giovedì 11 maggio 2017

Il Vangelo del Venerdì 12 Maggio 2017

Della IV settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (13,26-33)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-6) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore.
Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.
Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?
Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi
prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi.
E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo
conoscere la via?».
Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’indicazione di Gesù ai suoi discepoli è quanto mai attuale anche per noi.
Il Maestro sa perfettamente che uno dei sentimenti più frequenti che
albergano nel cuore dei suoi è proprio il turbamento.
Mentre parlava, il Signore aveva già davanti a sé gli eventi che avrebbero
sconvolto la situazione
soltanto poche ore dopo questo discorso.
Eppure, il Cristo sa bene che anche noi, oggi, viviamo spesso 1o stesso
turbamento e la stessa paura; quante cose che non capiamo, quante volte
la volontà di Dio ci sembra così dura e difficile da mettere in pratica.
Eppure, questa Parola ci dà l'antidoto contro un tale atteggiamento; chi
ha fede in Gesù, anche se si trova sconvolto dalle onde impetuose della vita
e dall'incertezza, non perde mai la direzione, lungo tutto il suo viaggio.
Perciò, avere fede in Lui è la medicina per tutti noi, per riuscirci
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


mercoledì 10 maggio 2017

Il Vangelo del Giovedì 11 Maggio 2017

Della IV settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (13,13-25)
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20) anno dispari.
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità,
in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone,
né un inviato è più grande di chi lo ha mandato.
Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve
compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro
di me il suo calcagno”.
Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto,
crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò,
accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La vera beatitudine, secondo Gesù, consiste semplicemente nel mettere
in pratica la sua Parola con assiduità e impegno.
Quando ciò avviene, essa ci trasforma e ci dona una gioia che niente
e nessuno può donare.
Certo, non è una gioia a buon mercato, poiché ci chiede il coraggio
di abbassarsi e di lavare i piedi agli altri: eppure, quando si fa quest'atto
di coraggio, davvero la vita sembra essere vissuta da una prospettiva nuova.
E la gioia che hanno provato anzitutto Maria e tutti i santi che, senza
lasciarsi frenare dalle convenienze e dalla mentalità del mondo, hanno
avuto il coraggio di fare della parola di Gesù la loro luce.
Dunque, anche noi abbiamo tra le mani il segreto per essere davvero
felici, solo seguendo gli insegnamenti di Gesù, Lui non ci obbliga,
sta a noi metterci a disposizione, io l’ho fatto e ne sono contento,
ma per farlo mi sono fatto aiutare con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


martedì 9 maggio 2017

Il Vangelo del Mercoledì 10 Maggio 2017

Della IV settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (12,24-13,5)
Dal Vangelo secondo Giovanni (12,44-50) anno dispari.
In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma
in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato.
Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non
rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno;
perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola
che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno.
Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato,
mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire.
E io so che il suo comandamento è vita eterna.
Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù è il primo autentico testimone del Padre.
Quella Parola che egli annuncia a noi, l'ha ascoltata e messa in
pratica per primo.
Dunque, anche Gesù ha fatto spazio, nella sua esistenza terrena,
a quelle parole di vita eterna che egli ci ha donato e che ci hanno
fatto conoscere il volto misericordioso del Padre.
Questo ci fa comprendere l'importanza di vivere in prima persona
quanto diciamo di testimoniare agli altri, tanti cristiani ripetono
stancamente delle frasi e degli insegnamenti, dietro ai quali però si
manifesta un vuoto; questo significa che al di là di questa facciata
non c'è mai stata un'autentica esperienza di Gesù.
Essi sono rimasti a quanto è stato detto loro di Cristo, ma le loro
parole sono soltanto una scorza vuota, e nulla più.
Perciò, prima di parlare del Signore agli altri, guardiamoci dentro se
siamo veramente di Cristo aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


lunedì 8 maggio 2017

Il Vangelo del Martedì 9 Maggio 2017

Della IV settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (11,19-26)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,22-30) anno dispari.
Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione.
Era inverno.
Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone.
Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando
ci terrai nell’incertezza?
Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io
compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me.
Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore.
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno
le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può
strapparle dalla mano del Padre.
Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù conclude questo brano con un'affermazione davvero importante,
Lui e il Padre sono una cosa sola.
Ma questa rivelazione poteva essere compresa soltanto da coloro
i quali facevano effettivamente parte del gregge del Signore.
Questo ci fa riflettere su un importante aspetto della nostra fede; si è
pecore del gregge di Dio solo ed esclusivamente quando si vive in
un atto di fede convinto e continuo nella persona del Signore.
Questo dà forma alla nostra vita in maniera chiara, Dio non sa cosa
farsene di coloro che vogliono far parte del suo gregge soltanto quando
ciò non debba costare niente più che portare un distintivo di appartenenza.
Gesù Cristo vuole fedeli, non persone che fanno discorsi di
convenienza con Lui.
E noi, siamo veramente disposti a diventare parte del suo gregge,
anche se ci costa fatica?
Spero di si, se facciamo fatica, abbiamo la preghiera che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

domenica 7 maggio 2017

Il Vangelo del Lunedì 8 Maggio 2017

Della IV settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (11,1-18)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,11-18) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore.
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
Il mercenario–che non è pastore e al quale le pecore
non appartengono–vede venire il lupo, abbandona le pecore
e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché
è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono
me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia
vita per le pecore.
E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle
io devo guidare.
Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi
riprenderla di nuovo.
Nessuno me la toglie: io la do da me stesso.
Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo.
Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È davvero consolante sapere che c'è qualcuno che ha dato la vita per noi,
preoccupandosi del nostro destino eterno e della nostra felicita.
Oggi ci sono tanti che si propongono come nostri pastori e che
vorrebbero guidarci e controllarci; però, di fronte al pericolo e alla
prova, essi si rivelano soltanto dei mercenari sfruttatori.
Quante ideologie, quanti uomini che sembravano degni di fede, quante
parole abbiamo ascoltato che magari ci hanno anche riscaldato il cuore.
Di fronte alla prova, nessuno ha saputo darci nulla più di qualche
pallido conforto.
Ma Gesù no.
Egli ha dato la vita per noi, e per questo motivo il Padre, attraverso
di Lui, continua a riempirci di ogni grazia e benedizione dal cielo.
Non si deve temere colui che ci ama tanto e che si dona per noi.
Sappiamo perciò, ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per noi?
Non serve molto per ringraziarlo, serve solo la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

sabato 6 maggio 2017


Il Vangelo di Domenica 7 Maggio 2017.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (2,14a.36-41)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo (2,20b-25)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10) anno A
In quel tempo, Gesù disse: "In verità, in verità io vi dico; chi non 
entra nel recinto delle pecore dalla, ma vi sale da un'altra parte, 
è un ladro e un brigante.
Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce; egli chiama 
le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.
E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, 
e le pecore lo seguono perchè conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perchè 
non conoscono la voce degli estranei". e uscirò e troverà pascolo.
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi no capirono di che 
cosa parlava loro,
Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità io vi dico; io sono 
la porta delle pecore.
Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le 
pecore non li hanno ascoltati.
Io sono la porta; se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà 
e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono 
venuto perchè abbiate la vita e l'abbiano in abbondanza".
Parola del Signore.
riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Pasqua: cinquanta giorni per accorgerci della resurrezione del Maestro. 
Tranquilli: anche per gli apostoli è stata dura; siamo così abituati 
a fermarci al venerdì santo (ricordate i discepoli di Emmaus?) da 
avere bisogno di tempo per accorgerci che il Signore è vivo. 
Anche noi rischiamo di andare al sepolcro per imbalsamare Dio, e 
abbiamo bisogno di molta fede per riconoscerlo nello spezzare il pane. 
Alla luce della Pasqua gli apostoli rileggono le parole del Maestro, 
che ora hanno un significato inatteso e luminoso: il Signore si presenta 
come un buon Pastore, che conosce e ama le sue pecore, le chiama 
ad una ad una e le pecore lo riconoscono e lo seguono.                                                           Non un pastore qualunque, né un imprenditore agricolo che tiene gli 
animali chiusi in stalla in allevamento intensivo o cose del genere, 
no: un pastore buono, cioè efficace. 
Gesù insiste: egli vuole dare la vita in abbondanza. 
Gli altri pastori, in realtà, non vengono riconosciuti, le pecore diffidano 
della loro voce. 
I discepoli, sul momento, non capiscono: Gesù dice di essere una 
porta d'ingresso, attraverso di lui si arriva alla felicità.                 
Che bello, amici! 
Prendiamo sul serio questa Parola. 
Cominciamo dalle note dolenti: chi o che cosa è pastore della mia vita? 
Chi la conduce e dove mi conduce? 
Non scherziamo su questo, si tratta della nostra felicità! 
Subito, credo, viene da rispondere: "io non ho pastori, me la cavo 
da solo, sono libero e adulto. " Andiamo! 
Pastore può essere la mia carriera professionale, il giudizio degli altri, 
i miei appetiti, i miei sentimenti, se guardiamo bene scopriamo che 
dietro ogni nostra azione esiste qualcosa o qualcuno che ci ispira. 
Spesso, troppo spesso, siamo condotti dai bisogni suscitati dal 
mercato: cerco di apparire più piacevole, di essere più alla moda, 
di farmi accettare. 
E' normale, in parte giusto.         
Ma ai discepoli, a coloro che sulla loro strada hanno incontrato il 
Risorto, a coloro che hanno superato la tristezza (ricordate? La gioia 
cristiana è una tristezza superata!), il Signore chiede di non seguire 
i falsi profeti, di saper distinguere le voci suadenti di chi la felicità 
la vende, di chi ti chiede adesione ad un sogno improbabile da chi 
la vita vera- in abbondanza- te la dona. 
Scherzo a volte, ma viviamo in un mondo in cui per essere felici basta poco, 
e sembra che tutti ne conoscano la via: bellezza, fisicità, intelligenza, 
salute, lavoro, soldi tanti soldi. 
Pensate che c'è gente che addirittura ci crede! 
Gente che passa la vita a dire che la ragione della propria infelicità è di 
non essere sufficientemente magro o alto o modesto nei guadagni. Sicuri?                             Gesù pretende di proporre una vita vera, di essere la porta attraverso 
cui passare per raggiungere la felicità vera. 
Vi annuncio solennemente: io ho scelto. 
Voglio che sia solo il Maestro, che mi conosce per nome e di cui ormai 
riconosco la voce, a guidarmi nelle strade della vita. 
Voglio rispondere ad una chiamata, capire quale progetto di vita il Signore 
ha su di me, quale tassello nel mosaico della creazione io rappresento. 
Una delle cose più belle del diventare cristiani è proprio la percezione 
di essere parte essenziale di un grande sogno d'amore, e di poter 
contribuire a realizzarlo! 
Avete mai pensato la ragione per cui esistete? 
Quale missione dovete compiere negli anni della vostra vita? 
Perchè, altro è volersi bene e costruire una famiglia, altro percepire 
questo gesto come chiamata e vocazione, abbiamo urgente bisogno 
di fratelli e sorelle che nella semplicità, sostenuti dal Maestro e dalla 
comunità, si amino come Cristo ama la Chiesa. 
Buona cosa è aiutare gli altri, diverso è lasciare tutto e partire a 
condividere con i più poveri, in nome di Cristo, speranze e sogni. 
Infine abbiamo bisogno di pastori secondo il cuore di Dio: uomini che 
dedichino la loro vita a servizio dell'annuncio e della costruzione di 
comunità, come gli apostoli. 
Mancano preti? 
No: manca la fede, manca il coraggio di capire a cosa "serve" un prete 
oggi, mancano comunità vive e dinamiche che spingano un giovane a 
dedicare le proprie forze e le proprie povertà a quel pezzo di regno in 
mezzo alla gente che è la parrocchia. 
Buona Domenica amici, dal Santuario dell'Amore Misericordioso Fausto.

venerdì 5 maggio 2017

Il Vangelo del Sabato 6 Maggio 2017

Della III settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (9,31-42)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,60-69) anno dispari.
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato,
dissero: «Questa parola è dura!
Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano
riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza?
E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?
È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che
io vi ho detto sono spirito e sono vita.
Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano
e chi era colui che lo avrebbe tradito.
E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me,
se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non
andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».
Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?
Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto
che tu sei il Santo di Dio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Se ne va la folla, e fa benissimo.
Come si fa a star dietro alla valanga di parole che ha detto?
E alle cose che chiede?
E al volto di Dio inatteso e incredibile che professa?
Anche noi siamo così; fino a quando Dio ci riempie la pancia va
tutto bene: siamo soddisfatti, Dio è buono, il mondo è magnifico.
Ma appena Dio diventa esigente, chiede qualcosa di più forte,
allora tutto cambia; preferiamo andarcene piuttosto che continuare
ad ascoltare.
È duro il Vangelo, perché negarlo?
È esigente, perciò, nella storia, abbiamo continuato ad annacquarlo,
a modificarlo, a interpretarlo.
Sono suoi discepoli coloro che se ne vanno: il Signore sempre ci
lascia liberi, sempre.
Gli apostoli, storditi, non sanno che fare, non sanno che dire.
Nell'arco di poco tempo sono passati dalla gloria al fango; qui finisce
la brillante carriera del Messia.
E la loro.
E Gesù, immenso, libero, straordinario, si gira verso di loro; volete
andarvene anche voi?
Non li supplica di restare, preferisce restare solo piuttosto che
tradire il volto del Padre.
E fa bene, non gli servono discepoli da strapazzo, gli servono discepoli
veri, se lo vogliamo essere anche noi, non è semplice, ma difficile,
perciò dobbiamo sempre aiutarci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.