domenica 21 maggio 2017

Il Vangelo del Lunedì 22 Maggio 2017

Della VI settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (16,11-15)
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,26-16,4) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito,
che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre,
egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché
siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.
Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi
ucciderà crederà di rendere culto a Dio.
E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.
Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne
ricordiate, perché io ve l’ho detto».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il compito a cui Gesù chiama i suoi discepoli non è per nulla facile.
Essi dovranno aspettarsi persino la follia e il fanatismo di coloro che
crederanno di dare culto a Dio eliminandoli e perseguitandoli.
Ma nonostante tutto, non devono scoraggiarsi: anche se tutto il mondo
fosse contro di loro, essi avranno sempre dalla loro parte il Paraclito,
cioè lo Spirito consolatore, il quale mostrerà loro la strada da percorrere,
affinché la salvezza di Dio giunga a tutti.
Dunque, è solo grazie allo Spirito Santo che la testimonianza degli
Apostoli, e quindi anche la nostra, assume una portata particolare; le
parole che diciamo si riempiono di un significato particolare e aprono
a coloro che ascoltano orizzonti di vita eterna.
Perciò, lasciamo lavorare dentro di noi li Spirito Santo e seguiamone
il suo indirizzo aiutandoci con la preghiera, sicuramente non
sbaglieremo la nostra strada.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

sabato 20 maggio 2017

Il Vangelo di Domenica 21 Maggio 2017

VI Domenica di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (8,5-8.14-17)
2° Lettura dalla prima lettera di san Pietro apostolo (3,15-18)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) anno A.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete
i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro
Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità,
che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce.
Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi.
Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete,
perché io vivo e voi vivrete.
In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama.
Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi
manifesterò a lui».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù fa ai suoi Apostoli una grande promessa; essi vivranno.
Questo significa che non potrà mai esserci nulla che, per quanto doloroso
o critico possa sembrare, li dividerà dal Maestro.
Certo, di lì a poco essi dovranno affrontare lo scandalo della croce
e della morte del loro Signore. Eppure, nemmeno la morte riuscirà
a dividerli e a sottrarre loro quella promessa di vita che Gesù ha
appena fatto loro.
La stessa promessa il Signore la rivolge anche a noi; non ci sarà mai
nulla che potrà dividerci da Lui, nemmeno la morte.
Dunque, non possiamo avere paura né provare smarrimento lungo lo
scorrere dei nostri giorni.
Egli sarà con noi fino alla fine dei giorni e ci proteggerà con la
sua mano sapiente.
Affidiamoci dunque a Lui senza alcun timore e con fede grande,
aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

venerdì 19 maggio 2017

Il Vangelo del Sabato 20 Maggio 2017

Della V settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (16,1-10)
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia,
sappiate che prima di voi ha odiato me.
Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece
non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo
il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più
grande del suo padrone”.
Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno
osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non
conoscono colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Per quanto i discepoli di Cristo siano latori di un messaggio di felicità
e di realizzazione, non devono mai dimenticare che nel mondo ci
sono anche forze avverse al Signore, e quindi a loro.
Gesù vuole avvisare i suoi discepoli perché non vivano né delusioni
né arresti sul loro cammino; del resto, in un altro contesto, il Cristo
si rivolgerà suoi discepoli chiamandoli piccolo gregge.
Cos’è un piccolo gregge, in confronto alla vastità del mondo?
Eppure, quel piccolo gregge, seppure in mezzo a difficoltà e ostacoli
d’ogni genere, da duemila anni continua ad annunciare con coraggio
e umiltà quella Parola che salva e dà la vita eterna.
Non ci si deve spaventare né meravigliare di fronte a queste reazioni;
significa che si è sulla strada giusta, ma se abbiamo timore,
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

giovedì 18 maggio 2017

Il Vangelo del Venerdì 19 Maggio 2017

Della V settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (15,22-31)
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento:
che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo
padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal
Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché
andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello
che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore.
Avere Gesù come amico è la grazia più grande che possa capitarci e,
di conseguenza, perdere quest'amicizia significa incorrere nella
più grande disgrazia.
Ma per vivere quest'amicizia è necessario che ci sia una comunione
d'intenti, del resto, due amici sono tali quando riconoscono fra di loro
di avere modi di pensare e interessi comuni.
Quindi, per coltivare tale amicizia con il Figlio di Dio, bisogna
impegnarsi a fare ciò che Lui ha fatto e continua a fare, amare senza
misura, fino al dono totale di sé.
Certo, non è semplice camminare lungo questa strada; però non si deve
dimenticare che l'amicizia con Gesù rende, man mano, sempre più simili
a Lui, per cui il nostro cuore diviene sempre più simile al suo, capace
cioè di amare sempre e tutti.
Coraggio allora, amanti da strapazzo, certamente non è facile,
però possiamo riuscirci con l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

mercoledì 17 maggio 2017

Il Vangelo del Giovedì 18 Maggio 2017

Della V settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (15,7-21)
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-11) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha
amato me, anche io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore,
come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango
nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra
gioia sia piena».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Le parole di Gesù ci ricordano un particolare fondamentale per la nostra
vita, non vi è gioia vera e duratura, se non in Dio.
Noi, in genere, siamo alla ricerca spasmodica di felicità e, quando ci
sembra di averla trovata, sentiamo dopo pochissimo l'amaro sapore
della delusione e del vuoto.
Solo se siamo uniti a Gesù possiamo sperimentare la gioia che viene da
Dio, e che per sua definizione non finisce mai.
Si deve però avere i1 coraggio di cercare solo quella, impiegando tutte
le proprie energie senza sprecarle per altre forme di apparenti felicità
che, alla fine, ci deludono e basta.
Perché non proviamo a fare di tutta la nostra vita una continua ricerca
di quella felicità che dà il Signore?
Quanto più ci apriremo a Lui e al suo amore, tanto più sperimenteremo
questa gioia.
Certo non sarà facile, ma possiamo provarci aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

martedì 16 maggio 2017

Il Vangelo del Mercoledì 17 Maggio 2017

Della V settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (15,1-6)
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il
Padre mio è l’agricoltore.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che
porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se
stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me
non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo
raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello
che volete e vi sarà fatto.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e
diventiate miei discepoli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’unico sforzo che ogni cristiano deve fare, secondo Gesù, sembra
essere esclusivamente quello di restare in lui.
Ciò significa, in maniera concreta, fare di tutto affinché egli possa
vivere in noi con la sua grazia.
Tale grazia è come la linfa che nutre e permette la sopravvivenza ai
tralci della vite, è strano vedere come anche oggi ci siano tanti cristiani
che s'impegnano a vivere una vita cristiana fatta di regole e precetti,
quando tutte le nostre forze devono essere utilizzate per poter restare in Lui.
Solo in un rapporto vitale e intimo con lui c'è la chiave della nostra felicità.
Parlare con Lui, stare con Lui e vivere di Lui: quest'amicizia e comunione
con il Signore diventa, piano piano, l'unica ragione di vita.
Lasciamoci, perciò, potare dal Signore per poter dare più frutti,
se abbiamo paura, aiutiamoci con la preghiera che ci darà la
certezza di riuscirci.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

lunedì 15 maggio 2017

Il Vangelo del Martedì 16 Maggio 2017

Della V settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (14,19-28)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,27-31) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace,
vi do la mia pace.
Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”.
Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre
è più grande di me.
Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo;
contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io
amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Evidentemente, le parole di Gesù ci fanno capire che esistono diversi
tipi di pace.
Sebbene alcune di esse sembrino imitare molto bene quella che dà Lui,
si deve dire che non sono così durature e profonde come la sua.
Quale tipo di pace dona il Signore?
E quella che proviene dalla consapevolezza di fare la volontà di Dio,
Gesù si trova in procinto di donare la sua vita sull'altare della croce
e il suo cuore, sebbene toccato dalla paura e dall'angoscia,
è in pace profonda.
Sa che quella è la volontà del padre, e sa anche che da questa pace
sgorgheranno fiotti di consolazione e di speranza per sé e per gli altri.
Chiediamo con insistenza questa pace al padre, Egli non ce la negherà
e ci farà provare la gioia di essere suoi figli prediletti, come Gesù.
Non è facile farlo quando si hanno dei problemi, possiamo però,
farci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.