martedì 5 dicembre 2023

Il Vangelo del Mercoledì 6 Dicembre 2023

 

Della 1° settimana di Avvento.

San Nicola di Bari, Vescovo.

Prima Lettura

Il Signore invita tutti al suo banchetto

e asciuga le lacrime su ogni volto.

Dal libro del profeta Isaìa (25,6-10a)

In quel giorno, preparerà il Signore degli

eserciti per tutti i popoli, su questo monte,

un banchetto di grasse vivande, un

banchetto di vini eccellenti, di cibi

succulenti, di vini raffinati.

Egli strapperà su questo monte il velo

che copriva la faccia di tutti i popoli e

la coltre distesa su tutte le nazioni.

Eliminerà la morte per sempre.

Il Signore Dio asciugherà le lacrime su

ogni volto, l'ignominia del suo popolo

farà scomparire da tutta la terra, poiché

il Signore ha parlato.

E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;

in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.

Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;

rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,

poiché la mano del Signore si poserà su

questo monte».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani.

Dal Vangelo secondo Matteo (15,29-37) anno pari.

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare

di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò.

Attorno a lui si radunò molta folla,

recando con sé zoppi, storpi, ciechi,

sordi e molti altri malati; li deposero

ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che

la folla era piena di stupore nel vedere

i muti che parlavano, gli storpi guariti,

gli zoppi che camminavano e i ciechi

che vedevano.

E lodava il Dio d'Israele.

Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli

e disse: «Sento compassione per la folla.

Ormai da tre giorni stanno con me e non

hanno da mangiare.

Non voglio rimandarli digiuni, perché

non vengano meno lungo il cammino».

E i discepoli gli dissero: «Come possiamo

trovare in un deserto tanti pani da sfamare

una folla così grande?».

Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?».

Dissero: «Sette, e pochi pesciolini».

Dopo aver ordinato alla folla di sedersi

per terra, prese i sette pani e i pesci, rese

grazie, li spezzò e li dava ai discepoli,

e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà.

Portarono via i pezzi avanzati:

sette sporte piene.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Che bello donare il messaggio del Vangelo

ad ogni uomo e donna che incontriamo.

Anche noi oggi, in questo mondo che è

diventato un piccolo villaggio, siamo

chiamati da Cristo ad annunciare a tutte

le nazioni che Egli, il Signore Gesù,

è il compimento di ogni aspirazione

religiosa, è la pienezza di Dio.

Come Paolo di Tarso, veniamo però,

ostacolati nel nostro ministero proprio

da europei islamici, infastiditi per il

nostro annuncio di Cristo all’umanità.

San Paolo, lo sappiamo, dovette patire

molte ostilità proprio da parte dei suoi

correligionari, anche da quelli

diventati cristiani.

Condividiamo il nostro pane, oggi, anche

se le nostre forze sono esigue, anche se

viviamo in un contesto ostile alla fede,

anche se il compito di dire alle nazioni

il volto di Gesù sembra sproporzionato

rispetto alle nostre capacità, mettiamo

a disposizione del Signore, in questa

giornata, quel poco che siamo.

Sarà Lui a compiere il miracolo della

condivisione, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 4 dicembre 2023

Il Vangelo del Martedì 5 Dicembre 2023

 

Della 1° settimana di Avvento.

San Saba Archimandrita, Abate.

Prima lettura.

Su di lui si poserà lo spirito del Signore.

Dal libro del profeta Isaìa (11,1-10)

In quel giorno, un germoglio spunterà dal

tronco di Iesse, un virgulto germoglierà

dalle sue radici.

Su di lui si poserà lo spirito del Signore,

spirito di sapienza e d'intelligenza, spirito

di consiglio e di fortezza, spirito di

conoscenza e di timore del Signore.

Si compiacerà del timore del Signore.

Non giudicherà secondo le apparenze e non

prenderà decisioni per sentito dire; ma

giudicherà con giustizia i miseri e prenderà

decisioni eque per gli umili della terra.

Percuoterà il violento con la verga della

sua bocca, con il soffio delle sue labbra

ucciderà l'empio.

La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e

la fedeltà cintura dei suoi fianchi.

Il lupo dimorerà insieme con l'agnello;

il leopardo si sdraierà accanto al capretto;

il vitello e il leoncello pascoleranno insieme

e un piccolo fanciullo li guiderà.

La mucca e l'orsa pascoleranno insieme;

i loro piccoli si sdraieranno insieme.

Il leone si ciberà di paglia, come il bue.

Il lattante si trastullerà sulla buca della

vipera; il bambino metterà la mano nel

covo del serpente velenoso.

Non agiranno più iniquamente né

saccheggeranno in tutto il mio santo

monte, perché la conoscenza del Signore

riempirà la terra come le acque

ricoprono il mare.

In quel giorno avverrà che la radice di

Iesse sarà un vessillo per i popoli.

Le nazioni la cercheranno con ansia.

La sua dimora sarà gloriosa.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gesù esultò nello Spirito Santo.

Dal Vangelo secondo Luca (10,21-24) anno pari.

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia

nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode,

o Padre, Signore del cielo e della terra,

perché hai nascosto queste cose ai

sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella

tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio

e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre,

né chi è il Padre se non il Figlio e colui

al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse:

«Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.

Io vi dico che molti profeti e re hanno

voluto vedere ciò che voi guardate, ma

non lo videro, e ascoltare ciò che voi

ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Beati noi, chiamati a fare esperienza di

Dio, chiamati, come il Centurione di ieri,

a scoprire Dio che ci viene incontro

senza condizioni!

Beati noi, che sperimentiamo la

freschezza del cristianesimo, la novità

del Natale, l’eterna giovinezza di Dio!

Ogni percorso di Avvento ci riporta

all’essenziale, a disincrostare la

rassegnata abitudine con cui, troppo

spesso, viviamo la nostra fede.

Colui che viene a far pascolare l’agnello

col lupo, il rivelatore del Padre, il

Signore Gesù, venuto nella storia, chiede

ora di essere accolto nella vita personale

di ciascuno di noi.

E, allora come oggi, sono i piccoli e i

poveri ad accoglierlo, coloro che, come

dice san Paolo, sono meschini agli occhi

del mondo, sono disprezzati e reietti.

Dio non giudica secondo le apparenze,

secondo gli elevatissimi standard delle

nostre economie; non ha bisogno di star

dello spettacolo e della moda, né di geni

della matematica per essere riconosciuto.

Anche la persona più semplice, più fragile,

più ferita può accogliere il vero volto di Dio.

Almeno con Dio non dobbiamo essere i

migliori, i primi, gli splendidi.

Almeno davanti a Lui possiamo presentarci

nella nudità dell’essere, perché egli ha

voluto assumere la pienezza dell’umanità.

Beati noi uniti in preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 3 dicembre 2023

Il Vangelo del Lunedì 4 Dicembre 2023

 

Della 1° settimana di Avvento.

Santa Barbara, Vergine e Martire.

Prima lettura

Il Signore raduna tutti i popoli nella

pace eterna del suo regno.

Dal libro del profeta Isaìa (2,1-5)

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz,

ricevette in visione su Giuda e su

Gerusalemme.

Alla fine dei giorni, il monte del tempio

del Signore sarà saldo sulla cima dei

monti e s’innalzerà sopra i colli e ad

esso affluiranno tutte le genti.

Verranno molti popoli e diranno: «Venite,

saliamo sul monte del Signore, al tempio

del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le

sue vie e possiamo camminare per i

suoi sentieri».

Poiché da Sion uscirà la legge e da

Gerusalemme la parola del Signore.

Egli sarà giudice fra le genti e arbitro

fra molti popoli.

Spezzeranno le loro spade e ne faranno

aratri, delle loro lance faranno falci; una

nazione non alzerà più la spada contro

un’altra nazione, non impareranno più

l’arte della guerra.

Casa di Giacobbe, venite, camminiamo

nella luce del Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

Molti dall'oriente e dall'occidente

verranno nel regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (8,5-11) anno pari.

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao,

gli venne incontro un centurione che lo

scongiurava e diceva: «Signore, il mio

servo è in casa, a letto, paralizzato e

soffre terribilmente».

Gli disse: «Verrò e lo guarirò».

Ma il centurione rispose: «Signore, io

non sono degno che tu entri sotto il mio

tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio

servo sarà guarito.

Pur essendo anch’io un subalterno, ho

dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”,

ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene;

e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».

Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse

a quelli che lo seguivano: «In verità io

vi dico, in Israele non ho trovato nessuno

con una fede così grande!

Ora io vi dico che molti verranno

dall’oriente e dall’occidente e siederanno

a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe

nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù è stupito della fede del Centurione,

lo indica come modello per il nuovo Israele.

Non serve più appartenere ad un popolo

per incontrare Dio, non è più necessario

nascere in un determinato contesto

sociale per convertirsi.

Dio, ecco l’immensa novità del Natale,

si rende accessibile ad ogni uomo,

si lascia incontrare da chi è disposto

a forgiare le spade in vomeri e le lance

in falci, da chi non usa la propria

appartenenza etnica o geografica per

giustificare la violenza.

Così san Paolo porterà con coraggio

questo messaggio alle nazioni, superando

i ristretti confini della casa di Israele,

pagando sulla propria pelle la fatica di

operare questa scelta controcorrente.

All’inizio del nostro percorso di Avvento,

la liturgia ci invita ad assumere un doppio

atteggiamento; riconoscere l’opera di

Dio in ogni uomo, in ogni esperienza

autenticamente umana, ammirando

l’universalità della proposta cristiana

e raddoppiare lo sforzo per superare il

conformismo e l’abitudine.

Vaccinati al Natale, professionisti del

sacro, abitudinari del cattolicesimo,

corriamo il rischio di non stupirci più

della venuta di Dio e, quel che è peggio,

di non stupire più Dio, che si meraviglia

davanti all’inattesa, fresca e trasparente

fede del centurione pagano.

Buon cammino di Avvento, di Attesa

e di preghiera, amici.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 2 dicembre 2023

Il Vangelo di Domenica 3 Dicembre 2023

 

Della 1° Domenica di Avvento.

San Francesco Saverio, sacerdote.

Prima lettura

Se tu squarciassi i cieli e scendessi!

Dal libro del profeta Isaìa (63,16b-17.19b; 64,2-7)

Tu, Signore, sei nostro padre, da sempre

ti chiami nostro redentore.

Perché, Signore, ci lasci vagare lontano

dalle tue vie e lasci indurire il nostro

cuore, cosi che non ti tema?

Ritorna per amore dei tuoi servi, per

amore delle tribù, tua eredità.

Se tu squarciassi i cieli e scendessi!

Davanti a te sussulterebbero i monti.

Quando tu compivi cose terribili che non

attendevamo, tu scendesti e davanti a te

sussultarono i monti.

Mai si udì parlare da tempi lontani,

orecchio non ha sentito, occhio non ha

visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto

tanto per chi confida in lui.

Tu vai incontro a quelli che praticano

con gioia la giustizia e si ricordano

delle tue vie.

Ecco, tu sei adirato perché abbiamo

peccato contro di te da lungo tempo

e siamo stati ribelli.

Siamo divenuti tutti come una cosa

impura, e come panno immondo sono

tutti i nostri atti di giustizia; tutti siamo

avvizziti come foglie, le nostre iniquità

ci hanno portato via come il vento.

Nessuno invocava il tuo nome, nessuno

si risvegliava per stringersi a te; perché

tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci

avevi messo in balìa della nostra iniquità.

Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo

argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi

siamo opera delle tue mani.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 79 (80)

 

Ripetiamo. Signore, fa' splendere il tuo

volto e noi saremo salvi.

 

Tu, pastore d'Israele, ascolta,

seduto sui cherubini, risplendi.

Risveglia la tua potenza

e vieni a salvarci. R.

 

Dio degli eserciti, ritorna!

Guarda dal cielo e vedi e visita questa

vigna, proteggi quello che la tua destra

ha piantato, il figlio dell'uomo che

per te hai reso forte. R.

 

Sia la tua mano sull'uomo della tua

destra, sul figlio dell'uomo che per te

hai reso forte.

Da te mai più ci allontaneremo, facci

rivivere e noi invocheremo il tuo nome. R.

 

Seconda Lettura

Aspettiamo la manifestazione del

Signore nostro Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (1,3-9)

Fratelli, grazia a voi e pace da Dio Padre

nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Rendo grazie continuamente al mio Dio

per voi, a motivo della grazia di Dio che

vi è stata data in Cristo Gesù, perché in

lui siete stati arricchiti di tutti i doni,

quelli della parola e quelli della conoscenza.

La testimonianza di Cristo si è stabilita

tra voi così saldamente che non manca

più alcun carisma a voi, che aspettate la

manifestazione del Signore

nostro Gesù Cristo.

Egli vi renderà saldi sino alla fine,

irreprensibili nel giorno del Signore

nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio,

dal quale siete stati chiamati alla

comunione con il Figlio suo Gesù Cristo,

Signore nostro!

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Mostraci, Signore, la tua misericordia

e donaci la tua salvezza. (Sal 84,8)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Vegliate: non sapete quando il padrone

di casa ritornerà.

Dal Vangelo secondo Marco (13,33-37) anno B

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Fate attenzione, vegliate, perché non

sapete quando è il momento.

È come un uomo, che è partito dopo aver

lasciato la propria casa e dato il potere ai

suoi servi, a ciascuno il suo compito,

e ha ordinato al portiere di vegliare.

Vegliate dunque: voi non sapete quando

il padrone di casa ritornerà, se alla sera

o a mezzanotte o al canto del gallo o al

mattino; fate in modo che, giungendo

all'improvviso, non vi trovi addormentati.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Missione impossibile, sopravvivere al Natale.

Ogni anno diventa più difficile questa

lotta contro il natale tarocco, l’altronatale,

quello, insomma, che stiamo per vivere.

Forse perché ci siamo tutti seduti

(o addormentati direbbe Gesù), forse

perché i tempi sono cambiati, forse

perché altri interessi (economici) hanno

prevalso; sta di fatto che il Natale che

oggi iniziamo a preparare è una fotocopia

sbiadita di un capolavoro ad olio, ne

abbiamo perso i colori, la profondità,

la lucentezza.

Ho un’altra teoria per capire questo

tracollo di teologia, questa emorragia

di spiritualità, più birichina; forse

abbiamo creato il natale tarocco perché

quello vero ci metteva troppo in crisi,

ci obbligava a convertirci.

E allora giù zucchero e melassa, buoni

sentimenti e tradizioni familiari, regali

e cene da ingrasso.

Tutto per non vedere.

Per non vedere che il Natale vero non ha

nulla a che fare con i buoni sentimenti,

che l’aspetto tragico dell’evento narrato

con forza nei Vangeli è ignorato dalla

retorica populista del nataleconituoi

eccetera; per non vedere questo Dio che,

stanco di non essere capito, sceglie di

diventare uomo per venirsi a raccontare;

per non vedere che, per finire, Dio

non viene accolto.

Cosa c’è da festeggiare, scusate?

La luce viene ma le tenebre non

l’hanno accolta.

Natale è dramma, il dramma di un Dio presente.

E di un uomo assente.

Natale vero ribalta i ruoli, distribuisce

le responsabilità.

All’uomo arrogante, eterno adolescente

che si lamenta dell’assenza di Dio, Dio risponde

venendo, e lamentando l’assenza dell’uomo.

Quel bambino nella culla non solo fa

tenerezza come tutti i neonati; ci scuote,

ci provoca, ci inquieta.

Se egli davvero è l’Altissimo, se egli-sul

serio-è l’Infinito, la nostra idea di Dio

tracolla e ci tocca cambiare vita.

Meglio far finta di niente, allora, tirare

fuori la tradizione, i presepi viventi, i canti

natalizi, la neve, i regali piuttosto che

accettare la nuda verità di un Dio che

viene sulla terra e non è accolto.

Sono tutte cose belle e sacrosante quelle

nate per festeggiare la notizia di questo

Dio che viene per i poveri, nate per dare

importanza alla follia di un Dio che

prende il posto dei perdenti.

Solo che, oggi, la festa è esplosa, uscita

dai margini, enorme, e ci si dimenticata

di invitare il festeggiato.

Dio è il grande assente del natale tarocco.

In questi ultimi anni ho scoperto, costernato,

che Natale è il peggior giorno dell’anno

per molta gente.

Sono gli sconfitti della storia, di solito,

a patire così tanto il Natale, per quell’aura

di famiglia, di felicità, di nostalgia che

cola dagli schermi televisivi.

Chi non ha famiglia, o ne ha una terribile,

chi è perdente, chi è solo, vive il Natale

con un unico desiderio; che finisca il

prima possibile.

Ne soffro anch’io, terribilmente.

Se Dio è venuto proprio per gli ultimi e

abbiamo ridotto il Natale al punto che

proprio loro lo vivono con tristezza, come

minimo, amici, abbiamo un problema

di comunicazione.

A noi, ora.

Avete voglia di prepararvi al Natale?

Volete, sul serio, svegliarvi da

quest’immenso sonno della coscienza

che tutti ci intorpidisce?

Non siamo qui a far finta che poi

Gesù bambino nasce.

Dio è già nato, nella storia e tornerà nella

gloria, nel cuore della notte, come uno

strampalato sposo ritardatario.

In mezzo ci siamo noi, ci sono io,

ci siete voi, amici.

Siamo qui per darci un mese di sveglia

interiore, per far nascere (ancora e ancora)

Dio in noi.

È già nato, ovvio, altrimenti non stareste

leggendo queste parole in libertà.

È già nato, ovvio, se avete deciso di

ribellarvi ad una fede esteriore e tiepida.

È già nato, ovvio, se avete deciso di

mettervi a cercare Dio.

Quello che possiamo fare è stare svegli,

non lasciarci travolgere dalla follia

quotidiana della vita, ribellarci al pensiero

dominante (anche quello pseudo-cattolico)

per vivere la nostra interiorità come dei

cercatori di Dio.

Dai, facciamolo bene questa volta,

seguiamo sul serio la provocazione

della Parola, e aspettiamo Dio.

Buon Avvento e buona Domenica, Fausto