sabato 3 marzo 2018

Il Vangelo di Domenica 4 Marzo 2018


Della 3° Domenica di Quaresima.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (20,1-17)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1,22-25)
Dal Vangelo secondo Giovanni (2,13-25) anno B.
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti,
i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con
le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò
i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose
e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa
mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri
per fare queste cose?».
Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei
anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?».
Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva
detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo
i segni che egli compiva, credettero nel suo nome.
Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva
bisogno che alcuno desse testimonianza sull'uomo.
Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù non si fidava di coloro che credevano in Lui, perché egli sapeva cosa
c’era nel loro cuore.
Lì dove molti di noi si sarebbero lasciati conquistare dal plauso o
dall’approvazione della folla, Gesù sta invece bene in guardia.
Questo è un grande insegnamento anche per noi; del resto, non aveva detto
il Signore, in un'altra occasione, di guardarsi da quelli che parlano bene di noi?
Infatti, questi ultimi, spesso applaudono soltanto coloro che fanno loro comodo
o che non li provocano a un autentico cambiamento di vita.
Per questo il Signore diffida dei facili entusiasmi; dipendere dalle lodi o dal
giudizio degli altri, fino a farne il nostro criterio di comportamento,
indica che non siamo liberi e abbandonati a Dio.
Sicuramente fa piacere ricevere la lode dalle persone, e diffidare di quelle
lodi è faticoso, per riuscirci dobbiamo farci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

venerdì 2 marzo 2018

Il Vangelo del Sabato 3 Marzo 2018


2° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Michèa (7,14-15.18-20)
Dal Vangelo secondo Luca (15,1-3.11-32) anno pari.
In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e
mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli.
Il più giovane dei due disse al padre: Padre, dammi la parte di patrimonio
che mi spetta.
Ed egli divise tra loro le sue sostanze.
Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per
un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.
Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia
ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione,
che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci.
Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma
nessuno gli dava nulla.
Allora ritornò in sé e disse: Quanti salariati di mio padre hanno pane in
abbondanza e io qui muoio di fame!
Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo
e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio.
Trattami come uno dei tuoi salariati. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse
incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
Il figlio gli disse: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono
più degno di essere chiamato tuo figlio.
Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo
indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi.
Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché
questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.
E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi.
Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno
dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo.
Quello gli rispose: Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello
grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.
Egli si indignò, e non voleva entrare.
Suo padre allora uscì a supplicarlo.
Ma egli rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai
disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per
far festa con i miei amici.
Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze
con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso.
Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;
ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto
ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Avere misericordia, secondo il cuore di Dio, significa essenzialmente dare
agli altri un’altra possibilità.
Quale padre avrebbe ridato a quel figlio scialacquone una nuova
opportunità di riscatto?
Quale padre avrebbe rischiato di vedere nuovamente dilapidato il
proprio patrimonio?
Eppure, Dio corre questo rischio con ciascuno di noi ogni giorno.
Egli ci illumina con la sua grazia e la sua bontà perché dal nostro cuore
possano sgorgare la lode e la benedizione.
Per questo, il suo più grande sforzo è quello di convincere ognuno di
noi che Egli non ci tratta secondo le nostre colpe o le nostre infedeltà.
Chi comprende questa verità e la vive, facendole spazio nella propria vita,
fa esperienza della vera libertà e della vera pace.
Sicuramente per noi sarà molto difficile ragionare come il Signore, per
riuscirci, dobbiamo pregare continuamente, ed attraverso la preghiera,
chiedere aiuto allo Spirito Santo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.



giovedì 1 marzo 2018

Il Vangelo del venerdì 2 Marzo 2018


2° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Gènesi (37,3-4.12-13a.17b-28)
Dal Vangelo secondo Matteo (21,33-43.45-46) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno
e vi piantò una vigna.
La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre.
La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai
contadini a ritirare il raccolto.
Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero,
un altro lo lapidarono.
Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono
allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per
mio figlio!”.
Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede.
Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”.
Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto
la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra
che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo
è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo
che ne produca i frutti».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che
parlava di loro.
Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo
considerava un profeta.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Nella parabola raccontata dal Signore, i contadini sono davvero malvagi
e senza scrupoli.
Ma in fondo, era proprio quello che stava avvenendo; i contadini, cioè
i capi del popolo e i sacerdoti, invece di accogliere Gesù come Messia
annunciato, studiano il modo per sbarazzarsi di lui definitivamente.
È questo il destino del giusto; Egli, che porta la verità e la luce, viene
zittito perché la sua Parola è una critica aspra al modo di fare di chi
detiene il potere.
Eppure, sbaglieremmo se pensassimo che questo atteggiamento sia stato
soltanto dei contemporanei di Gesù; quante volte anche noi rifiutiamo la
presenza del Maestro nella nostra vita, soprattutto quando Egli ci chiede
cose che ci sembrano troppo impegnative?
Vero; perciò, accogliamo con amore la sua Parola e mettiamola in pratica,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


mercoledì 28 febbraio 2018

Il Vangelo del Giovedì 1 Marzo 2018


2° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Geremia (17,5-10)
Dal Vangelo secondo Luca (16,19-31) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava
vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti.
Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso
di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che
venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo.
Morì anche il ricco e fu sepolto.
Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo,
e Lazzaro accanto a lui.
Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a
intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro
terribilmente in questa fiamma.
Ma Abramo rispose: Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi
beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece
sei in mezzo ai tormenti.
Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui
vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi.
E quello replicò: Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio
padre, perché ho cinque fratelli.
Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo
di tormento.
Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.
E lui replicò: No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro,
si convertiranno.
Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi
neanche se uno risorgesse dai morti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’egoismo del ricco epulone è tale che egli vive la sua vita da solo, gode
dei beni terreni in feste e lauti banchetti, ma con il cuore indifferente
alle sofferenze altrui.
Per questo non è in grado di vedere il povero Lazzaro che siede alla sua
porta a farsi leccare le piaghe dai cani.
Ma ciò che è ancora più drammatico è che il ricco non riesce a comprendere
che l’unica via di salvezza non sta in qualche manifestazione straordinaria
di Dio; essa sta piuttosto nell’ascolto umile della Parola di salvezza.
Giustamente, osserva Abramo, a chi non ascolta la Parola non basta
nemmeno vedere i miracoli più grandi.
In questa Quaresima, è tempo che tutti noi comprendiamo l’importanza che
ha l’ascolto della Parola di Gesù; essa può davvero farci conoscere la salvezza
e la pace, a patto però che possiamo ascoltarla con cuore disponibile,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

martedì 27 febbraio 2018

Il Vangelo del Mercoledì 28 Febbraio 2018


2° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Geremia (18,18-20)
Dal Vangelo secondo Matteo (20,17-28) anno pari.
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici
discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme
e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo
condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso
e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli
e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?».
Gli rispose: «Di che questi miei due figli siedano uno alla tua destra
e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.
Potete bere il calice che io sto per bere?».
Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e
alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre
mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.
Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni
dòminano su di esse e i capi le opprimono.
Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro
servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.
Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per
servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il vero onore non sta tanto nell’avere riconoscimenti e posizioni di riguardo
nel mondo.
Piuttosto, esso consiste nell’avere la possibilità di bere allo stesso calice
del Signore.
Tale calice è quello della passione, che Gesù bevve fino in fondo.
Adesso gli Apostoli non sono ancora in grado di comprenderlo, ma verrà
il momento in cui essi proveranno persino orgoglio per il fatto di essere
stati oltraggiati per il nome di Gesù.
È davvero un problema il fatto che molti cristiani credono di vivere il
Vangelo continuando a cercare vantaggi puramente umani.
Per questi la croce di Gesù è fonte di scandalo; essi non comprendono che
la nostra realizzazione, anche umana, sta nella scelta degli ultimi posti.
Questo, se all’inizio può sembrare duro, alla fine si rivela essere la
scelta vincente, sicuramente non sarà facile, ma abbiamo la preghiera
che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

lunedì 26 febbraio 2018

Il Vangelo del Martedì 27 Febbraio 2018


2° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (1,10.16-20)
Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno pari.
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla
cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.
Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro
opere, perché essi dicono e non fanno.
Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle
della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro
filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti,
dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere
chiamati rabbì dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro Maestro e voi
siete tutti fratelli.
E non chiamate padre nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre
vostro, quello celeste.
E non fatevi chiamare guide, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato
e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Per i farisei era molto importante la visibilità; il fatto che essi potessero essere
visti significava per loro avere importanza ed essere riconosciuti come i veri
capi spirituali del popolo.
Gesù, invece, dice ai suoi ascoltatori che questo modo di fare è opposto a
quello che vuole Dio.
Il Signore non ha bisogno di persone che si mettano in mostra, ma ha bisogno
di uomini e donne veramente appassionati della sua parola e del suo Regno,
capaci di testimoniare con la loro vita il suo amore umile e condiscendente.
Questo, i farisei non potevano più capirlo, per questo la gente vedeva nella
persona di Gesù e nel suo insegnamento un’autorità che i suoi contemporanei
non avevano; Egli viveva in prima persona quanto diceva e insegnava.
Perciò, imitiamo Gesù e facciamo per Lui tutto con amore pregando.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

domenica 25 febbraio 2018

Il Vangelo del Lunedì 26 Febbraio 2018


2° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Daniele (9,4b-10)
Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come
il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;
perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà
versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato
a voi in cambio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il cuore della Quaresima e del suo significato spirituale non sta tanto nella
penitenza e nelle privazioni che, in maniera più o meno volontaria,
possiamo praticare.
Esse, semmai, sono il segno di una decisione concreta che abbraccia tutta
la nostra vita.
Tale decisione riguarda la volontà di assumere un comportamento improntato
alla misericordia e alla benevolenza.
Questo atteggiamento è in realtà molto più complicato di quanto possa sembrare
a prima vista; si tratta infatti di lasciare da parte quello di cui siamo convinti
riguardo agli altri, al loro modo di essere e di agire, per assumere come metro
di valutazione quello di Dio.
Ed Egli, bisogna ricordarlo, è colui che fa piovere sui buoni e i cattivi, sui giusti
e sugli ingiusti.
Quanto più impostiamo il nostro rapporto con il prossimo sulla misericordia,
fatta di perdono e di gratuità, tanto più aumentiamo la nostra capacità di
ricezione della grazia del Signore già da adesso e soprattutto nella vita che
durerà sempre.
Perciò, ora è il momento per imparare e mettere in pratica queste cose, sarà
sicuramente difficile, ma per questo abbiamo la preghiera che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.