martedì 12 marzo 2019

Il Vangelo del Mercoledì 13 Marzo 2019


Della 1° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Giona (3,1-10)
Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32) anno dispari.
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa
generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà
dato alcun segno, se non il segno di Giona.
Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio
dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di
questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini
della terra per ascoltare la sapienza di Salomone.
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del  giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa
generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona
si convertirono.
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Cerchiamo segni della presenza di Dio, sempre e ovunque.
Gesù, duro, ammonisce; nessun segno ci è dato, se non quello di Giona,
il segno della predicazione.
Gli abitanti di Nìnive si sono convertiti alla predicazione di un pavido profeta,
gli hanno dato retta, hanno proclamato una penitenza pubblica, hanno chiesto
e ottenuto perdono e misericordia.
E noi?
Siamo arcistufi dei profeti, conosciamo a memoria il cattolicesimo, siamo
troppo presi per prendere sul serio l’annuncio soffocante della Chiesa.
No amici, stiamo attenti, nella povertà della nostra Chiesa, Dio ci raggiunge,
nelle parole spesso (troppo spesso) che paiono usurate e consumate, parole
ripetute ma che non dicono più nulla.
Siamo chiamati a scovare la traccia della presenza di Dio nelle esperienze
quotidiane che facciamo, dalla parrocchia agli incontri, magari di preghiera.
Perciò, prendiamo sul serio l’invito della Chiesa che ci chiama a conversione,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 11 marzo 2019

Il Vangelo del Martedì 12 Marzo 2019


Della 1° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (55,10-11)
Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole
come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete
bisogno ancor prima che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo
nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li
rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste
perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre
vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
No, non abbiamo bisogno di tante parole, di interminabili filastrocche per
essere conosciuti e accolti da Dio.
La straordinaria preghiera che il Signore consegna ad ogni discepolo è una
catechesi sul volto di Dio e sul volto dell’uomo.
Preghiamo un Dio celato, Padre di tutti, il cui nome è santificato negli uomini,
quando viene il suo Regno di pace e giustizia, la cui volontà di bene
invochiamo su di noi.
Chi prega è un uomo che, mendicante, necessita di pane, di affetto, di perdono
da ricevere per poterlo dare, che chiede di superare la tentazione del maligno.
Una preghiera straordinaria, l’unica che il Signore ha donato ai suoi discepoli
perché potessimo dire le parole giuste, senza sprecarne troppe, per non farci
un’idea piccola e approssimativa di Dio.
Da questa preghiera ripartiamo per scoprire il gusto della preghiera quotidiana.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 10 marzo 2019

Il Vangelo del Lunedì 11 Marzo 2019


Della 1° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del Levìtico (19,1-2.11-18)
Dal Vangelo secondo Matteo (25,31-46) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà
nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.
Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli.
Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre,
e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del
Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione
del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete
e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete
vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".
Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato
e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti
abbiamo vestito?
Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?".
E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno
solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti,
nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto
fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da
bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato
e in carcere e non mi avete visitato".
Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato
o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?".
Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete
fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me".
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Alla fine una cosa sola ci sarà chiesta dal Signore, quando ci presenteremo
davanti a Lui; lo avremo riconosciuto?
Nell’affamato, nel povero, nel disoccupato, nel carcerato (non è specificato
se colpevole o innocente!), nell’ignudo.
Dio si cela dietro i volti delle persone insignificanti e importune che
oggi incontreremo.
Dio si cela dietro il volto di mia moglie, di mio figlio, i miei vicini, proprio
là dove la quotidianità ci impedisce di riconoscerlo.
Certo, oggi aiutare un povero è questione più di testa che di cuore, e il Signore
ci chiede di riconoscerlo anche nel finto povero che tenta di grattarci qualche
euro facendo leva sul nostro senso di colpa o sulla nostra pietà cattolica.
Ma una cosa è certa; al di là della soluzione trovata per risolvere i problemi,
è l’atteggiamento di chi sa riconoscere ad essere messo al centro.
Perciò, attraverso la preghiera, facciamoci aiutare dallo Spirito Santo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 9 marzo 2019


Il Vangelo di Domenica 10 Marzo 2019.
Della 1° Domenica di Quaresima.
1° Lettura dal libro del Deuteròmio (26,4-10)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (10,8-13)
Dal Vangelo secondo Luca (4,1-13) anno C.
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era
guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo.
Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame.
Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra
che diventi pane».
Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra
e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata
data e io la do a chi voglio.
Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo».
Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo
renderai culto"».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli
disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi
angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi
ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"».
Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino
al momento fissato.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Eccoci, infine.
Quaranta giorni l’anno, poco più del 10% del tempo che vivremo.
Quaranta giorni, come quaranta furono gli anni che servirono ad un popolo
di schiavi per scoprirsi figli.
Quaranta furono i giorni che il Nazareno volle vivere prima di iniziare la
sua missione e decidere quale Messia diventare.
Deponiamo le maschere; quelle di Carnevale e quelle che la vita ci ha cucito
addosso, quelle che gli altri ci hanno messo, quelle dietro cui ci rifugiamo
per paura delle scelte.
Davanti a Dio, almeno davanti a Lui, possiamo restare nudi senza provare vergogna.
Gesù è spinto dallo Spirito Santo; i suoi anni di quotidianità, il silenzio
assordante di Nazareth è ormai alle spalle.
Ora è pronto per dire Dio.
Gesù solidale con l’uomo vuole ripercorrere il sentiero di Israele, sperimenta
la fame, si lascia avvolgere dal silenzio stordente del deserto, si lascia invadere
dalla luce accecante del sole che riflette i colori delle scarne rocce del
deserto di Giuda.
Gesù vuole scegliere come annunciare la Parola, come svelare il mistero di Dio.
La conoscenza che Gesù ha di Dio è assoluta; egli è il Verbo di Dio.
Ma, in quanto uomo, egli vuole poter scegliere, elabora un piano pastorale,
cerca nel silenzio una risposta.
Dio, fattosi uomo, ora conosce l’odore della resina e la stanchezza di una
giornata di lavoro. Ora egli sa.
Come sa che l’uomo è fragile, ondivago, buffo, scostante; come aiutarlo a
superare la brutta immagine di Dio che si è fatto?
Gesù entra nel silenzio del deserto per decidere quale Messia essere.
Noi entriamo nel deserto per chiederci se l’uomo che siamo è quello che
avremmo voluto diventare e, soprattutto, se assomiglia all’uomo, magnifico,
che Dio porta nel cuore.
Gesù ha davanti a sé una strada maestra, consolidata, preparata dai profeti,
lievitata nel cuore di un popolo servo e oppresso da secoli da potenze straniere;
il Messia vittorioso.
Un Messia muscoloso, politico, deciso, condottiero.
La gente si aspetta qualcuno che magicamente risolva i problemi, che punisca
i malvagi (sempre gli altri, ovvio) e che ristabilisca un bel governo come quello
del re Davide, magari esentasse.
Ma il demonio arriva.
Più suadente e affascinante di tutte le rappresentazioni grottesche che ne abbiamo fatto.
La sua proposta è semplice, ragionevole, scontata.
Vuoi fare il Messia? Magnifico!
Non esagerare, però; riguardati, affidati a un personal trainer, cura l’immagine,
se non fai lo splendido nessuno ti noterà.
Vuoi fare il Messia? Geniale!
Ti toccherà contattare politici e sacerdoti, ragionare con loro, qualche
compromesso sarà necessario.
Vuoi fare il Messia? Notevole!
Qualche bel miracolo, Gesù, qualche statua della Madonna che lacrima sangue,
qualche segno prodigioso e vedrai che le folle si strapperanno i capelli per te!
Ha ragione, il demonio.
Cita pure la Parola di Dio.
Non basta conoscere la Bibbia per fare la volontà di Dio.
Gesù replica; no, non farò così.
La vita è essenza, non immagine, fosse anche immagine religiosa.
Andrò al cuore delle persone, sarà il mio amore, attinto dal Padre, a scavare
i solchi nelle anime.
Il potere è ambiguo; se da, pretende.
Io voglio essere libero di parlare del vero volto di Dio.
Il miracolo è pericoloso; voglio che la gente ami Dio per ciò che Dio è, non
per ciò che dà.
Ecco, Dio ha deciso.
In queste parole l’essenza del suo ministero.
E del suo fallimento. Temporaneo.
Gesù sarà un Messia di basso profilo, Gesù, non userà nessun altro strumento
se non l’amore per convincere, per annunciare, per convertire.
È un rischio enorme, il suo.
Capirà, il popolo? Si accontenterà?
Spalancherà il proprio cuore allo stupore di incontrare un Dio dimesso e fragile,
un Dio vissuto e adulto?
La sfida è lanciata, il demonio lo lascia.
Tornerà al momento giusto, nel Getsemani, per dire a Gesù che è stato un illuso,
che si è sbagliato, per convincerlo ad abbandonare l’inutile gesto di morire per amore.
E noi amici, che uomo vogliamo essere? Che donna? Che marito, figlio o collega?
Chi vogliamo essere?
Davanti a noi molte scelte, immensi consigli, suadenti tentazioni che ci raggiungono ininterrottamente; appari, cambia, rifatti, imponi, urla, combatti.
Ma noi, dentro, cosa vogliamo davvero essere?
Guardiamo l’orologio, allora, quaranta giorni da ora per accorgerci che la
nostra livida città è un deserto e che questo deserto lo possiamo e lo
dobbiamo attraversare.
Lo ha fatto Dio.
Lo possiamo fare anche noi.
Santa 1° Domenica di Quaresima amici, Fausto

venerdì 8 marzo 2019

Il Vangelo del Venerdì 9 Marzo 2019


Del Sabato dopo le Ceneri.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (58,9b-14)
Dal Vangelo secondo Luca (5,27-32) anno dispari.
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle
imposte, e gli disse: «Seguimi!».
Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa.
C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro
a tavola.
I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai
mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;
io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Sono i malati ad avere bisogno del medico, non i sani.
E allora perché facciamo sempre finta di scoppiare di salute spirituale?
O non diamo retta ai tanti sintomi che l’anima ci invia per invitarci
a conversione?
Perché accogliamo i “malati” nelle nostre comunità col sorriso, ma che
si sbrighino a guarire?
Perchè pensiamo che, in fondo in fondo, bisogna meritarsi la guarigione?
Perché non portiamo pazienza con le nostre malattie profonde, come portiamo
pazienza con una nostra debolezza fisica inguaribile?
Matteo si è alzato e ha seguito il Nazareno perché non è stato trattato come
un lebbroso, ma come una persona che poteva cambiare.
Che bello sarebbe, in questo percorso di conversione che abbiamo appena
iniziato, se avessimo il coraggio di desiderare la guarigione interiore, invece
di nascondere a noi stessi le nostre parti oscure e infette.
Il Signore ci può guarire, sanare le nostre ferite profonde, anche se le cicatrici
restano e fanno male quando si avvicina il temporale, per questo bisogna
sempre farci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 7 marzo 2019

Il Vangelo del Venerdì 8 Marzo


Venerdì dopo le Ceneri.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (58,1-9a)
Dal Vangelo secondo Matteo (9,14-15) anno dispari.
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero:
«Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli
non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché
lo sposo è con loro?
Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
I Venerdì di Quaresima ci è chiesto un gesto semplice di attenzione al cibo;
l’astinenza dalle carni che, tradotto nel ventunesimo secolo significa nutrirsi
con moderazione e senza sprecare denari.
Oggi la carne costa meno della verdura e immensamente meno del pesce,
occorre muoversi con intelligenza nelle nostre scelte.
Ma qualunque sia il gesto che riusciamo a fare, l’importante è che ci
spalanchi alla generosità e all’interiorità.
Facciamo digiuno perché lo sposo non è con noi, e aspettiamo il suo ritorno
glorioso alla fine dei tempi.
Non facciamo digiuno perché va di moda, o perché dimostriamo a Dio che
ne siamo capaci.
Lo facciamo per sentire lo stomaco lamentarsi e accorgerci che la
maggioranza del genere umano sente lo stomaco lamentarsi tutti i giorni
della propria vita.
Un gesto forte, certo, ma che, se fatto con moderazione e discrezione,
può davvero insegnarci ad accorgerci dei problemi veri che coinvolgono
i due terzi dell’umanità.
Sicuramente non sarà facile, solo la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


mercoledì 6 marzo 2019

Il Vangelo del Giovedì 7 Marzo 2019


Giovedì dopo le Ceneri.
1° Lettura dal libro del Deuteronòmio (30,15-20)
Dal Vangelo secondo Luca (9,22-25) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire
molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi,
venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita
per causa mia, la salverà.
Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero,
ma perde o rovina se stesso?».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Investire bene, farsi i conti in tasca, capire per cosa vivere e darsi da fare.
Così ha saputo fare Gesù, spendendo la propria vita.
La croce che sarà al centro della nostra riflessione quaresimale non è un
orrendo supplizio da cui fuggire, ma la suprema testimonianza di un amore
donato con pienezza.
Il Signore ci chiede di prendere la croce, cioè di assumere uno stile di vita
che si fa dono anche quando fa male donarsi, provoca dolore.
La croce non è mai una prova che Dio ci invia, spesso le croci che portiamo
ce le siamo create, e le levighiamo ogni mattina.
Il dolore è da fuggire, specie quello inutile.
Da abbracciare, invece, è la logica con cui Gesù ha trasformato la croce da
strumento di morte a testimonianza di dono e di vita.
Quello di cui abbiamo anzitutto bisogno è della conversione principale.
Dalla visione solitaria ed egoistica della nostra vita ad una vita come dono
di noi stessi, non sarà facile, solo la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.