giovedì 13 agosto 2020

Il Vangelo del Venerdì 14 Agosto 2020


Della 19° settimana del Tempo Ordinario.
San Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire.
Prima lettura dal libro del profeta Ezechiele (16,1-15.60-63).
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, fa' conoscere
a Gerusalemme tutti i suoi abomini.
Dirai loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per origine e
nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era un Amorreo e tua madre un'Ittita.
Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato il cordone ombelicale
e non fosti lavata con l'acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale né
fosti avvolta in fasce.
Occhio pietoso non si volse verso di te per farti una sola di queste cose e non
ebbe compassione nei tuoi confronti, ma come oggetto ripugnante, il giorno
della tua nascita, fosti gettata via in piena campagna.
Passai vicino a te, ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo
sangue e cresci come l'erba del campo.
Crescesti, ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza.
Il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubertà, ma eri nuda e scoperta.
Passai vicino a te e ti vidi.
Ecco: la tua età era l'età dell'amore. Io stesi il lembo del mio mantello su di te
e coprii la tua nudità.
Ti feci un giuramento e strinsi alleanza con te-oracolo del Signore Dio-e divenisti mia.
Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio.
Ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti
ricoprii di stoffa preziosa.
Ti adornai di gioielli.
Ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo; misi al tuo naso un anello,
orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo.
Così fosti adorna d'oro e d'argento.
Le tue vesti erano di bisso, di stoffa preziosa e ricami.
Fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo.
Divenisti sempre più bella e giungesti fino ad essere regina.
La tua fama si diffuse fra le genti. La tua bellezza era perfetta.
Ti avevo reso uno splendore. Oracolo del Signore Dio.
Tu però, infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua fama, ti sei
prostituita, concedendo i tuoi favori a ogni passante.
Ma io mi ricorderò dell'alleanza conclusa con te al tempo della tua giovinezza
e stabilirò con te un'alleanza eterna, perché te ne ricordi e ti vergogni e, nella
tua confusione, tu non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto».
Oracolo del Signore Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (19,3-12) anno pari.
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e
gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e
femmina e disse: "Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a
sua moglie e i due diventeranno una sola carne"?
Così non sono più due, ma una sola carne.
Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio
e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare
le vostre mogli; all'inizio però non fu così.
Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione
illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell'uomo rispetto
alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai
quali è stato concesso.
Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne
sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che
si sono resi tali per il regno dei cieli.
Chi può capire, capisca».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Non conviene sposarsi!
Sono turbati, gli apostoli, dalla destabilizzante risposta di Gesù al quesito
sul ripudio.
Una antica norma maschilista attribuita addirittura a Mosé; chi mai avrebbe
osato contestarla?
Gesù, ovviamente, che riporta alla sua origine il progetto che Dio ha sull’amore; nella
Creazione il Signore ha pensato alla coppia come ad un’alleanza d’amore durevole.
Che bello poter dire alle nostre coppie che la fedeltà per tutta la vita non è
un’insensata norma vetero-cattolica ma il sogno di Dio!
Certo; non conviene sposarsi se nella nostra testa ciò significa sistemarsi, o tenersi
una via di fuga, amare col freno a mano tirato.
Gesù punta in alto, fa vibrare i nostri cuori rendendo possibile ciò che il nostro
mondo disincantato considera utopia infantile.
E Gesù apre un altro orizzonte, innovativo nel mondo ebraico; il celibato per il Regno.
Non esiste solo la possibilità di sposarsi ma anche quella di scegliere di donare
la propria vita e le proprie energie a tempo pieno all’annuncio del Vangelo.
Farsi eunuchi per il Regno significa scegliere di avere come famiglia una comunità,
per ribadire che Dio è più di ogni legittima gioia che possiamo vivere.
Ed allora amici, dobbiamo amarci di un amore vero, non di facciata, sono d’accordo
che non è sempre facile, ma se ci facciamo aiutare dalla preghiera, ci riuscirà meglio.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 12 agosto 2020

Il Vangelo del Giovedì 13 Agosto 2020


Della 19° settimana del Tempo Ordinario.
San Ponziano, papa e Ippolito, sacerdote, martiri.
Prima lettura dal libro del profeta Ezechiele (12,1-12).
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, tu abiti in mezzo
a una genìa di ribelli, che hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi
per udire e non odono, perché sono una genìa di ribelli.
Tu, figlio dell'uomo, fatti un bagaglio da esule e di giorno, davanti ai loro
occhi, prepàrati a emigrare; davanti ai loro occhi emigrerai dal luogo dove
stai verso un altro luogo.
Forse comprenderanno che sono una genìa di ribelli.
Davanti ai loro occhi prepara di giorno il tuo bagaglio, come fosse
il bagaglio di un esule.
Davanti a loro uscirai però al tramonto, come partono gli esiliati.
Fa' alla loro presenza un'apertura nel muro ed esci di lì.
Alla loro presenza mettiti il bagaglio sulle spalle ed esci nell'oscurità.
Ti coprirai la faccia, in modo da non vedere il paese, perché io ho fatto
di te un simbolo per gli Israeliti».
Io feci come mi era stato comandato: preparai di giorno il mio bagaglio come
quello di un esule e, sul tramonto, feci un foro nel muro con le mani.
Uscii nell'oscurità e sotto i loro occhi mi misi il bagaglio sulle spalle.
Al mattino mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, non ti ha
chiesto la casa d'Israele, quella genìa di ribelli, che cosa stai facendo?
Rispondi loro: Così dice il Signore Dio: Questo messaggio è per il principe
di Gerusalemme e per tutta la casa d'Israele che vi abita.
Tu dirai: Io sono un simbolo per voi.
Quello che ho fatto io, sarà fatto a loro; saranno deportati e andranno in schiavitù.
Il principe che è in mezzo a loro si caricherà il bagaglio sulle spalle, nell'oscurità,
e uscirà per la breccia che verrà fatta nel muro per farlo partire; si coprirà il viso,
per non vedere con gli occhi il paese».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-19,1) anno pari.
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio
fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli?
Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi.
Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che
gli doveva diecimila talenti.
Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse
venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito.
Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con
me e ti restituirò ogni cosa".
Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari.
Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!".
Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con
me e ti restituirò".
Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse
pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono
a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.
Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio,
io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato.
Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?".
Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse
restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore,
ciascuno al proprio fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della
Giudea, al di là del Giordano.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Siamo chiamati a perdonare come Dio perdona, siamo chiamati a perdonare
perché noi per primi siamo stati perdonati.
Non perdoniamo perché siamo migliori, né perdoniamo perché l’altro cambi
in conseguenza ai nostro perdono.
Perdoniamo perché l’odio uccide noi che lo proviamo, non la persona verso
cui lo indirizziamo!
Perdoniamo per imitare il Padre, perdoniamo perché siamo tutti debitori gli
uni verso gli altri e il perdono ci rende liberi.
Il perdono non cancella il ricordo, non è un’amnesia.
A volte si dice; perdono ma non dimentico.
È ovvio che sia così!
Se una persona ha rovinato la mia vita, il solo vederla mi scuote e mi fa soffrire.
Il perdono non cancella l’esigenza della giustizia, ma non fa della giustizia un idolo.
Pietro, e noi, siamo invitati ad imitare il padrone che condona il nostro debito
immenso e perdonare coloro che a noi devono soltanto pochi soldi, attraverso
l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 11 agosto 2020

Il Vangelo del Mercoledì 12 Agosto 2020


Della 19° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Giovanna Francesca de Chantal, religiosa.
Prima lettura dal libro del profeta Ezechiele (9,1-7;10,18-22).
Una voce potente gridò ai miei orecchi: «Avvicinatevi, voi che dovete punire
la città, ognuno con lo strumento di sterminio in mano».
Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a
settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano.
In mezzo a loro c'era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco.
Appena giunti, si fermarono accanto all'altare di bronzo.
La gloria del Dio d'Israele, dal cherubino sul quale si posava, si alzò verso la soglia
del tempio e chiamò l'uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba.
Il Signore gli disse: «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme,
e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti
gli abomini che vi si compiono».
Agli altri disse, in modo che io sentissi: «Seguitelo attraverso la città e colpite!
Il vostro occhio non abbia pietà, non abbiate compassione.
Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio:
non toccate, però, chi abbia il tau in fronte.
Cominciate dal mio santuario!».
Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio.
Disse loro: «Profanate pure il tempio, riempite di cadaveri i cortili. Uscite!».
Quelli uscirono e fecero strage nella città.
La gloria del Signore uscì dalla soglia del tempio e si fermò sui cherubini.
I cherubini spiegarono le ali e si sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche
le ruote si alzarono con loro e si fermarono all'ingresso della porta orientale del
tempio del Signore, mentre la gloria del Dio d'Israele era in alto su di loro.
Erano i medesimi esseri che io avevo visto sotto il Dio d'Israele lungo il
fiume Chebar e riconobbi che erano cherubini.
Ciascuno aveva quattro aspetti e ciascuno quattro ali e qualcosa simile a mani
d'uomo sotto le ali.
Il loro aspetto era il medesimo che avevo visto lungo il fiume Chebar.
Ciascuno di loro avanzava diritto davanti a sé.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una
colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai
guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due
persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche
la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo,
e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo
per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Il Vangelo ci illustra il modo di gestire i nascenti conflitti nella comunità
primitiva; passato l’entusiasmo dell’adesione al rabbì, allora come oggi
sorgevano i problemi di dialogo e di comprensione col rischio di gesti
estremi (magari in nome del Vangelo).
La prassi proposta da Gesù è piena zeppa di buon senso; discrezione, umiltà,
delicatezza verso chi sbaglia, lasciandogli il tempo di riflettere, poi l’intervento
di qualche fratello, infine della comunità.
Quanto siamo lontani da questa prassi evangelica!
Ci incontriamo ogni domenica (quando va bene), spesso indifferenti gli uni
gli altri, a parte il gruppuscolo dei devoti al parroco, pronti a notare quello che
non va nella comunità, un pò scocciati di dover sottostare a questo rito settimanale
che è la Messa.
Non solo non ci interessano gli affari degli altri, ma mai e poi mai ci verrebbe
in mente di occuparci della perdita della fede di chi ci sta accanto!
Altri, invece, se parlano degli errori di qualcuno, ne sparlano, spesso con sadica
soddisfazione, senza compassione o delicatezza e più si sentono devoti
e più sono feroci.
Se noi, discepoli del Misericordioso, non sappiamo avere misericordia,
chi mai ne sarà capace?
Se coloro che hanno avuto il cuore riempito dalla nostalgia di Dio non sanno
Cogliere dietro ogni errore un percorso verso la pienezza, chi ne sarà capace?
Bella domanda amici, purtroppo questa è la verità e, per questo dobbiamo
sempre pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


lunedì 10 agosto 2020

Il Vangelo del Martedì 11 Agosto 2020


Della 19° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Chiara, vergine.
Prima lettura dal libro del profeta Ezechièle (2,8-3,4)
Così dice il Signore: «Figlio dell’uomo, ascolta ciò che ti dico e non essere
ribelle come questa genìa di ribelli: apri la bocca e mangia ciò che io ti do».
Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo.
Lo spiegò davanti a me; era scritto da una parte e dall’altra e conteneva
lamenti, pianti e guai.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, mangia ciò che ti sta davanti, mangia questo rotolo,
poi va’ e parla alla casa d’Israele».
Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, dicendomi: «Figlio dell’uomo,
nutri il tuo ventre e riempi le tue viscere con questo rotolo che ti porgo».
Io lo mangiai: fu per la mia bocca dolce come il miele.
Poi egli mi disse: «Figlio dell’uomo, và, rècati alla casa d’Israele e riferisci
loro le mie parole».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (18,1-5.10.12-14)
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque
è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità
io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non
entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande
nel regno dei cieli.
E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che
i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Che cosa vi pare?
Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove
sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le
novantanove che non si erano smarrite.
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Oggi per noi è scontato quanto dice il Signore; i bambini sono importanti,
al centro dell’attenzione di Dio, in cima alle sue preoccupazioni.
Ma lo diciamo proprio perché il Maestro Gesù ci ha illuminato, ci ha aiutato a capire!
I bambini non sono mai stati considerati granché dalle diverse civiltà.
Anche al tempo di Gesù i bambini erano considerati come “non ancora uomini”,
davano fastidio, non dovevano disturbare.
Gesù, invece, li propone come modelli di discepolato!
Non perché dobbiamo essere infantili ma perché, come loro, dobbiamo capire
al volo la scelta del pastore che corre a cercare la pecora smarrita.
Impariamo dai bambini a fidarci di Dio, a vedere la realtà con lo sguardo trasparente
che abbiamo ricevuto dal Signore e che, purtroppo, rischiamo di appannare.
E facciamolo difendendo l’infanzia; ancora troppi bambini, nei paesi in via
di sviluppo, non possono studiare e giocare, condannati al lavoro o, nel peggiore
dei casi, addestrati alla guerra.
In occidente, spesso, i bambini sono le prime vittime di separazioni rissose e assurde.
Abbiamo da convertirci, ma soprattutto pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 9 agosto 2020

Il Vangelo del Lunedì 10 Agosto 2020


Della 19° settimana del Tempo Ordinario.
San Lorenzo, diacono e martire.
Prima lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (9,6-10)
Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente
raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà.
Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza
né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.
Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre
il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene.
Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno».
Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà
anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (12,24-26) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico:
se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece
muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo,
la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Sempre di martiri parliamo, tornando però indietro nel tempo; oggi la Chiesa
celebra la grande figura di Lorenzo, diacono a Roma sotto l’imperatore Valeriano.
Da cosa deriva la sua fama diffusa in tutto il mondo?
Pur essendo così distante da noi nel tempo, è vicino per la sua appassionata carità;
arrestato e costretto dall’imperatore a portargli i tesori nascosti della Chiesa,
i diaconi, fra le altre cose, si occupavano delle casse della comunità, Lorenzo
gli portò un gruppo di poveri mantenuti dai cristiani; erano quelli l’unica
ricchezza della Chiesa.
Un gesto forte, coraggioso, che ricorda al mondo che le presunte ricchezze della
Chiesa, retaggio a volte pesante dei fasti del passato, sono anzitutto al servizio
della carità e dei poveri.
Ma che ricorda anche alla Chiesa che i beni materiali vanno trattati con grande
serietà e trasparenza, che non è possibile applicare logiche di profitto ai denari
che servono per soccorrere gli ultimi.
Lorenzo, insomma, ricorda a tutti, credenti o meno, la logica della Creazione;
il ricco è tale per soccorrere il povero.
Nella Bibbia, come ho più volte ricordato, si afferma che la ricchezza è sempre
dono di Dio ma che la povertà è sempre responsabilità del ricco, questo è sempre
bene ricordarcelo, se non riusciamo a capirlo, facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.