mercoledì 5 ottobre 2022

Il Vangelo del Giovedì 6 Ottobre 2022

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Bruno di Colonia, monaco.

Prima Lettura

È per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver

ascoltato la parola della fede?

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (3,1-5)

O stolti Gàlati, chi vi ha incantati?

Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso!

Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto

lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede?

Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito,

ora volete finire nel segno della carne?

Avete tanto sofferto invano?

Se almeno fosse invano!

Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa

grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?

Parola di Dio.

Vangelo

Chiedete e vi sarà dato.

Dal Vangelo secondo Luca (11,5-13) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte

va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da

un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non

m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso

alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo

amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?

O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?

Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più

il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù ci invita a essere perseveranti nella preghiera, a non scoraggiarci se Dio

sembra non volerci accordare ciò che chiediamo.

Dobbiamo essere insistenti, perché sappiamo che dentro quella casa, con la porta

chiusa, non c’è un estraneo, ma c’è un amico che ci vuole bene e che ci aiuterà.

Gesù si spinge più avanti e quell’amico, nel proseguire del suo discorso, diventa

un padre, che non può restare indifferente di fronte alle richieste del figlio.

Infine, Gesù ci dice quello che è il dono dei doni, la risposta più grande che Dio

può dare alle nostre preghiere; è lo Spirito santo, la sua stessa vita, la possibilità

di entrare in una relazione così piena e profonda con Lui, da non avere più

bisogno di altro.

Ecco perché, amici, ogni santo giorno vi chiedo di pregare, semplice no!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 4 ottobre 2022

Il Vangelo del Mercoledì 5 Ottobre 2022

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Maria Faustina Kowalska, devozione della Divina Misericordia.

Prima Lettura

Riconobbero la grazia a me data.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (2,1-2.7-14)

Fratelli, quattordici anni dopo [la mia prima visita], andai di nuovo a

Gerusalemme in compagnia di Bàrnaba, portando con me anche Tito:

vi andai però in seguito a una rivelazione.

Esposi loro il Vangelo che io annuncio tra le genti, ma lo esposi privatamente

alle persone più autorevoli, per non correre o aver corso invano.

Visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro

quello per i circoncisi-poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un

apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per le genti-, e riconoscendo

la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero

a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo

tra le genti e loro tra i circoncisi.

Ci pregarono soltanto di ricordarci dei poveri, ed è quello che mi sono

preoccupato di fare.

Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto perché

aveva torto.

Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo

insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in

disparte, per timore dei circoncisi.

E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure

Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia.

Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del

Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come

i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani

a vivere alla maniera dei Giudei?».

Parola di Dio.

Vangelo

Signore, insegnaci a pregare.

Dal Vangelo secondo Luca (11,1-4) anno pari.

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi

discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni

ha insegnato ai suoi discepoli».

Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona

a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,

e non abbandonarci alla tentazione».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Evidentemente il modo che Gesù aveva di pregare doveva essere particolarmente

attraente, tanto che i discepoli sentono il bisogno di chiedergli di insegnare

loro come fare.

La preghiera che Gesù consegna ai suoi discepoli è, per eccellenza,

la preghiera del cristiano.

Una preghiera breve, ma che racchiude in sé tutto ciò che conta; l’atteggiamento

del discepolo e le richieste fondamentali da rivolgere al Padre.

Il rischio che corriamo, dicendo questa preghiera che conosciamo a memoria

fin da quando eravamo bambini, è che si scorra via meccanicamente, senza che

riusciamo a soffermarci sulla profondità e bellezza del suo contenuto.

Impariamo a dirla senza fretta e con attenzione; gusteremo la pace che lascia

ogni volta nel nostro cuore, perciò preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 3 ottobre 2022

Il Vangelo del Martedì 4 Ottobre 2022

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.

Prima Lettura

Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (6,14-18)

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro

Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come

io per il mondo.

Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione,

ma l’essere nuova creatura.

E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto

l’Israele di Dio.

D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul

mio corpo.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio.

Vangelo

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30) anno pari.

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,

perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre,

e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile

di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.

Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Essere piccoli non è un punto di partenza, ma di arrivo.

È, cioè, un percorso che si fa quando si cambiano completamente le logiche

su cui si fonda la propria vita.

Francesco d’Assisi, che nella giovinezza viveva secondo logiche del tutto

conformi al mondo, a un certo punto capì che, se voleva davvero incontrare

il Signore, doveva fare un percorso a ritroso.

Gli uomini cercano consensi, conferme e visibilità.

Il Poverello d’Assisi, invece, intuì che Dio si rivela soltanto agli umili e ai

piccoli, cioè, a quelli che nessuno cerca e che nessuno prende come modello,

a quelli che accolgono la rivelazione di Dio senza porre ostacoli o condizioni.

Quando si accetta di fare questo percorso di spogliamento, lungo la strada si

incontra l’amore di Dio che si rivela nella persona di Gesù Cristo, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 2 ottobre 2022

Il Vangelo del Lunedì 3 Ottobre 2022

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Gerardo di Brogne, Abate.

Prima Lettura

Il Vangelo io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini,

ma per rivelazione di Gesù Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (1,6-12)

Fratelli, mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con

la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo.

Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono

sovvertire il vangelo di Cristo.

Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo

diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema!

L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo

diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!

Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio?

O cerco di piacere agli uomini?

Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!

Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello

umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per

rivelazione di Gesù Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi è mio prossimo?

Dal Vangelo secondo Luca (10,25-37) anno pari.

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù

e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?».

Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?».

Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta

la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo

come te stesso».

Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».

Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani

dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono,

lasciandolo mezzo morto.

Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando

lo vide, passò oltre.

Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre.

Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide

e ne ebbe compassione.

Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò

sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui.

Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi

cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”.

Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani

dei briganti?».

Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui».

Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Al tempo di Gesù, l’ostilità fra Giudei e Samaritani era molto viva; questi ultimi

venivano considerati eretici, impuri, gente da evitare alla stregua dei pagani.

Invece il Signore, raccontando la parabola odierna, prende uno di loro come

esempio, soffermandosi a descrivere ciò che fa nei confronti dell’uomo ferito sul

ciglio della strada, il sacerdote e il levita passano oltre, mentre solo il

Samaritano, mosso da vera compassione, si fa carico delle difficoltà

e dei bisogni dell’altro.

Ed è proprio la compassione, a mettere in moto azioni concrete di aiuto nei

confronti della persona incappata nei briganti.

Coltiviamo nel nostro cuore questo sentimento, la capacità cioè, di saper

accorgerci delle sofferenze degli altri e di potare loro sollievo.

Solo se avremo un cuore capace di soffrire con chi soffre, riusciremo a fare

concreti gesti d’amore, chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 1 ottobre 2022

Il Vangelo di Domenica 2 Ottobre 2022

 

Della 27° Domenica del Tempo Ordinario.

Santi Angeli Custodi.

Prima Lettura

Il giusto vivrà per la sua fede.

Dal libro del profeta Abacuc (1,2-3;2,2-4)

Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il

grido: «Violenza!» e non salvi?

Perché mi fai vedere l’iniquità e resti spettatore dell’oppressione?

Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese.

Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle

tavolette, perché la si legga speditamente.

È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce;

se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà.

Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà

per la sua fede».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,6-8.13-14)

Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante

l’imposizione delle mie mani.

Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di

carità e di prudenza.

Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che

sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede

e l’amore, che sono in Cristo Gesù.

Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso

che ti è stato affidato.

Parola di Dio.

Vangelo

Se aveste fede!

Dal Vangelo secondo Luca (17,5-10) anno C.

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».

Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire

a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando

rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”?

Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e

sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”?

Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato,

dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Trema la nostra fede.

Scossa dai terremoti e dagli eventi, dalle paure e dalla sensazione di abitare

un tempo che si sta spegnendo, di un cambiamento epocale, radicale, che

cogliamo da mille segnali quotidiani.

Il mondo come lo abbiamo conosciuto sta rapidamente cambiando e noi italiani

ci accorgiamo di non essere più al centro della scena, ma sempre più ai lati,

inutili comparse rispetto al ribollire degli eventi.

E la fede, in questo, rischia di ritrovarsi inadeguata, zoppicante, di non sapere

dire nulla di veramente credibile.

È come ritrovarsi in mano un telefono che ha sempre funzionato dignitosamente

ma che, di colpo, scopri essere un pezzo da museo.

Così, per molti, è il rapporto con la fede cristiana; qualcosa che ha sempre

funzionato, che serve dignitosamente al suo scopo ma che, alla fine, non ti

connette col mondo reale.

Sì, crediamo, certo.

Ma non sappiamo cosa dire davanti al dolore, o alla violenza di chi si appella

alla religione per uccidere, o davanti ad una logica di mercato che sembra un

lupo travestito da agnello.

La Parola, oggi, ci viene in soccorso, ci aiuta a definire e a riflettere sulla fede.

La fede è legata alla fiducia, al fidarsi, all’affidarsi.

Dio ci chiama a fare alleanza, a scoprire la nostra natura profonda, il nostro

destino inserito nel suo grande progetto d’amore.

La risposta affermativa che gli diamo è la fede; noi crediamo in ciò che ci rivela,

che ci dice, ci fidiamo delle sue scelte, anche se molte cose non le capiamo.

Ci fidiamo perché Dio è affidabile, perché abbiamo sperimentato concretamente

che egli è compassione e misericordia e ci ama teneramente.

La fede nasce quando scopriamo di essere pensati e attesi, accolti e amati,

rispettati e considerati da Dio.

Crediamo. Credo. Mi fido; almeno si spera.

Abacuc è sconfortato, come non capirlo?

Il piccolo e ostinato popolo di Israele deve continuamente lottare per sopravvivere

in mezzo ai giganti; gli egiziani e gli assiri prima, i babilonesi poi; tutta la storia

è un susseguirsi di invasioni e colpi di stato, di tragedie e di ingiustizie.

Ora ai confini di Israele premono i Caldei.

Il re d’Israele, un idiota, pensa solo a farsi costruire un palazzo.

Il profeta, esasperato, rivolge la propria preghiera a Dio; ha un bel difenderlo di

fronte al popolo, ma come si fa a suscitare la fede in un popolo esasperato?

Dio risponde invitando Abacuc e Israele alla fede, a conservare la fede, la fiducia.

Come Lazzaro domenica scorsa, Dio promette di stringere tra le proprie braccia

con immenso affetto il giusto che vive a causa della fede.

Profeti di ieri e di oggi si scontrano continuamente con la stessa disarmante

obiezione; dov’è Dio quando l’uomo scatena la propria violenza?

Quando prevale la tenebra?

Quando il giusto è irriso e disprezzato?

E la Parola oggi risponde; solo con la fede possiamo osare.

Abacuc è invitato a fidarsi, Timoteo riceve una commovente lettera da Paolo

incarcerato ed è invitato a fare memoria della propria vocazione episcopale,

gli apostoli, dopo un primo galvanizzante momento di euforia per i successi

conseguiti dal Nazareno, cominciano a scontrarsi con il proprio limite e con

l’ostilità di alcuni farisei e sentono la fiammella (timida) del credere

lentamente vacillare.

Fidatevi, dice la Parola, fidati, affidati, diffida delle tue presunte certezze.

La fede è il ragionevole abbandonarsi nelle braccia dell’amato, nel gesto

incosciente e ovvio del bambino che si getta fra le braccia del padre.

Non siamo chiamati a fidarci di un mistero imperscrutabile, a seguire ciecamente

gli ordini della divinità, ad abbassare la testa alla volontà ostica e incomprensibile

di una moloch a cui dobbiamo credere.

Il Dio di Israele chiede fiducia, il Dio che ha camminato nel deserto e sofferto,

amato e sorretto.

Il Dio che ha dimostrato milioni di volte quanto seriamente e intensamente ama.

Dobbiamo avere fiducia in Lui.

Fiducia nel Nazareno rivelatore del padre, figlio del Dio benedetto che ha sconvolto

la vita dei suoi discepoli svelando il volto del Padre morendo sulla croce.

Fidatevi almeno quanto un granellino di senapa, dice il Maestro.

Allora vedremo gli alberi sradicarsi, le cose inamovibili smuoversi.

Abacuc non lo sa, ma l’ennesimo scontro con una cultura straniera obbligherà

Israele a riscoprire le proprie radici e diventare (tornare ad essere?) segno nel mondo.

Paolo non lo sa, ma le sue parole doloranti e aspre saranno prese dallo

Spirito Santo e riempite di Dio così che noi, oggi, leggiamo la Parola di Dio

sulle labbra screpolate di Paolo lo scoraggiato e irrequieto apostolo.

Pietro e Giovanni e gli altri non lo sanno, ma la loro fede, più piccola di un

granellino di senapa, crescerà e diventerà un immenso albero alla cui ombra

ci riposiamo noi, arroganti discepoli del terzo millennio.

Anche quando i cristiani smontavano la credibilità della Chiesa pezzo per pezzo.

La nostra non è la fede dei meriti, come quella dei farisei.

Non possiamo porre una dogana alla porta della Chiesa facendo entrare solo

coloro che se lo meritano.

Siamo tutti servi che fanno il proprio dovere, non esistono, agli occhi di Dio,

migliori o peggiori.

Dio dona a ciascuno secondo la propria necessità, non secondo il proprio merito.

Siamo solo dei servi della Parola.

Cioè il mondo è già salvo, non dobbiamo salvarlo noi.

A noi è chiesto di vivere da salvati, a guardare oltre, al di là e al di dentro.

A noi Gesù chiede di vivere come uomini di fede, a camminare nel nostro

cammino con un cuore compassionevole e gravido di pace, fecondo e accogliente.

Con leggerezza.

Siamo servi inutili che Dio rende preziosi.

Ed annunciare il Regno è talmente bello che ci dimentichiamo delle nostre necessità.

Questa è la bellezza dello spiegare a tutti della Parola del Signore.

Per il resto lasciamo a Dio fare il suo mestiere, Santa Domenica Fausto.

venerdì 30 settembre 2022

Il Vangelo del Sabato 1 Ottobre 2022

 

Della 26° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo.

Dal libro di Giobbe (42,1-3.5-6.12-16)

Giobbe prese a dire al Signore: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun

progetto per te è impossibile.

Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano?

Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me,

che non comprendo.

Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto.

Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere».

Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato.

Così possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia

di buoi e mille asine.

Ebbe anche sette figli e tre figlie.

Alla prima mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Argentea.

In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe

e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli.

Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli

e nipoti per quattro generazioni.

Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.

Parola di Dio.

Vangelo

Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli.

Dal Vangelo secondo Luca (10,17-24) anno pari.

In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore,

anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».

Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore.

Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra

tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi.

Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi

piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo

lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose

ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre,

né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono

ciò che voi vedete.

Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate,

ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù esulta di gioia e innalza al Padre una preghiera di lode.

Il motivo di ciò sta nel fatto che si rende conto, nello svolgimento del suo

ministero, che la sua Parola viene accolta e capita non tanto dai dotti e dai

sapienti, quanto piuttosto, dai piccoli e dai poveri.

In questo, vede un preciso progetto di Dio e per questo lo loda.

La fede non è soltanto una questione di conoscenza e di sapienza.

Prima di essere una capacità della mente di capire, è una disponibilità del

cuore ad accogliere.

E questo, i piccoli riescono a farlo meglio dei sapienti, troppo pieni di sé

e del loro sapere.

È questa semplicità di cuore e di vita, che dobbiamo sempre saper coltivare

per poter accogliere Gesù e, permettere alla sua Parola di mettere radici nella

nostra esistenza, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.