mercoledì 6 novembre 2024

Il Vangelo del Giovedì 7 Novembre 2024

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

San Prosdocimo di Padova, protovescovo.

Prima Lettura

Queste cose, che per me erano guadagni,

io le ho considerate una perdita a motivo

di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo

ai Filippési (3,3-8a)

Fratelli, i veri circoncisi siamo noi, che

celebriamo il culto mossi dallo Spirito

di Dio e ci vantiamo in Cristo Gesù senza

porre fiducia nella carne, sebbene anche

in essa io possa confidare.

Se qualcuno ritiene di poter avere fiducia

nella carne, io più di lui: circonciso all’età

di otto giorni, della stirpe d’Israele, della

tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei;

quanto alla Legge, fariseo; quanto allo

zelo, persecutore della Chiesa; quanto

alla giustizia che deriva dall’osservanza

della Legge, irreprensibile.

Ma queste cose, che per me erano

guadagni, io le ho considerate una

perdita a motivo di Cristo.

Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a

motivo della sublimità della conoscenza

di Cristo Gesù, mio Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

Vi sarà gioia nel cielo per un solo

peccatore che si converte.

Dal Vangelo secondo Luca (15,1-10) anno pari.

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti

i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.

I farisei e gli scribi mormoravano dicendo:

«Costui accoglie i peccatori e mangia

con loro».

Ed egli disse loro questa parabola: «Chi

di voi, se ha cento pecore e ne perde una,

non lascia le novantanove nel deserto e va

in cerca di quella perduta, finché non la trova?

Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la

carica sulle spalle, va a casa, chiama gli

amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi

con me, perché ho trovato la mia pecora,

quella che si era perduta”.

Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per

un solo peccatore che si converte, più che

per novantanove giusti i quali non hanno

bisogno di conversione.

Oppure, quale donna, se ha dieci monete

e ne perde una, non accende la lampada

e spazza la casa e cerca accuratamente

finché non la trova?

E dopo averla trovata, chiama le amiche

e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me,

perché ho trovato la moneta che

avevo perduto”.

Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli

angeli di Dio per un solo peccatore

che si converte».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È il cuore del racconto di Luca.

Anzi, è il cuore del Vangelo, il centro

di ogni ricerca, di ogni bene, di

ogni benedizione.

Luca descrive, in tre parabole strepitose,

l’essenziale della sua esperienza cristiana,

dice chi è Dio, chi siamo noi.

Dio è un pastore buono che esce a cercare

la pecora smarrita e se la carica sulle spalle,

non scarica su di lei la fatica e la rabbia

di avere camminato per delle ore,

riempiendola di percosse, ma ha anche

la delicatezza di mettersela in spalla,

per non affaticarla.

Dio è contento di trovare un’anima persa,

come quella donna che ha smarrito il

portafoglio e, alla fine, lo ritrova.

Dio è un padre che lascia ai propri figli

l’autonomia, anche quando corre il

rischio di perderli, che ci accoglie

sempre, senza chiedere spiegazioni,

che esce fuori a convincere il figlio

adirato e a spiegare le ragioni

delle sue scelte.

L’uomo è colui che cerca luce anche

fuori da Dio, ma che scopre che Dio

lo viene a cercare, che Dio non è un

avversario, un concorrente, qualcuno

da tenere buono sennò si arrabbia,

ma che è un Padre adulto che ci tratta

da adulti, che ci spinge all’autonomia,

che ci insegna ad essere più uomini.

E noi, in che Dio vogliamo credere?

Io, amici, ho scelto di credere nel

Dio di Gesù, e ne sono contento.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 5 novembre 2024

Il Vangelo del Mercoledì 6 Novembre 2024

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

San Leonardo di Limoges, eremita.

Prima Lettura

Dedicatevi alla vostra salvezza.

È Dio infatti che suscita in voi il

volere e l’operare.

Dalla lettera di san Paolo

apostolo ai Filippési (2,12-18)

Miei cari, voi che siete stati sempre

obbedienti, non solo quando ero presente

ma molto più ora che sono lontano,

dedicatevi alla vostra salvezza con

rispetto e timore.

È Dio infatti che suscita in voi il volere e

l’operare secondo il suo disegno d’amore.

Fate tutto senza mormorare e senza esitare,

per essere irreprensibili e puri, figli di Dio

innocenti in mezzo a una generazione

malvagia e perversa.

In mezzo a loro voi risplendete come astri

nel mondo, tenendo salda la parola di vita.

Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi

di non aver corso invano, né invano

aver faticato.

Ma, anche se io devo essere versato sul

sacrificio e sull’offerta della vostra fede,

sono contento e ne godo con tutti voi.

Allo stesso modo anche voi godetene

e rallegratevi con me.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi non rinuncia a tutti i suoi averi,

non può essere mio discepolo.

Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33) anno pari.

In quel tempo, una folla numerosa

andava con Gesù.

Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene

a me e non mi ama più di quanto ami suo

padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli,

le sorelle e perfino la propria vita, non

può essere mio discepolo.

Colui che non porta la propria croce e

non viene dietro a me, non può essere

mio discepolo.

Chi di voi, volendo costruire una torre, non

siede prima a calcolare la spesa e a vedere

se ha i mezzi per portarla a termine?

Per evitare che, se getta le fondamenta

e non è in grado di finire il lavoro, tutti

coloro che vedono comincino a deriderlo,

dicendo: “Costui ha iniziato a costruire,

ma non è stato capace di finire il lavoro”.

Oppure quale re, partendo in guerra contro

un altro re, non siede prima a esaminare se

può affrontare con diecimila uomini chi gli

viene incontro con ventimila?

Se no, mentre l’altro è ancora lontano,

gli manda dei messaggeri per chiedere pace.

Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i

suoi averi, non può essere mio discepolo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù provoca, osa, scompagina; pretende

di essere più grande della più grande

emozione che possiamo sperimentare,

della più grande gioia umana, quella

dell’innamoramento, quella della

paternità, quella dell’affetto parentale.

Chiedere di odiare significa, nel linguaggio

semitico, amare di più qualcos’altro,

Dio e il Regno, in questo caso.

Gesù ci sfida; Lui è di più, Lui può colmare

il cuore là dove immaginiamo che una

gioia, legittima e giusta, lo possa

invece riempire.

E sfida; fate bene i vostri calcoli, come

chi deve mettersi a costruire una casa,

o fare guerra al vicino.

E voi, amici, avete fatto bene

i vostri conti?

Avete investito le vostre energie,

il vostro tempo, la vostra intelligenza

dalla parte giusta?

Non abbiamo paura di investire in Dio,

l’unico bene che non subisce gli

scossoni delle borse!

Tutto il tempo che dedichiamo

all’interiorità, alla meditazione, alla

crescita spirituale e alla preghiera,

diventa un tempo che porta frutti, che

allarga gli orizzonti, che restituisce pace.

Gesù ci chiede di vivere le legittime

gioie di tutti i giorni (Dio ci chiederà

conto di tutte le gioie che non avremo

vissute!) consapevoli che da Lui

provengono e a Lui rimandano.

Ci sono delle grandi gioie da vivere,

ma Gesù è di più, preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 4 novembre 2024

Il Vangelo del Martedì 5 Novembre 2024

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

San Guido Maria Conforti, fondatore.

Prima Lettura

Svuotò se stesso, per questo Dio lo esaltò.

Dalla lettera di san Paolo apostolo

ai Filippési (2,5-11)

Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti

di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella

condizione di Dio,

non ritenne un privilegio l’essere come

Dio, ma svuotò se stesso assumendo una

condizione di servo, diventando simile

agli uomini.

Dall’aspetto riconosciuto come uomo,

umiliò se stesso facendosi obbediente

fino alla morte e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò e gli donò il

nome che è al di sopra di ogni nome,

perché nel nome di Gesù ogni ginocchio

si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra,

e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo

è Signore!», a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio.

Vangelo

Esci per le strade e lungo le siepi e

costringili ad entrare, perché la mia

casa si riempia.

Dal Vangelo secondo Luca (14,15-24) anno pari.

In quel tempo, uno dei commensali,

avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato

chi prenderà cibo nel regno di Dio!».

Gli rispose: «Un uomo diede una grande

cena e fece molti inviti.

All’ora della cena, mandò il servo a dire

agli invitati: “Venite, è pronto”.

Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono

a scusarsi.

Il primo gli disse: “Ho comprato un

campo e devo andare a vederlo;

ti prego di scusarmi”.

Un altro disse: “Ho comprato cinque

paia di buoi e vado a provarli; ti prego

di scusarmi”.

Un altro disse: “Mi sono appena sposato

e perciò non posso venire”.

Al suo ritorno il servo riferì tutto questo

al suo padrone.

Allora il padrone di casa, adirato, disse

al servo: “Esci subito per le piazze e per

le vie della città e conduci qui i poveri,

gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.

Il servo disse: “Signore, è stato fatto

come hai ordinato, ma c’è ancora posto”.

Il padrone allora disse al servo: “Esci per

le strade e lungo le siepi e costringili ad

entrare, perché la mia casa si riempia.

Perché io vi dico: nessuno di quelli che

erano stati invitati gusterà la mia cena”».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

“Beato chi mangerà il pane nel Regno di Dio!”,

esclama uno dei commensali, come se

fosse una cosa difficile, irraggiungibile,

riservata ai pochi.

Accedere a Dio, pensano in molti,

è difficile, ostico, riservato a pochi eletti.

Gesù, invece, svela una realtà diversa,

entusiasmante ed inquietante; Dio

desidera che tutti ne facciano parte,

che tutti, pronti o meno, capaci o meno,

degni o meno, partecipino alla grande festa.

Il problema non è Dio, ma noi.

Accampiamo mille scuse, troviamo mille

impegni prima di dedicarci all’essenziale.

Le cose di fede? Certo!

Quando sarò in pensione me ne occuperò!

E, così, ci perdiamo la vita con Dio,

perdiamo la felicità di credere.

È vero; è difficile, oggi, trovare del tempo,

avere la testa per pregare, crearsi delle

occasioni per tacere e meditare, ma

quanto ci è necessario!

La preghiera quotidiana può diventare,

ad esempio, uno strumento per fare

memoria di sè e di Dio.

Se l’invito è aperto a tutti, lo accolgono

solo, però, coloro che hanno il coraggio

di investire, di lottare, in questa lotta,

l’ascesi, che ci impedisce di essere travolti

dalla quotidianità, che ci apre uno spiraglio

per accorgerci che siamo già a tavola con Dio.

È  difficile, amici, ma la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 3 novembre 2024

Il Vangelo del Lunedì 4 Novembre 2024

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

San Carlo Borromeo.

Prima Lettura

Rendete piena la mia gioia con

un medesimo sentire.

Dalla lettera di san Paolo apostolo

ai Filippési (2,1-4)

Fratelli, se c’è qualche consolazione in

Cristo, se c’è qualche conforto, frutto

della carità, se c’è qualche comunione

di spirito, se ci sono sentimenti di amore

e di compassione, rendete piena la mia

gioia con un medesimo sentire e con la

stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.

Non fate nulla per rivalità o vanagloria,

ma ciascuno di voi, con tutta umiltà,

consideri gli altri superiori a se stesso.

Ciascuno non cerchi l’interesse proprio,

ma anche quello degli altri.

Parola di Dio.

Vangelo

Non invitare i tuoi amici, ma poveri,

storpi, zoppi e ciechi.

Dal Vangelo secondo

Luca (14,12-14) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse poi al capo dei

farisei che l’aveva invitato: «Quando offri

un pranzo o una cena, non invitare i tuoi

amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né

i ricchi vicini, perché a loro volta non ti

invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.

Al contrario, quando offri un banchetto,

invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai

beato perché non hanno da ricambiarti.

Riceverai infatti la tua ricompensa alla

risurrezione dei giusti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù chiede ai suoi discepoli di essere

umili, cioè concreti e fecondi, per lasciare

spazio dentro di sé a Dio.

E, oggi, chiede ai discepoli di fuggire la

logica del tornaconto e del calcolo, la

logica che domina questo mondo.

Anche negli affetti e nelle amicizie

possiamo intessere dei legami che, in

fondo, possono darci un qualche vantaggio.

La descrizione del pranzo offerto agli

amici importanti è un’esemplificazione

efficace di come, anche nel quotidiano,

tendiamo a mettere noi stessi e il nostro

vantaggio come criterio di giudizio per

le nostre scelte.

Gesù, invece, chiede di non mettere sé

al centro, ma chi ci sta di fronte, di

mettere al centro dell’attenzione il

fratello che ci sta accanto, specialmente

quello più povero.

È una vera a propria rivoluzione, una

conversione inattesa e radicale; passare

dal cercare di ottenere il massimo

vantaggio dagli altri; al capire che solo

dando si riceve, solo spendendosi si

guadagna senza volerlo, senza prevederlo.

Il discepolo vola alto, è talmente riempito

di Dio da non sentire la necessità di essere

gratificato da altri; non ha bisogno di

elemosinare approvazione, di sgomitare

per prevalere sugli altri.

Egli dimora in Dio e nella preghiera

e questo basta.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 2 novembre 2024

Il Vangelo di Domenica 3 Novembre 2024

 

Della 31° Domenica del Tempo Ordinario.

Santa Silvia, madre di S. Gregorio Magno.

Prima Lettura

Ascolta, Israele: ama il Signore

tuo Dio con tutto il cuore.

Dal libro del Deuteronòmio (6,2-6)

Mosè parlò al popolo dicendo: «Temi il

Signore, tuo Dio, osservando per tutti i

giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il

figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e

tutti i suoi comandi che io ti do e così

si prolunghino i tuoi giorni.

Ascolta, o Israele, e bada di metterli in

pratica, perché tu sia felice e diventiate

molto numerosi nella terra dove scorrono

latte e miele, come il Signore, Dio dei

tuoi padri, ti ha detto.

Ascolta, Israele: il Signore è il nostro

Dio, unico è il Signore.

Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il

cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.

Questi precetti che oggi ti do, ti stiano

fissi nel cuore».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 17 (18)

Ripetiamo. Ti amo, Signore, mia forza.

 

Ti amo, Signore, mia forza,

Signore, mia roccia,

mia fortezza, mio liberatore. R.

 

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio

scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.

Invoco il Signore, degno di lode,

e sarò salvato dai miei nemici. R.

 

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,

sia esaltato il Dio della mia salvezza.

Egli concede al suo re grandi vittorie,

si mostra fedele al suo consacrato. R.

 

Seconda Lettura

Egli, poiché resta per sempre, possiede

un sacerdozio che non tramonta.

Dalla lettera agli Ebrei (7,23-28)

Fratelli, [nella prima alleanza] in gran

numero sono diventati sacerdoti, perché

la morte impediva loro di durare a lungo.

Cristo invece, poiché resta per sempre,

possiede un sacerdozio che non tramonta.

Perciò può salvare perfettamente quelli

che per mezzo di lui si avvicinano a Dio:

egli infatti è sempre vivo per intercedere

a loro favore.

Questo era il sommo sacerdote che ci

occorreva: santo, innocente, senza

macchia, separato dai peccatori ed

elevato sopra i cieli.

Egli non ha bisogno, come i sommi

sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno,

prima per i propri peccati e poi per quelli

del popolo: lo ha fatto una volta per tutte,

offrendo se stesso.

La legge infatti costituisce sommi sacerdoti

uomini soggetti a debolezza; ma la parola

del giuramento, posteriore alla Legge,

costituisce sacerdote il Figlio, reso

perfetto per sempre.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Se uno mi ama, osserverà la mia

parola, dice il Signore, e il Padre mio

lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Amerai il Signore tuo Dio.

Amerai il prossimo tuo.

Dal Vangelo secondo Marco (12,28b-34) anno B.

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno

degli scribi e gli domandò: «Qual è il

primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele!

Il Signore nostro Dio è l'unico Signore;

amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo

cuore e con tutta la tua anima, con tutta

la tua mente e con tutta la tua forza".

Il secondo è questo: "Amerai il tuo

prossimo come te stesso".

Non c'è altro comandamento più grande

di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene,

Maestro, e secondo verità, che Egli è

unico e non vi è altri all'infuori di lui;

amarlo con tutto il cuore, con tutta

l'intelligenza e con tutta la forza e amare

il prossimo come se stesso vale più di

tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto

saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei

lontano dal regno di Dio».

E nessuno aveva più il coraggio

di interrogarlo.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Prima o poi la domanda; qual’è la cosa

più importante della nostra vita ce la

dobbiamo fare; un pò perché si

moltiplicano gli impegni e, ci sentiamo

legati in lacci e laccetti e non sappiamo

quali tagliare, un pò perché non

possiamo ridurre l’esistenza o mettere

in fila comportamenti, doveri, attenzioni

e convenienze e, alla fine sentirci svuotati

della nostra vita, che se ne è andata a

pezzi, un pò di quà e un pò di là.

Un pò di lavoro, un pò di affetti, un pò

di avventure, un pò di conoscenze,

qualche slancio inedito, qualche buona

azione, un bisbiglio di preghiera, forse,

una visita ai nostri vecchi, se ne

abbiamo il tempo.

Il pio ebreo, ne aveva almeno 613 di

precetti scritti nella legge tra i quali

dover districarsi.

Non era proprio legittima la domanda

fatta a Gesù; ma mi dici se c’è un centro

nella mia vita da cui posso guardare

all’esistenza senza affanni, senza sentirmi

una macchinetta automatica?

Mi puoi dire se c’è un motore che mi

impegna, ma chi mi può anche dare

gioia; che mi costa, tanto la vita non

è sempre una passeggiata, ma che mi

permette di tenermela in mano,

di sentirmela mia?

Detto in termini più formali; quale è il

primo, il più grande dei comandamenti?

Questo cristianesimo è una somma di

prescrizioni, che hanno già distribuito

la mia vita in tanti cassettini, così che

la mia esistenza è solo aprire quello

giusto, al momento giusto, oppure è

un principio che pure mi mette al muro,

ma che mi fa sentire vivo?

E Gesù, come sempre, offre uno sguardo

di sintesi sulla vita; amerai il Signore

senza riserve, e amerai il prossimo

come te stesso.

È tutto qui il cristianesimo.

È amare Dio e contemporaneamente

amare il prossimo.

L’amore di Dio, passa attraverso l’amore

per il prossimo e l’amore per l’uomo/donna,

passa dall’amore di Dio.

La tentazione di mettersi da una parte o

dall’altra, è sempre grande per ciascuno,

per la Chiesa, per l’esperienza d’amore

di una coppia, (attenzione; uomo e donna,

non confondiamoci), per una bella vita

di amicizia, per una famiglia, (sempre

formata da un uomo e da una donna,

non una famiglia arcobaleno), per una

società che si vuol ispirare a valori

religiosi cristiani.

Credere, amici, non è riducibile a un

comodo formalismo religioso, (come

cercano di farlo passare certi uomini

di Chiesa), se pure liturgico e

contemplativo, né a una vita generosa

che non parta dalla certezza di sentirsi

amati da Dio e dalla decisione di

metterlo al primo posto.

Tutto qui, amici, mi sembra abbastanza

facile, buona Domenica Fausto.