mercoledì 4 gennaio 2023

Il Vangelo del Giovedì 5 Gennaio 2023

 
Feria propria del 5 Gennaio prima dell’Epifania.

Sant' Amelia, vergine e martire.

Prima Lettura

Noi siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,11-21)

Figlioli, questo è il messaggio che avete udito da principio:

che ci amiamo gli uni gli altri.

Non come Caino, che era dal Maligno e uccise suo fratello.

E per quale motivo l'uccise?

Perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di

suo fratello erano giuste.

Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia.

Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita,

perché amiamo i fratelli.

Chi non ama rimane nella morte.

Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete

che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui.

In questo abbiamo conosciuto l'amore, nel fatto che egli

ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo

dare la vita per i fratelli.

Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo

il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore,

come rimane in lui l'amore di Dio?

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua,

ma con i fatti e nella verità.

In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti

a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso

ci rimproveri.

Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla,

abbiamo fiducia in Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,43-51) anno dispari.

In quel tempo, Gesù volle partire per la Galilea;

trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!».

Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.

Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato

colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge,

e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret».

Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa

di buono?».

Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».

Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro,

disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità».

Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?».

Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse,

io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi».

Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,

tu sei il re d'Israele!».

Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo

visto sotto l'albero di fichi, tu credi?

Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete

il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere

sopra il Figlio dell'uomo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Nonostante il periodo liturgico di Natale, il brano evangelico

odierno presenta Gesù già adulto, che chiama i primi discepoli.

Grazie a Natanaèle, il Signore promette ai suoi discepoli la

possibilità di fare un’esperienza molto particolare di Dio.

Ma qual è questa esperienza?

Gli angeli che scendono e salgono ci ricordano la visione

della scala di Giacobbe narrata nel libro della Genesi,

che simboleggia la presenza e la benevolenza di Dio

sul Patriarca fuggiasco.

I discepoli vedranno scendere su Gesù la benevolenza

di Dio, e in Lui potranno sperimentare la massima

rivelazione del Padre.

Anche noi siamo chiamati a fissare gli occhi della

nostra fede su Gesù, che vuol introdurci nel mistero

di Dio e della sua benevolenza per i suoi figli, perciò,

prima di fissare i nostri occhi su Gesù, prepariamoci

con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 3 gennaio 2023

Il Vangelo del Mercoledì 4 Gennaio 2023

 

Feria propria del 4 Gennaio prima dell’Epifania.

Santa Angela da Foligno.

Prima Lettura

Chiunque è stato generato da Dio non commette peccato.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,7-10)

Figlioli, nessuno v'inganni. Chi pratica la giustizia è

giusto com'egli [Gesù] è giusto.

Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da

principio il diavolo è peccatore.

Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere

le opere del diavolo.

Chiunque è stato generato da Dio non commette peccato,

perché un germe divino rimane in lui, e non può peccare

perché è stato generato da Dio.

In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del

diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio,

e neppure lo è chi non ama il suo fratello.

Parola di Dio.

Vangelo

Abbiamo trovato il Messia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,35-42) anno dispari.

In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi

discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava,

disse: «Ecco l'agnello di Dio!».

E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così,

seguirono Gesù.

Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo

seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?».

Gli risposero: «Rabbì-che tradotto, significa

maestro-dove dimori?».

Disse loro: «Venite e vedrete».

Andarono dunque e videro dove egli dimorava

e quel giorno rimasero con lui; erano circa le

quattro del pomeriggio.

Uno dei due che avevano udito le parole di

Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea,

fratello di Simon Pietro.

Egli incontrò per primo suo fratello Simone e

gli disse: «Abbiamo trovato il Messia»-che

si traduce Cristo-e lo condusse da Gesù.

Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu

sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato

Cefa»-che significa Pietro.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni indica l’agnello e quel suo indicare

resterà scolpito nella memoria dei discepoli.

Non tiene per sé i discepoli, non è un guru che

necessita di applausi, sa come far crescere i

suoi discepoli.

Vanno, i discepoli, fiduciosi, e restano imbarazzati

quando Gesù si volta e, invece di dar loro il

benvenuto o di complimentarsi per la loro

scelta, li interroga.

Chi cercate?

Sì, cosa cerchiamo quando ci mettiamo

a seguire il Nazareno?

Rassicurazione? Tranquillità? Conferme?

Chiede consapevolezza, il Signore, chiede a noi

di sapere cosa facciamo quando decidiamo di

seguire il Figlio di Dio.

Certo, dobbiamo essere sicuri di quello che

facciamo e, questa sicurezza, ce la può dare

solo la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 2 gennaio 2023

Il Vangelo del Martedì 3 Gennaio 2022

 

Feria propria del 3 Gennaio prima dell’Epifania.

Santissimo Nome di Gesù.

Prima Lettura

Chi rimane in Dio non pecca.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (2,29-3,6)

Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che

chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui.

Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere

chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!

Per questo il mondo non ci conosce: perché non

ha conosciuto lui.

Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che

saremo non è stato ancora rivelato.

Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi

saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso,

come egli è puro.

Chiunque commette il peccato, commette anche

l'iniquità, perché il peccato è l'iniquità.

Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati

e che in lui non vi è peccato.

Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non

l'ha visto né l'ha conosciuto.

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco l'agnello di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,29-34) anno dispari.

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse:

«Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo

che è avanti a me, perché era prima di me".

Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare

nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».

Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito

discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui.

Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato

a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai

discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza

nello Spirito Santo".

E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni vede Gesù venire verso di lui.

Egli ha visto l’atteso mischiarsi alla folla dei penitenti.

Gesto inequivocabile, programma del ministero del Messia.

E ora proclama; Egli è l’agnello.

L’agnello, l’animale che viene ucciso senza un lamento.

L’agnello, simile al capro che il giorno di Kippur era

caricato di tutti i peccati del popolo e poi lasciato libero

nel deserto dove veniva sbranato dalle fiere.

Giovanni vede già, in quell’uomo, la determinazione

e la mitezza, la forza e la rassegnazione.

Resta senza parole, la voce.

No, si era sbagliato il Battista.

Il Messia non sarebbe venuto per gettare la pula nel

fuoco inestinguibile, non c’era nessuna ascia pronta

ad abbattere nessun albero.

Il Messia, quel Messia, avrebbe zappato e concimato

l’albero, in attesa di un improbabile cambiamento.

Lo stupore del Battista è il nostro, la sua meditazione

è la nostra; è sempre così inatteso il nostro Dio, sempre

così diverso da come ce lo immaginiamo!

Lo stupore cresce, si allarga.

Ora Giovanni è sicuro di ciò che, guardando, ha visto;

lo Spirito scende con abbondanza su Gesù, lo abita.

I gesti che Gesù compie sono colmi di interiorità, densi

di spiritualità, è evidente la profondità che lo abita.

E noi, amici, siamo capaci di imitare il Battista

e riconoscere il Signore?

Spero di si, ma se facciamo fatica, chiediamo

aiuto alla preghiera. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 1 gennaio 2023

Il Vangelo del Lunedì 2 Gennaio 2023

 

Tempo di Natale prima dell’Epifania.

Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno,

vescovi e dottori della Chiesa.

Prima Lettura

Quello che avete udito da principio rimanga in voi.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (2,22-28)

Figlioli, chi è il bugiardo se non colui che nega

che Gesù è il Cristo?

L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.

Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre;

chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi.

Se rimane in voi quello che avete udito da principio,

anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre.

E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.

Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi.

E quanto a voi, l'unzione che avete ricevuto da lui rimane

in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca.

Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e

non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito.

E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia

quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati

alla sua venuta.

Parola di Dio.

Vangelo

Dopo di me verrà uno che è prima di me.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,19-28) anno dispari.

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei

gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti

a interrogarlo: «Tu, chi sei?».

Egli confessò e non negò.

Confessò: «Io non sono il Cristo».

Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque?

Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il

profeta?». «No», rispose.

Gli dissero allora: «Chi sei?

Perché possiamo dare una risposta a coloro che

ci hanno mandato.

Che cosa dici di te stesso?».

Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete

diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».

Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei.

Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu

battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?».

Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua.

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che

viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il

laccio del sandalo».

Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano,

dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Chi sei tu?

Sono giunti da lontano per interrogare il Battista;

sono incuriositi i sadducei e gli scribi.

E se fosse lui?

Giovanni potrebbe affermare di essere il Messia, molti

lo pensano, i sacerdoti del tempio temono che sia così.

Ma Giovanni non lo fa, non si prende per Dio, lui non

è il Messia, non ha la salvezza in sé, anch’egli la elemosina.

Per incontrare il Signore, per farlo nascere, abbiamo

bisogno di entrare in noi stessi, abbiamo bisogno di

autenticità, perché solo il mio vero io incontra il vero

Dio, Dio è diventato uomo perché gli uomini imparino

ad essere più uomini.

Questa è la verità, dobbiamo essere più uomini e,

per esserlo, facciamoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 31 dicembre 2022

Il Vangelo di Domenica 1 Gennaio 2023

 

Della 2° Domenica dopo Natale.

Maria Santissima Madre di Dio.

Prima Lettura

Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.

Dal libro dei Numeri (6, 22-27)

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne

e ai suoi figli dicendo: Così benedirete gli Israeliti:

direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca.

Il Signore faccia risplendere per te il suo volto

e ti faccia grazia.

Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace.

Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale: Dal Sal 66 (67)

Ripetiamo. Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

 

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,

su di noi faccia splendere il suo volto;

perché si conosca sulla terra la tua via,

la tua salvezza fra tutte le genti. R.

 

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,

perché tu giudichi i popoli con rettitudine,

governi le nazioni sulla terra. R.

 

Ti lodino i popoli, o Dio,

ti lodino i popoli tutti.

Ci benedica Dio e lo temano

tutti i confini della terra. R.

 

Seconda Lettura

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (4,4-7)

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo,

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato

sotto la Legge, per riscattare quelli che erano

sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli.

E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio

mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio,

il quale grida: Abbà! Padre!

Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio,

sei anche erede per grazia di Dio.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi

Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti,

ultimamente, in questi giorni,

ha parlato a noi per mezzo del Figlio. (Eb 1,1-2)

 

Alleluia.

 

Vangelo

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino.

Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

Dal Vangelo secondo Luca (2,16-21) anno A.

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio,

e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato

nella mangiatoia.

E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino

era stato detto loro.

Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose

dette loro dai pastori.

Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose,

meditandole nel suo cuore.

I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando

Dio per tutto quello che avevano udito e visto,

com'era stato detto loro.

Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti

per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù,

come era stato chiamato dall'angelo prima che

fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Così benedirete gli Israeliti.

L’ordine dato da Dio a Mosè e Aronne è perentorio

e senza possibilità di interpretazione.

I due liberatori, i due condottieri, i due profeti fratelli

sono chiamati a benedire il popolo, a dire del bene.

L’invito che il Signore rivolge a ciascuno di noi

all’inizio di questo nuovo anno è semplice e lineare;

siamo chiamati a benedire tutti coloro che incontreremo.

Benedire, cioè dire del bene.

Abituati come siamo a dire del male, a vedere il

male, a scrutare, diffidenti, ogni affermazione,

a cogliere in fallo chiunque, a sguazzare nelle

dietrologie erette a sistema politico ed esacerbate

dalle nuove tecnologie.

Tutti arrabbiati, tutti armati, tutti rabbiosi, tutti

pugnaci, tutti arroganti.

È così difficile vivere in questo mondo di scontenti!

Così terribile adeguarsi a questo fine impero!

Così triste vedere tutti guardarsi attorno, pronti

ad azzannarsi senza pietà.

È così disarmante e folle l’invito di Dio!

Così benedirete gli Israeliti.

E così mi invito a fare. E vi invito a fare.

A dire del bene, a partire da oggi, a partire da

questo capodanno.

Sarà questo il modo di cambiare il mondo?

Cominciare ad amarlo?

Che sia questa la soluzione semplice per cambiare

le nostre vite irrisolte ed irrequiete?

Cambiare il nostro modo di vedere le cose?

Ma non nel senso illusorio di far finta che le cose

cambino, non per un generico ottimismo fondato

sul nulla.

Vedere oltre l’apparenza e dire del bene perché il

mondo è cambiato, è stato fecondato dalla nascita

di Dio.

Iniziare un anno sotto il segno della benedizione

significa dare spazio all’anima, fare una gerarchia

delle priorità all’interno delle nostre vite, delle

nostre giornate.

Se Dio è raggiungibile, se è presente, se è disposto

a portare la luce a ciò che facciamo e viviamo

allora tutto cambia.

Perché cambia il cuore e il modo di vedere la realtà.

I pastori tornano al loro miserrimo lavoro cantando

ed esultando perché hanno visto la salvezza

raggiungerli nel luogo della loro fatica.

Maria medita l’iniziativa di Dio, la sua savia follia,

la sua contagiosa euforia

e va oltre la piccola casupola che la accoglie.

Vede nello sguardo dei pastori la benedizione che

Gesù è venuto ad inaugurare.

La luce del suo volto.

Così benedirete gli Israeliti.

Possa tu vedere la luce del volto di Dio, lo

splendore del suo volto.

Far splendere il volto indica il sorriso di una persona;

quando sorridiamo il nostro volto si illumina.

Così oggi vi benedico; qualunque cosa accada in

questi mesi, possiate cogliere il volto sorridente di

Dio nella vostra vita, nelle vostre vicende, anche

nelle vostre fatiche.

Dio sorride, ovvio.

Chi ama, anche nelle avversità, sorride.

Il volto di Dio sorridente ci viene svelato dal

neonato Gesù.

Dio sorride, non è imbronciato, né impenetrabile,

né scostante, né innervosito.

Dio sorride, sempre.

Il problema, semmai, siamo noi.

Nei momenti di fatica e di dolore non guardiamo

verso Dio, ma verso noi stessi, verso il dolore, verso

la parte oscura della realtà; siamo travolti dall’emozione,

non riconosciamo in Dio nessun sorriso.

Non aspettatevi che Dio vi risolva i problemi, né

che vi appiani la vita o ve la semplifichi.

La vita è mistero e come tale va accolta e rispettata

e al discepolo la sofferenza non è evitata.

Ma se Dio vi sorride, sempre, significa che esiste

un trucco che non vedo, una ragione che ignoro,

un orizzonte oltre, altro, e allora mi fido.

Qualunque succeda nella vostra vita, quest’anno,

che Dio vi sorrida, amici.

Per accorgersi del sorriso di Dio occorre imitare

l’adolescente Maria.

Maria, che festeggiamo con il titolo di “Madre di Dio”,

è turbata dai troppi eventi che hanno caratterizzato

l’ultima settimana; il parto in solitudine, l’essere

lontana dalla sua casa, la sistemazione più che

provvisoria, la visita dei loschi pastori.

Cosa fa?

Serba tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

Meglio, Luca scrive che “prendeva i vari pezzi e

cercava di ricomporli”.

Manca un centro nella nostra vita, siamo travolti

dalla vita vissuta.

Come il bucato ammucchiato nella bacinella, ci serve

un filo a cui appendere tutte le cose ad asciugare.

Questo centro unificatore che è la fede ci è prezioso.

Perché non assumerci l’impegno in questo anno che

inizia, di ripartire da Dio, di mettere l’ascolto della

Parola e la meditazione al centro della nostra giornata?

Solo così ci accorgeremo che Dio ci sorride.

Se qualcuno vi stima, se dice del bene su di voi,

se vi fa sentire il suo affetto, vi sputano le ali.

E diventate capaci di fare qualunque cosa.

Di scalare le montagne, di scendere negli abissi

più profondi.

Io vi benedico, amici, ciascuno, senza lasciare

fuori nessuno.

E vi chiedo di benedirvi gli uni gli altri, di dire

del bene, in questa notte di passaggio, e domani,

quando vi sveglierete.

Di dire del bene, senza cedere alla lamentazione

o allo scoraggiamento.

Di dire e di fare del bene senza avere paura

della fiducia.

Dio dice del bene e fa del bene, è in mezzo a noi

in tutta la sua disarmante bellezza, la sua nudità

assoluta, la sua luce che tutto illumina.

Buon anno, amici.

Dio fa nuove tutte le cose, ci vuole tra i suoi

discepoli, vuole amarci.

Lasciatevi raggiungere, ve ne prego.

Buon Anno, amici, con tutto il cuore, a voi ed

alle vostre famiglie, Fausto.