martedì 25 gennaio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 26 Gennaio 2022

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Timoteo e Tito, Vescovi.

Prima Lettura

Mi ricordo della tua schietta fede.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,1-8)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della

vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia

e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.

Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura,

ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno.

Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per

essere pieno di gioia.

Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide

e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te.

Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante

l'imposizione delle mie mani.

Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità

e di prudenza.

Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me,

che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9) anno pari.

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due

davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa,

né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!".

Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti

ritornerà su di voi.

Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché

chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.

Non passate da una casa all'altra.

Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi

sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi

il regno di Dio"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Timoteo e Tito, collaboratori della prima ora di Paolo, sono destinatari di tre

lettere pastorali dell’apostolo delle genti, primi di una lunga serie di vescovi,

incaricati di annunciare il Vangelo degli apostoli.

Ieri abbiamo celebrato la conversione di Paolo, oggi la conversione e la vita

nuova in Cristo di due suoi preziosi collaboratori; Timoteo e Tito.

Come se la Chiesa, nella sua saggezza, volesse darci un messaggio di speranza;

la conversione di uno suscita la conversione di tanti.

È proprio così; il "sì" detto da Paolo al Dio che credeva di conoscere e che

invece perseguitava, è diventato fecondo e ha suscitato una innumerevole

moltitudine di altri "sì".

Come una catena i cui anelli sono legati indissolubilmente gli uni agli altri,

la fede si trasmette da bocca ad orecchio, da persona a persona, da cuore a cuore.

Nessuno si converte per posta o si convince alla fede dopo avere letto un libro.

Solo la testimonianza schietta, credibile, affascinante di un credente suscita la fede.

Se io, Fausto, sono credente, se il Vangelo ha radicalmente trasformato la mia vita,

nonostante i miei limiti, è perché altri, prima di me hanno creduto.

E se altri, dopo di noi, crederanno, è solo perché questa catena non viene interrotta.

La grande gioia che abbiamo ricevuto accogliendo il Signore, la possiamo trasmettere

affidando il nostro "sì", in questa giornata, alla grazia di Dio, con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 24 gennaio 2022

Il Vangelo del Martedì 25 Gennaio 2022

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Conversione di San Paolo, Apostolo.

Prima Lettura

Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il nome di Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (22,3-16)

In quei giorni, Paolo disse al popolo: «Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia,

ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamalièle nell'osservanza

scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.

Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne,

come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani.

Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre

prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perché fossero puniti.

Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno,

all'improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me; caddi a terra e

sentii una voce che mi diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?".

Io risposi: "Chi sei, o Signore?".

Mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu perséguiti".

Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava.

Io dissi allora: "Che devo fare, Signore?".

E il Signore mi disse: "Àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto

quello che è stabilito che tu faccia".

E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per

mano dai miei compagni giunsi a Damasco.

Un certo Ananìa, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là

residenti, venne da me, mi si accostò e disse: "Saulo, fratello, torna a vedere!".

E in quell'istante lo vidi. Egli soggiunse: "Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato

a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua

stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che

hai visto e udito.

E ora, perché aspetti? Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati,

invocando il suo nome"».

Parola di Dio.

Vangelo

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco (16,15-18) anno pari.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il

mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome

scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti

e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani

ai malati e questi guariranno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

San Paolo è l’unico discepolo di cui ricordiamo la conversione, oltre che la morte.

Il suo percorso spirituale è diventato il modello per ogni cercatore di Dio che

incontra il Cristo, rivelatore del Padre e dell’uomo.

Non una ma molte conversioni caratterizzano il percorso dell’uomo che cerca

se stesso, che incontra Dio.

San Paolo ci viene proposto come modello di questo accidentato percorso che

siamo chiamati a ripetere con intelligenza e creatività.

La conversione è il passaggio da una condizione ad un’altra, un gesto di adesione

Dell’intelligenza fatto con forza e, spesso, a costo di fatica e di lotta interiore.

San Paolo era già credente, fin troppo.

Accecato dalla sua passione, non riusciva a vedere che il suo zelo era

diventato inaccettabile fanatismo.

Quando parliamo di conversione, quindi, non intendiamo anzitutto il passaggio

Dell’ateo alla fede, ma del credente alla fede corretta.

E questa conversione caratterizza la Chiesa, sempre in riforma per adeguare

il proprio stile di vita alle esigenze del Vangelo.

Oggi, quindi, celebriamo la fatica della nostra conversione, il cammino che

dobbiamo continuamente fare, senza scoraggiarci.

La conversione sulla via di Damasco, per Paolo, non fu che l’inizio di una vita

nuova in cui dovette affrontare numerosi cambiamenti.

Eppure, alla fine del suo entusiasmante, sofferto e tormentato percorso, libero,

si consegnò completamente a Cristo.

Anche noi, come lui, consegniamoci a Cristo, aiutati dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 23 gennaio 2022

Il Vangelo del Lunedì 24 Gennaio 2022

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Francesco di Sales, Vescovo e Dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Tu pascerai il mio popolo Israele.

Dal secondo libro di Samuèle (5,1-7.10)

In quei giorni, vennero tutte le tribù d'Israele da Davide a Ebron, e gli

dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne.

Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele.

Il Signore ti ha detto: "Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d'Israele"».

Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse

con loro un'alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d'Israele.

Davide aveva trent'anni quando fu fatto re e regnò quarant'anni.

A Ebron regnò su Giuda sette anni e sei mesi e a Gerusalemme regnò trentatré

anni su tutto Israele e su Giuda.

Il re e i suoi uomini andarono a Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano

in quella regione.

Costoro dissero a Davide: «Tu qui non entrerai: i ciechi e gli zoppi ti

respingeranno», per dire: «Davide non potrà entrare qui».

Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la Città di Davide.

Davide andava sempre più crescendo in potenza e il Signore, Dio degli

eserciti, era con lui.

Parola di Dio.

Vangelo

Satana è finito.

Dal Vangelo secondo Marco (3,22-30) anno pari.

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui

è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».

Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana?

Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una

casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi.

Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in

piedi, ma è finito.

Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni,

se prima non lo lega.

Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.

In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche

tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo

non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».

Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quanto inchiostro ha fatto versare questo brano!

Siamo tutti rassicurati dal fatto che il Dio di Gesù perdona tutti i peccati!

Che bello avere a che fare con un Dio che vuole la salvezza di ogni uomo,

che non gode della morte del peccatore ma che lo libera e lo innalza!

Eccetto in un caso; la bestemmia contro lo Spirito Santo.

Ma che significa?

La chiave di lettura di Marco ci aiuta; Gesù è accusato di essere indemoniato,

di parlare in nome del divisore.

Lo accusano perché dice cose nuove, perché destabilizza, perché mette in luce

le contraddizioni di una pratica religiosa esteriore e vuota, fatta di leggi e

prescrizioni che, invece di avvicinare a Dio, fanno fuggire ogni discepolo!

Piuttosto di mettersi in discussione, alcuni farisei lo accusano, senza argomentare,

di essere un indemoniato e di guarire gli indemoniati in nome del demonio.

Sciocchezza gigantesca che Gesù, con somma pazienza, smonta con un ragionamento.

Che non serve.

L’ostinazione di chi non vuole credere è quasi invincibile, è dura e insormontabile.

Eccolo, a mio avviso, il peccato contro lo Spirito.

Apre le menti, lo Spirito, scombina i piani, illumina le tenebre.

Ma, per farlo, bisogna accoglierlo facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 22 gennaio 2022

Il Vangelo di Domenica 23 Gennaio 2022

 

Della 3° Domenica del Tempo Ordinario.

Sant' Emerenziana, Vergine e martire.

Prima Lettura

Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.

Dal libro di Neemia (8,2-4.5-6.8-10)

In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli

uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.

Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della

luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che

erano capaci d'intendere; tutto il popolo tendeva l'orecchio al libro della legge.

Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito

per l'occorrenza.

Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti;

come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi.

Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: "Amen, amen",

alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra

dinanzi al Signore.

I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano

il senso, e così facevano comprendere la lettura.

Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che

ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: "Questo giorno è

consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!".

Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.

Poi Neemìa disse loro: "Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci

e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo

giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia

del Signore è la vostra forza".

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Voi siete corpo di Cristo, ognuno secondo la propria parte.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12,12-30)

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del

corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo.

Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo,

Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra.

Se il piede dicesse: "Poiché non sono mano, non appartengo al corpo", non

per questo non farebbe parte del corpo.

E se l'orecchio dicesse: "Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo",

non per questo non farebbe parte del corpo.

Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito?

Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato?

Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto,

come egli ha voluto.

Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo?

Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo.

Non può l'occhio dire alla mano: "Non ho bisogno di te"; oppure la testa ai

piedi: "Non ho bisogno di voi".

Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie;

e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore

rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle

decenti non ne hanno bisogno.

Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha,

perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura

le une delle altre.

Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro

è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.

Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra.

Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in

secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli,

quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue.

Sono forse tutti apostoli?

Tutti profeti? Tutti maestri?

Tutti fanno miracoli?

Tutti possiedono il dono delle guarigioni?

Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?

Parola di Dio.

Vangelo

Oggi si è compiuta questa Scrittura.

Dal Vangelo secondo Luca (1,1-4;4,14-21) anno C.

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono

compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono

testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch'io

ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di

scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa

renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama

si diffuse in tutta la regione.

Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella

sinagoga e si alzò a leggere.

Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era

scritto: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con

l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare

ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi

e proclamare l'anno di grazia del Signore".

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette.

Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui.

Allora cominciò a dire loro: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi

avete ascoltato".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La quotidianità è piena di Dio, ribolle di gioia come durante una bella festa

di matrimonio, riempie il cuore di gioia come quando ci si innamora.

Se la nostra fede si è pietrificata, se la nostra vita è annacquata, lo Sposo ci

dona il vino nuovo della sua presenza.

Con il segno numero uno, a Cana abbiano iniziato il tempo ordinario mentre

i nostri media sono invasi da impetuosi fiumi di parole in vista delle elezioni

del presidente della nostra Repubblica, cerchiamo di lasciar illuminare le troppe

parole con la Parola.

Luca ci accompagna in questo compito entusiasmante che è vivere da discepoli

in un mondo sempre più rabbioso e in una Chiesa sempre più in crisi.

Luca ci assomiglia; come noi proviene e vive in un ambiente lontano dalla

spiritualità, come noi è sollecitato da mille stimoli, da novità religiose “alla

moda”, come noi non ha mai visto Gesù in vita sua, come noi (spero!) è

rimasto profondamente coinvolto dalla predicazione di un ebreo di nome

Paolo, giunto ad Antiochia per parlare di un tale Gesù morto e risorto, come

noi si è convertito alla consapevolezza che Dio è tenerezza infinita.

Leggendo Luca ne rintracciamo l’evoluzione interiore, il percorso, il carattere,

così come riusciamo a conoscere le persone quando iniziamo con esse

un’intensa corrispondenza.

Luca è stato educato nella religione dei padri, zeppa di divinità capricciose e strane,

umorali e biliose, che imitano, nel loro Pantheon, i difetti e i limiti degli uomini.

Divinità lontane, incomprensibili, scostanti, messe in ridicolo dall’annuncio di Paolo.

Dio è diverso, dice l’ebreo di Tarso, è un padre pieno di tenerezza, che cerca

e ama ciascuno dei suoi figli.

E Luca ne fa esperienza.

Spinto da Paolo, dopo alcuni anni di discepolato, Luca accetta di scrivere un

resoconto ordinato delle cose accadute tra le prime comunità.

Storico puntiglioso e appassionato, Luca dedica molto tempo ad ascoltare i

testimoni diretti e a redigere uno splendido Vangelo, il Vangelo della

mansuetudine di Cristo, come sintetizza il grande Dante.

Luca ci tiene a confermare la fede in cui è rimasto coinvolto; non sono pie

favole quelle in cui ha creduto, né devote elucubrazioni.

Ha dedicato molto tempo a questa ricerca e ci tiene a precisarlo.

Fa bene a dirlo; neanche lui avrebbe immaginato che, a più di duemila anni

di distanza, siamo ancora qui a giocare a fare gli intellettuali smaliziati,

a guardare con sufficienza le pretese di storicità dei Vangeli, a scrutare

con arroganza il cristianesimo, a lasciarci turbare (!) dalle affascinanti teorie

di un romanziere furbetto, a preferire un cristianesimo melenso ed emotivo

che corre dietro alle apparizioni private alla ragionevolezza della fede.

Siamo convinti che la religione sia qualcosa di utile sì, male non ne fa, insegna

il bene, ma che in fondo in fondo tutto si risolva in una innocua esortazione che

non può certo passare al vaglio della storia o della scienza.

Il Vangelo è e resta uno splendido esempio di libro religioso, Gesù è una figura

ammirevole, ma tutto si confonde; morale, favola, dottrina.

Luca scuoterebbe la testa, invitandoci a prendere più sul serio la nostra fede,

a dedicare del tempo alla nostra preparazione, a renderci conto che la fede va

nutrita, informata, capita, indagata.

Le quattro nozioni imparate di malavoglia al catechismo sono, spesso, l’unico

approccio al cristianesimo che abbiamo conosciuto.

Siamo seri; il problema è la nostra pigrizia, il problema è la dimenticanza; non ci

importa della nostra interiorità, non investiamo perché in fondo non ci crediamo.

Smettiamola di giocare a fare gli atei, non nascondiamo la nostra mediocrità

dietro una pretesa culturale poco seria e documentata, portiamo rispetto per

coloro che, davvero, hanno cercato, studiato e indagato.

Come Luca.

Mondo impigrito, il nostro, che affida ad altri l’analisi per poi mandare a

memoria un riassunto delle conclusioni masticate dai tuttologi di turno.

Vuoi veramente cercare la fede? Indaga.

Cerchi davvero Dio? Informati.

Vuoi davvero dare senso alla tua vita? Fidati.

Sì perché-ci ricorda Luca-la fede nasce dalla testimonianza di chi ha visto e creduto.

Gesù inizia il suo ministero nella sinagoga di Nazareth; leggendo la splendida

profezia di Isaia che vede un popolo di schiavi tornare dall’esilio, il Messia

proclama ufficialmente l’inizio del Regno.

Si siede, come fanno i rabbini, dopo aver chiuso il rotolo delle profezie.

Sono ormai realizzate. È Lui che le realizza. La Parola, ora è qui.

Non sarà ascoltato, lo sappiamo, allora e oggi.

Ma a coloro che hanno in coraggio di fidarsi di Luca e degli altri, coloro

che-sul serio-cercano risposte, le indicazioni di Gesù sono davvero una

splendida buona notizia.

Nonostante tutto.

Certo amici, non basta solo ascoltare il Vangelo la Domenica, dobbiamo

indagare, chiederci cosa vuole il Signore da noi, solo così arriveranno le risposte.

Santa Domenica della Parola che ci apre il cuore, Fausto.

venerdì 21 gennaio 2022

Il Vangelo del Sabato 22 Gennaio 2022

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

San Vincenzo di Saragozza, Diacono e Martire.

Prima Lettura

Come sono caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?

Dal secondo libro di Samuele (1,1-4.11-12.17.19.23-27)

In quei giorni, Davide tornò dalla strage degli Amaleciti e rimase a Siklag due giorni.

Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di Saul con la veste stracciata

e col capo cosparso di polvere.

Appena giunto presso Davide, cadde a terra e si prostrò. Davide gli chiese: "Da

dove vieni?".

Rispose: "Sono fuggito dal campo d'Israele".

Davide gli domandò: "Come sono andate le cose? Su, dammi notizie!".

Rispose: "È successo che il popolo è fuggito nel corso della battaglia, molti del

popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Giònata sono morti".

Davide afferrò le sue vesti e le stracciò; così fecero tutti gli uomini che erano con lui.

Essi alzarono lamenti, piansero e digiunarono fino a sera per Saul e Giònata, suo

figlio, per il popolo del Signore e per la casa d'Israele, perché erano caduti di spada.

Allora Davide intonò questo lamento su Saul e suo figlio Giònata: "Il tuo vanto,

Israele, sulle tue alture giace trafitto!

Come sono caduti gli eroi?

O Saul e Giònata, amabili e gentili, né in vita né in morte furono divisi;

erano più veloci delle aquile, più forti dei leoni.

Figlie d'Israele, piangete su Saul, che con delizia vi rivestiva di porpora,

che appendeva gioielli d'oro sulle vostre vesti.

Come son caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?

Giònata, sulle tue alture trafitto!

Una grande pena ho per te, fratello mio, Giònata!

Tu mi eri molto caro; la tua amicizia era per me preziosa, più che amore di donna.

Come sono caduti gli eroi, sono perite le armi?".

Parola di Dio.

Vangelo

I suoi dicevano: «E' fuori di sé».

Dal Vangelo secondo Marco (3,20-21)

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla,

tanto che non potevano neppure mangiare.

Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo;

dicevano infatti: "È fuori di sé".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È matto Gesù, siamo sinceri.

Fuori come un balcone, pazzo da legare.

Non si risparmia, dedica tutto il suo tempo all’annuncio del Regno.

Si dimentica di mangiare in un tempo in cui mangiare era privilegio di pochi.

È matto, fuori di testa perché contraddice il nostro modo di vivere,

di intendere la religione, di vedere noi stessi.

Tutti pensano, in fondo, che la vita sia una battaglia giocata all’ultimo sangue

per emergere, per affermarsi, per essere qualcuno, costi quel che costi.

Gli altri, al massimo, possono essere utilizzati, servire, aiutarci a raggiungere

i nostri obiettivi.

Gesù, invece, mette gli altri nel mezzo, le loro priorità al centro delle proprie scelte.

Proclama “beati” coloro che donano la loro vita per gli altri.

Tutti pensano che le persone religiose influenti e capaci, come Gesù, dovrebbero

fare del loro carisma l’occasione per farsi servire, per manipolare le persone,

per nascondersi dietro una patina di santità.

Gesù, invece, fa diventare servo il Maestro, proponendo se stesso come

modello di mitezza e di umiltà.

Se decidete di seguire questo folle, amici lettori, non spaventatevi se qualcuno,

prima o poi, avrà da ridire sulle vostre scelte poco condivise; fregatevene,

lo fanno tante volte anche con me, pazienza e preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.