martedì 10 marzo 2020

Il Vangelo del Mercoledì 11 Marzo 2020


Della 2° settimana di Quaresima.
Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (18,18-20)
[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa,
perché la legge non verrà meno ai sacerdoti, né il consiglio ai saggi né la
parola ai profeti.
Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».
Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me.
Si rende forse male per bene?
Hanno scavato per me una fossa.
Ricòrdati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore,
per stornare da loro la tua ira.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (20,17-28) anno pari.
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici
discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme
e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo
condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso
e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò
per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?».
Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno
alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.
Potete bere il calice che io sto per bere?».
Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia
sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.
Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni
dòminano su di esse e i capi le opprimono.
Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro
servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.
Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire
e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù si sta avvicinando a Gerusalemme e, per la terza volta, ora più lungamente
che nelle altre, confida ai discepoli quello che lo attende; il dramma della morte,
ma poi verrà la risurrezione.
I discepoli, come spesso accade anche a noi, non lo stanno a sentire, oppure
pensano esageri.
E, comunque, di fronte al dramma che Gesù sta vivendo, non sanno fare altro che
accampare ambizioni e privilegi, mostrando qual è la loro vera preoccupazione.
Egli pensa alla morte, loro e noi con loro, pensiamo al nostro posto.
Gesù va verso la croce e loro, con noi, pensiamo ai “troni di gloria”.
Infatti, quel che fa la madre dei figli di Zebedeo, è un po’ quello che vorremmo tutti.
E Gesù ci dice: “Non sapete quel che chiedete”.
E ancora una volta con grande pazienza, Gesù torna ad ammaestrarci indicandoci
la via che dobbiamo seguire.
La via è quella del servizio, della disponibilità, come Lui è venuto a fare su
questo mondo.
Riusciamo a capirlo, i discepoli hanno fatto tanta fatica; e noi?
Certamente, se hanno faticato loro, per noi sarà peggio, perciò, per riuscirci,
facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 9 marzo 2020

Il Vangelo del Martedì 10 Marzo 2020


Della 2° settimana di Quaresima.
Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (1,10.16-20)
Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio all'insegnamento
del nostro Dio, popolo di Gomorra! «Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei
occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete
l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova». «Su,
venite e discutiamo, dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra.
Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca
del Signore ha parlato».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno pari.
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla
cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.
Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere,
perché essi dicono e non fanno.
Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle
della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro
filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti,
dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere
chiamati rabbì dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro Maestro e voi
siete tutti fratelli.
E non chiamate padre nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre
vostro, quello celeste.
E non fatevi chiamare guide, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato
e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Troppe volte siamo scandalizzati dal comportamento incoerente di persone che
si professano cristiane e non si accorgono delle ingiustizie che commettono.
E il Signore ci ammonisce anche a dare il giusto peso e la giusta dimensione
all’aspetto storicizzato della fede; le vesti suntuose e i pavoneggiamenti clericali
lasciamoli cadere, come i titoli altisonanti che stridono con la pagina del Vangelo.
Questi aspetti ereditati dalla storia non vanno tolti ma ricondotti all’essenziale.
Non scandalizziamoci, però, come dice il Signore facciamo ciò che i pastori
incoerenti dicono, senza spaventarci troppo se non lo vivono.
Nel nostro piccolo, da catechisti, da semplici fedeli, facciamo della coerenza
un punto di forza, senza fanatismi, ma prendendo molto sul serio le indicazioni
del Signore, per potere rendergli testimonianza davanti al mondo, facendoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 8 marzo 2020

Il Vangelo del Lunedì 9 Marzo 2020


Della 2° settimana di Quaresima.
Santa Francesca Romana, una vita in intimità con Dio.
Prima lettura dal libro del profeta Daniele (9,4b-10)
Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all'alleanza e benevolo verso
coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e
abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati
dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!
Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno parlato
ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.
A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene
ancora oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto
Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i delitti che
hanno commesso contro di te.
Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri,
perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il
perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce
del Signore, nostro Dio, né seguito quelle leggi che egli ci aveva dato per mezzo
dei suoi servi, i profeti.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre
vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;
perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata
nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù, ci invita a giudicare con benevolenza, guardando il lato positivo delle
persone e delle situazioni, ad avere misericordia.
La misericordia di Dio; Dio guarda alla nostra miseria con cuore largo ed accogliente.
Sa che non ce la facciamo, sa che siamo limitati, non spreme sangue dalle rape.
Così anche noi siamo chiamati a guardare a noi stessi e agli altri con tenerezza.
Non si tratta di sospendere il giudizio, di non vedere la parte oscura che dilaga in
noi e attorno a noi, ma di non identificare la persona con il difetto che manifesta.
Una persona che tende a esprimere giudizi superficiali, non è uno sciocco; un altro
fatica ad assumersi delle responsabilità, non è fallito.
Insomma; giudicare gli altri come Dio li giudica, dando sempre delle possibilità,
vedendo che al di là dell’apparenza c’è un capolavoro da finire, facendoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 7 marzo 2020

Il Vangelo di Domenica 8 Marzo 2020


Della 2° Domenica di Quaresima.
Prima lettura dal libro della Gènesi (12,1-4a)
In quei giorni, il Signore disse ad Abram: «Vàttene dalla tua terra, dalla tua
parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e
possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,8b-10)
Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in
base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia.
Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità, ma è stata rivelata ora,
con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù.
Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità
per mezzo del Vangelo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (17,1-9) anno A.
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello
e li condusse in disparte, su un alto monte.
E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti
divennero candide come la luce.
Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui!
Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra.
Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui
ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.
Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete».
Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di
questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Di quanta bellezza abbiamo bisogno per sopravvivere a questa fine di civiltà?
Di quanta bellezza per lottare contro la tentazione della disperazione,
della rassegnazione, al prevalere del timore?
Di quanta bellezza per credere ancora che l’uomo sia il capolavoro immaginato da Dio?
Seguendo Gesù nel deserto, in questo cammino di quaresima, vogliamo risorgere nell’anima.
Per farlo siamo chiamati a lottare e superare le tentazioni che continuamente
ci mettono alla prova.
La tentazione di vivere solo di pane, tutti concentrati alla sopravvivenza e orientati
alla bramosia; la tentazione di cercare Dio nei miracoli e nei segni eclatanti;
la tentazione di usare gli altri.
Come Gesù, brandendo come arma la Parola di Dio, ci consegniamo al Padre
per capire che uomini e donne diventare.
Come nuovi Adamo ed Eva, vogliamo configurarci a Cristo, prendere
Lui come modello.
Per farlo dobbiamo avere il coraggio di lasciare la pianura della mediocrità e
salire sul Tabor.
Gesù sale sul Tabor per pregare, insieme ad alcuni fra i suoi discepoli.
E lì, per la prima volta, lo vedono in maniera diversa.
Vedono oltre le apparenze.
Vedono nel Maestro lo splendore del Padre.
Ne hanno bisogno, nel loro percorso di vita interiore, per capire con chi hanno
veramente a che fare.
Ne hanno bisogno per ascoltare ciò che ha da dire.
Ne hanno bisogno per capire che Gesù e il Padre hanno un rapporto unico,
speciale, straordinario.
Ne hanno bisogno, anche se ancora non lo sanno, per salire su un altro
promontorio, fuori dalla città, il Golgota.
La nostra vita di fede è faticosa e claudicante finché non sale sul Tabor.
Possiamo sforzarci ed eroicamente imporci mille mortificazione ma se non
intravvediamo, almeno una volta nella vita, la bellezza di Dio, non avremo
in noi stessi la motivazione per credere.
Io credo perché ho scoperto che Dio è bellissimo.
E non ho mai trovato nulla di più bello di Lui.
E, in Lui, riconosco la bellezza che mi avvolge.
Nelle persone, nelle situazioni, nella natura debordante in mezzo a cui ho
avuto la fortuna di vivere.
E ciò che è bello è anche vero e buono, in una sorta di circolo virtuoso
che fa cogliere ciò che abitualmente ci sfugge.
Appunto come i discepoli, abituati nel vedere il Nazareno, stupiti nel
riconoscere in Lui, altro.
È il nostro sguardo che cambia le situazioni in cui ci troviamo a vivere.
Sul Tabor Pietro, Giacomo e Giovanni vedono Gesù con sguardo nuovo.
La bellezza di Dio li travolge, per un attimo.
Tutti siamo chiamati a sperimentare la bellezza di Dio, anche solo per
una volta nella vita.
Per farlo dobbiamo ritagliarci degli spazi di silenzio, dedicarci del tempo,
metterci in sintonia con la natura.
Forse ci è capitato di essere invasi dalla bellezza; durante una preghiera
comunitaria, o di fronte allo spettacolo di un tramonto o il sorriso di un neonato.
Attimi in cui tutto ci è chiaro, evidente, trasparente.
L’uomo è fatto per la bellezza e della bellezza si nutre ma, drammaticamente,
può usare della propria libertà per sfigurare e stravolgere questa bellezza.
Quaresima è il tempo del combattimento, dell’allenamento, del tornare a vedere.
Per farlo, come suggerisce il Padre, dobbiamo ascoltare.
Ascoltare il Figlio, ascoltare la Parola, ascoltare noi stessi, ascoltare ciò che
di bello ha da dire l’uomo, ogni uomo.
La bellezza è esperienza che scaturisce dall’ascolto.
E la Quaresima è, appunto, il tempo dell’ascolto.
Ho passato più della metà della mia vita, e molte vicende avventurose.
Se sono cristiano, se ancora cerco, dopo avere trovato, è solo perché Dio è bellissimo.
Pensate che rivoluzione sarebbe se anche solo noi, quelli che meditano la
Parola, che la prendono sul serio, vivessimo questa settimana orientati alla
bellezza e al bene, al vero e al santo.
Una settimana in cui riconoscere ovunque le tracce imperscrutabili
di Dio, luminosissima tenebra, nube che tutto avvolge.
E vedere in noi, nelle persone che incontreremo, nelle cose che faremo il lato luminoso.
Se imparassimo ad ascoltare Dio che ci chiama attraverso le cose.
Una sola settimana in cui fare del Tabor la nostra condizione di vita.
Ed allora, almeno per una settimana, diventiamo tutti scalatori per scalare il
nostro Tabor, solo lì incontreremo il Signore in una veste nuova.
Santa Domenica, Fausto.



venerdì 6 marzo 2020

Il Vangelo del Sabato 7 Marzo 2020


Della 1° settimana di Quaresima.
Sante Perpetua e Felicita, fedeli fino alla morte.
Prima lettura dal libro del Deuteronòmio (26,16-19)
Mosè parlò al popolo, e disse: «Oggi il Signore, tuo Dio, ti comanda di mettere
in pratica queste leggi e queste norme.
Osservale e mettile in pratica con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che egli sarà Dio per te, ma solo se
tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue
norme e ascolterai la sua voce.
Il Signore ti ha fatto dichiarare oggi che tu sarai il suo popolo particolare,
come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi.
Egli ti metterà, per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha fatto
e tu sarai un popolo consacrato al Signore, tuo Dio, come egli ha promesso».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai
il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico.
Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,
affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole
sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?
Non fanno così anche i pubblicani?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?
Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù ci chiede di amare i nostri nemici e di pregare per loro.
Una richiesta perlomeno sconcertante, che nasce da un interrogativo provocatorio
che pone Gesù; cosa facciamo di straordinario se ci mettiamo ad amare le persone
che ci amano?
Lo fanno tutti!
Il cristiano è chiamato a superare la logica del dare e del ricevere, la logica della
spontanietà, della sensazione, della simpatia, per approdare alla logica ben più
radicale del Vangelo.
Amare i nemici non è semplice.
Ma c’è un esempio: “Un’anziana signora in una favelas del Brasile, a cui gli
squadroni della morte avevano torturato e ucciso due figli sindacalisti, pregava
(Signore fammi vendetta, converti il cuore di coloro che hanno assassinato i
miei figli), credetemi, non è facile fare una cosa così”.
Anche però, se contraria alla logica di questo mondo, la logica del Regno di Dio
ci porta ad imitare il Padre buono nella sua straordinarietà, sapendo che il gesto
profetico può piegare la durezza del cuore, se ci si fa aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 5 marzo 2020

Il Vangelo del Venerdì 6 Marzo 2020


Della 1° settimana di Quaresima.
Prima lettura dal libro del profeta Ezechèle (18,21-28)
Così dice il Signore Dio: «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che
ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine,
egli vivrà, non morirà.
Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia
che ha praticato.
Forse che io ho piacere della morte del malvagio-oracolo del Signore-o non
piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte
le azioni abominevoli che l'empio commette, potrà egli vivere?
Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione
in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.
Voi dite: Non è retto il modo di agire del Signore.
Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è
retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo
muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie
ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso.
Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà
e non morirà».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà
quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà
essere sottoposto al giudizio.
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Chi poi dice al fratello: Stupido, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli
dice: Pazzo, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha
qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a
riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui,
perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga
gettato in prigione.
In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù contesta la Legge orale, quell’infinita serie di minuziose e astruse
prescrizioni che i devoti avevano elaborato per definire in ogni aspetto la
vita del credente e la riporta al suo significato originale, alla sua anima.
Il culto è legato alla vita, Dio non accetta l’offerta se tuo fratello ce l’ha con
te (e non è neppure considerato il fatto che tu ce l’abbia col fratello), Dio sa
che anche una parola può mortificare, portare a morte il fratello.
Gesù propone ai suoi discepoli di non pesare col bilancino le proprie azioni,
ma di andare all’essenziale, con forza.
Allora come oggi, il rischio è quello di filtrare il moscerino e di ingoiare il cammello!
Se abbiamo conosciuto il Signore, chiediamogli la grazia di non essere ipocriti,
di non sentirci mai arrivati, giusti davanti a Lui.
Solo riportando all’origine ogni norma, anche quelle della Chiesa, riusciamo
a capire la verità del Vangelo, facendoci aiutare dalla preghiera. 
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.