sabato 23 aprile 2022

Il Vangelo di Domenica 24 Aprile 2022

 

Della 2° Domenica del Tempo di Pasqua.

Domenica della Divina Misericordia.

Prima Lettura

Venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne.

Dagli Atti degli Apostoli (5,12-16)

Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli.

Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri

osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.

Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di

uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze,

ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua

ombra coprisse qualcuno di loro.

Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e

persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Ero morto, ma ora vivo per sempre.

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (1,9-11.12-13.17.19)

Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella

perseveranza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della

parola di Dio e della testimonianza di Gesù.

Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce

potente, come di tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro

e mandalo alle sette Chiese».

Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette

candelabri d'oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo,

con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro.

Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto.

Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere!

Io sono il Primo e l'Ultimo, e il Vivente.

Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi.

Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono

accadere in seguito».

Parola di Dio.

Vangelo

Otto giorni dopo venne Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31) anno C.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte

del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù,

stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!».

Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.

E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi!

Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».

Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo.

A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non

perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.

Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!».

Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il

mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso.

Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua

mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».

Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non

hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati

scritti in questo libro.

Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio

di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È risorto, inutile cercarlo fra i crocefissi.

È risorto, inutile correre al sepolcro per imbalsamarlo e rendergli tanti (ipocriti)

omaggi postumi.

È risorto, davvero, sul serio, senza ombra di dubbio.

Le donne sono corse ad avvisare i discepoli che sono corsi per andare a vedere.

Non hanno visto nulla, solo una tomba vuota.

E solo una tomba vuota ci rimane.

Eppure, da quella tomba, tutto è cominciato.

Lo Spirito ha illuminato i cuori, offerto una chiave di lettura grandiosa.

Da quella tomba e dallo Spirito che, finalmente, è riuscito a penetrare nei cuori,

si è spalancata la vita e ha raggiunto anche noi.

Gesù è risorto, è vivo, è qui, è accessibile, è il per sempre presente.

Ma se faticate ad accorgervene, se la notizia non vi riempie il cuore di gioia,

state tranquilli; abbiamo davanti a noi un mese per meditare, pregare,

riflettere e convertirci.

E in questo percorso abbiamo un grande patrono; Tommaso.

Giovanni ci rivela che Tommaso è soprannominato didimo, cioè gemello.

Curioso, come nomignolo.

Talmente curioso da far pensare ad un simpatico espediente letterario;

Tommaso ci è simile, ci è identico, noi siamo Tommaso, io per primo.

Ci è uguale nella sua fede sofferta, dubbiosa, claudicante.

Come vorremmo vivere la beatitudine che pronuncia Gesù!

Come vorremmo, sul serio, essere felici anche se non abbiamo visto!

Per noi, invece, la fede più che beatitudine è sofferenza, inquietudine.

Crediamo, sì, certo, siamo andati e abbiamo visto.

Il Vangelo si è svelato agli occhi della nostra anima come la risposta più

semplice e credibile, coerente ed armoniosa alle grandi domande della vita.

Se Dio è buono, perché sperimentiamo questa guerra con la violenza e l’odio?

Perché in questo odio è sempre il debole e l’innocente a soccombere?

Se Dio è luce, perché la tenebra occupa così tanto spazio nei miei pensieri?

Crediamo, sì, ma questo dolore è sempre presente.

Tommaso ci è gemello in questa fede claudicante.

Ma anche nel sentimento di profonda delusione nei confronti di fratelli e sorelle

credenti, di uomini di Chiesa.

No, non riesce a immedesimarsi nell’ottimismo dei compagni che gli raccontano

di avere visto il risorto.

Può darsi, è ammissibile, ma come fa a credere loro?

Come può essere Pietro o Andrea a dirglielo, colmi di gioia?

Nessuno di loro era presente sotto la croce.

Nessuno ha testimoniato.

Nessuno è morto per Lui.

Sono tutti fuggiti, tutta la loro fede si è sbriciolata al primo scintillio di spada.

Una fede finta.

Più ipocrita degli ipocriti farisei.

È deluso e amareggiato verso se stesso, Tommaso.

E non crede alla testimonianza di chi, proprio come lui, ha manifestato tutta

la propria dirompente fragilità.

Ci è gemello, Tommaso, credetemi, amici.

Quando uomini e donne di Chiesa ci fanno soffrire, quando rinnegano le

parole che professano, quando dicono e non fanno.

Tommaso è il patrono delle tante persone che non riescono a vedere la presenza

del risorto in questo insieme raccogliticcio che siamo.

Ma, diversamente da noi, Tommaso resta.

Non se ne va sbattendo la porta.

Non si sente migliore.

Resta, in questa Chiesa incoerente. E fa benissimo.

Perché Gesù viene apposta per lui.

Eccolo, il Risorto. Leggero, splendido, sereno.

Sorride, emana una forza travolgente.

Gli altri lo riconoscono e vibrano.

Tommaso, ancora ferito, lo guarda senza capacitarsi.

Viene verso di lui ora, il Signore, gli mostra le palme delle mani, trafitte.

«Tommaso, so che hai molto sofferto.

Anch’io ho molto sofferto; guarda qui». E Tommaso cede.

La rabbia, il dolore, la paura, lo smarrimento si sciolgono come neve al sole.

Si butta in ginocchio ora e bacia quelle ferite e piange e ride.

«Mio Signore! Mio Dio!».

Pronuncia la prima professione di fede di un credente. La più impegnativa.

Credere senza vedere non significa credere senza alcuna prova.

Ma la prova che Gesù dà a Tommaso è inattesa; il dolore condiviso.

La fede sofferta che portiamo nel cuore, le domande che a volte diventando

insopportabili dubbi, ma solo chi dubita crede, sono condivise dal Signore.

È un sano dolore, una sana inquietudine che ci porta a scavare nella vita,

a non viverla da rassegnati, a guardare oltre.

La prova più spettacolare della resurrezione di Cristo; le sue mani trafitte,

come trafitti sono i nostri occhi e i nostri pensieri.

Fino a questo punto giunge la misericordia di Dio.

Crediamo, amici, come ha fatto il nostro gemello Tommaso, Gesù è Risorto

e ci riempie di Misericordia.

Santa Domenica della Misericordia a tutti voi, Fausto.

venerdì 22 aprile 2022

Il Vangelo del Sabato 23 Aprile 2022

 

Della 1° settimana del Tempo di Pasqua.

San Giorgio, Martire.

Prima Lettura

Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato.

Dagli Atti degli Apostoli (4,13-21)

In quei giorni, i capi, gli anziani e gli scribi, vedendo la franchezza di Pietro

e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione,

rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù.

Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l'uomo che era stato guarito, non

sapevano che cosa replicare.

Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che

cosa dobbiamo fare a questi uomini?

Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto

a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo.

Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con

minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome».

Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare

nel nome di Gesù.

Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire

a voi invece che a Dio, giudicatelo voi.

Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato».

Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo

poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano

Dio per l'accaduto.

Parola di Dio.

Vangelo

Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco (16,9-15) anno pari.

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima

a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni.

Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto.

Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.

Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino

verso la campagna.

Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.

Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la

loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo

avevano visto risorto.

E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Vangelo di Marco si era chiuso in maniera troppo brusca, con le donne che il

giorno delle resurrezione erano fuggite piene di spavento, senza dire niente a nessuno.

Per questa ragione un discepolo dell’Evangelista si era sentito in dovere di

aggiungere qualche versetto, fornendo un riassunto delle apparizioni del Risorto

conosciute da tutta la comunità e aggiungendo una frase finale che è un capolavoro;

i discepoli sono invitati ad andare in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo.

Per farlo, sono loro per primi a dover superare l’incredulità, a dover affrontare

i propri dubbi.

In questo anno, alla fine della settimana dell’ottava di Pasqua, la Parola ci

ricorda che anche i discepoli che hanno vissuto l’esperienza della resurrezione

in presa diretta devono poi scontrarsi con le proprie incertezze!

Non spaventiamoci, allora, se anche noi dobbiamo fare i conti con i dubbi

della nostra fede!

È salutare il fatto che ci interroghiamo, necessario, però, è il fatto di renderci

conto delle nostre insicurezze, approfondendo con intelligenza le verità della

nostra fede.

Il Signore ha bisogno di discepoli dinamici e credibili, non di mummie piene

di dottrina inviolabile!

Per poterci riuscire chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 21 aprile 2022

Il Vangelo del Venerdì 22 Aprile 2022

 

Della 1° settimana del Tempo di Pasqua.

San Leonida di Alessandria, Martire, padre di Origene.

Prima Lettura

In nessun altro c'è salvezza.

Dagli Atti degli Apostoli (4,1-12)

In quei giorni, Pietro e Giovanni stavano parlando al popolo, [dopo la guarigione

dello storpio,] quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie

del tempio e i sadducèi, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e

annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti.

Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera.

Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero

degli uomini raggiunse circa i cinquemila.

Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi,

il sommo sacerdote Anna, Càifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano

a famiglie di sommi sacerdoti.

Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere

o in quale nome voi avete fatto questo?».

Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani,

visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo,

e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il

popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso

e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.

Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata

la pietra d'angolo.

In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli

uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.

Dal Vangelo secondo Giovanni (21,1-14) anno pari.

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade.

E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto

Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli.

Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare».

Gli dissero: «Veniamo anche noi con te».

Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano

accorti che era Gesù.

Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?».

Gli risposero: «No».

Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete».

La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci.

Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!».

Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai

fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare.

Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di

pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane.

Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso ora».

Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di

centocinquantatré grossi pesci.

E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.

Gesù disse loro: «Venite a mangiare».

E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano

bene che era il Signore.

Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.

Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere

risorto dai morti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù risorto si manifesta ai suoi apostoli in maniera molto familiare e cortese,

ed essi lo riconoscono subito perché sanno, dai gesti e dalle parole pronunciate,

che soltanto Gesù si comporta così con loro.

Egli prepara per loro da mangiare, riportando la loro mente all’ultima volta che

avevano cenato assieme; certo, anche se erano passati pochi giorni, le cose

erano davvero molto cambiate.

In quella cena, l’amore infinito del Maestro era velato dall’ombra tenebrosa

del tradimento e della morte imminente; invece, qui il contesto è

completamente diverso.

Eppure, il Signore, vuole che essi ricordino il grande dono che Egli aveva

loro proprio in quella cena; il suo corpo ed il suo sangue, donato per la

salvezza di tutta l’umanità.

I segni che Dio compie nella nostra vita, servono per riportarci a questa grande

verità; nell’Eucaristia, troviamo il segno più grande dell’amore che il Signore

ha nei nostri confronti, per questo, dobbiamo essere rispettosi quando ci

accostiamo all’Eucaristia, perché, non è una banalità, ma il rinnovarsi del suo

gesto d’amore per noi, per questo dobbiamo sempre prepararci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 20 aprile 2022

Il Vangelo del Giovedì 21 Aprile 2022

 

Della 1° settimana del Tempo di Pasqua.

Sant’Anselmo, vescovo e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli (3,11-26)

In quei giorni, mentre lo storpio guarito tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo,

fuori di sé per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone.

Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate

di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra

religiosità avessimo fatto camminare quest'uomo?

Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri

ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte

a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo

e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino.

Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne

siamo testimoni.

E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi

vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest'uomo la perfetta

guarigione alla presenza di tutti voi.

Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi.

Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti,

che cioè il suo Cristo doveva soffrire.

Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e

così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli

mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù.

Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose,

delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall'antichità.

Mosè infatti disse: "Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli,

un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà.

E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo".

E tutti i profeti, a cominciare da Samuèle e da quanti parlarono in seguito,

annunciarono anch'essi questi giorni.

Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando

disse ad Abramo: "Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra".

Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha mandato prima di tutto a voi per

portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità».

Parola di Dio.

Vangelo

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48) anno pari.

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che

era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro

e disse: «Pace a voi!».

Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.

Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!

Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho».

Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore,

disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».

Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi:

bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè,

nei Profeti e nei Salmi».

Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta

scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome

saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati,

cominciando da Gerusalemme.

Di questo voi siete testimoni».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I discepoli di Emmaus parlano del Risorto e il Risorto appare!

Quando annunciamo Gesù con convinzione, quanto raccontiamo di Lui

a chi ci sta accanto il Signore viene!

E porta la pace.

Non la pace del mondo, non la pace fatta di armistizi, non la pace che è mesta

rassegnazione, ma la pace che solo il Signore ci sa donare.

Ma è troppo bello per essere vero e gli apostoli dubitano; è reale Gesù o un fantasma?

Il Signore mangia con loro; è reale, è presente, è Lui.

Non stiamo annunciando un fantasma smarrito fra le pieghe della storia

ma Gesù di Nazareth morto e risorto!

È concreta la nostra fede, non si fonda su fiabe ma su fatti!

Se accogliamo la presenza del Signore egli ci apre all’intelligenza delle Scritture,

alla comprensione della Parola di Dio che ci permette di leggere ed interpretare

il mondo e ciò che viviamo.

Solo così possiamo annunciare al mondo il Vangelo della presenza di Dio

e diventare testimoni credibili della conversione e del perdono dei peccati

che noi per primi abbiamo sperimentato.

Lasciamo che il Signore risorto ancora ci stupisca e ci spalanchi la mente

all’accoglienza della Parola; attraverso la preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 19 aprile 2022

Il Vangelo del Mercoledì 20 Aprile 2022

 

Della 1° settimana del Tempo di Pasqua.

Santa Sara di Antiochia, Martire.

Prima Lettura

Quello che ho te lo dò: nel nome di Gesù, alzati e cammina!

Dagli Atti degli Apostoli (3,1-10)

In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle

tre del pomeriggio.

Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano

ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l'elemosina

a coloro che entravano nel tempio.

Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio,

li pregava per avere un'elemosina.

Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda

verso di noi».

Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa.

Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do:

nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!».

Lo prese per la mano destra e lo sollevò.

Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a

camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui

che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi

di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Riconobbero Gesù nello spezzare il pane.

Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35) anno C.

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli]

erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri

da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.

Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò

e camminava con loro.

Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi

lungo il cammino?».

Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo

tu sei forestiero a Gerusalemme!

Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».

Domandò loro: «Che cosa?».

Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in

opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti

e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo

hanno crocifisso.

Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò,

sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.

Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino

alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto

anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.

Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto

le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti!

Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».

E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò

che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se

dovesse andare più lontano.

Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto».

Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò

e lo diede loro.

Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.

Ma egli sparì dalla loro vista.

Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli

conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti

gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore

è risorto ed è apparso a Simone!».

Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto

nello spezzare il pane.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Sono tristi, i discepoli di Emmaus.

Il loro ritorno a casa è cupo e pieno di pensieri negativi.

Quel noi speravamo è l’affermazione più scoraggiante dell’intero Vangelo.

Significa non crederci più, ammettere un fallimento, un’illusione, una sconfitta.

No, Gesù non è la speranza di Israele, è stato spazzato via come altri prima di Lui.

Nessuna salvezza, nessuna prospettiva; anche il giusto è stato ucciso come molti.

Come Maria di Magdala, anche i discepoli sono travolti dal loro dolore al punto

da non riconoscere il Signore che cammina accanto a loro.

Anzi; sono quasi offesi quando questo straniero dimostra di non conoscere

quanto (gli) è accaduto.

Quando capiremo che Dio è sempre un passo avanti!

Che non si ferma alla sofferenza!

Ma i discepoli devono convertire il loro cuore e il Signore li invita a rileggere

quanto accaduto alla luce della fede, scrutando le Scritture.

Solo davanti al gesto del pane spezzato, finalmente, lo riconoscono.

Come se l’evangelista ci dicesse che solo attraverso dei segni, la Parola e il pane

spezzato, possiamo oggi riconoscere il Risorto, farne esperienza, vivere insieme

a Lui, se ci facciamo aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.