mercoledì 10 luglio 2024

Il Vangelo del Giovedì 11 Luglio 2024

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

San Benedetto abate, patrono d’Europa.

Prima Lettura

Inclina il tuo cuore alla prudenza.

Dal libro dei Proverbi (2,1-9)

Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole

e custodirai in te i miei precetti, tendendo

il tuo orecchio alla sapienza, inclinando

il tuo cuore alla prudenza, se appunto

invocherai l'intelligenza e rivolgerai la

tua voce alla prudenza, se la ricercherai

come l'argento e per averla scaverai

come per i tesori,

allora comprenderai il timore del Signore

e troverai la conoscenza di Dio, perché il

Signore dà la sapienza, dalla sua bocca

escono scienza e prudenza.

Egli riserva ai giusti il successo, è scudo

a coloro che agiscono con rettitudine,

vegliando sui sentieri della giustizia e

proteggendo le vie dei suoi fedeli.

Allora comprenderai l'equità e la giustizia,

la rettitudine e tutte le vie del bene.

Parola di Dio.

Vangelo

Voi che mi avete seguito,

riceverete cento volte tanto.

Dal Vangelo secondo Matteo (19,27-29) anno pari.

In quel tempo, Pietro disse a Gesù: «Ecco,

noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo

seguito; che cosa dunque ne avremo?».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico:

voi che mi avete seguito, quando il Figlio

dell’uomo sarà seduto sul trono della sua

gloria, alla rigenerazione del mondo,

siederete anche voi su dodici troni a

giudicare le dodici tribù d’Israele.

Chiunque avrà lasciato case, o fratelli,

o sorelle, o padre, o madre, o figli,

o campi per il mio nome, riceverà cento

volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Prega oggi con noi uno dei più grandi

italiani della storia, Benedetto da Norcia.

Vissuto in un momento di sbandamento

culturale e sociale, ha saputo vedere nel

Vangelo una forma di nuova civiltà che

ha portato alla fondazione di una civiltà

dei monasteri.

Benedetto Benedetto!

E benedetto il Signore che ce lo ha dato!

Con le sue intuizioni, con la sua proposta

di vita comune, con il suo straordinario

equilibrio, con la sua santità accessibile,

con la sua voglia di combattere la battaglia

della fede, ha saputo dare alla Chiesa un

modello di vita cristiana, il monachesimo,

che ha tracciato un profondissimo solco

nella storia della cultura europea.

Quel suo ‘non anteporre nulla all’amore

di Cristo’ con cui inizia la sua Regola,

resta un monito di straordinaria efficacia

per gli uomini e le donne del nostro secolo

fragile, e propone uno stile di vita che

possiamo vivere anche se abitiamo in

una grande città in mezzo al traffico e

al caos e siamo sposati con figli.

Benedetto ci suggerisce una vita incentrata

sulla Parola, la preghiera quotidiana, la

moderatezza nell’uso dei beni.

In una lunga vita contrassegnata da molte

tribolazioni (specie da quella parte di

Chiesa che non vedeva di buon occhio

la sua santità!), Benedetto ha saputo

mettere al centro della propria vita il

Cristo e la sua proposta resta inalterata

nei secoli; ancora oggi migliaia di uomini

e donne seguono il suo invito ad ascoltare

le Parole del Maestro e diventano fari

dell’oceano della modernità con

l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 9 luglio 2024

Il Vangelo del Mercoledì 10 Luglio 2024

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Sante Rufina e Seconda, martiri.

Prima Lettura

E' tempo di cercare il Signore.

Dal libro del profeta Osèa (10,1-3.7-8.12)

Vite rigogliosa era Israele, che dava

sempre il suo frutto; ma più abbondante

era il suo frutto,

più moltiplicava gli altari; più ricca era la

terra, più belle faceva le sue stele.

Il loro cuore è falso; orbene,

sconteranno la pena!

Egli stesso demolirà i loro altari,

distruggerà le loro stele.

Allora diranno: «Non abbiamo più re,

perché non rispettiamo il Signore.

Ma anche il re, che cosa potrebbe fare

per noi?».

Perirà Samarìa con il suo re, come un

fuscello sull'acqua.

Le alture dell'iniquità, peccato d'Israele,

saranno distrutte, spine e cardi cresceranno

sui loro altari;

diranno ai monti: «Copriteci» e ai

colli: «Cadete su di noi».

Seminate per voi secondo giustizia e

mieterete secondo bontà; dissodatevi

un campo nuovo,

perché è tempo di cercare il Signore,

finché egli venga e diffonda su di voi

la giustizia.

Parola di Dio.

Vangelo

Rivolgetevi alle pecore perdute

della casa d'Israele.

Dal Vangelo secondo Matteo (10,1-7) anno pari.

In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici

discepoli, Gesù diede loro potere sugli

spiriti impuri per scacciarli e guarire

ogni malattia e ogni infermità.

I nomi dei dodici apostoli sono: primo,

Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo

fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo,

e Giovanni suo fratello; Filippo e

Bartolomeo; Tommaso e Matteo il

pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo,

e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda

l'Iscariota, colui che poi lo tradì.

Questi sono i Dodici che Gesù inviò,

ordinando loro: «Non andate fra i pagani

e non entrate nelle città dei Samaritani;

rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute

della casa d'Israele.

Strada facendo, predicate, dicendo che

il regno dei cieli è vicino».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I dodici. Quei dodici.

Quella lista, asciutta e stringata,

racchiude in sé tutta la novità

sconcertante portata da Gesù.

Non è un cavaliere solitario senza

macchia e senza paura, il Nazareno;

vuole che i figli dell’uomo lo aiutino a

costruire il Regno dove Dio è il padrone.

La Chiesa che Dio ha nel cuore, non

quella bruttina che portiamo nelle nostre

menti, è legata alla logica stringente

dell’incarnazione.

La Chiesa, per molti, rappresenta un

problema, un limite, un ostacolo alla

conoscenza di Dio.

Non così per Gesù che, nella Chiesa,

ha offerto il grande segno dell’amore

di Dio agli uomini.

Sono dodici discepoli limitati e ottusi

come noi, che Gesù ha voluto con sé

per imparare ad amare.

Hanno misurato (e quanto!) i propri limiti,

le proprie fragilità, sono cresciuti, hanno

combattuto contro l’uomo vecchio

fino alla fine.

Ma, se ora state leggendo queste parole,

amici, è perché sono stati fedeli a quel

mandato di annunciare il Regno nella

povertà dei propri mezzi, di annunciare

e portare la pace, di dimorare con

semplicità nella città degli uomini.

Ecco il manifesto della Chiesa, il progetto

di ogni comunità parrocchiale, il paradigma

di ogni movimento ecclesiale; cerchiamo

di viverlo, oggi, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 8 luglio 2024

Il Vangelo del Martedì 9 Luglio 2024

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Veronica Giuliani, badessa.

Prima Lettura

Hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta.

Dal libro del profeta Osèa (8,4-7.11-13)

Così dice il Signore: «Hanno creato dei

re che io non ho designati; hanno scelto

capi a mia insaputa.

Con il loro argento e il loro oro si sono

fatti idoli, ma per loro rovina.

Ripudio il tuo vitello, o Samarìa!

La mia ira divampa contro di loro; fino a

quando non si potranno purificare?

Viene da Israele il vitello di Samarìa,

è opera di artigiano, non è un dio: sarà

ridotto in frantumi.

E poiché hanno seminato vento,

raccoglieranno tempesta.

Il loro grano sarà senza spiga, se germoglia

non darà farina e, se ne produce, la

divoreranno gli stranieri.

Èfraim ha moltiplicato gli altari, ma gli

altari sono diventati per lui un’occasione

di peccato.

Ho scritto numerose leggi per lui, ma esse

sono considerate come qualcosa di estraneo.

Offrono sacrifici e ne mangiano le carni,

ma il Signore non li gradisce; ora ricorda

la loro iniquità,

chiede conto dei loro peccati: dovranno

tornare in Egitto».

Parola di Dio.

Vangelo

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Dal Vangelo secondo Matteo (9,32-38) anno pari.

In quel tempo, presentarono a Gesù

un muto indemoniato.

E dopo che il demonio fu scacciato,

quel muto cominciò a parlare.

E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non

si è mai vista una cosa simile in Israele!».

Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i

demòni per opera del principe dei demòni».

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi,

insegnando nelle loro sinagoghe,

annunciando il vangelo del Regno e

guarendo ogni malattia e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne sentì compassione,

perché erano stanche e sfinite come

pecore che non hanno pastore.

Allora disse ai suoi discepoli: «La messe

è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe,

perché mandi operai nella sua messe!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La folla è stupita, non sta più nella pelle,

i miracoli si susseguono, le parole del

falegname di Nazareth incantano e

scaldano, scuotono e accarezzano,

convertono e risanano.

La folla lo ama, perché si sente amata,

accolta, capita.

Com’è diverso il Dio che Gesù racconta

dal Dio severo e intransigente presentato

dai farisei e dagli scribi!

Com’è liberante la sua opera, la sua

azione, il suo volto di Dio!

La folla si sente amata, e lo è; Gesù dona

tutto se stesso, non si risparmia per portare

ovunque il Regno, ovunque la

Buona Novella del Regno.

Ama la folla, ne sente compassione, non

la giudica, ma assiste.

La folla è e ancora resta come pecore senza

pastore, fragili, senza riferimenti,

senza salvezza.

Gesù chiede operai per la messe, ha

bisogno di aiuti, di altri che, come Lui,

siano consolatori, si facciano accanto.

Gesù sogna la Chiesa, una comunità di

persone che, con amore e passione, con

compassione e tenerezza, proclami il

Regno di Dio, però, il Dio di Gesù.

Preghiamo ancora il padrone della messe

che ci faccia discepoli secondo il suo cuore.

Impegniamoci, in questa giornata, con la

preghiera, ad essere il volto compassionevole

del Signore per le persone che incontreremo!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 7 luglio 2024

Il Vangelo del Lunedì 8 Luglio 2024

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Aquila e Prisca o Priscilla, coniugi.

Prima Lettura

Ti farò mia sposa per sempre.

Dal libro del profeta Osèa (2,16.17b-18.21-22)

Così dice il Signore: «Ecco, io la sedurrò,

la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.

Là mi risponderà come nei giorni della sua

giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto.

E avverrà, in quel giorno-oracolo del

Signore-mi chiamerai: "Marito mio",

e non mi chiamerai più: "Baal, mio padrone".

Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia

sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore

e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella

fedeltà e tu conoscerai il Signore».

Parola di Dio.

Vangelo

Mia figlia è morta proprio ora;

ma vieni ed ella vivrà.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,18-26) anno pari.

In quel tempo, [mentre Gesù parlava,]

giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi

e disse: «Mia figlia è morta proprio ora;

ma vieni, imponi la tua mano su di

lei ed ella vivrà».

Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.

Ed ecco, una donna, che aveva perdite di

sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle

spalle e toccò il lembo del suo mantello.

Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche

solo a toccare il suo mantello, sarò salvata».

Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio,

figlia, la tua fede ti ha salvata».

E da quell'istante la donna fu salvata.

Arrivato poi nella casa del capo e veduti

i flautisti e la folla in agitazione, Gesù

disse: «Andate via!

La fanciulla infatti non è morta, ma dorme».

E lo deridevano.

Ma dopo che la folla fu cacciata via,

egli entrò, le prese la mano e la

fanciulla si alzò.

E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Da dodici anni l’emorroissa soffre di

perdite di sangue.

Dodici, come il numero dei mesi dell’anno,

come le tribù d'Israele; dodici, il numero

della totalità, della perfezione.

Il suo è un dolore assoluto, perfetto.

Una donna mestruata, in Israele, era

considerata impura, e impuro diventava

chi la toccava, l’emorroissa vive da dodici

anni nella solitudine più assoluta, senza

parenti, senza un carezza, senza un amore.

Un dolore assoluto, totale, perfetto.

E trasgredisce alla Legge, e tocca il Nazareno.

E avviene.

Gesù non contrae l’impurità, è la donna

che contrae la guarigione, che viene

purificata, sanata e rinasce.

Da Lui esce una potenza, annota nel brano

parallelo di Luca, e gli apostoli fanno

notare a Gesù che tutti lo toccano, come

può pretendere di sapere chi lo ha toccato?

Gesù sorride; sa di essere stato toccato in

maniera diversa, piena di amore, piena

di speranza e di fiducia.

Molti lo toccano, una sola gli sfiora il

cuore, a questo Cristo di Dio.

Anche noi, oggi, sfioriamo almeno il

mantello di Gesù, per essere sanati nel

profondo, per essere guariti da tutto ciò

che ci svuota, ci rende impuri, ci sfianca.

Avviciniamoci a Lui con quanta più fede

e preghiera possibile, per essere sanati

nel profondo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 6 luglio 2024

Il Vangelo di Domenica 7 Luglio 2024

 

Della 14° Domenica del Tempo Ordinario.

Beato Benedetto XI, papa.

Prima Lettura

Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno

che un profeta si trova in mezzo a loro.

Dal libro del profeta Ezechièle (2,2-5)

In quei giorni, uno spirito entrò in me,

mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui

che mi parlava.

Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando

ai figli d’Israele, a una razza di ribelli,

che si sono rivoltati contro di me.

Essi e i loro padri si sono sollevati

contro di me fino ad oggi.

Quelli ai quali ti mando sono figli

testardi e dal cuore indurito.

Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”.

Ascoltino o non ascoltino-dal momento

che sono una genìa di ribelli-, sapranno

almeno che un profeta si trova in

mezzo a loro».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 122 (123)

Ripetiamo. I nostri occhi sono

rivolti al Signore.

 

A te alzo i miei occhi,

a te che siedi nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi

alla mano dei loro padroni. R.

 

Come gli occhi di una schiava

alla mano della sua padrona, così

i nostri occhi al Signore nostro

Dio, finché abbia pietà di noi. R.

 

Pietà di noi, Signore, pietà di noi,

siamo già troppo sazi di disprezzo,

troppo sazi noi siamo dello scherno

dei gaudenti, del disprezzo dei superbi. R.

 

Seconda Lettura

Mi vanterò delle mie debolezze,

perché dimori in me la potenza di Cristo.

Dalla seconda lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (12, 7-10)

Fratelli, affinché io non monti in superbia,

è stata data alla mia carne una spina,

un inviato di Satana per percuotermi,

perché io non monti in superbia.

A causa di questo per tre volte ho pregato

il Signore che l’allontanasse da me.

Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia

grazia; la forza infatti si manifesta

pienamente nella debolezza».

Mi vanterò quindi ben volentieri delle

mie debolezze, perché dimori in me

la potenza di Cristo.

Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze,

negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle

persecuzioni, nelle angosce sofferte

per Cristo: infatti quando sono debole,

è allora che sono forte.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Lo Spirito del Signore è sopra di me:

mi ha mandato a portare ai poveri

il lieto annuncio. (Cf. Lc 4,18)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Un profeta non è disprezzato

se non nella sua patria.

Dal Vangelo secondo Marco Mc 6,1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua

patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare

nella sinagoga.

E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e

dicevano: «Da dove gli vengono queste cose?

E che sapienza è quella che gli è stata data?

E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?

Non è costui il falegname, il figlio di Maria,

il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda

e di Simone?

E le sue sorelle, non stanno qui da noi?».

Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è

disprezzato se non nella sua patria, tra i

suoi parenti e in casa sua».

E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma

solo impose le mani a pochi malati e li guarì.

E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È tutto uno stupore il Vangelo di oggi.

Lo stupore della gente di Nazareth che

vede il piccolo Gesù tornato come un

Profeta dalla sua esperienza a Cafarnao,

la città sul lago, lo stupore di Gesù

che si meraviglia della loro incredulità.

Uno stupore negativo, un dolore condiviso,

un’incomprensione che si consuma proprio

in casa del Nazareno, proprio in mezzo

ai suoi compagni di giochi.

Tra la folla divertita si trova gente che

da Giuseppe, quel brav’uomo, ha comprato

un solido tavolo di cedro e che resta basita

dalla pretesa del figlio del falegname che,

pur non avendo studiato in una scuola

rabbinica di Gerusalemme e pur provenendo

da una famiglia onesta ma povera, si è

messo in testa di fare il Profeta.

Succede così anche a noi, vero?

Siamo scandalizzati dal fatto che la Parola

di Dio, la Parola di salvezza, che converte

e riempie, sia stata affidata alle fragili

mani dei discepoli.

Vorrei parlarvi della fragilità, quindi.

Della fragilità degli uomini di fede e dei

nuovi profeti che sono gli uomini di Chiesa.

Una fragilità reale, documentata, un’infedeltà

fin troppo evidente nel corso della storia,

e tutti sappiamo-alle volte più per

stereotipo che per oggettiva e documentata

conoscenza-degli errori commessi da

Papi, Vescovi e semplici cristiani.

Il ragionamento è semplice e disarmante;

gli uomini di fede, spesso, non danno una

gran testimonianza di coerenza nella loro

vita, non nella preghiera, non nella

tolleranza, non nella vita evangelica.

Quindi, si conclude, il Vangelo è una

montatura e chi ne parla un presuntuoso

in malafede, magari pure moralista; questo,

amici, succede anche a me di sentirmi

criticato per quello che scrivo; (pazienza).

Il ragionamento non fa una grinza, specie

in questo tempo in cui si esige dagli altri

un’integra rettitudine morale (per gli altri)

salvo essere pronti a giustificare sempre

se stessi davanti ai piccoli compromessi

e alle piccole ruberie quotidiane.

Gesù non viene accolto perché conosciuto,

banale, normale, privo di quell’aura di

ascetismo che dovrebbe caratterizzare

gli uomini religiosi.

Ecco, diciamolo chiaramente; Gesù è poco

religioso per pretendere di parlare di Dio!

(Non c’è nulla di più difficile di parlare

di Gesù a dei cristiani, qui in occidente.

Tutti sanno già tutto, il prete parla di Dio

perché è il suo mestiere e così il Vangelo

viene dato per scontato e, perciò,

drammaticamente abbandonato).

I cristiani non sono perfetti e forse

neanche più buoni degli altri e forse

nemmeno tanto coerenti.

Ma questo non basta a fermare la Parola,

non basta a fermare il Cristo, non

sgambetta il contagioso annuncio della Parola.

Stupiti? Leggetevi il Vangelo; gli apostoli,

ben lontani dal nostro modello asettico

e idealista di uomo di fede, vivono la

loro pesantezza con realismo e tragicità.

Ma Gesù li ha scelti, perché sappiano

comprendere le miserie degli altri,

accettando anzitutto le proprie.

La Chiesa, mi si secca la lingua a parlarne,

non è la comunità dei perfetti, dei giusti,

dei puri, ma dei riconciliati, di figli.

Fatichiamo ad accettarlo, rischiamo di

voler correggere il Vangelo perché noi,

in fondo in fondo, siamo un pò meglio

della gente che critichiamo.

Sogno il sogno di Dio; una comunità di

persone che si accolgono per ciò che sono,

che hanno il coraggio del proprio limite,

che non hanno bisogno di umiliare

l’altro per sentirsi migliori.

Gesù è rifiutato, e con Lui viene rifiutato

il Vangelo e la presenza di Dio; troppo

umano questo Messia, troppo pesante il

suo passo, banale il suo vivere, troppo

povero, troppo fragile.

Talora anche noi siamo talmente attenti

a sottolineare l’incoerenza dei discepoli

da non accogliere il Vangelo, talmente

scandalizzati dai presunti difetti degli

altri da non voler entrare a un altro

livello di autenticità e vedere che

l’essenziale non è la coerenza costi

quel che costi, ma la misericordia.

Così Israele, nella sua splendida e

luminosa storia, ci parla di questi

uomini di Dio-i profeti-capaci di

leggere il presente, non di indovinare

il futuro, e di richiamare a Dio la realtà.

Ma il destino dei profeti, lo stesso Gesù

lo sperimenta, è di essere ignorati in vita

e celebrati da morti.

Ancora intorno a noi uomini e donne

profetizzano, leggono la realtà, ci

richiamano all’essenziale, innalzano

la loro voce nel deserto mediatico che

ci circonda.

Un vecchio Papa polacco ha richiamato

forte il valore della pace, ammonendo i

potenti del mondo che-garbatamente-gli

hanno sorriso e lo hanno ignorato,

accorrendo, poi, devoti alle sue esequie.

Ascoltiamoli da vivi i profeti, non da morti!

Riconosciamo i profeti, diventiamo profeti,

lasciamo che la Parola ci aiuti a leggere

questi tempi bui, tragici, difficili e

raccontiamolo-Dio benedetto-questo

Vangelo, malgrado la nostra fragilità.

Buona Domenica, amici, Fausto.