mercoledì 8 agosto 2018

Il Vangelo del Giovedì 9 Agosto 2018


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Benedetta della Croce, vergine e martire.
1° Lettura dal libro del profeta Osèa (2,16b.17b.21-22)
Dal Vangelo secondo Matteo (25,1-13) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei
cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono
incontro allo sposo.
Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade,
ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade,
presero anche l’olio in piccoli vasi.
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo!
Andategli incontro!”.
Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un pò del vostro olio, perché le
nostre lampade si spengono”.
Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi;
andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini
che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore,
signore, aprici!”.
Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
C’è un aspetto importante in questo brano, che pone l’attenzione su un
atteggiamento molto difficile per noi; l’attesa.
Oggi attendere non è considerata una virtù.
Perché si deve aspettare, se si può avere tutto e subito?
Eppure, i veri risultati si hanno quando, con pazienza e costanza, si attende
il momento propizio per affrontare certe scelte.
Teresa Benedetta della Croce è stata capace di capire che il Signore la stava
chiamando alla pienezza della vita, momento ben preciso della sua vita.
Ma già da tempo, in lei, era presente la volontà di cercare e di attendere la
rivelazione della verità piena.
Quando anche noi saremo capaci di aspettare i tempi di dio, pregando e
attendendo lai manifestazione del Signore, certamente vedremo la luce della
pienezza nella nostra vita.
Coraggio allora, non sprechiamo altro tempo; preghiamo. 
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

martedì 7 agosto 2018

Il Vangelo del Mercoledì 8 Agosto 2018


Della 18° settimana dl Tempo Ordinario.
S. Domenico, sacerdote.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (31,1-7)
Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28) anno pari.
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare:
«Pietà di me, Signore, figlio di Davide!
Mia figlia è molto tormentata da un demonio».
Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila,
perché ci viene dietro gridando!».
Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della
casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
«È vero, Signore–disse la donna–, eppure i cagnolini mangiano le briciole
che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede!
Avvenga per te come desideri».
E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quando si è nella sofferenza, non si ha nulla da perdere; né la buona
reputazione, né il buon nome.
La donna pagana aveva a cuore un unico obiettivo; la guarigione di sua figlia.
Per questo essa grida senza ritegno, nella speranza che Gesù possa esaudirla.
Eppure, il Signore la indica come modello di grande fede e di profonda umiltà;
è vero, il Cristo è venuto anzitutto per Israele.
Ma vi è un popolo altrettanto numeroso, di cui la donna fa parte, che è legata
a Dio non da vincoli di tradizione, ma di fede in Lui.
Piuttosto, chi non fa proprio una bella figura, in questo brano, sono proprio
i discepoli di Cristo.
Per essi la donna è un problema assillante, che va risolto al più presto.
Avere un cuore compassionevole è segno di grande maturità umana e cristiana,
e ci rende simili a Dio.
E il nostro cuore com’è?
Speriamo assomigli a quello di Gesù!
Se invece, assomiglia a quello dei discepoli, per ammorbidirlo dobbiamo
pregare molto.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 6 agosto 2018

Il Vangelo del Martedì 7 Agosto 2018


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa  (30,1-2.12-15.18-22)
Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-36) anno pari.
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire
sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla.
Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.
Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:
il vento infatti era contrario.
Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un
fantasma!» e gridarono dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te
sulle acque».
Ed egli disse: «Vieni!».
Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.
Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare,
gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede,
perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò.
Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero
tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret.
E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione;
gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo
del suo mantello.
E quanti lo toccarono furono guariti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Pietro si rende conto che per quanto coraggio possa avere, ha sempre bisogno
della mano forte di Gesù, il quale è in grado persino di comandare la tempesta
e di tirarlo fuori dalle acque pericolose.
Non è sbagliato essere intraprendenti nella nostra vita, e nemmeno darsi
da fare per realizzare i nostri sogni e le nostre aspirazioni.
Ma saremmo degli illusi se pensassimo di realizzarli senza aiuto di Dio.
Proveremmo presto o tardi delle cocenti delusioni.
Proprio quando ci sentiamo di affondare, facciamo l’unica cosa che davvero
serve in quei casi; un atto di fede nella potenza di Gesù.
Miracolosamente vedremo il mare calmarsi e il vento spingerci verso la riva.
In quel caso la nostra bocca si aprirà alla lode e al ringraziamento attraverso
la preghiera per l’assistenza che Dio ha riservato per noi.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

domenica 5 agosto 2018

Il Vangelo del Lunedì 6 Agosto 2018


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Trasfigurazione del Signore.
1° Lettura dal libro del profeta Danièle (7,9-10.13-14)
Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10) anno pari.
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse
su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime:
nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui;
facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa».
Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».
E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non
Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò
che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti.
Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere
dai morti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gli apostoli sono rimasti abbagliati dalla trasfigurazione di Gesù, anche
se non sono riusciti a capirne il senso.
Essi, infatti, alla fine si chiedono cosa significhino le parole del Signore,
soprattutto per quelle che riguardano la risurrezione.
È evidente che sono ancora lontani da una comprensione teologica della
luce che emanava la persona di Gesù.
A volte, anche per noi è necessario del tempo, affinché possiamo capire
quello che Dio ci ha donato nella nostra vita.
Dare significati affrettati e parziali a certe esperienze che abbiamo vissuto
significa perdere di vista il vero messaggio che Dio voleva darci.
In fondo, è più facile restare abbagliati dallo straordinario e magari fermarsi lì,
piuttosto che fare come Maria di Nàzareth, che meditava ogni cosa custodendola
nel cuore.
Questo è quello che dobbiamo fare, meditare ogni cosa che ci accade,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

sabato 4 agosto 2018

Il Vangelo di Domenica 5 Agosto 2018


Della 18° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (16,2-4.22-15)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efèsini (4,17.20-24)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,24-35) anno B.
In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi
discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù.
Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché
avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.
Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la
vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.
Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?».
Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli
ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo?
Quale opera fai?
I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede
loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato
il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero.
Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà
fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci sono tanti motivi che spingono a cercare Gesù.
Evidentemente, non tutti sono nobili e puri alla stessa manierai.
La gente che aveva mangiato gratuitamente il pane che il Signore aveva
moltiplicato credeva di aver trovato in Lui la soluzione immediata a tutti
i propri problemi e alle proprie povertà.
Essi non avevano capito che il Cristo non era venuto a togliere la sofferenza
e la fatica quotidiana, ma a porsi in un nuovo atteggiamento filiale nei
confronti di Dio.
I suoi contemporanei cercavano ancora altri segni come condizione per
credere in Lui, invece Egli ricorda loro che il segno da accogliere e in
cui credere è Gesù stesso.
Dunque la fede in Lui è il segno alto più alto che ci è donato e nel quale
possiamo vivere un vero rapporto di amore con Dio.
Il resto è accessorio e non serve davvero.
Solo la vera fede nel Signore è quella che ci occorre, la quale viene solo
attraverso al preghiera continua.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

venerdì 3 agosto 2018

Il Vangelo del Sabato 4 Agosto 2018


Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (26,11-16.24)
Dal Vangelo secondo Matteo (14,1-12) anno pari.
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù.
Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista.
È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare
in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo.
Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!».
Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo
considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico
e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello
che avesse chiesto.
Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa
di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che
le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione.
La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la
portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono
e andarono a informare Gesù.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ovviamente, la morte di Giovanni il Battista non avviene per caso; essa non
è nemmeno causata dall’ipocrisia di Erode o dalla malvagità di Erodiade;
tutt’al più, essi sono lo strumento di un destino che deve compiersi e che
ha come oggetto la persona stessa del profeta.
Egli, per il fatto di dire le parole di Dio, è già condannato all’incomprensione,
alla condanna e spesso persino alla morte.
Se questo vale per tutti i profeti, vale a maggior ragione per colui che è il
Precursore, cioè la figura più prossima al Messia.
Dopo di lui, infatti, il destino si compirà per Gesù di Nàzareth, ultima e
definitiva parola del Padre, rigettata dal suo popolo ma accolta da tutti
coloro che gli hanno aperto il cuore.
E noi, a quale delle due categorie pensiamo di appartenere?
Speriamo a quelli che hanno aperto il cuore al Signore, se abbiamo dei dubbi,
facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 2 agosto 2018

Il Vangelo del Venerdì 3 Agosto 2018


Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (26,1-9)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,54-58) anno pari.
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga
e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa
sapienza e i prodigi?
Non è costui il figlio del falegname?
E sua madre, non si chiama Maria?
E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
E le sue sorelle, non stanno tutte da noi?
Da dove gli vengono allora tutte queste cose?».
Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua
patria e in casa sua».
E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È veramente difficile per Dio portare la salvezza e la liberazione lì dove
c’è solo indifferenza ed ostilità.
Ma a questo si aggiunge anche il dolore di essere rifiutato proprio da coloro
dai quali si aspetterebbe un’accoglienza ed un’apertura incondizionata.
Purtroppo, nemmeno Gesù viene risparmiato da un trattamento simile e
Matteo sottolinea il fatto che essi addirittura si scandalizzavano di Lui.
Gesù era cioè per loro un ostacolo che non permetteva di vivere la vera
fede nel Dio dei loro padri.
Essi ciechi ed ottusi, si precludono da soli la possibilità di essere destinatari
principali della benevolenza di Dio.
Facciamo molta attenzione affinchè anche noi non ci troviamo a fare
il loro stesso errore impedendo a Gesù di fare meraviglie per noi.
Per non sbagliare il nostro cammino, preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, Fausto.