lunedì 12 febbraio 2018

Il Vangelo del Martedì 13 Febbraio 2018


Della 6° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Giacomo apostolo (1,12-18)
Dal Vangelo secondo Marco (8,14-21) anno pari.
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non
avevano con sé sulla barca che un solo pane.
Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito
dei farisei e dal lievito di Erode!».
Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane?
Non capite ancora e non comprendete?
Avete il cuore indurito?
Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite?
E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante
ceste colme di pezzi avete portato via?».
Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila,
quante sporte piene di pezzi avete portato via?».
Gli dissero: «Sette».
E disse loro: «Non comprendete ancora?».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
I discepoli devono guardarsi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode.
Ne basta un pizzico per far lievitare la pasta, ne basta un briciolo per intossicare
la nostra vita spirituale.
Il lievito dei farisei; l'ipocrisia, cioè l'apparenza, una vita giocata sull'esteriorità.
O, peggio, una vita di fede che vuol mettersi in bella mostra davanti a Dio.
Disprezzando santamente gli altri, quelli che non vanno a messa, che non
fanno i catechisti, quei genitori che non educano alla fede, pensando, in tutta
umiltà, di essere graditi a Dio con i nostri atteggiamenti.
Anche ai discepoli può succedere di vivere ciò che Gesù ha duramente condannato.
Il lievito di Erode, che vede in Dio un concorrente, che pensa che Dio gli
voglia rubare il posto.
Così i discepoli, specialmente quelli più navigati, pensano in cuor loro che forse
non è valsa la pena fare tante rinunce, negarsi tante mondane soddisfazioni.
Speriamo di non essere proprio noi quei discepoli, ma se la nostra vita assomiglia
a loro, dobbiamo cambiare, e per riuscirci dobbiamo farci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


domenica 11 febbraio 2018

Il Vangelo del Lunedì 12 Febbraio 2018


Della 6° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Giacomo apostolo (1,1-11)
Dal Vangelo secondo Marco (8,11-13) anno pari.
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù,
chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione
chiede un segno?
In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Certe richieste non fanno altro che aumentare la responsabilità personale
di fronte a Dio.
Gesù non concede nessun segno per il semplice fatto che i farisei non vogliono
credere, per cui non ci sono segni che tengano.
Quando il cuore è chiuso, per quanti miracoli si possano vedere, resterà
irrimediabilmente ripiegato su se stesso, senza dare a Dio nessuna possibilità
di entrare con la sua luce.
Più che chiedergli nuovi segni e prove del suo amore per noi, possiamo
cominciare a ringraziare di cuore per quelli che abbiamo già ricevuto
nella nostra vita.
Questo sarebbe un buon modo per iniziare a fare tesoro delle opere grandi
che Egli compie nella nostra esistenza.
Altrimenti, rischiamo di sprecare quello che già abbiamo avuto da Lui,
senza riceverne un profitto.
Apriamo perciò, il nostro cuore alla luce del Signore aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

sabato 10 febbraio 2018

Il Vangelo di Domenica 11 Febbraio 2018


Della 6° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del Levìtico (13,1-2.45-46)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (10,31-11,1)
Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45) anno B.
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e
gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!».
Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!».
E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di
non dire niente a nessuno; và, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la
tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che
Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori,
in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il comportamento di Gesù, in questo brano, è davvero interessante.
Anzitutto, il Signore si mostra compassionevole nei confronti del povero lebbroso
e fa un gesto che nessuno, a quei tempi, avrebbe osato fare: lo tocca.
Toccare un lebbroso-secondo la mentalità del tempo-significa diventare a propria
volta impuro e bisognoso di purificazione.
Ma Gesù va oltre questa mentalità; Egli prende su di sé la sofferenza e la
solitudine di quel povero malato, donandogli la guarigione.
Gesù si preoccupa anche del suo futuro per cui lo invia dai sacerdoti per ottenere
l'attestato di guarigione ed essere così reintegrato nella società.
Lo invita anche a tacere il miracolo, forse il Signore non amava la pubblicità?
In realtà, Gesù vuol far capire all’uomo che non è tanto importante la guarigione,
quanto la fede nel Dio che salva e guarisce.
Perciò, ringraziamo sempre il Signore per qualsiasi grazia riceviamo
attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

venerdì 9 febbraio 2018

Il Vangelo del Sabato 10 Febbraio 2018


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
S. Scolastica vergine.
1° Lettura dal primo libro dei Re (12,26-32;13,33-34)
Dal Vangelo secondo Marco (8,1-10) anno pari.
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare,
Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla;
ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare.
Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni
di loro sono venuti da lontano». 
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?».
Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra.
Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché
li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla.
Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire
anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte.
Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La compassione di Dio nei confronti dell’umanità comincia dai bisogni materiali;
Egli sa che le persone non possono capire se non vedendo, anzitutto, segni
concreti davanti ai loro occhi.
Ma guai a fermarsi al loro significato superficiale!
Essi finirebbero per essere di ostacolo, più che di aiuto, verso una fede matura
e consapevole nei confronti del Signore.
Per questo, più volte il Maestro afferma, con la parola e con i gesti, che bisogna
andare al di là dei miracoli stessi, per vedere in essi, una manifestazione della
bontà di Dio.
I miracoli sono dei segni che servono per condurci a credere in maniera più
convinta e stabile, a camminare verso il Signore.
Se così non fosse la nostra diverrebbe una fede superficiale e legata soltanto
all’emozione del momento.
Lasciamoci guidare dalle grazie del Signore per poterlo incontrare servendoci
della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

giovedì 8 febbraio 2018

Il Vangelo del Venerdì 9 Febbraio 2018


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal primo libro dei Re (11,29-32;12,19)
Dal Vangelo secondo Marco (7,31-37) anno pari.
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne,
venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano.
Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi
e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise
un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!».
E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua
e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno.
Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore,
dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù preferisce compiere la guarigione lontano dagli sguardi curiosi della folla.
Egli lo fa semplicemente perché sa perfettamente che il suo intervento
miracoloso verrebbe frainteso.
Per questo, la sua raccomandazione è rivolta anzitutto alla riservatezza.
Ma per quanto Egli si raccomandi, le sue parole ottengono l’effetto contrario;
in tutta la regione si sparge la fama dei suoi miracoli.
Purtroppo è molto facile fraintendere le reali intenzioni di Gesù.
Se Lui guarisce le orecchie e la lingua è perché esse possano essere utilizzate
per glorificare meglio il Creatore, per aprire a Dio e alla conversione, e non
per sprecare tale guarigione, magari usando male la grazia ricevuta.
Dio potrebbe chiederci conto delle grazie che ci ha concesso e che noi abbiamo
sprecato o usato male.
Per questo dobbiamo usare bene le sue grazie, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

mercoledì 7 febbraio 2018

Il Vangelo del Giovedì 8 Febbraio 2018


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
S. Giuseppina Bakhita vergine.
1° Lettura dal primo libro dei Re (11,4-13)
Dal Vangelo secondo Marco (7,24-30) anno pari.
In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro.
Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté
restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena
seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi.
Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia.
Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene
prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le
briciole dei figli».
Allora le disse: «Per questa tua parola, và: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La fede non è proprietà esclusiva del popolo d’Israele e questa donna siro-fenicia
lo conferma.
Essa è pagana, ma nonostante ciò dimostra di avere fede nel Figlio di Dio,
il quale le concede quanto essa chiede.
Ci sono persone che, una volta scoperta la via di Dio, si comportano con un
fervore e una fede durevole nel tempo, che ci lascia stupiti.
Come mai noi, che da tanto tempo seguiamo il Signore e i suoi precetti, non
abbiamo la stessa fede?
Forse, man mano, quasi impercettibilmente abbiamo permesso all’abitudine
di addormentare il nostro cuore.
Per questo il Signore ci fa incontrare persone che, in quanto a fervore e a
fede viva in Lui, ci danno grandi lezioni.
Mai abituarsi ai miracoli della grazia; significherebbe escludersi dalla
salvezza di Dio.
Perciò dobbiamo sempre tenere sveglio il nostro cuore attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

martedì 6 febbraio 2018

Il Vangelo del Mercoledì 7 Febbraio 2018

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal primo libro dei Re (10,1-10)
Dal Vangelo secondo Marco (7,14-23) anno pari.
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi
tutti e comprendete bene!
Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro.
Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo
interrogavano sulla parabola.
E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere?
Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo
impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?».
Così rendeva puri tutti gli alimenti.
 E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male:
impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza,
invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Per i contemporanei di Gesù era molto importante capire cosa fosse puro e
cosa non lo fosse, infatti tutta la religiosità ebraica si fondava essenzialmente
su tale distinzione.
Il Signore, pur non sottraendosi a questa importante chiarificazione, ribalta
i termini del problema, ristabilendo un ordine nei valori della fede.
Non è impuro ciò che si mangia o ciò che si tocca, perché la purità non dipende
da ciò che c’è fuori dell’uomo, ma da ciò che c’è dentro, in quanto è dal cuore
che escono le intenzioni cattive che portano a fare il male.
In altre parole, Gesù ribadisce che è l'intenzione del cuore a rendere pura
o impura un’azione.
Per questo, Egli c'invita a porre attenzione a ogni movimento del nostro cuore;
è lì che deve rivolgersi il nostro impegno di purificazione e di pulizia; se c'è
questo, ogni nostro atto è puro e gradito a Dio.
Perciò, teniamo il nostro cuore sempre rivolto al Signore aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.