martedì 26 luglio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 27 Luglio 2022

 

Della 17° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Natalia e compagni Martiri a Cordova.

Prima Lettura

Perché il mio dolore è senza fine? «Se ritornerai, starai alla mia presenza».

Dal libro del profeta Geremìa (15,10.16-21)

Me infelice, madre mia! Mi hai partorito uomo di litigio e di contesa

per tutto il paese!

Non ho ricevuto prestiti, non ne ho fatti a nessuno, eppure tutti mi maledicono.

Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola

fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché il tuo nome è invocato su di me,

Signore, Dio degli eserciti.

Non mi sono seduto per divertirmi nelle compagnie di gente scherzosa, ma

spinto dalla tua mano sedevo solitario, poiché mi avevi riempito di sdegno.

Perché il mio dolore è senza fine e la mia piaga incurabile non vuole guarire?

Tu sei diventato per me un torrente ìnfìdo, dalle acque incostanti.

Allora il Signore mi rispose: «Se ritornerai, io ti farò ritornare e starai alla

mia presenza; se saprai distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile,

sarai come la mia bocca.

Essi devono tornare a te, non tu a loro, e di fronte a questo popolo io ti renderò

come un muro durissimo di bronzo; combatteranno contro di te, ma non

potranno prevalere, perché io sarò con te per salvarti e per liberarti.

Oracolo del Signore.

Ti libererò dalla mano dei malvagi e ti salverò dal pugno dei violenti».

Parola di Dio.

Vangelo

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-46) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un

tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di

gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose;

trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Un tesoro e una perla.

Sono due oggetti molto preziosi, che al tempo di Gesù potevano davvero

cambiare la vita.

Il Signore utilizza queste immagini proprio per dire quale potenziale ha il

regno di Dio nella vita di una persona, nel momento in cui lo si accoglie.

Ma il Signore, utilizza queste due immagini per evidenziare due aspetti; nel

primo esempio, il ritrovamento del tesoro è un evento inaspettato, non previsto.

Nel caso della perla, invece, il possesso del Regno è il frutto di una ricerca

continua da parte del mercante.

Dunque, il Regno di Dio è un dono gratuito, che però va cercato con tutte

le forze e l’impegno possibile; questo è il nostro compito.

Questa ricerca non è ansiosa, ma anzi, dà senso alla nostra vita e ci rende

capaci di vedere in essa le primizie del Regno, chiedendo aiuto alla preghiera

per riuscirci bene.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

lunedì 25 luglio 2022

Il Vangelo del Martedì 26 Luglio 2022

 

Della 17° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Gioacchino e Anna, genitori della Beata Vergine Maria.

Prima Lettura

Ricordati, Signore! Non rompere la tua alleanza con noi.

Dal libro del profeta Geremìa (14,7b-22)

Il Signore ha detto: «I miei occhi grondano lacrime notte e giorno, senza

cessare, perché da grande calamità è stata colpita la vergine, figlia del mio

popolo, da una ferita mortale.

Se esco in aperta campagna, ecco le vittime della spada; se entro nella città,

ecco chi muore di fame.

Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per la regione senza comprendere».

Hai forse rigettato completamente Giuda, oppure ti sei disgustato di Sion?

Perché ci hai colpiti, senza più rimedio per noi?

Aspettavamo la pace, ma non c’è alcun bene, il tempo della guarigione,

ed ecco il terrore!

Riconosciamo, Signore, la nostra infedeltà, la colpa dei nostri padri:

abbiamo peccato contro di te.

Ma per il tuo nome non respingerci, non disonorare il trono della tua gloria.

Ricòrdati! Non rompere la tua alleanza con noi.

Fra gli idoli vani delle nazioni c’è qualcuno che può far piovere?

Forse che i cieli da sé mandano rovesci?

Non sei piuttosto tu, Signore, nostro Dio?

In te noi speriamo, perché tu hai fatto tutto questo.

Parola di Dio.

Vangelo

Come si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla

fine del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo (13,36-43) anno pari.

In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si

avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».

Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo.

Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno.

La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo.

La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli.

Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla

fine del mondo.

Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno

tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella

fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.

Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro.

Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La beatitudine descritta oggi da Gesù, si applica alla perfezione ai santi

Gioacchino e Anna, i nonni del Signore.

Come si vive sapendo di avere come nipote il Figlio dell’Altissimo, l’atteso

dalle genti e speranza del popolo d’Israele?

Eppure, considerando la vita e le scelte della loro figlia Maria, possiamo

credere che furono persone poco inclini alla fantasia o all’orgoglio.

Furono certamente pratici e concreti, completamente calati nelle vicende

e nelle problematiche del loro tempo.

Sbaglieremmo di grosso se ci facessimo l’idea che la famiglia di Gesù,

fosse composta da persone perennemente assorte nella contemplazione,

staccate dalla realtà; chi vive in Dio e con Dio, si sforza di migliorare ogni

giorno la propria vita quotidiana nella normalità.

Ma se possibile, aiutare anche gli altri attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

domenica 24 luglio 2022

Il Vangelo del Lunedì 25 Luglio 2022

 

Della 17° settimana del Tempo Ordinario.

San Giacomo il Maggiore, Apostolo.

Prima Lettura

Portiamo nel nostro corpo la morte di Gesù.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (4,7-15)

Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa

straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi.

In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non

disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando

sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita

di Gesù si manifesti nel nostro corpo.

Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa

di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale.

Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.

Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto,

perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui

che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà

accanto a lui insieme con voi.

Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia

abbondare l'inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Il mio calice, lo berrete.

Dal Vangelo secondo Matteo (20,20-28) anno pari.

In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi

figli e si prostrò per chiedergli qualcosa.

Egli le disse: «Che cosa vuoi?».

Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno

alla tua sinistra nel tuo regno».

Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.

Potete bere il calice che io sto per bere?».

Gli dicono: «Lo possiamo».

Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla

mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo

ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.

Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni

dòminano su di esse e i capi le opprimono.

Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro

servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.

Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire

e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La devozione che, fin dall’antichità, è stata riservata all’Apostolo Giovanni,

non deve farci dimenticare che anch’egli ha manifestato un atteggiamento

prevaricatore ed egoista.

Infatti, di fronte a Gesù, ha l’atteggiamento tipico di chi cerca una

sistemazione, senza farsi troppi scrupoli nei confronti degli altri.

Eppure, nonostante questi presupposti, anch’egli donerà la vita per causa

del Vangelo e per amore di Gesù Cristo.

Come mai questo cambiamento?

È lo Spirito Santo che, nel giorno di Pentecoste, trasformò lui e tutti gli

altri apostoli, in uomini pieni di Dio e del suo amore.

Non importa quanto siamo egoisti o prevaricatori, e nemmeno se siamo

peccatori incalliti; ciò che è davvero importante, è essere disponibili a

lasciarci trasformare dallo Spirito di Dio, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 23 luglio 2022

Il Vangelo di Domenica 24 Luglio 2022

 

Della 17° Domenica del Tempo Ordinario.

Santa Cristina di Bolsena, martire.

Prima Lettura

Non sia adiri il mio Signore, se parlo.

Dal libro della Gènesi (18,20-32)

In quei giorni, disse il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo

grande e il loro peccato è molto grave.

Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto

il grido fino a me; lo voglio sapere!».

Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo

stava ancora alla presenza del Signore.

Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio?

Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere?

E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?

Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato

come l’empio; lontano da te!

Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?».

Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della

città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo».

Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che

sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per

questi cinque distruggerai tutta la città?».

Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque».

Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta».

Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta».

Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne

troveranno trenta».

Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta».

Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore!

Forse là se ne troveranno venti».

Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti».

Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse

là se ne troveranno dieci».

Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».

Parola di Dio.

Seconda Lettura.

Con lui Dio ha dato vita anche a voi, perdonando tutte le colpe.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (2,12-14)

Fratelli, con Cristo sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante

la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.

Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe

e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e

annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era

contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.

Parola di Dio.

Vangelo

Chiedete e vi sarà dato.

Dal Vangelo secondo Luca (11,1-13) anno C.

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi

discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha

insegnato ai suoi discepoli».

Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre, sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a

noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,

e non abbandonarci alla tentazione"».

Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a

dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio

e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non

m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto,

non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a

darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a

dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate

e vi sarà aperto.

Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al

posto del pesce?

O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?

Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto

più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Come Maria di Betania possiamo fare l’esperienza splendida di sederci

e metterci in ascolto del Maestro che parla.

Il cuore, allora, scopre di sé una nuova dimensione, fino ad allora sconosciuta,

un percorso che-stupore!-lo mette in contatto con Dio.

Niente “vocine” o autosuggestioni, credetemi, solo la scoperta dell’oceano

su cui passeggiamo senza saperlo.

La dimensione dell’interiorità, del silenzio, della scoperta di Dio passa attraverso

l’esperienza della preghiera, una delle esperienze universali dell’umanità.

Ma, ahimè, il cuore dell’uomo tende a possedere, a manipolare, a schematizzare e

anche la splendida esperienza della preghiera rischia di essere svilita e sbiadita, ridotta

a noiosa ripetizione, a dovere da assolvere, a estremo ricorso in caso di difficoltà.

La Parola di Dio di oggi ci aiuta a capire cos’è la preghiera secondo Dio.

La pagina della Genesi è un capolavoro che ci svela il volto di Dio; Sodoma

e Gomorra sono due città violente e depravate e Dio decide di distruggerle,

abbandonandole al proprio destino.

Dio è dubbioso; ormai il rapporto di amicizia con Abramo si è consolidato

e decide di parlargli del proprio progetto.

Abramo ha un tuffo nel cuore; a Sodoma abita Lot, suo nipote, e inizia una

serrata contrattazione.

Alla fine la spunta Abramo; se Dio troverà a Sodoma anche solo cinque giusti

salverà l’intera città.

Sodoma sarà distrutta.

La preghiera è un colloquio intimo, uno scambio di opinioni, una reciproca intesa.

Non una lista della spesa, non un tentativo di corruzione, non una litania portafortuna.

Concepiamo la preghiera come una serie di formule bene auguranti, ma la

preghiera è fatta anzitutto di ascolto, l’ascolto di Dio, e di intercessione,

intercessione per il mondo, non per i miei bisogni.

La preghiera è fiducia.

Gesù ci svela il volto del Padre; è a Lui che rivolgiamo la preghiera.

Non a un despota capriccioso, non a un potente da convincere.

Siamo diventati figli, ci ha detto san Paolo, Dio ci tratta come tratta il suo

Figlio beneamato.

Un buon Padre sa di cosa ha bisogno il proprio figlio, non lo lascia penare.

Molte delle nostre preghiere restano inascoltate perché sbagliano indirizzo del

Destinatario; non si rivolgono a un padre ma a un patrigno o a un antipatico

tutore a cui chiedere qualcosa che, pensiamo, in realtà ci è dovuto.

La splendida e unica preghiera che Gesù ci ha lasciato dovrebbe essere la

preghiera sempre presente sulle nostre labbra, a cui attingere, preghiera piena

di buon senso e di concretezza, di affetto e di gioia, di fiducia e di realismo,

ci permette di rimettere al centro la nostra giornata.

La preghiera deve essere costante.

Come la vedova della parabola il Signore ci invita ad insistere.

Gesù non entra nel merito; forse la questione sollevata dalla vedova è un

litigio tra vicini e il giudice ha ben altro di cui occuparsi.

Eppure, alla fine, cede.

Gesù è sicuro di ciò che dice; se chiediamo otteniamo, se ci affidiamo siamo

accolti in un caldo abbraccio dal Padre.

Ma è a un Padre che ci rivolgiamo con costanza?

Leggendo questa pagina sorrido; ho pregato molto nella mia vita e non sono

mai stato esaudito. Perché?

Già sant’Agostino si poneva questa domanda e rispondeva mirabilmente;

non sei esaudito perché chiedi male, senza l’insistenza dell’amico importuno,

perché ciò che chiedi non è il tuo vero bene (guardandomi indietro, vedo i

problemi sotto una luce completamente diversa), perché Dio aspetta ad esaudirti

per lasciare crescere in te il desiderio di ciò che chiedi.

Mi correggo, allora; nella mia preghiera non ho mai ottenuto ciò che chiedevo.

Ma sempre ciò che desideravo.

Perché no?

Perché non imparare a pregare?

La preghiera ha bisogno di noi, anzitutto; come siamo, devoti o atei, santi o peccatori.

Ma un “tu” vero, non finto, non di facciata.

La preghiera ha bisogno di un tempo; cinque minuti, per iniziare, il tempo in cui

non siamo proprio rimbambiti o distratti, spegnendo il cellulare e isolandoci.

La preghiera ha bisogno di un luogo; la nostra camera, la metro, la pausa pranzo.

La preghiera ha bisogno di una parola da ascoltare; meglio se il Vangelo del

giorno, da leggere con calma e assaporare.

La preghiera ha bisogno di una parola da dire; le persone che incontriamo,

le cose che ci angustiano, un “grazie” detto a Dio.

La preghiera ha bisogno di una parola da vivere; cosa cambia ora che riprendiamo

la nostra attività quotidiana?

Venga lo Spirito promesso dal Signore, amici, lo Spirito che ci permette di

vedere con uno sguardo diverso anche le cose che ci sembrano indispensabili

alla nostra felicità, capendo, infine, che ciò che riteniamo un ostacolo insuperabile

non è poi così importante risolverlo e-forse-non è neppure un ostacolo.

Perché, nella preghiera, scopriremo che nulla ci può impedire di dire con verità; (Padre).

Certo, amici, mentre preghiamo stiamo parlando direttamente con

nostro Padre; Santa Domenica Fausto.

venerdì 22 luglio 2022

Il Vangelo del Sabato 23 Luglio 2022

 

Della 16° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Brigida di Svezia, religiosa, Patrona d’Europa.

Prima Lettura

Non vivo più io, ma Cristo vive in me.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (2,19-20)

Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio.

Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.

E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio,

che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre

mio è l’agricoltore.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto,

lo pota perché porti più frutto.

Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi.

Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite,

così neanche voi se non rimanete in me.

Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non

potete far nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo

raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che

volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate

miei discepoli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Rimanere in Dio.

Ecco un programma di vita che tutti possiamo seguire sull’esempio di santa Brigida.

Il Battesimo ci ha resi tempio della Santa Trinità; per questo motivo, nulla può

allontanarci dall’amore di Dio, a meno che non siamo noi stessi, con la nostra

volontà, ad abbandonare la fonte della nostra salvezza.

L’impegno che ci viene richiesto, perciò, è di vivere uniti a Cristo Gesù,

consapevoli che tale esperienza, è di grande concretezza; nella vita di tutti i

giorni, infatti, ciascuno di noi con le proprie scelte, decide se rimanere

in Lui oppure no.

Se non vi è quest’esperienza continua di scelta del suo amore, anche se

facciamo cose molto belle, in realtà, ci allontaniamo dalla linfa vitale che

ci permette di vivere la vita divina in noi.

Non è facile, amici, ma con l’aiuto della preghiera possiamo riuscirci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.