martedì 11 giugno 2024

Il Vangelo del Mercoledì 12 Giugno 2024

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

San Guido.

Prima lettura.

Questo popolo sappia che tu, o Signore,

sei Dio e che converti il loro cuore.

Dal primo libro dei Re (18,20-39)

In quei giorni, [il re] Acab convocò tutti

gli Israeliti e radunò i profeti [di Baal] sul

monte Carmelo. Elìa si accostò a tutto il

popolo e disse: «Fino a quando salterete

da una parte all'altra?

Se il Signore è Dio, seguitelo!

Se invece lo è Baal, seguite lui!».

Il popolo non gli rispose nulla.

Elìa disse ancora al popolo: «Io sono

rimasto solo, come profeta del Signore,

mentre i profeti di Baal sono

quattrocentocinquanta.

Ci vengano dati due giovenchi; essi se ne

scelgano uno, lo squartino e lo pongano

sulla legna senza appiccarvi il fuoco.

Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò

sulla legna senza appiccarvi il fuoco.

Invocherete il nome del vostro dio e io

invocherò il nome del Signore.

Il dio che risponderà col fuoco è Dio!».

Tutto il popolo rispose: «La proposta

è buona!».

Elìa disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi

il giovenco e fate voi per primi, perché

voi siete più numerosi.

Invocate il nome del vostro dio, ma

senza appiccare il fuoco».

Quelli presero il giovenco che spettava

loro, lo prepararono e invocarono il nome

di Baal dal mattino fino a mezzogiorno,

gridando: «Baal, rispondici!».

Ma non vi fu voce, né chi rispondesse.

Quelli continuavano a saltellare da una

parte all'altra intorno all'altare che

avevano eretto.

Venuto mezzogiorno, Elìa cominciò a

beffarsi di loro dicendo: «Gridate a gran

voce, perché è un dio!

È occupato, è in affari o è in viaggio;

forse dorme, ma si sveglierà».

Gridarono a gran voce e si fecero incisioni,

secondo il loro costume, con spade e lance,

fino a bagnarsi tutti di sangue.

Passato il mezzogiorno, quelli ancora

agirono da profeti fino al momento

dell'offerta del sacrificio, ma non vi fu né

voce né risposta né un segno d'attenzione.

Elìa disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!».

Tutto il popolo si avvicinò a lui e riparò

l'altare del Signore che era stato demolito.

Elìa prese dodici pietre, secondo il numero

delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale era

stata rivolta questa parola del Signore:

«Israele sarà il tuo nome».

Con le pietre eresse un altare nel nome del

Signore; scavò intorno all'altare un canaletto,

della capacità di circa due sea di seme.

Dispose la legna, squartò il giovenco e lo

pose sulla legna.

Quindi disse: «Riempite quattro anfore

d'acqua e versatele sull'olocausto

e sulla legna!».

Ed essi lo fecero.

Egli disse: «Fatelo di nuovo!».

Ed essi ripeterono il gesto.

Disse ancora: «Fatelo per la terza volta!».

Lo fecero per la terza volta.

L'acqua scorreva intorno all'altare; anche

il canaletto si riempì d'acqua.

Al momento dell'offerta del sacrificio si

avvicinò il profeta Elìa e disse: «Signore,

Dio di Abramo, di Isacco e d'Israele, oggi

si sappia che tu sei Dio in Israele e che io

sono tuo servo e che ho fatto tutte queste

cose sulla tua parola.

Rispondimi, Signore, rispondimi, e questo

popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio

e che converti il loro cuore!».

Cadde il fuoco del Signore e consumò

l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere,

prosciugando l'acqua del canaletto.

A tal vista, tutto il popolo cadde con la

faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio!

Il Signore è Dio!».

Parola di Dio.

Vangelo.

Non sono venuto ad abolire,

ma a dare pieno compimento.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi

discepoli: «Non crediate che io sia

venuto ad abolire la Legge o i Profeti;

non sono venuto ad abolire, ma a dare

pieno compimento.

In verità io vi dico: finché non siano

passati il cielo e la terra, non passerà un

solo iota o un solo trattino della Legge,

senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi

minimi precetti e insegnerà agli altri a

fare altrettanto, sarà considerato minimo

nel regno dei cieli.

Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà

considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Crea una certa confusione l’affermazione di Gesù.

Egli dice chiaramente di non essere venuto

ad abolire una virgola della Legge ma,

leggendo il Vangelo, vediamo che molto

spesso Gesù contraddice le affermazioni

dei dottori della Legge e mette in

discussione i loro precetti.

Bisogna capirsi, allora.

I precetti derivanti dalla Torah, dalla legge

scritta di Mosè, si erano rivelati insufficienti,

secondo i rabbini, e si prestavano a

troppe interpretazioni.

Con una certa disinvoltura, allora,

a partire dal V secolo, si aggiunsero

una enorme quantità di minuziose

prescrizioni, oltre seicento, chiamate

‘legge orale’ ma proposte come leggi

derivanti da Mosè.

Queste leggi, molto spesso, non erano

altro che tradizioni umane innalzate

al rango di precetti.

Contro questa confusione Gesù si scaglia;

non mette mai in discussione la Torah ma

non esita a correggere le norme della

legge orale, confrontandole esattamente

con l’essenziale.

Non è un anarchico, Gesù, ma non vuole

in alcun modo che il prezioso tesoro della

Parola di Dio sia confuso con le

interpretazioni, spesso approssimative,

che ne fanno gli uomini, anche di Chiesa,

per questo dobbiamo pregare; perché

gli uomini di Chiesa, facciano quello

per cui sono stati ordinati.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 10 giugno 2024

Il Vangelo del Martedì 11 Giugno 2024

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

San Barnaba, Apostolo.

Prima lettura.

Era uomo virtuoso e pieno

di Spirito Santo e di fede.

Dagli Atti degli Apostoli (11,21b-26;13,1-3)

In quei giorni, [in Antiòchia], un numero

credette e si convertì al Signore.

Questa notizia giunse agli orecchi della

Chiesa di Gerusalemme, e mandarono

Bàrnaba ad Antiòchia.

Quando questi giunse e vide la grazia di

Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare,

con cuore risoluto, fedeli al Signore, da

uomo virtuoso qual era e pieno di

Spirito Santo e di fede.

E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.

Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per

cercare Saulo: lo trovò e lo condusse

ad Antiòchia.

Rimasero insieme un anno intero in

quella Chiesa e istruirono molta gente.

Ad Antiòchia per la prima volta i

discepoli furono chiamati cristiani.

C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti

e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger,

Lucio di Cirene, Manaèn, compagno

d'infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo.

Mentre essi stavano celebrando il culto

del Signore e digiunando, lo Spirito Santo

disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo

per l'opera alla quale li ho chiamati».

Allora, dopo aver digiunato e pregato,

imposero loro le mani e li congedarono.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gratuitamente avete ricevuto,

gratuitamente date.

Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-13) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:

«Strada facendo, predicate, dicendo

che il regno dei cieli è vicino.

Guarite gli infermi, risuscitate i morti,

purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto,

gratuitamente date.

Non procuratevi oro né argento né denaro

nelle vostre cinture, né sacca da viaggio,

né due tuniche, né sandali, né bastone,

perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.

In qualunque città o villaggio entriate,

domandate chi là sia degno e rimanetevi

finché non sarete partiti.

Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.

Se quella casa ne è degna, la vostra pace

scenda su di essa; ma se non ne è degna,

la vostra pace ritorni a voi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Averne di gente come Barnaba, nella Chiesa!

Giuseppe è nato a Cipro e la sua conversione

è concreta e tangibile; vende un campo e

porta il ricavato ai piedi degli apostoli.

Subito essi capiscono di che stoffa è fatto

e la sua attività nella primitiva comunità

cresce in importanza e riconoscimento.

Giuseppe viene soprannominato ‘figlio

dell’esortazione’, Barnaba, appunto.

È lui ad andare a stanare il neo-convertito

Saulo, guardato con diffidenza e sospetto

dagli altri, basta una sua parola affinché

sia accolto pienamente nella comunità.

È lui che viene inviato ad Antiochia per

capire cosa fare nella delicata questione

dei pagani diventati discepoli.

E agisce con prontezza, riconoscendo

i segni dello Spirito, passando il tempo

ad incoraggiare.

Ed è ancora lui che partirà con Paolo al

seguito per portare il Vangelo di Gesù

alle persone sparse nel bacino del

mediterraneo, prima agli ebrei e

poi ai pagani.

Ma vivere con Paolo non è facile; durante

il secondo viaggio il focoso ed intransigente

apostolo vuole rimandare a casa il giovane

Marco che soffre di nostalgia.

Barnaba, pregando, ma litigando con Paolo,

lo prende con sé e lo porta a Cipro. Averne!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 9 giugno 2024

Il Vangelo del Lunedì 10 Giugno 2024

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Diana.

Prima lettura.

Elia stava alla presenza del

Signore, Dio d'Israele.

Dal primo libro dei Re (17,1-6)

In quei giorni, Elìa, il Tisbita, uno di

quelli che si erano stabiliti in Gàlaad,

disse ad Acab: «Per la vita del Signore,

Dio d’Israele, alla cui presenza io sto,

in questi anni non ci sarà né rugiada né

pioggia, se non quando lo comanderò io».

A lui fu rivolta questa parola del Signore:

«Vattene di qui, dirigiti verso oriente;

nasconditi presso il torrente Cherìt, che

è a oriente del Giordano. Berrai dal

torrente e i corvi per mio comando ti

porteranno da mangiare».

Egli partì e fece secondo la parola del

Signore; andò a stabilirsi accanto al

torrente Cherìt, che è a oriente

del Giordano.

I corvi gli portavano pane e carne al

mattino, e pane e carne alla sera; egli

beveva dal torrente.

Parola di Dio.

Vangelo.

Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a) anno pari.

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì

sul monte: si pose a sedere e si

avvicinarono a lui i suoi discepoli.

Si mise a parlare e insegnava loro

dicendo: «Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti, perché avranno in

eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della

giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché

troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno

chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno,

vi perseguiteranno e, mentendo,

diranno ogni sorta di male contro

di voi per causa mia.

Rallegratevi ed esultate, perché grande

è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Mosè è salito sul monte per poi scendere

con le tavole della Legge.

Gesù scende dalle colline che circondano

il lago di Tiberiade per riscrivere la

nuova Legge.

E inizia proclamando le Beatitudini,

la Carta Costituzionale del Regno di

Dio, una delle più belle pagine della

letteratura, come affermava Gandhi.

Gesù proclama beati coloro che vivono

situazioni di sofferenza, di persecuzione,

di afflizione.

Ma conservano la speranza, custodiscono la

mitezza, si schierano con la logica di Dio.

Pagina devastante, inquietante, impossibile

da vivere se non alla luce dello Spirito

ricevuto con abbondanza.

Gesù chiede, perché Lui per primo vive

queste beatitudini, mistero dell’assolutezza

di Dio, follia del superamento di ogni limite,

di ogni ragionevolezza, di ogni umano

buon senso.

Beati noi, se riponiamo totalmente in Dio

la nostra fiducia, nonostante tutto.

Beati noi se, leggendo ancora questa

pagina, siamo invasi dalla nostalgia

di diventare migliori.

Beati noi se abbiamo ancora il coraggio

di seguire Gesù, nuovo Mosè.

Sia questa pagina e la preghiera a illuminare

la nostra settimana, a renderci immagine

delle Trinità mite, povera, donata, ostesa.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

sabato 8 giugno 2024

Il Vangelo di Domenica 9 Giugno 2024

 

Della 10° Domenica del Tempo Ordinario.

San Riccardo di Andria.

Prima lettura.

Porrò inimicizia tra la tua stirpe

e la stirpe della donna.

Dal libro della Gènesi (3,9-15)

[Dopo che l'uomo ebbe mangiato del

frutto dell'albero,] il Signore Dio lo

chiamò e gli disse: «Dove sei?».

Rispose: «Ho udito la tua voce nel

giardino: ho avuto paura, perché sono

nudo, e mi sono nascosto».

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che

sei nudo?

Hai forse mangiato dell'albero di cui

ti avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai

posto accanto mi ha dato dell'albero e io

ne ho mangiato».

Il Signore Dio disse alla donna: «Che

hai fatto?».

Rispose la donna: «Il serpente mi ha

ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché hai fatto questo, maledetto tu

fra tutto il bestiame

e fra tutti gli animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai e polvere

mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra

la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti

schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 129 (130)

Ripetiamo. Il Signore è bontà e misericordia.

 

Dal profondo a te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia supplica. R.

 

Se consideri le colpe, Signore,

Signore, chi ti può resistere?

Ma con te è il perdono:

così avremo il tuo timore. R.

 

Io spero, Signore.

Spera l'anima mia,

attendo la sua parola.

L'anima mia è rivolta al Signore

più che le sentinelle all'aurora. R.

 

Più che le sentinelle l'aurora,

Israele attenda il Signore,

perché con il Signore è la misericordia

e grande è con lui la redenzione.

Egli redimerà Israele

da tutte le sue colpe. R.

 

Seconda Lettura

Crediamo, perciò parliamo.

Dalla seconda lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (4,13–5,1)

Fratelli, animati da quello stesso spirito

di fede di cui sta scritto: «Ho creduto,

perciò ho parlato», anche noi crediamo

e perciò parliamo, convinti che colui

che ha risuscitato il Signore Gesù,

risusciterà anche noi con Gesù e ci

porrà accanto a lui insieme con voi.

Tutto infatti è per voi, perché la grazia,

accresciuta a opera di molti, faccia

abbondare l’inno di ringraziamento,

per la gloria di Dio.

Per questo non ci scoraggiamo, ma,

se anche il nostro uomo esteriore si va

disfacendo, quello interiore invece si

rinnova di giorno in giorno.

Infatti il momentaneo, leggero peso della

nostra tribolazione ci procura una quantità

smisurata ed eterna di gloria: noi non

fissiamo lo sguardo sulle cose visibili,

ma su quelle invisibili, perché le cose

visibili sono di un momento, quelle

invisibili invece sono eterne.

Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta

la nostra dimora terrena, che è come una

tenda, riceveremo da Dio un’abitazione,

una dimora non costruita da mani

d’uomo, eterna, nei cieli.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Ora il principe di questo mondo sarà

gettato fuori.

E io, quando sarò innalzato da

terra, attirerò tutti a me. (Gv 12, 31b.32)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Satana è finito.

Dal Vangelo secondo Marco (3,22-30) anno B.

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi

da Gerusalemme, dicevano: «Costui è

posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni

per mezzo del capo dei demòni».

Ma egli li chiamò e con parabole diceva

loro: «Come può Satana scacciare Satana?

Se un regno è diviso in se stesso, quel

regno non potrà restare in piedi; se una

casa è divisa in se stessa, quella casa non

potrà restare in piedi.

Anche Satana, se si ribella contro se

stesso ed è diviso, non può restare in

piedi, ma è finito.

Nessuno può entrare nella casa di un

uomo forte e rapire i suoi beni, se prima

non lo lega.

Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.

In verità io vi dico: tutto sarà perdonato

ai figli degli uomini, i peccati e anche

tutte le bestemmie che diranno; ma chi

avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo

non sarà perdonato in eterno: è reo di

colpa eterna».

Poiché dicevano: «È posseduto da uno

spirito impuro».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù raduna un sacco di gente accanto a sé.

Parla di Dio in maniera straordinaria,

ascolta tutti, rende tutto semplice e possibile.

Alcuni sostengono di essere stati guariti

dalle sue parole.

Altri dal suo abbraccio.

È divorato dalla folla.

Ascolta tutti. Salta i pasti.

Non chiede denari.

Non ambisce a posizioni di privilegio.

Qualcosa non torna, decisamente.

Quando mai si è visto qualcuno che

opera in quel modo?

Senza averne un tornaconto?

E nel mondo religioso?

Anche se la Galilea, terra meticcia,

è lontana e molti Giudei preferirebbero

abbandonarla al proprio destino

paganeggiante, da Gerusalemme alcuni

scribi sono inviati per analizzare la

situazione e redigere un rapporto.

Il ricostituendo tempio e la rinata classe

sacerdotale si arrogano il diritto di

rilasciare patentini.

Anche oggi, purtroppo, qualcuno nella

Chiesa preferisce fare il carabiniere e

controllare i documenti piuttosto di

gioire per la fantasia dello Spirito.

Ai controllori basta un’occhiata.

Non fanno domande, non chiedono,

non parlano nemmeno all’indagato.

Giudicano e basta.

Certamente Gesù è un ossesso.

Un indemoniato.

Certo; uno che parla di Dio e guarisce

gratis dev’essere fuori di testa. Bravi.

Gesù scaccia i demoni perché egli

stesso è un demonio.

Carina come analisi.

E Gesù, immenso, invece di mandarli

a quel paese, cerca di argomentare,

di ragionare, di farli rinsavire.

Ma che idiota sarebbe Satana che

caccia Satana?

Che interesse avrebbe il demonio a

combattere se stesso?

Se Satana fugge è perché arriva qualcuno

più forte di lui, superiore alle tenebre.

Satana fugge perché irrompe Dio nella

vita caliginosa della persona ammalata.

Giusto, semplice ed ovvio.

Ma l’ovvietà raramente trascende il

pregiudizio ostinato, specie quello di

coloro che si sentono inviati da Dio.

Allora Gesù affonda; non riconoscere

nelle sue azioni l’opera di Dio, non

cogliervi l’agire del Signore è una

bestemmia imperdonabile.

Se davvero siete sulle tracce di Dio

preparatevi a non essere capiti dai

vostri famigliari, ad essere resi per

bizzarri perché lo Spirito vi ha

acceso di passione.

E, anche se fa tristezza, a non essere

seriamente accolti proprio da coloro

che magari lavorano nella Chiesa

da tanto tempo.

Ma non abbiate paura; l’uomo forte,

il Signore Gesù, invocato e pregato,

seguito e amato, accolto e ascoltato,

caccia ogni tenebra, ogni demone,

ogni giudizio.

E pazienza se qualcuno ci prende per matti.

Siamo discepoli di Gesù che, per primo,

è stato preso per matto.

La fama di Gesù subisce un pesante

contraccolpo, ovviamente.

Se da Gerusalemme i capi hanno decretato

che non solo Gesù non è autorizzato a

fare ciò che fa ma che, anzi, è figlio del

demonio, molta gente si allontana.

Potere del potere che semplifica e si

impone con autoritarismo, che impedisce

alle persone di ragionare, che si

sostituisce nel giudizio.

Sarà Gesù stesso ad insegnarci ad essere

figli, liberi, capaci di capire.

A darci dignità senza delegare ad altri

le scelte, senza appaltare ad altri la

nostra coscienza.

Fra le montagne arriva la notizia

della ‘scomunica’.

È imbarazzante per la famiglia di Gesù

che si precipita sul lago per portarlo via.

Gesù è diventato la vergogna della famiglia.

Non scherziamo, va riportato a casa

dopo la delirante parentesi mistica.

E, per avere più forza, il clan porta

anche Maria.

Ma Gesù nemmeno li riceve e manda

a dire loro che ora ha una famiglia;

i discepoli e le discepole che vivono

con Lui il Regno di Dio.

Ecco, Gesù ha scelto. E anche Maria.

Lo ha concepito e cresciuto.

Ora diventa discepola, abbandonando

la logica del clan.

Se seguite il Nazareno, preparatevi a

compiere scelte coraggiose, che

superano la visione familista che

portiamo nel cuore. Gesù è più di

ogni affetto, di ogni famiglia, di ogni

ruolo che dobbiamo interpretare.

Dove sei?

Gesù ci parla di Dio come nessuno

prima di Lui.

Un Dio che si è raccontato sin dai

Primi momenti, se abbiamo il coraggio e

l’onestà di approfondire la Scrittura.

Un Dio che passeggia sul fare della sera

cercando l’umano e la sua donna e, non

trovandolo, lo chiama.

Dove sei? Dove siamo?

Dove sono in questo momento della vita?

Dove sto andando?

San Paolo, nella seconda lettura, ci

suggerisce un percorso; fissare lo

sguardo sulle cose invisibili, ascoltare

ed accogliere i moti dell’anima che ci

portano alla verità tutta intera.

No, Gesù non è matto.

O forse lo è, ancora oggi, per la logica

del mondo.

Ma per noi che siamo stati toccati dal

suo mantello, è più saggio di tutti i saggi.

E se anche passiamo per matti perché

amiamo, bene così.

Dove siamo?

Dietro un folle d’amore.

Buona Domenica, amici, Fausto.