martedì 3 settembre 2024

Il Vangelo del Mercoledì 4 Settembre 2024

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Rosalia, vergine, eremita di Palermo.

Prima Lettura

Noi siamo collaboratori di Dio, e voi

siete campo di Dio, edificio di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (3,1-9)

Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare

a voi come a esseri spirituali, ma carnali,

come a neonati in Cristo.

Vi ho dato da bere latte, non cibo solido,

perché non ne eravate ancora capaci.

E neanche ora lo siete, perché siete

ancora carnali.

Dal momento che vi sono tra voi invidia

e discordia, non siete forse carnali e non

vi comportate in maniera umana?

Quando uno dice: «Io sono di Paolo»,

e un altro: «Io sono di Apollo», non vi

dimostrate semplicemente uomini?

Ma che cosa è mai Apollo?

Che cosa è Paolo?

Servitori, attraverso i quali siete venuti

alla fede, e ciascuno come il Signore

gli ha concesso.

Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma

era Dio che faceva crescere.

Sicché, né chi pianta né chi irriga vale

qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere.

Chi pianta e chi irriga sono una medesima

cosa: ciascuno riceverà la propria

ricompensa secondo il proprio lavoro.

Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi

siete campo di Dio, edificio di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

È necessario che io annunci la buona

notizia del regno di Dio anche alle altre

città; per questo sono stato mandato.

Dal Vangelo secondo Luca (4,38-44) anno pari.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga,

entrò nella casa di Simone.

La suocera di Simone era in preda a una

grande febbre e lo pregarono per lei.

Si chinò su di lei, comandò alla febbre

e la febbre la lasciò.

E subito si alzò in piedi e li serviva.

Al calar del sole, tutti quelli che avevano

infermi affetti da varie malattie li

condussero a lui.

Ed egli, imponendo su ciascuno le mani,

li guariva.

Da molti uscivano anche demòni,

gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».

Ma egli li minacciava e non li lasciava

parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

Sul far del giorno uscì e si recò in un

luogo deserto.

Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero

e tentarono di trattenerlo perché non se

ne andasse via.

Egli però disse loro: «È necessario che

io annunci la buona notizia del regno di

Dio anche alle altre città; per questo

sono stato mandato».

E andava predicando nelle sinagoghe

della Giudea.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Se, come la suocera di Pietro, veniamo

guariti dalla febbre interiore e da ogni

oscurità, è perché il Signore vuole che

ci mettiamo al servizio gli uni degli altri.

Ad esempio del Signore Gesù, siamo

invitati ad accorgerci del tanto dolore

che ci circonda e spezzare e condividere

il pane della speranza affinché sazi

l’umanità fragile e dolorante.

Oggi, guardatevi intorno, provate a vedere

con uno sguardo diverso le persone che

avete accanto nella quotidianità.

Sapeste quanto dolore nasconde il volto

della vostra collega e quale abisso alberga

nel vostro vicino di casa!

Migliaia di uomini e donne sono travolti

dal loro limite, dai loro errori e non

conoscono la salvezza, non conoscono

il Signore, non hanno speranza!

Noi, guariti dalla febbre, ci alziamo per

servirli, senza dire grandi parole ma

amandoli nel nascondimento, pregando

per loro, carbonari della fede, portatori

di speranza.

Il Signore, vittorioso sulla morte e

sull’agire delle tenebre, ci aiuti in

questa giornata ad essere testimoni

della guarigione totale che Gesù porta

annunciando il Regno e di cui abbiamo

beneficiato e beneficiamo, aiutandoci

con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 2 settembre 2024

Il Vangelo del Martedì 3 Settembre 2024

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

L’uomo lasciato alle sue forze non

comprende le cose dello Spirito di Dio;

l’uomo mosso dallo Spirito, invece,

giudica ogni cosa.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (2,10b-16)

Fratelli, lo Spirito conosce bene ogni

cosa, anche le profondità di Dio.

Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se

non lo spirito dell’uomo che è in lui?

Così anche i segreti di Dio nessuno li ha

mai conosciuti se non lo Spirito di Dio.

Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito

del mondo, ma lo Spirito di Dio per

conoscere ciò che Dio ci ha donato.

Di queste cose noi parliamo, con parole

non suggerite dalla sapienza umana, bensì

insegnate dallo Spirito, esprimendo cose

spirituali in termini spirituali.

Ma l’uomo lasciato alle sue forze non

comprende le cose dello Spirito di Dio:

esse sono follia per lui e non è capace di

intenderle, perché di esse si può giudicare

per mezzo dello Spirito.

L’uomo mosso dallo Spirito, invece,

giudica ogni cosa, senza poter essere

giudicato da nessuno.

Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero

del Signore in modo da poterlo consigliare?

Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo

Io so chi tu sei: il santo di Dio!

Dal Vangelo secondo Luca (4,31-37) anno pari.

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao,

città della Galilea, e in giorno di sabato

insegnava alla gente.

Erano stupiti del suo insegnamento

perché la sua parola aveva autorità.

Nella sinagoga c’era un uomo che era

posseduto da un demonio impuro;

cominciò a gridare forte: «Basta!

Che vuoi da noi,

Gesù Nazareno?

Sei venuto a rovinarci?

Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

Gesù gli ordinò severamente: «Taci!

Esci da lui!».

E il demonio lo gettò a terra in mezzo

alla gente e uscì da lui, senza fargli

alcun male.

Tutti furono presi da timore e si dicevano

l’un l’altro: «Che parola è mai questa,

che comanda con autorità e potenza

agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?».

E la sua fama si diffondeva in ogni luogo

della regione circostante.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù si trasferisce a Kèfar Naum, piccola

città posta sulle sponde del lago di

Tiberiade, dove inizia il suo

ministero pubblico.

La cittadina ha una certa importanza

strategica; è posta sulla strada che da

Damasco porta al mare, possiede

un’elegante sinagoga ed è presidiata da

una guarnigione romana.

Posta a pochi chilometri dalla collinare

Nazareth, è uno dei luoghi ideali per

iniziare la predicazione in Galilea.

La gente è stupita perché Gesù insegna

con autorevolezza e caccia i demoni;

non è abituata ad una presenza così forte

e carismatica al punto che, annota Luca,

la fama di Gesù si espande in tutta

la regione.

In un tempo in cui tutti fanno i piacioni

o gli autoritari, la figura di Gesù conserva

oggi, intatta, la sua forza seducente.

Gesù affascina perché coerente, perché

misericordioso e maturo, perché parla

senza finzioni e senza mezzi termini,

perché conosce di Dio come nessuno

mai ha conosciuto.

E la sua presenza caccia i demoni,

le paure, le colpe, le oscurità,

le fatiche interiori.

Iniziamo il mese di Settembre stupendoci

e accogliendo l’autorevolezza del Signore,

lasciando illuminare le nostre oscurità

dalla sua luce di guarigione e di salvezza,

facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 1 settembre 2024

Il Vangelo del Lunedì 2 Settembre 2024

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Elpidio, Abate.

Prima Lettura

Vi annunciai Cristo crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (2,1-5)

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi

presentai ad annunciarvi il mistero di

Dio con l’eccellenza della parola o

della sapienza.

Io ritenni infatti di non sapere altro in

mezzo a voi se non Gesù Cristo,

e Cristo crocifisso.

Mi presentai a voi nella debolezza e

con molto timore e trepidazione.

La mia parola e la mia predicazione non

si basarono su discorsi persuasivi di

sapienza, ma sulla manifestazione dello

Spirito e della sua potenza, perché la

vostra fede non fosse fondata sulla

sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Mi ha mandato a portare ai poveri il

lieto annuncio. Nessun profeta è bene

accetto nella sua patria.

Dal Vangelo secondo Luca (4,16-30) anno pari.

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret,

dove era cresciuto, e secondo il suo solito,

di sabato, entrò nella sinagoga e si

alzò a leggere.

Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa;

aprì il rotolo e trovò il passo dove era

scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra

di me; per questo mi ha consacrato con

l’unzione e mi ha mandato a portare

ai poveri il lieto annuncio, a proclamare

ai prigionieri la liberazione e ai ciechi

la vista; a rimettere in libertà gli oppressi,

a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò

all’inserviente e sedette.

Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano

fissi su di lui.

Allora cominciò a dire loro: «Oggi si

è compiuta questa Scrittura che voi

avete ascoltato».

Tutti gli davano testimonianza ed erano

meravigliati delle parole di grazia che

uscivano dalla sua bocca e dicevano:

«Non è costui il figlio di Giuseppe?».

Ma egli rispose loro: «Certamente voi

mi citerete questo proverbio: “Medico,

cura te stesso.

Quanto abbiamo udito che accadde a

Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”».

Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun

profeta è bene accetto nella sua patria.

Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte

vedove in Israele al tempo di Elìa, quando

il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi

e ci fu una grande carestia in tutto il paese;

ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se

non a una vedova a Sarèpta di Sidòne.

C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo

del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu

purificato, se non Naamàn, il Siro».

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga

si riempirono di sdegno.

Si alzarono e lo cacciarono fuori della città

e lo condussero fin sul ciglio del monte,

sul quale era costruita la loro città, per

gettarlo giù.

Ma egli, passando in mezzo a loro,

si mise in cammino.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù torna a Nazareth, e tutti si aspettano

che faccia qualche bel miracolo, come ha

fatto nelle alte città.

D’altronde, come biasimarli?

Gesù è conosciuto all’estero, e la sua fama

è arrivata fino alla sua città di origine.

Perché non soddisfare qualche loro

legittima curiosità?

E Gesù li accontenta, ma non come vorrebbero.

Si aspettano un miracolo e ricevono una

meditazione sulla Parola!

Meglio; un’interpretazione degli eventi

alla luce della Parola!

Non sono molto soddisfatti, i suoi

concittadini, anzi, sono proprio furiosi; chi

si crede di essere il Figlio del falegname?

E, così, non accettano la sua predicazione,

è troppo dimesso il suo modo di procedere,

troppo banale questo Messia casareccio.

Non succede così anche a noi?

Quando Gesù ci dice qualcosa che non

ci garba, non vorremmo gettarlo giù

dalla rupe?

Stiamo attenti a non costruirci una fede

a nostra immagine e somiglianza.

A non pretendere che Dio dica, guarda

un pò, cose che ci giustificano.

E impariamo a riconoscere i profeti,

con l’aiuto della preghiera, in casa

nostra, anche se ne conosciamo i difetti

e i limiti, anche se pensiamo di sapere

già tutto di loro.

Il rischio è quello di perdersi Dio.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 31 agosto 2024

Il Vangelo di Domenica 1 Settembre 2024

 

Della 22° Domenica del Tempo Ordinario.

Sant' Egidio, Abate.

Prima Lettura

Non aggiungerete nulla a ciò che io vi

comando; osserverete i comandi del Signore.

Dal libro del Deuteronòmio (4,1-2.6-8)

Mosè parlò al popolo dicendo: «Ora,

Israele, ascolta le leggi e le norme che

io vi insegno, affinché le mettiate in

pratica, perché viviate ed entriate in

possesso della terra che il Signore,

Dio dei vostri padri, sta per darvi.

Non aggiungerete nulla a ciò che io vi

comando e non ne toglierete nulla; ma

osserverete i comandi del Signore,

vostro Dio, che io vi prescrivo.

Le osserverete dunque, e le metterete in

pratica, perché quella sarà la vostra

saggezza e la vostra intelligenza agli

occhi dei popoli, i quali, udendo parlare

di tutte queste leggi, diranno: “Questa

grande nazione è il solo popolo saggio

e intelligente”.

Infatti quale grande nazione ha gli dèi

così vicini a sé, come il Signore, nostro

Dio, è vicino a noi ogni volta che

lo invochiamo?

E quale grande nazione ha leggi e norme

giuste come è tutta questa legislazione

che io oggi vi do?».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 14 (15)

Ripetiamo. Chi teme il Signore

abiterà nella sua tenda.

 

Colui che cammina senza colpa,

pratica la giustizia e dice la verità

che ha nel cuore, non sparge

calunnie con la sua lingua. R.

 

Non fa danno al suo prossimo

e non lancia insulti al suo vicino.

Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,

ma onora chi teme il Signore. R.

 

Non presta il suo denaro a usura

e non accetta doni contro l’innocente.

Colui che agisce in questo modo

resterà saldo per sempre. R.

 

Seconda Lettura

Siate di quelli che mettono in pratica la Parola.

Dalla lettera di san Giacomo

apostolo (1,17-18.21b-22.27)

Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo

e ogni dono perfetto vengono dall’alto

e discendono dal Padre, creatore della

luce: presso di lui non c’è variazione

né ombra di cambiamento.

Per sua volontà egli ci ha generati per

mezzo della parola di verità, per essere

una primizia delle sue creature.

Accogliete con docilità la Parola che

è stata piantata in voi e può portarvi

alla salvezza.

Siate di quelli che mettono in pratica

la Parola, e non ascoltatori soltanto,

illudendo voi stessi.

Religione pura e senza macchia davanti

a Dio Padre è questa: visitare gli orfani

e le vedove nelle sofferenze e non

lasciarsi contaminare da questo mondo.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Per sua volontà il Padre ci ha generati

per mezzo della parola di verità,

affinché noi siamo come una primizia

delle sue creature. (Gc 1,18)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Trascurando il comandamento di Dio,

voi osservate la tradizione degli uomini.

Dal Vangelo secondo Marco

(7,1-8.14-15.21-23) anno B.

In quel tempo, si riunirono attorno a

Gesù i farisei e alcuni degli scribi,

venuti da Gerusalemme.

Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli

prendevano cibo con mani impure, cioè

non lavate-i farisei infatti e tutti i Giudei

non mangiano se non si sono lavati

accuratamente le mani, attenendosi alla

tradizione degli antichi e, tornando dal

mercato, non mangiano senza aver fatto

le abluzioni, e osservano molte altre cose

per tradizione, come lavature di bicchieri,

di stoviglie, di oggetti di rame e di letti-,

quei farisei e scribi lo interrogarono:

«Perché i tuoi discepoli non si comportano

secondo la tradizione degli antichi, ma

prendono cibo con mani impure?».

Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato

Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:

“Questo popolo mi onora con le labbra,

ma il suo cuore è lontano da me.

Invano mi rendono culto, insegnando

dottrine che sono precetti di uomini”.

Trascurando il comandamento di Dio,

voi osservate la tradizione degli uomini».

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro:

«Ascoltatemi tutti e comprendete bene!

Non c’è nulla fuori dell’uomo che,

entrando in lui, possa renderlo impuro.

Ma sono le cose che escono dall’uomo

a renderlo impuro».

E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di

dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini,

escono i propositi di male: impurità, furti,

omicidi, adultèri, avidità, malvagità,

inganno, dissolutezza, invidia, calunnia,

superbia, stoltezza.

Tutte queste cose cattive vengono fuori

dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Da chi andremo, Signore?

Dopo l’estenuante riflessione scaturita

dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci

nel Vangelo di Giovanni siamo arrivati

ad un bivio; lo vogliamo davvero

un Dio così?

Come Pietro siamo stati invitati ad andare

all’essenziale della nostra fede, a chiederci

se esiste, nella nostra vita, una concreta

possibilità di vivere senza Cristo.

Siamo finalmente usciti dal pantano

teologico di Giovanni per entrare nel

vespaio di concretezza di Marco;

forse era meglio prima!

Un aspetto lega, però, i due autori; la

descrizione di un Gesù esigente che

non fa sconti a nessuno.

Marco, oggi, punta diritto ad un

atteggiamento sempre diffuso nella

storia del cristianesimo (e di ogni

religione); il legalismo e il devozionismo.

Innamorarsi è splendido; passione,

entusiasmo, emozione, attrazione;

un accumularsi di sentimenti che ci

spingono a compiere vere e proprie follie.

Gli anni, però, appesantiscono questo

slancio, svuotano questo entusiasmo e

i gesti, gli stessi gesti dell’innamorato,

rischiano di risuonare fasulli.

Così la fede; l’incontro con Dio ti ribalta,

ti cambia la vita, ti rende nuovo.

Con entusiasmo scopri la preghiera,

celebri la fede, riscrivi la tua vita morale

intorno ai valori del Vangelo.

Ma gli anni mettono alla prova anche la

fede più pura e, inesorabilmente, si scivola

nel ritualismo, nel formalismo, nel moralismo.

Il ritualismo; la celebrazione diventa cerimonia.

Il formalismo; compiamo i gesti della

fede ma il cuore è stanco.

Il moralismo; ci sentiamo migliori degli

altri perché rispettiamo le norme che,

pensiamo, facciano piacere a Dio.

Gesù, oggi, smonta tutti questi

atteggiamenti, da buon profeta.

Gesù se la prende con i farisei, i buoni

ebrei devoti suoi contemporanei, gli

ultras della fede, i migliori, che lo

accusano di non osservare scrupolose

norme rituali prima del pranzo.

Gesù approfitta della provocazione per

inquadrare la situazione; andate

all’essenziale, ipocriti, è inutile

osservare piccole scrupolose norme

scordandosi la misericordia!

Per molti, ancora oggi, credere significa

fare o, meglio non fare, qualcosa.

Sbagliato; credere è, anzitutto, incontrare

una persona, Gesù, che sconvolge la vita

e fa cambiare atteggiamento.

Gesù lo sottolinea; i farisei si impegolano

in piccole cose rituali trascurando

l’essenziale, filtrano il moscerino

e ingoiano il cammello.

Perciò, nella hit parade dei peccati

confessati trovo l’assenza periodica

alla Messa seguita da qualche parolaccia

e dalla dimenticanza della preghiera

del mattino e della sera. Fine.

Sgomenta tutto questo.

Ma allora, scusate; l’indifferenza,

il giudizio, le piccole disonestà,

gli arrivismi, i dispetti, la disperazione

da dove vengono?

Le antipatie, le violenze verbali, le

insofferenze da dove nascono?

Dagli altri, mi direte!

Come vorrei poterlo credere!

Il mio triste sospetto è che ancora una

volta abbiamo ingabbiato Gesù e la nostra

fede in una serie di minime prescrizioni

rituali lasciando perdere l’essenziale.

Quante poche volte sento persone che si

dispiacciono di non amare a sufficienza,

che si accusano di ritenere la Messa un

dovere e non una festa, di rodersi perchè

poco disponibili al fratello, di sospirare

perchè svogliati nella corsa alla generosità!

Tutti pronti (prete in testa) a trovare le

attenuanti del processo piuttosto che a

piangere di gioia per la gratuità del perdono,

troppo preoccupati della nostra devota

immagine scalfita che rapiti dalla misura

dell’amore donato.

No, amici; se il nostro cuore è piccino

piccino, non vedo perchè dobbiamo

costringere Dio ad adeguarsi al nostro

bassissimo profilo.

Non fuori, ma dentro dobbiamo cambiare.

Non ponendo gesti che somigliano a

conversione, ma suscitando energia

perché il cuore spezzi le sue chiusure

e lasci fiorire la misericordia!

Solo un cuore che veramente incontra Dio

può, alla fine, porre gesti che desiderino

realmente incontrarsi con Lui.

Solo un cuore toccato diventa un

cuore convertito.

Allora, e solo allora, i gesti acquistano

significato.

Allora, e solo allora potremo vivere la

riconciliazione come festa, il perdono

come regalo.

Ho davvero paura di una fede che si

riduce a moralismo.

E credo che il grosso rischio della nostra

fede, oggi, sia proprio questo, diventando

perciò improponibile alle nuove generazioni.

Quando si dice a un giovane: “non

fare così”, e lui dice sempre: “Perché no?”.

Cosa rispondere?

Perchè è così e non si discute?

Perchè si è sempre fatto così?

No, non serve, non aiuta, butta ancora più

nello scoraggiamento, allontana dalla fede.

L’unica risposta è: “Perchè Gesù è venuto

a raccontarci il vero volto di Dio e il nostro

vero volto, ci insegna ad essere

autenticamente uomini e donne.

Facendo ciò che stai facendo stai dando

il peggio di te e, come se non bastasse,

non ottieni la pienezza della felicità.

Prova a scoprirlo da te, leggendo il Vangelo”.

Il Signore non ha bisogno di belle

mascherine, ma di figli, non di giusti

ma di peccatori riconciliati.

Certo amici, le maschere vanno bene

a carnevale, ora invece c’è bisogno di

figli peccatori riconciliati con Dio,

buona Domenica Fausto.