domenica 10 ottobre 2021

Il Vangelo del Lunedì 11 Ottobre 2021

 

Della 28° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni XXIII, Papa.

Prima Lettura

Per mezzo di Cristo abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per

suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (1,1-7)

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il

vangelo di Dio-che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre

Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne,

costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della

risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo

ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in

tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati

da Gesù Cristo-, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata,

grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio.

Vangelo

Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.

Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32) anno dispari.

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non

le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona.

Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio

dell’uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa

generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra

per ascoltare la sapienza di Salomone.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione

e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Continuiamo a chiedere segni, viviamo la fede come una forma di superstizione

che poco ha a che vedere con la sobrietà e l’equilibrio dei Vangeli.

Anche noi, come i contemporanei di Gesù, corriamo il rischio di correre dietro

alle apparizioni e i miracoli invece di interpretare i tanti segni che il Signore

ci manda nella quotidianità.

La richiesta del miracolo e dell’apparizione rivela una piccola fede che ha bisogno

di prodigi miracolosi senza riconoscere il grande prodigio della presenza del

Figlio di Dio in mezzo a noi!

In particolare Gesù chiede di prestare attenzione a due grandi segni; quello della

profezia dei tanti che, come Giona, ancora ci invitano a conversione e quello

della ricerca della sapienza che mise in moto la regina di Saba e la spinse a

verificare la fama del re Salomone.

Ascoltare la profezia e la sapienza, accogliere chi ci invita a conversione e chi parla

con saggezza, dote sempre più rara nelle nostre verbose ma superficiali società.

Ben più di Giona e di Salomone abbiamo qui; la Parola di Dio stessa incarnata

e resa accessibile ad ogni uomo che cerca Dio.

Smettiamola di chiedere segni e accorgiamoci del grande segno che è Cristo fra

di noi, aiutandoci con la preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 9 ottobre 2021

Il Vangelo di Domenica 10 Ottobre 2021

 

Della 28° Domenica del Tempo Ordinario.

San Daniele Comboni, vescovo.

Prima Lettura

Al confronto della sapienza stimai un nulla la ricchezza.

Dal libro della Sapienza (7,7-11)

Pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza.

La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto, non la

paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l'oro al suo confronto

è come un po' di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l'argento.

L'ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto

che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta.

Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

La parola di Dio discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

Dalla lettera agli Ebrei (4,12-13)

La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio;

essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture

e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto

agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.

Parola di Dio.

Vangelo

Vendi quello che hai e seguimi.

Dal Vangelo secondo Marco (10,17-30) anno B.

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che

cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?».

Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono?

Nessuno è buono, se non Dio solo.

Tu conosci i comandamenti: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare,

non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre"».

Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla

mia giovinezza».

Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca:

va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».

Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva

infatti molti beni.

Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per

quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».

I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli,

quanto è difficile entrare nel regno di Dio!

È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel

regno di Dio».

Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?».

Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio!

Perché tutto è possibile a Dio».

Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa

o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa

del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in

case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni,

e la vita eterna nel tempo che verrà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Corre, il giovane ricco, come se avesse una malattia.

Corre per sapere come vivere nella logica di Dio.

È anche corretto e onesto nel suo porsi; sa che la salvezza non si “merita” ma

si riceve in eredità se la si desidera con cuore puro.

Teologicamente impeccabile.

Gesù lo accoglie con simpatia, gli chiede, con semplicità, di osservare

i comandamenti.

Ignora i primi, quelli rivolti a Dio, si concentra su quelli rivolti all’uomo; solo

nel servizio all’uomo facciamo piacere al Dio che lo ha creato.

Il ricco risponde di averli sempre osservati, fin dalla più tenera età.

Forse ha ragione, forse si vanta esagerando, va bene lo stesso.

Gesù lo ama, fissandolo.

Uno sguardo di bene, uno sguardo che vede il positivo, anche se il ricco esagera.

Gesù ha sempre e per sempre uno sguardo positivo su di me, anche quando

faccio finta di non vedere le ombre del mio cuore.

Ama e chiede.

Chiede perché ama.

Osa; lascia tutte le tue ricchezze.

Fine del bel momento mistico.

Marco pone a metà del suo Vangelo le cose più impegnative; la pagina sul

matrimonio, quella sulla ricchezza.

Bisogna conoscere Cristo prima di poter vivere le sue esigenze urticanti,

sentirsi amati prima di poter osare.

Gesù non chiede al ricco di gettare il denaro, ma di condividerlo.

Di entrare nella logica di chi si sente fratello, di chi sa che la ricchezza è dono

di Dio, ma la povertà è colpa del ricco.

Non se la sente, il giovane ricco.

Resterà ricco, ma triste.

Non usa la sapienza invocata nella prima lettura.

Non accoglie la spada della Parola che trancia, descritta dalla lettera agli ebrei.

Il suo problema non è la ricchezza, ma l’egoismo.

Lo capiscono bene i discepoli che ricchi non sono ma che si sentono a disagio

per questa Parola.

La ricchezza non è questione di portafoglio ma di cuore.

Gesù insiste; una logica così spilorcia, “ricca”, impedisce di entrare nella

logica di Dio.

Anche la famiglia può diventare un possesso, anche gli affetti.

Perciò bisogna lasciare tutto, Dio restituisce nella maniera corretta.

Gesù non condanna la ricchezza, né esalta la povertà.

Lo dico perché spesso noi cattolici scivoliamo nel moralismo criticando i soldi

(degli altri) e invitando a generosità (sempre gli altri).

Gesù ama il giovane ricco, lo guarda con tenerezza, vede in lui una grande forza

e la possibilità di crescere nella fede.

Gli chiede di liberarsi di tutto per avere di più, di fare il miglior investimento

della sua vita.

Gesù frequenta persone ricche e persone povere, è libero.

Ma ammonisce noi, suoi discepoli; la ricchezza è pericolosa perché promette

ciò che non può in alcun modo mantenere.

Dunque, dice Gesù, la ricchezza può ingannare, può far fallire miseramente una

vita, la pienezza è altrove, non nella fugace emozione di avere realizzato il

sogno di possedere il giocattolo prezioso cui aspiro.

Ma la povertà non è auspicabile, la miseria non avvicina a Dio ma precipita

nella disperazione.

Perciò il Signore ci chiede di avere un cuore libero e solidale; la povertà è scelta

dai discepoli perché ci è insopportabile vedere un fratello nella miseria, tutto lì.

Ancora una volta il Signore ci chiede di essere diversi, il “fra voi non sia così”

che è caratterizzato, in questo caso, dalla scelta della condivisione e della

essenzialità, del soccorrere le povertà e accontentarsi mantenendosi

nell’essenzialità, senza finire nella spirale della cupidigia.

Soprattutto in questi tempi di delirio.

I fatti di cronaca delle ultime settimane, le spese folli e offensive di chi usa

il denaro pubblico per proprio tornaconto, di chi, piccino, usa la politica in

maniera orribile, ci richiamano al principio dell’onestà e della solidarietà

Dio si schiera dalla parte degli ultimi, dei licenziati, dei poveri.

Noi, anche nel piccolo, siamo chiamati ad essere trasparenti e corretti, nel

piccolo come nel grande.

Onestà, elemosina, condivisione, dono, sono ancora i protagonisti di una

sana vita da discepolo, senza affannarsi dell’accumulo ma coscienziosamente

affidandosi a quel Dio che veste splendidamente l’erba del campo.

E questa logica deve permeare anche i rapporti nelle comunità, i soldi delle

comunità che servono all’annuncio del Vangelo senza fumosità, senza ambiguità.

Se facciamo parte di una comunità manteniamola anche economicamente, chiediamo

e offriamo trasparenza, orientiamo le nostre scelte a servizio dell’annuncio.

Che tra noi, nelle nostre Chiese, nelle nostre scelte, prevalga sempre la generosità

e la fiducia nella Provvidenza, al calcolo che appanna la libertà che dobbiamo

tenere nei confronti del possesso.

Facciamoci dono, facciamo della nostra vita un dono e avremo-stupore-cento

volte tanto, come sperimenta Pietro.

Doniamo amici e doniamoci, Santa Domenica del dono, Fausto.

 

venerdì 8 ottobre 2021

Il Vangelo del Sabato 9 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Dionigi e compagni, vescovo e martiri.

Prima Lettura

Date mano alla falce, perché la messe è matura.

Dal libro del profeta Gioèle (4,12-21)

Così dice il Signore: Si affrettino e salgano le nazioni alla valle di Giòsafat,

poiché lì sederò per giudicare tutte le nazioni dei dintorni.

Date mano alla falce, perché la messe è matura; venite, pigiate, perché il torchio

è pieno e i tini traboccano, poiché grande è la loro malvagità!

Folle immense nella valle della Decisione, poiché il giorno del Signore

è vicino nella valle della Decisione.

Il sole e la luna si oscurano e le stelle cessano di brillare.

Il Signore ruggirà da Sion, e da Gerusalemme farà udire la sua voce; tremeranno

i cieli e la terra.

Ma il Signore è un rifugio per il suo popolo, una fortezza per gli Israeliti.

Allora voi saprete che io sono il Signore, vostro Dio, che abito in Sion, mio monte

santo, e luogo santo sarà Gerusalemme; per essa non passeranno più gli stranieri.

In quel giorno le montagne stilleranno vino nuovo e latte scorrerà per le colline;

in tutti i ruscelli di Giuda scorreranno le acque.

Una fonte zampillerà dalla casa del Signore e irrigherà la valle di Sittìm.

L’Egitto diventerà una desolazione ed Edom un arido deserto, per la violenza

contro i figli di Giuda, per il sangue innocente sparso nel loro paese, mentre

Giuda sarà sempre abitata e Gerusalemme di generazione in generazione.

Non lascerò impunito il loro sangue, e il Signore dimorerà in Sion.

Parola di Dio.

Vangelo

Beato il grembo che ti ha portato!

Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (11,27-28) anno dispari.

In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli

disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».

Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un cuore di mamma mediterranea quello che si alza dalla folla.

Un complimento che suscita imbarazzo e ilarità fra i discepoli che stanno

ascoltando il Signore.

Una mamma che invidia la mamma di Gesù, la fortuna che ha avuto nell’avere

un figlio così bravo e famoso di cui potersi vantare!

Gesù non si fa spiazzare e, sorridendo, ribatte; ancora meglio è accogliere

la Parola e realizzarla.

Come già detto altrove, il Signore propone un nuovo legame fra i discepoli,

un legame basato sulla conoscenza di Dio, sulla condivisione di un progetto,

sulla meditazione fattiva della Parola di Dio.

È un modo completamente nuovo di vedere le relazioni famigliari, fecondate,

santificate e superate dalla nuova prospettiva evangelica.

Beati noi che abbiamo la fortuna immensa di avere accolto il Vangelo col

cuore spalancato!

Beati noi che scrutiamo la Parola ogni giorno per trovarvi luce e pace!

Beati noi che viviamo in questo mondo con lo sguardo rivolto verso le cose

invisibili che lo abitano!

Beati noi che cerchiamo di scrutare e rintracciare il grande progetto di Dio

negli eventi tumultuosi di questo mondo, facendoci aiutare dalla preghiera!

Beati noi!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 7 ottobre 2021

Il Vangelo del Venerdì 8 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Pelagia di Antiochia, penitente.

Prima Lettura

Il giorno del Signore, giorno di tenebra e di caligine.

Dal libro del profeta Gioèle (1,13-15;2,1-2)

Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell’altare, venite,

vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, perché priva d’offerta e

libagione è la casa del vostro Dio.

Proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra, radunate gli anziani

e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore, vostro Dio, e gridate al

Signore: «Ahimè, quel giorno!

È infatti vicino il giorno del Signore e viene come una devastazione dall’Onnipotente».

Suonate il corno in Sion e date l’allarme sul mio santo monte!

Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, perché

è vicino, giorno di tenebra e di oscurità, giorno di nube e di caligine.

Come l’aurora, un popolo grande e forte si spande sui monti: come questo non

ce n’è stato mai e non ce ne sarà dopo, per gli anni futuri, di età in età.

Parola di Dio.

Vangelo

Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (11,15-26) anno dispari.

In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per

mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».

Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in

rovina e una casa cade sull’altra.

Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno?

Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl.

Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di

chi li scacciano?

Per questo saranno loro i vostri giudici.

Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che

possiede è al sicuro.

Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali

confidava e ne spartisce il bottino.

Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.

Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando

sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”.

Venuto, la trova spazzata e adorna.

Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora.

E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Esiste il demonio, ed opera in mezzo a noi.

Non ha nulla a che vedere con quell’eroe tragico della nostra modernità o col

mostro dei filmetti di “serie B” o con le pruderie di molti sé-dicenti cristiani che

lo vedono ovunque e giocano a fare gli esorcisti.

Esiste il demonio, colui che divide, che ci vuole allontanare da Dio e lo fa

evidenziando le scelte negative che, in massima libertà, possiamo compiere.

Nessuno di noi è indemoniato, grazie a Dio, ma la parte oscura può prendere

il sopravvento e la nostra mente e la nostra anima possono inclinarsi verso

il male e il peccato.

Ma, e questa è la buona notizia, Gesù è l’uomo forte che strappa la casa del

nostro cuore ad ogni tenebra.

Coltivando la nostra interiorità con la preghiera e la frequenza ai sacramenti

siamo tutelati e messi al sicuro da ogni oscurità.

Non cerchiamo, però, di essere perfetti agli occhi di Dio; a volte sperimentiamo

un limite per dimorare nell’umiltà che ci permette di presentarci con verità

davanti al Signore e Maestro.

Come dice la parabola, guai se la nostra anima fosse troppo linda e pulita!

Restiamo sereni, accogliamo i nostri limiti, accogliamo in noi Gesù, l’uomo forte.

E facciamolo attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 6 ottobre 2021

Il Vangelo del Giovedì 7 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Vergine Maria del Rosario, apparizione.

Prima Lettura

Ecco, sta per venire il giorno rovente come un forno.

Dal libro del profeta Malachìa (3,13-20a)

Duri sono i vostri discorsi contro di me-dice il Signore-e voi andate

dicendo: «Che cosa abbiamo detto contro di te?».

Avete affermato: «È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto

dall’aver osservato i suoi comandamenti o dall’aver camminato in lutto

davanti al Signore degli eserciti?

Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male,

si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti».

Allora parlarono tra loro i timorati di Dio.

Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti

a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome.

Essi diverranno-dice il Signore degli eserciti-la mia proprietà particolare nel

giorno che io preparo.

Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve.

Voi allora di nuovo vedrete la differenza fra il giusto e il malvagio, fra chi

serve Dio e chi non lo serve.

Ecco infatti: sta per venire il giorno rovente come un forno.

Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come

paglia; quel giorno, venendo, li brucerà-dice il Signore degli eserciti-fino

a non lasciar loro né radice né germoglio.

Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.

Parola di Dio.

Vangelo

Chiedete e vi sarà dato.

Dal Vangelo secondo Luca (11,5-13) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte

va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da

un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non

m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso

alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo

amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?

O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?

Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più

il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dopo avere insegnato ai discepoli quali parole usare per pregare, il Maestro ora

insegna con che spirito farlo.

La splendida parabola dell’amico importuno che bussa alla porta del vicino per

chiedere del pane per gli ospiti inattesi ci dice che la preghiera è una questione

di insistenza e di abitudine in senso positivo.

Non di insistenza nel senso che si tratta di rompere le scatole a Dio finché non

ci esaudisca, come solo certi bambini sanno fare con i propri genitori, ma insistenza

verso noi stessi, mettendo la preghiera al centro della nostra vita interiore, 

coltivandola quotidianamente, anche solo per pochi minuti, per formarci ad una sana 

abitudine (l’abitudine viene da habitus, un modo di essere, non solo esteriore ma anche 

relativo al carattere, all’atteggiamento interiore, alla disposizione naturale dell’animo).

La nostra preghiera non deve essere estemporanea, rarefatta, ma rivestirci e animarci

come qualcosa di essenziale alla nostra vita.

In aggiunta alla preghiera del Padre nostro, non importa quali siano le altre parole

che usiamo; la preghiera può essere una lode, una richiesta, un’intercessione;

l’essenziale è che ci rivolgiamo ad un Padre che già ci conosce e sa bene di cosa

abbiamo bisogno e che sa se ciò che stiamo chiedendo è per il nostro bene.

Solo per questo dobbiamo pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.