domenica 2 aprile 2017

Il Vangelo del Lunedì 3 Aprile 2017

1° Lettura dal libro del profeta Daniele (13,1-9.15-17.19-30.33-62)
Dal Vangelo secondo Giovanni (8,1-11) anno dispari.
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi.
Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo
andava da lui.
Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in
adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna
è stata sorpresa in flagrante adulterio.
Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa.
Tu che ne dici?».
Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra.
Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro:
«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».
E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra.
Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo.
Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono?
Nessuno ti ha condannata?».
Ed ella rispose: «Nessuno, Signore».
E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Spesso Dio si comporta in modo totalmente diverso rispetto alla
mentalità di noi uomini.
Di fronte al peccato palese della donna, cosa ci si sarebbe potuto
aspettare, se non una condanna senza appello?
Eppure, con le parole di Gesù, I' evento prende una piega
completamente diversa.
Egli non minimizza il peccato né, tantomeno, giustifica la donna.
Semplicemente non la condanna; del resto, il Signore stesso aveva
detto che non era venuto per giudicare, ma per salvare.
Quindi, la donna adultera è l’immagine che ci rappresenta meglio.
Nonostante il peccato che abbiamo commesso, Egli non ci condanna,
dimostrandoci un amore senza limiti.
Solo, ci raccomanda di non peccare più, per poter sperimentare
sempre la libertà ritrovata.
Ed allora di fronte al suo grande amore cosa dobbiamo fare?
Solamente, ringraziarlo pregando.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

sabato 1 aprile 2017

Il Vangelo di Domenica 2 Aprile 2017

V Domenica di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (37,12-14)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,8-11)
Dal Vangelo secondo Giovanni (11,1-45) anno A.
In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di
Marta sua sorella, era malato.
Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò
i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato.
Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui
che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte,
ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio
venga glorificato».
Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.
Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava.
Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti
e tu ci vai di nuovo?».
Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno?
Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo
mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico,
s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo».
Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà».
Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che
parlasse del riposo del sonno.
Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento
per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!».
Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo
anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro.
Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei
erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello.
Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece
stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!
Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà».
Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se
muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.
Credi questo?».
Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio,
colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le
disse: «Il Maestro è qui e ti chiama».
Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui.
Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta
gli era andata incontro.
Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria
alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a
piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai
suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello
non sarebbe morto!».
Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che
erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato,
domandò: «Dove lo avete posto?».
Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!».
Gesù scoppiò in pianto.
Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!».
Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non
poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al
sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra.
Disse Gesù: «Togliete la pietra!».
Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo
odore: è lì da quattro giorni».
Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?».
Tolsero dunque la pietra.
Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato.
Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi
sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».
Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!».
Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario.
Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli
aveva compiuto, credettero in lui.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Restituire la vita al suo amico Lazzaro è un gesto davvero straordinario
operato da Gesù, e non soltanto per la portata del miracolo che,
evidentemente, è davvero spettacolare.
In questo modo, Gesù santifica il valore dell'amicizia; chissà quante
volte egli era stato a Betània, in casa di Lazzaro e delle sue sorelle,
e chissà quante volte si era trattenuto conversando amabilmente con loro,
come si fa con gli amici più cari.
In questo momento, possiamo pensare a tutte le persone che Dio ha messo
sul nostro cammino e con le quali condividiamo la nostra vita.
Gli amici sono dei doni di Dio e valgono quanto i parenti, i coniugi e i figli.
A loro possiamo donare il meglio di noi e crescere insieme con loro;
per questo motivo, ringraziamo il Signore per tutte le persone come
Lazzaro che ha messo accanto a noi.
E lo possiamo ringraziare con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


venerdì 31 marzo 2017

Il Vangelo del Sabato 1 Aprile 2017

1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (11,18-20)
Dal Vangelo secondo Giovanni (7,40-53) anno dispari.
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente
dicevano: «Costui è davvero il profeta!».
Altri dicevano: «Costui è il Cristo!».
Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea?
Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme,
il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?».
E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.
Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi
dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?».
Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!».
Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi?
Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei?
Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno
di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo
ascoltato e di sapere ciò che fa?».
Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea?
Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».
E ciascuno tornò a casa sua.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
I capi dei sacerdoti e i farisei credono di sapere tutto del Messia e,
quindi, danno per scontato che dalla Galilea non possa venire nulla
di buono; tantomeno il Cristo promesso dalle Scritture.
Ed è proprio questo il loro errore più grande; essi si sono chiusi alla
rivelazione che Dio fa loro per mezzo del suo Figlio unigenito.
Niente e nessuno ormai può far loro cambiare idea; Dio, quando ha
a che fare con gli uomini, deve superare un grosso ostacolo che
spesso vanifica la sua opera di salvezza.
Egli deve combattere con i pregiudizi che abbiamo nel nostro cuore;
quante volte ci stupisce, manifestando la sua gloria dove e in chi
mai ce 1o saremmo aspettati?
Guarire dai pregiudizi è possibile, ma solo a patto di farsi
curare da una grande medicina: l'umiltà.
Solo se siamo umili possiamo vedere la grazia del Signore, perciò,
aiutiamoci sempre con la preghiera per riuscirci.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


giovedì 30 marzo 2017

Il Vangelo del Venerdì 31 Marzo 2017

1° Lettura dal libro della Sapienza (2,1.12-22)
Dal Vangelo secondo Giovanni (7,1-2.10.25-30) anno dispari.
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva
più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne.
Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non
apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello
che cercano di uccidere?
Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla.
I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo?
Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà,
nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi
conoscete e sapete di dove sono.
Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è
veritiero, e voi non lo conoscete.
Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani
su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’ora di Gesù non è ancora giunta, per questo egli sfugge alla folla
e a coloro che volevano eliminarlo.
Più volte il Maestro aveva osservato che non erano gli altri a prendergli
la vita: era lui, di spontanea volontà, a donarla liberamente.
Questo sarà un elemento costante lungo tutti gli eventi della passione;
il sacrificio di Gesù è I' atto d'amore più alto della sua vita, e un atto
d'amore non può essere vissuto se non nella libertà piena e nel
dono totale di sé.
Dunque, nessuna disgrazia né circostanza avversa; l' ora di Gesù sarà
quella nella quale Egli, perfettamente consapevole di sé e del suo
destino, si consegnerà alla morte.
E bello che ogni cristiano possa vivere così la sua vita; donare la propria
Vita in un atto d'amore pieno agli altri, consapevole e senza egoismo.
Perché, donare la nostra vita per gli altri è veramente un atto d’amore,
lo so che non sarà facile, per questo dobbiamo sempre aiutarci con
la preghiera, solo così ci riusciremo meglio.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

mercoledì 29 marzo 2017

Il Vangelo del Giovedì 30 Marzo 2017

1° Lettura dal libro dell’Èsodo (32,7-14)
Dal Vangelo secondo Giovanni (5,31-47) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me
stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera.
C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza
che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato
testimonianza alla verità.
Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose
perché siate salvati.
Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento
avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere
che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto
facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me.
Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo
volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui
che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono
proprio esse che danno testimonianza di me.
Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi
l’amore di Dio.
Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un
altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste.
E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri,
e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi
vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.
Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha
scritto di me.
Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quando non c'è apertura di cuore, non si vuol vedere nemmeno l'evidenza.
Gesù osserva che i Giudei avevano come punto di riferimento la legge
di Mosè e tutta la Sacra Scrittura, senza rendersi conto che questa
parla proprio di Lui.
Ma essi sono accecati e superbi, incapaci di scorgere in queste fonti
autorevoli il volto del Cristo, prefigurato in tutta la sua Scrittura.
È davvero tragico constatare come spesso anche molti cristiani siano
incapaci di vedere la presenza di Gesù nella loro vita, nonostante
i segni chiari di tale presenza.
Essi sono sempre alla ricerca di conferme e di miracoli che possano
dire loro che Dio li ama e sta loro vicino.
Ma per quanti segni essi continuano a ricevere, saranno sempre distratti
e non si accorgeranno dell’amore che Dio dona loro.
Cerchiamo perciò, di essere svegli per riuscire a vedere l’amore che il
Signore ci dona, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

martedì 28 marzo 2017

Il Vangelo del Mercoledì 29 Marzo 2017

1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (49,8-15)
Dal Vangelo secondo Giovanni (5,17-30) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora
e anch’io agisco».
Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non
soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi
uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico;
il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare
dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo.
Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli
manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne
siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio
dà la vita a chi egli vuole.
Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio,
perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre.
Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui
che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio,
ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene
l’ora–ed è questa–in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e
quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche
al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare,
perché è Figlio dell’uomo.
Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono
nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per
una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione
di condanna.
Da me, io non posso fare nulla.
Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché
non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Secondo i contemporanei di Gesù il fatto grave contenuto nelle parole
di questo "sedicente profeta" era che egli si faceva figlio di Dio,
cioè uguale a Dio, tanto da dire che chiunque "vede me vede il Padre".
Ciò, per loro, era davvero intollerabile, poiché metteva in crisi una
concezione di Dio ratificata dalla tradizione; secondo tale idea, Dio
era il tre volte santo, assolutamente separato dalle faccende umane
e chiuso, per così dire, nella sua splendente impenetrabilità.
Invece, Gesù diceva loro che Dio stava praticamente camminando per
le strade della Palestina e conversava con loro familiarmente; tutto ciò
avveniva nella sua persona.
Dio vuole vivere e camminare ancora oggi per le nostre strade
e nelle nostre città.
Siamo capaci di vederlo e riconoscerlo?
Tanta volte è molto difficile, ma per riuscirci possiamo aiutarci
con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

lunedì 27 marzo 2017

Il Vangelo del Martedì 28 Marzo 2017

1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (47,1-9.12)
Dal Vangelo secondo Giovanni (5,1-16) anno dispari.
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina,
chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva
un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato.
Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così,
gli disse: «Vuoi guarire?».
Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga
nella piscina quando l’acqua si agita.
Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me».
Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina».
E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò
a camminare.
Quel giorno però era un sabato.
Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato
e non ti è lecito portare la tua barella».
Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi
la tua barella e cammina”».
Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi
e cammina”?».
Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si
era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito!
Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio».
Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.
Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’acqua della piscina è soltanto un simbolo dell'acqua viva che
sgorga dalla persona di Gesù.
Il povero paralitico, pur non conoscendo di persona il Maestro,
si fida della sua parola e riceve la grazia che da tanti anni attendeva.
Ma egli riceve anche un invito; quello di non peccare più.
Certe volte il Signore ci guarisce da certi mali o ci tira fuori da certe
situazioni negative, ma con la stessa raccomandazione; spesso non
comprendiamo che la causa di tanti nostri mali è proprio il peccato,
che non solo nuoce all'anima, ma spesso anche al corpo.
Come fare a non lasciarsi irretire nuovamente dal peccato, una volta
che il Signore ci ha perdonato?
Si deve perseverare nella vita di grazia con la preghiera e i Sacramenti,
in modo da essere sempre forti nello spirito.
Solo per questi vi invito sempre a pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.