosa ci dirà, allora il Signore?

Diciamocelo chiaro, amici; Dio ci ha

parlato, in Gesù, non dobbiamo

aspettare altre parole.

Scrutiamo le Scritture, allora, dedichiamo

del tempo a lasciarci scavare e convertire

da quello che il Signore ci ha detto e che

resta come metro di riferimento per ogni

nostra scelta, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.