sabato 20 gennaio 2024

Il Vangelo di Domenica 21 Gennaio 2024

 

Della 3° Domenica del Tempo Ordinario.

Sant' Agnese, vergine e martire.

Prima lettura.

I Niniviti si convertirono dalla

loro condotta malvagia.

Dal libro del profeta Giona (3,1-10)

In quel tempo, fu rivolta a Giona la parola

del Signore: «Àlzati, va' a Nìnive, la grande

città, e annuncia loro quanto ti dico».

Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la

parola del Signore.

Nìnive era una città molto grande, larga

tre giornate di cammino.

Giona cominciò a percorrere la città per

un giorno di cammino e predicava: «Ancora

quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».

I cittadini di Nìnive credettero a Dio e

bandirono un digiuno, vestirono il sacco,

grandi e piccoli.

Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli

si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì

di sacco e si mise a sedere sulla cenere.

Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi

proclamato a Nìnive questo decreto: «Uomini

e animali, armenti e greggi non gustino nulla,

non pascolino, non bevano acqua.

Uomini e animali si coprano di sacco e Dio

sia invocato con tutte le forze; ognuno si

converta dalla sua condotta malvagia e

dalla violenza che è nelle sue mani.

Chi sa che Dio non cambi, si ravveda,

deponga il suo ardente sdegno e noi non

abbiamo a perire!».

Dio vide le loro opere, che cioè si erano

convertiti dalla loro condotta malvagia,

e Dio si ravvide riguardo al male che

aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 24 (25)

 

Ripetiamo. Fammi conoscere,

Signore, le tue vie.

 

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,

insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza. R.

 

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia

e del tuo amore, che è da sempre.

Ricòrdati di me nella tua misericordia,

per la tua bontà, Signore. R.

 

Buono e retto è il Signore,

indica ai peccatori la via giusta;

guida i poveri secondo giustizia,

insegna ai poveri la sua via. R.

 

Seconda Lettura

Passa la figura di questo mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (7,29-31)

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è

fatto breve; d'ora innanzi, quelli che

hanno moglie, vivano come se non

l'avessero; quelli che piangono, come

se non piangessero; quelli che gioiscono,

come se non gioissero; quelli che

comprano, come se non possedessero;

quelli che usano i beni del mondo,

come se non li usassero pienamente:

passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Il regno di Dio è vicino; convertitevi

e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Convertitevi e credete al Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20) anno B

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù

andò nella Galilea, proclamando il

vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo

è compiuto e il regno di Dio è vicino;

convertitevi e credete nel Vangelo».

Passando lungo il mare di Galilea, vide

Simone e Andrea, fratello di Simone,

mentre gettavano le reti in mare; erano

infatti pescatori.

Gesù disse loro: «Venite dietro a me,

vi farò diventare pescatori di uomini».

E subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando un poco oltre, vide Giacomo,

figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello,

mentre anch'essi nella barca riparavano le reti.

Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il

loro padre Zebedèo nella barca con i

garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni e Andrea hanno seguito il

Nazareno, si sono fermati da Lui, sono

andati a vedere; tutto, ora è cambiato.

Lo seguono nel suo camminare, nel suo

percorrere la Galilea, sua terra natale,

per inoltrarsi fino a Cafarnao, il centro

economico e militare della zona del lago,

la casa paterna dei figli di Zebedeo.

Il Battista è stato arrestato; troppo scomoda

la sua predicazione, troppo libera, ha

pestato i piedi all’inetto Erode, figlio di

Erode il Grande, e ha ferito l’orgoglio di

una permalosa, spregiudicata e vendicativa

donna che ne ha chiesto la testa.

Inizia così il secondo Vangelo, il più

asciutto, il più antico dei quattro, scritto

dal giovane Giovanni Marco per i discepoli

di Roma, Babilonia, su suggerimento di

Simone il pescatore.

L’inizio della predicazione in Galilea

di Gesù è riassunta da Marco in pochi

versetti densi di sconcertante novità.

Il Battista è ‘consegnato’, riferisce

letteralmente il giovane Marco, come

ad indicare una provvidenzialità anche

negli eventi umani più balordi, un

intervento di Dio anche quando Dio

sembra dimentico dei suoi figli, e Gesù

ne prende il testimone, ne prolunga

l’opera, dà senso al sacrificio del cugino,

vissuto per preparagli la strada.

Gesù inizia il suo ministero quando

sarebbe stato prudente smetterlo, inizia

la sua missione in pieno clima di

persecuzione verso i profeti, così simile

al nostro, così come Giona, il pavido

profeta, annuncia la distruzione ai

Niniviti senza sapere cosa lo aspetti.

Gesù annuncia una buona notizia da parte

di Dio: “Il tempo è compiuto e il regno

di Dio è vicino; convertitevi e credete

nel Vangelo”.

Il tempo è compiuto, questo è il momento

giusto, non aspettare oltre; ora, oggi,

adesso Dio è qui.

Quante volte ci manca il tempo per fare

le cose che vorremmo, per incontrare le

persone che amiamo, per sederci a godere

delle gioie (pochine) che la vita ci dona!

Quante volte rimandiamo le cose da fare

a momenti più opportuni, a giorni migliori!

Anche nella fede (ahimé), quanta fatica

facciamo a vivere il presente, rimandando

la conversione, arrendendoci alla tirannia

del caos quotidiano!

Gesù scuote la testa; Dio è qui adesso,

mentre state leggendo queste parole.

Dio è qui adesso, anche se non lo senti,

anche se non te ne accorgi, anche se la

stanchezza o il dolore hanno annebbiato

la tua vista interiore.

Dio è qui, perché Egli si è fatto vicino,

perché Natale ci ha spalancato all’evidenza

di un Dio accessibile.

Non solo Dio è accessibile, ma è possibile

costruire il suo Regno, vivere nella logica

del Vangelo, creare degli spazi, dei luoghi,

che diventino succursali del Regno.

Non ti devi sforzare, né lo devi meritare

(è gratis!), devi solo accorgertene e collaborare.

Se è davvero così, se basta voltare la testa

per incrociare lo sguardo di Dio, che aspetti?

Cambia il tuo approccio al Signore!

Forse non te ne accorgerai subito, dice

Marco, forse le vicende della vita hanno

ispessito la tua anima, ma, fidati, se volgi

il tuo sguardo finirai inesorabilmente per

incrociare quello del Rabbì.

Credici, è la più bella notizia che tu possa

ricevere, oggi; Dio ti si è avvicinato (perché

ti ama).

Tutta la nostra fede è racchiusa in questo

annuncio; il progetto di bene di un Dio

che si fa vicino e il nostro impegno ad

accoglierlo, la nostra fatica a non lasciarci

travolgere dalle cattive notizie e a lasciar

germogliare il bene e il bello che c’è in noi.

Ed è una notizia così nuova, così vera,

così profonda, che tutto diventa relativo,

e gli eventi della vita, anche quelli belli

come gli affetti, sono il proscenio che vede

Dio come attore protagonista, dice Paolo.

La chiamata degli apostoli ci rivela che

quest’annuncio ci coglie proprio là dove

viviamo, che non abbiamo scuse di sorta,

che non possiamo nasconderci dietro i troppi

impegni e le troppe cose da fare, né rimandare

ad una settimana di esercizi la nostra

conversione; al lavoro Gesù chiama Simone

e Andrea, mentre riposano chiama

Giacomo e Giovanni.

Gesù passa e ci chiama, tutti, ovunque,

non degli influencer capaci di richiamare

le folle come ai nostri giorni, ma noi, tutti

noi semplici amanti della Parola di Cristo.

Non ci sono condizioni per diventare suoi

Discepoli; l’unica cosa che ci è chiesta è

la conversione, l’atteggiamento di chi si

rende conto che la risposta vera è nel

cuore di Dio, di chi decide di mettersi

davvero e sul serio in ascolto, come gli

abitanti di Ninive nella prima lettura,

come chi segue il suggerimento di Paolo;

passa la scena di questo mondo.

L’ammonimento di Paolo a vivere nel

presente con distacco è quanto mai

necessario per la conversione.

Intendiamoci; ‘distacco’ non significa

disinteressarsi del mondo (errore

storicamente commesso da parecchi

cristiani) ma significa vivere nel mondo

con il giusto equilibrio.

Significa che il mio lavoro, la mia famiglia,

mio marito, mia moglie e i miei figli,

il mutuo da pagare sono importanti,

certo, ma non sufficienti a colmare il mio

cuore, né sufficienti a spegnere il desiderio

di assoluto che mi mozza il fiato.

E Paolo lo sa bene, lui, che ha visto

la sua vita di super credente, di zelante

e intollerante fedele diventare strumento

di evangelizzazione nelle mani di Dio,

l’imprevedibile.

Lasciamo le reti, tutte le reti che ci legano,

i pensieri, i giri di testa, i troppi impegni

che ci impediscono di lasciarci amare

da Cristo.

Il suo messaggio continua attraverso la

nostra piccola vita, dentro il nostro

percorso quotidiano.

Siamo chiamati a diventare pescatori di

umanità, a tirar fuori tutta l’umanità

nascosta nelle pieghe della vita, in questo

mondo disumanizzato e disumanizzante.

Il Regno avanza, è presente, ci ammonisce

Gesù, accorgiamocene, lasciamoci

raggiungere, Dio ci ama.

E questo ci cambia la vita.

Queste sono davvero buone notizie.

E con queste buone notizie, amici, vi

auguro un buona Domenica, Fausto.

venerdì 19 gennaio 2024

Il Vangelo del Sabato 20 Gennaio 2024

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Prima lettura.

Come sono caduti gli eroi in

mezzo alla battaglia?

Dal secondo libro di Samuèle (1,1-4.11-12.17.19.23-27)

In quei giorni, Davide tornò dalla strage

degli Amaleciti e rimase a Siklag due giorni.

Al terzo giorno ecco arrivare un uomo

dal campo di Saul con la veste stracciata

e col capo cosparso di polvere.

Appena giunto presso Davide, cadde

a terra e si prostrò.

Davide gli chiese: «Da dove vieni?».

Rispose: «Sono fuggito dal campo d'Israele».

Davide gli domandò: «Come sono

andate le cose?

Su, dammi notizie!».

Rispose: «È successo che il popolo è

fuggito nel corso della battaglia, molti

del popolo sono caduti e sono morti; anche

Saul e suo figlio Giònata sono morti».

Davide afferrò le sue vesti e le stracciò;

così fecero tutti gli uomini che erano con lui.

Essi alzarono lamenti, piansero e

digiunarono fino a sera per Saul e

Giònata, suo figlio, per il popolo del

Signore e per la casa d'Israele, perché

erano caduti di spada.

Allora Davide intonò questo lamento su

Saul e suo figlio Giònata: «Il tuo vanto, Israele,

sulle tue alture giace trafitto!

Come sono caduti gli eroi?

O Saul e Giònata, amabili e gentili, né in

vita né in morte furono divisi; erano più

veloci delle aquile, più forti dei leoni.

Figlie d'Israele, piangete su Saul, che con

delizia vi rivestiva di porpora, che appendeva

gioielli d'oro sulle vostre vesti.

Come son caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?

Giònata, sulle tue alture trafitto!

Una grande pena ho per te, fratello mio, Giònata!

Tu mi eri molto caro; la tua amicizia era

per me preziosa, più che amore di donna.

Come sono caduti gli eroi, sono perite le armi?».

Parola di Dio.

Vangelo.

I suoi dicevano: «È fuori di sé».

Dal Vangelo secondo Marco (3,20-21) anno pari.

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e

di nuovo si radunò una folla, tanto che

non potevano neppure mangiare.

Allora i suoi, sentito questo, uscirono

per andare a prenderlo; dicevano

infatti: «È fuori di sé».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

La piccola, piccante annotazione di Marco

ci lascia sgomenti e un’altra volta, nel

suo Vangelo, l’evangelista annoterà

l’incomprensione dei famigliari di Gesù,

annoverando tra questi, a sorpresa, sua madre.

È molto forte questa cosa, quasi destabilizzante.

Gesù appare come uno che taglia i rapporti

con i famigliari, che corre il rischio

dell’incomprensione, che viene

scambiato-addirittura-per uno ‘fuori

di testa’ perché totalmente impegnato

ad annunciare il Vangelo.

L'intento di Marco è didattico; far parte

dei discepoli, far parte della Chiesa

(quella di Dio, non quella brutta copia

che, troppo spesso, sperimentiamo) è

un’esperienza talmente forte da poter

sostituire l’esperienza famigliare.

E so che, tra i miei amici, alcuni hanno

fatto quest’esperienza, intessendo con

fratelli cristiani rapporti più profondi e

autentici di quelli derivanti dai

legami di sangue.

Quanto forte dev’essere l’incontro con

Dio, se Marco propone un’esperienza

di vita più forte della famiglia?

Così san Paolo, nelle sue lettere, considera

le proprie comunità come una nuova forma

di famiglia, unita in Cristo.

Non spaventiamoci, amici, se succede che

i nostri famigliari ci prendano per degli

esaltati o per dei ‘fuori di testa’ perché

preghiamo o partecipiamo a un ritiro

o adottiamo un bambino; siamo in

buonissima compagnia e preghiamo per loro.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 18 gennaio 2024

Il Vangelo del Venerdì 19 Gennaio 2024

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Mario, Marta, Abaco

e Audiface, martiri a Roma.

Prima lettura.

Non stenderò la mano su di lui, perché

egli è il consacrato del Signore.

Dal primo libro di Samuèle (24,3-21)

In quei giorni, Saul scelse tremila uomini

valorosi in tutto Israele e partì alla ricerca

di Davide e dei suoi uomini di fronte

alle Rocce dei Caprioli.

Arrivò ai recinti delle greggi lungo la

strada, ove c'era una caverna.

Saul vi entrò per coprire i suoi piedi,

mentre Davide e i suoi uomini se ne

stavano in fondo alla caverna.

Gli uomini di Davide gli dissero: «Ecco

il giorno in cui il Signore ti dice: "Vedi,

pongo nelle tue mani il tuo nemico:

trattalo come vuoi"».

Davide si alzò e tagliò un lembo del

mantello di Saul, senza farsene accorgere.

Ma ecco, dopo aver fatto questo, Davide

si sentì battere il cuore per aver tagliato

un lembo del mantello di Saul.

Poi disse ai suoi uomini: «Mi guardi il

Signore dal fare simile cosa al mio signore,

al consacrato del Signore, dallo stendere

la mano su di lui, perché è il consacrato

del Signore».

Davide a stento dissuase con le parole i

suoi uomini e non permise loro che si

avventassero contro Saul.

Saul uscì dalla caverna e tornò sulla via.

Dopo questo fatto, Davide si alzò, uscì dalla

grotta e gridò a Saul: «O re, mio signore!».

Saul si voltò indietro e Davide si inginocchiò

con la faccia a terra e si prostrò.

Davide disse a Saul: «Perché ascolti la voce

di chi dice: "Ecco, Davide cerca il tuo male"?

Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno

visto che il Signore ti aveva messo oggi

nelle mie mani nella caverna; mi si diceva

di ucciderti, ma ho avuto pietà di te e ho

detto: "Non stenderò le mani sul mio signore,

perché egli è il consacrato del Signore".

Guarda, padre mio, guarda il lembo del tuo

mantello nella mia mano: quando ho staccato

questo lembo dal tuo mantello nella caverna,

non ti ho ucciso.

Riconosci dunque e vedi che non c'è in

me alcun male né ribellione, né ho peccato

contro di te; invece tu vai insidiando la mia

vita per sopprimerla.

Sia giudice il Signore tra me e te e mi faccia

giustizia il Signore nei tuoi confronti; ma la

mia mano non sarà mai contro di te.

Come dice il proverbio antico: "Dai

malvagi esce il male, ma la mia mano

non sarà contro di te".

Contro chi è uscito il re d'Israele?

Chi insegui?

Un cane morto, una pulce.

Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te,

veda e difenda la mia causa e mi liberi

dalla tua mano».

Quando Davide ebbe finito di rivolgere a

Saul queste parole, Saul disse: «È questa

la tua voce, Davide, figlio mio?».

Saul alzò la voce e pianse.

Poi continuò rivolto a Davide: «Tu sei

più giusto di me, perché mi hai reso il

bene, mentre io ti ho reso il male.

Oggi mi hai dimostrato che agisci bene

con me e che il Signore mi aveva

abbandonato nelle tue mani e tu non

mi hai ucciso.

Quando mai uno trova il suo nemico e

lo lascia andare sulla buona strada?

Il Signore ti ricompensi per quanto hai

fatto a me oggi.

Ora, ecco, sono persuaso che certamente

regnerai e che sarà saldo nelle tue mani

il regno d'Israele».

Parola di Dio.

Vangelo.

Chiamò a sé quelli che voleva

perché stessero con lui.

Dal Vangelo secondo Marco (3,13-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù salì sul monte,

chiamò a sé quelli che voleva ed essi

andarono da lui.

Ne costituì Dodici-che chiamò apostoli-,

perché stessero con lui e per mandarli a

predicare con il potere di scacciare i demòni.

Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale

impose il nome di Pietro, poi Giacomo,

figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di

Giacomo, ai quali diede il nome di

Boanèrghes, cioè "figli del tuono";

e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo,

Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo,

Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda

Iscariota, il quale poi lo tradì.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù sceglie dei collaboratori, vuole

delle persone che stiano con Lui.

Non sono i discepoli a scegliersi il Maestro,

ma il Maestro sceglie i suoi discepoli,

inventa la Chiesa.

Cos’è la Chiesa?

Una multinazionale del sacro, un

Rotary Club dei cattolici?

Una holding dei bamboccioni?

No; Gesù ha le idee chiare; la Chiesa è

un gruppo di persone diverse, affatto

perfette (leggete la lista!) che vivono

l’esperienza di essere chiamati e amati,

per restare col Signore, per predicare

e cacciare i demoni.

Siamo discepoli anzitutto per dimorare

con Cristo, per frequentare la sua Parola

nella preghiera e nella meditazione.

Siamo suoi discepoli per raccontare ad

ogni uomo il vero volto di Dio.

Siamo suoi discepoli per potere cacciare

i demoni che affliggono le nostre coscienze

e la nostra modernità.

Questi sono i tre aspetti che ci identificano

come comunità, che dovrebbero essere la

cartina al tornasole per verificare la

cattolicità delle nostre comunità e dei

nostri movimenti.

Torniamo all’essenziale, amici,

facciamo in modo che l’esperienza

che ci accomuna rimotivi e rifondi

le nostre comunità.

Senza ansie di perfezione, per favore,

gli apostoli che sono chiamati, come

san Paolo, sono tutt’altro che persone

realizzate e pie; il loro dimorare con

Cristo e la preghiera, li farà diventare,

infine, trasparenza di Dio.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 17 gennaio 2024

Il Vangelo del Giovedì 18 Gennaio 2024

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Margherita d'Ungheria,

principessa e religiosa.

Prima lettura.

Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

Dal primo libro di Samuèle (18,6-9;19,1-7)

In quei giorni, mentre Davide tornava

dall'uccisione del Filisteo, uscirono le

donne da tutte le città d'Israele a cantare

e a danzare incontro al re Saul,

accompagnandosi con i tamburelli, con

grida di gioia e con sistri.

Le donne cantavano danzando e dicevano:

«Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i

suoi diecimila».

Saul ne fu molto irritato e gli parvero

cattive quelle parole.

Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila,

a me ne hanno dati mille.

Non gli manca altro che il regno».

Così da quel giorno in poi Saul guardava

sospettoso Davide.

Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai

suoi ministri di voler uccidere Davide.

Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande

affetto per Davide.

Giònata informò Davide dicendo: «Saul,

mio padre, cerca di ucciderti.

Sta' in guardia domani, sta' al riparo

e nasconditi.

Io uscirò e starò al fianco di mio padre

nella campagna dove sarai tu e parlerò

in tuo favore a mio padre.

Ciò che vedrò te lo farò sapere».

Giònata parlò dunque a Saul, suo padre,

in favore di Davide e gli disse: «Non

pecchi il re contro il suo servo, contro

Davide, che non ha peccato contro di te,

che anzi ha fatto cose belle per te.

Egli ha esposto la vita, quando abbatté

il Filisteo, e il Signore ha concesso una

grande salvezza a tutto Israele.

Hai visto e hai gioito.

Dunque, perché pecchi contro un innocente,

uccidendo Davide senza motivo?».

Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò:

«Per la vita del Signore, non morirà!».

Giònata chiamò Davide e gli riferì

questo colloquio.

Poi Giònata introdusse presso Saul

Davide, che rimase alla sua presenza

come prima.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei

il Figlio di Dio!».

Ma egli imponeva loro severamente

di non svelare chi egli fosse.

Dal Vangelo secondo Marco (3,7-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si

ritirò presso il mare e lo seguì molta folla

dalla Galilea.

Dalla Giudea e da Gerusalemme,

dall’Idumea e da oltre il Giordano e

dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande

folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.

Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli

pronta una barca, a causa della folla, perché

non lo schiacciassero.

Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti

avevano qualche male si gettavano su di

lui per toccarlo.

Gli spiriti impuri, quando lo vedevano,

cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu

sei il Figlio di Dio!».

Ma egli imponeva loro severamente di

non svelare chi egli fosse.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Mettiamo a disposizione di Gesù la barca

della nostra vita perché possa continuare

ad annunciare la Parola alla folla di uomini

e donne senza speranza che accalcano i

sentieri della nostra modernità!

Gesù ha bisogno di noi, desidera farci

parte dei suoi progetti, delle sue scelte,

del suo Regno.

Misterioso e incomprensibile Dio che chiede

agli uomini di aiutarlo nella salvezza!

Straordinario Signore che non si lascia

scoraggiare dal nostro limite ma lo trasfigura!

Di una barca necessita il Signore, non di

uno yacht lussuoso o di una nave da

crociera, ma della piccola barca da

pescatori che siamo.

Barca inadatta, barca che a malapena

riesce ad affrontare le calme acque del

lago, incapace di avventurarsi al largo

degli oceani.

Lo so, non siamo capaci, siamo inadatti,

siamo peccatori; questo fermerà la

potenza di Dio?

O non la proclamerà, piuttosto, come

dice san Paolo, perché nella nostra

debolezza si manifesta pienamente

la misericordia di Dio?

Oggi, qualunque cosa faremo, imprestiamo

la nostra intelligenza, la nostra voce, il

nostro sorriso al Signore per renderlo

presente, almeno un poco, alle persone che

incontreremo, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.