sabato 13 maggio 2023

Il Vangelo di Domenica 14 Maggio 2023

 

Della 6° Domenica di Pasqua.

San Mattia, Apostolo.

Prima Lettura

Imponevano loro le mani e quelli

ricevevano lo Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli (8,5-8.14-17)

In quei giorni, Filippo, sceso in una città

della Samarìa, predicava loro il Cristo.

E le folle, unanimi, prestavano attenzione

alle parole di Filippo, sentendolo parlare

e vedendo i segni che egli compiva.

Infatti da molti indemoniati uscivano

spiriti impuri, emettendo alte grida,

e molti paralitici e storpi furono guariti.

E vi fu grande gioia in quella città.

Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme,

seppero che la Samarìa aveva accolto

la parola di Dio e inviarono a loro

Pietro e Giovanni.

Essi scesero e pregarono per loro perché

ricevessero lo Spirito Santo; non era

infatti ancora disceso sopra nessuno

di loro, ma erano stati soltanto battezzati

nel nome del Signore Gesù.

Allora imponevano loro le mani e quelli

ricevevano lo Spirito Santo.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 65 (66)

 

Ripetiamo. Acclamate Dio, voi tutti della terra.

 

Acclamate Dio, voi tutti della terra,

cantate la gloria del suo nome,

dategli gloria con la lode. R.

 

Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!

A te si prostri tutta la terra,

a te canti inni, canti al tuo nome». R.

 

Venite e vedete le opere di Dio,

terribile nel suo agire sugli uomini.

Egli cambiò il mare in terraferma;

passarono a piedi il fiume:

per questo in lui esultiamo di gioia.

Con la sua forza domina in eterno. R.

 

Venite, ascoltate, voi tutti che temete

Dio, e narrerò quanto per me ha fatto.

Sia benedetto Dio,

che non ha respinto la mia preghiera,

non mi ha negato la sua misericordia. R.

 

Seconda Lettura

Messo a morte nella carne, ma reso

vivo nello spirito.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (3,15-18)

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei

vostri cuori, pronti sempre a rispondere

a chiunque vi domandi ragione della

speranza che è in voi.

Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e

rispetto, con una retta coscienza, perché,

nel momento stesso in cui si parla male

di voi, rimangano svergognati quelli che

malignano sulla vostra buona condotta

in Cristo.

Se questa infatti è la volontà di Dio, è

meglio soffrire operando il bene che

facendo il male, perché anche Cristo è

morto una volta per sempre per i peccati,

giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a

Dio; messo a morte nel corpo, ma reso

vivo nello spirito.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Se uno mi ama, osserverà la mia parola,

dice il Signore, e il Padre mio lo amerà

e noi verremo a lui. (Gv 14,23)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) anno A.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se mi amate, osserverete i miei

comandamenti; e io pregherò il Padre

ed egli vi darà un altro Paràclito perché

rimanga con voi per sempre, lo Spirito

della verità, che il mondo non può

ricevere perché non lo vede e non

lo conosce.

Voi lo conoscete perché egli rimane

presso di voi e sarà in voi.

Non vi lascerò orfani: verrò da voi.

Ancora un poco e il mondo non mi

vedrà più; voi invece mi vedrete,

perché io vivo e voi vivrete.

In quel giorno voi saprete che io sono

nel Padre mio e voi in me e io in voi.

Chi accoglie i miei comandamenti e

li osserva, questi è colui che mi ama.

Chi ama me sarà amato dal Padre mio

e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Cristo Risorto è il pastore bello che veglia

sul nostro cuore; come una porta, sta

attento che nessun ladro e menzognero

entri nella nostra vita interiore.

È la via che ci conduce al Padre, la verità

che ci rende liberi, la vita che ci riempie

di gioia.

E, in questo percorso di scoperta della

profonda identità di Cristo, oggi la liturgia

ci propone un bellissimo brano del ungo

discorso che Gesù, secondo l’evangelista

Giovanni, ha tenuto dopo l’ultima cena.

Gesù è preoccupato per i suoi discepoli,

li vuole salvare dal mondo, cioè dalla

logica mondana che rischia di contagiare

il nostro modo di vedere le cose e di pensare.

Viviamo in questo mondo, ne siamo

influenzati ma non gli apparteniamo.

Ma, lo sappiamo bene, da soli fatichiamo, e tanto.

Come distinguere cosa proviene da Dio

e cosa dalla nostra ombra interiore?

Come trovare la forza per affrontare le

inevitabili difficoltà che, come tutti,

dobbiamo affrontare?

Gesù ci incoraggia; ci dona lo Spirito Santo.

La forza del Padre, il dono del risorto ai credenti.

E, in questo caso, ne definisce due delle

Peculiarità; lo Spirito è il Consolatore/Paracleto

ed è colui che ci conduce alla pienezza

della verità (di nuovo!).

Il termine usato da Gesù in greco, la lingua

con cui sono scritti i Vangeli, è paracleto,

che abbiamo tradotto, non senza qualche

approssimazione, consolatore.

In realtà il paracleto, letteralmente colui

che è chiamato accanto è una figura

preziosa e concreta nel mondo antico

in cui non esistevano gli avvocati.

Una persona chiamata in giudizio doveva

difendersi da solo ma, in assenza di prove

sufficienti a comprovare la propria

innocenza, poteva sperare che fra il

pubblico vi fosse un paracleto, cioè un

cittadino di fama specchiata, rispettato

da tutti, che, convinto della sua innocenza,

poteva alzarsi dal pubblico e mettersi a

fianco dell’accusato, senza dire nulla.

Il suo intervento, spesso, finiva col

convincere i giudici dell’innocenza

dell’accusato o, perlomeno, del fatto

che in lui prevalevano le virtù.

Gesù ci invia un altro paracleto;

il primo è lui stesso.

Che ci difende non dalle accuse di Dio

(non diciamo scempiaggini!) ma dal

peccato e dall’ombra.

Spesso siamo noi stessi ad accusarci,

rodendoci di sensi colpa, oppure il

mondo aggressivo e rissoso.

A volte ci accusa il nostro passato

o i nostri errori.

Nulla ci separa da Dio perché abbiamo

il paracleto che ci dona una nuova possibilità.

Vi sembra poco?

Non solo; lo Spirito della verità, che il

mondo non vuole ricevere perché è

menzognero, ci conduce alla verità tutta

intera; su Dio, sul mondo, su noi stessi.

La verità, dicevamo, non è un insieme di

dottrine da imparare ma una persona,

il Cristo, che ci svela chi siamo e chi è Dio.

La verità ci rende liberi, la consapevolezza

di ciò che siamo, senza nascondere i nostri

limiti giustificando i nostri errori, senza

farcene travolgere e schiacciare,

ci porta alla libertà.

Liberi dal peccato, liberi dalle ombre,

liberi dai limiti per poter amare.

Verità e libertà sono compagne di viaggio.

Non la libertà che oggi ci viene proposta,

un’assurda anarchia egoistica e narcisista;

mi disinteresso di tutto mettendo il mio

piccolo ego al centro dell’Universo.

Mi credo libero ma divento schiavo dei

miei appetiti!

Invochiamo lo Spirito, sempre, che ci

permette di giungere alla pienezza della verità.

Se è davvero così, allora, la difficoltà

diventa straordinaria opportunità, occasione

di annuncio, ragione di conversione.

Ne sa qualcosa Filippo che, a causa della

persecuzione che si è scatenata contro la

primitiva comunità, è fuggito e si ritrova

in Samaria, la terra abbandonata, la terra

eretica, la sposa infedele che Gesù stesso

ha cercato di sedurre e di riconquistare.

La fuga diventa luogo per l’annuncio e

conversione di nuovi discepoli.

Se la Chiesa in occidente, nell’attuale

complessa situazione storica, la smettesse

di lamentarsi, e ricominciasse semplicemente

a fare la Chiesa, cioè ad annunciare nella

gioia Gesù Cristo, semplificando il proprio

linguaggio, limando le proprie incoerenze,

alleggerendo le proprie elefantiache

strutture, forse potrebbe fare la stessa

esperienza che ha fatto Filippo.

Dimorare nell’amore, non scoraggiarsi e

approfondire la fede, come suggerisce Pietro.

Il nostro cristianesimo occidentale oscilla

fra due eccessi ugualmente pericolosi;

il ritorno ad un clima di chiusura e di

contrapposizione col mondo innalzando

inutili barriere nei confronti degli altri

ed il rischio di cedere ad un cristianesimo

emotivo e populista, che segue le

apparizioni e dimentica il deposito della fede.

Davanti alla chiusura e al misticismo

semplificato e superstizioso la Chiesa

propone un’alleanza fra intelligenza

e fede, fra conoscenza e spiritualità.

Solo con la fatica dello studio, della

comprensione dei testi, della preghiera

feconda e motivata, della ricerca umile

della verità possiamo incrociare le attese

dell’uomo contemporaneo alla ricerca di senso.

Così, diverremo capaci di rendere ragione

della speranza che è in noi.

Santa festa della Speranza, Fausto.

venerdì 12 maggio 2023

Il Vangelo del Sabato 13 Maggio 2023

 

Della 5° settimana di Pasqua.

Beata Vergine Maria di Fatima, apparizione. 

Prima Lettura

Vieni in Macedonia e aiutaci!

Dagli Atti degli Apostoli (16,1-10)

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra.

Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo,

figlio di una donna giudea credente e di

padre greco: era assai stimato dai fratelli

di Listra e di Icònio.

Paolo volle che partisse con lui, lo prese

e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei

che si trovavano in quelle regioni: tutti

infatti sapevano che suo padre era greco.

Percorrendo le città, trasmettevano loro le

decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani

di Gerusalemme, perché le osservassero.

Le Chiese intanto andavano fortificandosi

nella fede e crescevano di numero ogni giorno.

Attraversarono quindi la Frìgia e la regione

della Galàzia, poiché lo Spirito Santo aveva

impedito loro di proclamare la Parola nella

provincia di Asia.

Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare

in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo

permise loro; così, lasciata da parte la

Mìsia, scesero a Tròade.

Durante la notte apparve a Paolo una

visione: era un Macèdone che lo

supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!».

Dopo che ebbe questa visione, subito

cercammo di partire per la Macedònia,

ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad

annunciare loro il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

Voi non siete del mondo, ma vi ho

scelti io dal mondo.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (15,18-21) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «Se il mondo vi odia,

sappiate che prima di voi ha odiato me.

Se foste del mondo, il mondo amerebbe

ciò che è suo; poiché invece non siete

del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo,

per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho

detto: "Un servo non è più grande del

suo padrone".

Se hanno perseguitato me, perseguiteranno

anche voi; se hanno osservato la mia

parola, osserveranno anche la vostra.

Ma faranno a voi tutto questo a causa

del mio nome, perché non conoscono

colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Perché il mondo odia Gesù e i suoi discepoli?

Evidentemente perché la Parola del

Signore, che per alcuni è fonte di gioia

e di luce, diventa per altri un’accusa

chiara al proprio comportamento ispirato

dalle tenebre e dal peccato.

Siccome gli uomini non amano sentirsi

scoperti o rimproverati, ostacolano

chiunque possa fare ciò, sia Dio

o uomo da Lui inviato.

Finalmente amici, mi sono levato un

sassolino dalla scarpa!

Dunque, sbaglierebbe chi pensasse che

essere discepoli di Gesù significhi trovare

accoglienza e benevolenza per la Parola

di salvezza che si proclama.

Del resto, probabilmente anche voi avete

fatto la mia stessa esperienza; quante

volte la vostra testimonianza cristiana

è stata fraintesa, o accolta con ostilità o con

scherno; come è successo a me tante volte?

Ma questo non deve fermarci o spaventarci.

Il Signore sa come servirsi anche delle

nostre sconfitte e delle nostre preghiere,

per parlare al cuore delle persone e far

nascere (almeno si spera), in loro

il desiderio d’incontrarlo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia

santificato il tuo nome, venga il tuo

regno, sia fatta la tua volontà come

in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto

il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 11 maggio 2023

Il Vangelo del Venerdì 12 Maggio 2023

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Santi Nereo e Achilleo, martiri.

Prima Lettura

È parso bene, allo Spirito Santo e a noi,

di non imporvi altro obbligo al di fuori

di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli (15,22-31)

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani,

con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere

alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia

insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda,

chiamato Barsabba, e Sila, uomini di

grande autorità tra i fratelli.

E inviarono tramite loro questo scritto:

«Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli,

ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilicia,

che provengono dai pagani, salute!

Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai

quali non avevamo dato nessun incarico,

sono venuti a turbarvi con discorsi che

hanno sconvolto i vostri animi.

Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo,

di scegliere alcune persone e inviarle a

voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba

e Paolo, uomini che hanno rischiato la

loro vita per il nome del nostro

Signore Gesù Cristo.

Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila,

che vi riferiranno anch'essi, a voce,

queste stesse cose.

È parso bene, infatti, allo Spirito Santo

e a noi, di non imporvi altro obbligo al di

fuori di queste cose necessarie: astenersi

dalle carni offerte agli idoli, dal sangue,

dagli animali soffocati e dalle unioni

illegittime.

Farete cosa buona a stare lontani da

queste cose. State bene!».

Quelli allora si congedarono e scesero

ad Antiòchia; riunita l'assemblea,

consegnarono la lettera.

Quando l'ebbero letta, si rallegrarono

per l'incoraggiamento che infondeva.

Parola di Dio.

Vangelo

Questo vi comando: che vi amiate

gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «Questo è il mio

comandamento: che vi amiate gli

uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di

questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che

io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo

non sa quello che fa il suo padrone; ma

vi ho chiamati amici, perché tutto ciò

che ho udito dal Padre mio l'ho fatto

conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto

voi e vi ho costituiti perché andiate e

portiate frutto e il vostro frutto rimanga;

perché tutto quello che chiederete al

Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate

gli uni gli altri».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Si può dire che tutto il discorso

dell’ultima Cena è una preparazione

a questa raccomandazione di Gesù

ai suoi amici.

Amarsi gli uni gli altri proprio come ha

fatto Lui; è questa l’essenza del messaggio

cristiano, e tutto acquista significato

sulla base di questa Parola di Gesù.

Il suo amore nei confronti dei discepoli

è così grande che li chiama amici; il motivo

è dato dal fatto che ha rivelato loro ogni

segreto che intercorre tra Lui e il Padre,

per cui essi hanno accesso pieno a Dio

con la stessa confidenza del Figlio.

Quei segreti sono stati rivelati anche a noi;

quante volte Gesù, durante la giornata,

ci chiama amici? Tantissime volte.

Egli si fida di noi e non c’è infedeltà o

tradimento che possa scalfire questa

fiducia; nel nostro cuore dev’esserci

gratitudine, preghiera e ringraziamento

per ciò che Cristo ha compiuto e compie

quotidianamente per noi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la

tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo

Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 10 maggio 2023

Il Vangelo del Giovedì 11 Maggio 2023

 

Della 5° settimana di Pasqua.

Sant' Ignazio da Laconi, frate cappuccino.

Prima Lettura

Ritengo che non si debbano importunare

quelli che dalle nazioni si convertono a Dio.

Dagli Atti degli Apostoli (15,7-21)

In quei giorni, poiché era sorta una grande

discussione, Pietro si alzò e disse loro:

«Fratelli, voi sapete che, già da molto

tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto

che per bocca mia le nazioni ascoltino

la parola del Vangelo e vengano alla fede.

E Dio, che conosce i cuori, ha dato

testimonianza in loro favore, concedendo

anche a loro lo Spirito Santo, come a noi;

e non ha fatto alcuna discriminazione tra

noi e loro, purificando i loro cuori con la fede.

Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo

sul collo dei discepoli un giogo che né i

nostri padri né noi siamo stati in grado

di portare?

Noi invece crediamo che per la grazia

del Signore Gesù siamo salvati, così

come loro».

Tutta l’assemblea tacque e stettero ad

ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano

quali grandi segni e prodigi Dio aveva

compiuto tra le nazioni per mezzo loro.

Quando essi ebbero finito di parlare,

Giacomo prese la parola e disse:

«Fratelli, ascoltatemi.

Simone ha riferito come fin da principio

Dio ha voluto scegliere dalle genti un

popolo per il suo nome.

Con questo si accordano le parole dei

profeti, come sta scritto: “Dopo queste

cose ritornerò e riedificherò la tenda di

Davide, che era caduta; ne riedificherò

le rovine e la rialzerò, perché cerchino

il Signore anche gli altri uomini e tutte

le genti sulle quali è stato invocato il

mio nome, dice il Signore, che fa queste

cose, note da sempre”.

Per questo io ritengo che non si debbano

importunare quelli che dalle nazioni si

convertono a Dio, ma solo che si ordini

loro di astenersi dalla contaminazione

con gli idoli, dalle unioni illegittime,

dagli animali soffocati e dal sangue.

Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi

lo predica in ogni città, poiché viene

letto ogni sabato nelle sinagoghe».

Parola di Dio.

Vangelo

Rimanete nel mio amore, perché

la vostra gioia sia piena.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-11) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «Come il Padre ha amato me,

anche io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti,

rimarrete nel mio amore, come io ho

osservato i comandamenti del Padre

mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia

gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È strano sentire Gesù che parla della sua

gioia la sera prima di essere crocifisso.

Evidentemente, c’è ancora qualcosa che

non abbiamo capito ma che è urgente

comprendere per la nostra vita cristiana.

Ci sono tanti tipi di gioia, ma non tutti

ci portano a Dio.

Gesù, pur nell’imminenza della sua

passione, è nella pace perché sa che

il Padre accoglie il suo atto d’amore

nel dono di sè sulla croce.

Questo non gli toglie né la paura e

nemmeno l’angoscia.

Anche nella nostra vita sapere che Dio

è con noi ci dà la forza necessaria per

compiere ciò che, a prima vista, ci

sembra impossibile.

Ci ricordiamo che Dio ci ama di un

amore personale e speciale?

Questa verità è davvero bella e consolante,

e può davvero cambiare le nostre giornate.

Tutto sta ad avere dentro il cuore il

ricordo costante.

Egli non si dimentica mai di noi e gioisce

con noi, attraverso la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto

il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 9 maggio 2023

Il Vangelo del Mercoledì 10 Maggio 2023

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

San Cataldo di Rachau, Vescovo.

Prima Lettura

Fu stabilito che salissero a Gerusalemme

dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Dagli Atti degli Apostoli (15,1-6)

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia]

dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se

non vi fate circoncidere secondo l'usanza

di Mosè, non potete essere salvati».

Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e

discutevano animatamente contro costoro,

fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni

altri di loro salissero a Gerusalemme dagli

apostoli e dagli anziani per tale questione.

Essi dunque, provveduti del necessario

dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e

la Samarìa, raccontando la conversione

dei pagani e suscitando grande gioia in

tutti i fratelli.

Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti

dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani,

e riferirono quali grandi cose Dio aveva

compiuto per mezzo loro.

Ma si alzarono alcuni della setta dei

farisei, che erano diventati credenti,

affermando: «È necessario circonciderli

e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».

Allora si riunirono gli apostoli e gli

anziani per esaminare questo problema.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi rimane in me, e io in lui,

porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «Io sono la vite vera e il

Padre mio è l'agricoltore.

Ogni tralcio che in me non porta frutto,

lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto,

lo pota perché porti più frutto.

Voi siete già puri, a causa della parola

che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi.

Come il tralcio non può portare frutto da

se stesso se non rimane nella vite, così

neanche voi se non rimanete in me.

Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me, e io in lui, porta

molto frutto, perché senza di me

non potete far nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via

come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,

lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole

rimangono in voi, chiedete quello che

volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio:

che portiate molto frutto e diventiate

miei discepoli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Signore usa l’immagine della vita e dei

tralci per farci capire quanto è forte il

legame che c’è tra noi e Lui.

È un legame vitale, tanto che-se viene

tagliato-noi troviamo la morte.

Eppure, nonostante la forza di tale

legame, abbiamo il potere di scioglierlo.

Il messaggio di Gesù è chiaro; siamo

già nel suo amore e viviamo già nella

piena comunione con Lui.

Il punto è cercare di conservarci in

tale amore senza allontanarcene per

nessun motivo.

Se ciò avviene, il nostro cammino è

segnato; siamo come quei tralci che

seccano e non servono ad altro che

a essere bruciati.

Dunque, non è tanto con i sentimenti

o con le belle parole che esprimiamo

l’unione con Gesù.

È soprattutto con le scelte di vita e con

la testimonianza quotidiana e la preghiera,

che dimostriamo a Dio e agli altri la nostra

reale appartenenza a Lui.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la

tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto

il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.