lunedì 10 gennaio 2022

Il Vangelo del Martedì 11 Gennaio 2022

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Igino, Papa.

Prima Lettura

Il Signore si ricordò di Anna ed ella partorì Samuèle.

Dal primo libro di Samuele (1,9-20)

In quei giorni Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento

il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore.

Ella aveva l'animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente.

Poi fece questo voto: "Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della

tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua

schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita

e il rasoio non passerà sul suo capo".

Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando

la sua bocca.

Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si

udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca.

Le disse Eli: "Fino a quando rimarrai ubriaca?

Smaltisci il tuo vino!".

Anna rispose: "No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino

né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore.

Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare

l'eccesso del mio dolore e della mia angoscia".

Allora Eli le rispose: "Va' in pace e il Dio d'Israele ti conceda quello che gli hai chiesto".

Ella replicò: "Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi".

Poi la donna se ne andò per la sua via, mangiò e il suo volto non fu più come prima.

Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore, tornarono

a casa a Rama. Elkanà si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei.

Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò

Samuèle, "perché-diceva-al Signore l'ho richiesto".

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù insegnava come uno che ha autorità.

Dal Vangelo secondo Marco (1,21b-28) anno pari.

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava.

Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno

che ha autorità, e non come gli scribi.

Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro

e cominciò a gridare, dicendo: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?

Sei venuto a rovinarci?

Io so chi tu sei: il santo di Dio!".

E Gesù gli ordinò severamente: "Taci! Esci da lui!".

E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo?

Un insegnamento nuovo, dato con autorità.

Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!".

La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il primo miracolo compiuto da Gesù, in Marco, è la guarigione di un indemoniato

nella sinagoga.

Indemoniato che partecipa tranquillamente alla preghiera, come se niente fosse.

Come se Marco volesse dire alla sua comunità; per poter accogliere il Vangelo

dobbiamo anzitutto purificare la nostra Chiesa.

Da cosa dobbiamo purificarci?

Dal pensare che Gesù non c’entri nulla con noi, che Dio ci rovina invece di

realizzarci, e dal ridurre la fede alla sola conoscenza.

Tutti modi scorretti di intendere la fede stessa e che, pure, anche noi

viviamo ancora oggi.

Molti fra noi vivono come se Dio non avesse nulla a che fare con la propria vita,

riducendo la fede ad un angolo settimanale da cui tirar fuori un pò di devozione.

Altri, poi, sono convinti che Dio è venuto apposta per impedirci di gioire e di godere,

giudice severo ed intransigente che tutto scruta e punisce, vero avversario dell’uomo.

Altri ancora, invece, riducono la fede al “sapere”; conoscono le verità della fede

che, però, non scalfiscono la loro vita.

La prima conversione che siamo chiamati a fare è interna alla Chiesa, a noi;

prima di annunciare il Cristo, siamo chiamati noi stessi ad accogliere il suo

annuncio anche se pensiamo di essere già sufficientemente cristiani, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 9 gennaio 2022

Il Vangelo del Lunedì 10 Gennaio 2022

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

San Gregorio di Nissa, vescovo.

Prima Lettura

La sua rivale affliggeva Anna perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo.

Dal primo libro di Samuèle (1,1-8)

C'era un uomo di Ramatàim, un Sufita delle montagne di Èfraim, chiamato Elkanà,

figlio di Ierocàm, figlio di Elìu, figlio di Tocu, figlio di Suf, l'Efraimita.

Aveva due mogli, l'una chiamata Anna, l'altra Peninnà.

Peninnà aveva figli, mentre Anna non ne aveva.

Quest'uomo saliva ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare al Signore

degli eserciti a Silo, dove erano i due figli di Eli, Ofni e Fineès, sacerdoti del Signore.

Venne il giorno in cui Elkanà offrì il sacrificio.

Ora egli soleva dare alla moglie Peninnà e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti.

Ad Anna invece dava una parte speciale, poiché egli amava Anna, sebbene il

Signore ne avesse reso sterile il grembo.

La sua rivale per giunta l'affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione,

perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo.

Così avveniva ogni anno: mentre saliva alla casa del Signore, quella la

mortificava; allora Anna si metteva a piangere e non voleva mangiare.

Elkanà, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi?

Perché non mangi?

Perché è triste il tuo cuore?

Non sono forse io per te meglio di dieci figli?».

Parola di Dio.

Vangelo

Convertitevi e credete nel Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20) anno pari.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il

vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;

convertitevi e credete nel Vangelo».

Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone,

mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.

Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini».

E subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo

fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti.

Subito li chiamò.

Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni

e andarono dietro a lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Incontrare Gesù è molto più facile di quanto noi crediamo, e questo per un

semplice motivo; in realtà, è Lui stesso che ci viene incontro nella nostra

quotidianità, nel nostro lavoro di tutti i giorni, in mezzo a quelle occupazioni

che sembrano non riservarci proprio niente di nuovo.

Lui non ha paura di sporcarsi di unto se facciamo i meccanici e di farina se

siamo delle massaie.

Il Signore viene a cercarci per le strade della normalità e dell’ordinarietà,

è proprio lì che semina un germe di eternità.

È stata questa l’esperienza dei primi chiamati; essi hanno riconosciuto,

nelle parole di questo sconosciuto, la forza di una promessa che li avrebbe

portati a far un’esperienza di Dio assolutamente nuova e straordinaria.

Gesù chiama anche noi a conversione, per poter accogliere il Regno di Dio,

proprio nella quotidianità, per poter vivere lì la luce del Vangelo.

Perciò , per riuscire a vedere il Signore nella nostra vita, facciamoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non ci abbandonare alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 8 gennaio 2022

Il Vangelo di Domenica 9 Gennaio 2022

 

Domenica del Battesimo del Signore.

San Gregorio di Nissa, vescovo.

Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaia (40,1-5.9-11)

«Consolate, consolate il mio popolo [dice il vostro Dio].

Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta

la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio

per tutti i suoi peccati».

Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa

la strada per il nostro Dio.

Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno

accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata.

Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno,

perché la bocca del Signore ha parlato».

Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion!

Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.

Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!

Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio.

Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede.

Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna;

porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (2,11-14;3,4-7)

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci

insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo

con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell'attesa della beata speranza e della

manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.

Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé

un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli

uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua

misericordia, con un'acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio

ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,

affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi

della vita eterna.

Parola di Dio.

Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca (3,15-16.21-22) anno C.

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni,

si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose

a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte

di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali.

Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il

battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo

in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il

Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Picchia forte il sole del deserto.

L’aspro panorama lunare declina nei canneti vicini alla riva del Giordano.

Giovanni alza gli occhi; centinaia di persone attendono il loro turno.

Alcuni pregano, altri parlano sottovoce, altri ancora, in silenzio, piangono.

Attendono, ci spiega Luca.

Giovanni è stanco; consumato dal deserto e dal sole, dal vento sottile del Nord

e dalla luce abbagliante, dai digiuni e dalle privazioni, ora il suo compito

volge al termine.

Da tre secoli tacciono i profeti e la fede si è incupita, irrigidita, riempita di

regole e di intransigenze.

La gente è venuta da lontano, dalla capitale.

Ha fuggito il tempio per trovare un testimone credibile.

Come accade ancora oggi.

E mentre lo sguardo si posa sulla fila che attende di scendere nell’acqua,

Giovanni ha un tuffo al cuore. Lo vede.

Cammina con i peccatori, penitente con i penitenti.

Non ha da chiedere perdono, non ha ombra nel suo cuore ma non ne fa un privilegio.

Lui che è senza tenebra accetta di condividere la nostra tenebra per illuminarla

con la sua presenza.

Non il Giordano laverà le sue colpe, ma la sua presenza santificherà le sue acque.

No, non brucerà né punirà come predica il Battista.

Sarà solidale con i peccatori e cercherà la pecora smarrita.

Isaia, nella prima lettura, deportato in Babilonia con molti ebrei dopo la disfatta di

Gerusalemme, incoraggia un popolo smarrito e fragile parlando della venuta di Dio.

Anche la gloria di Dio, come dice altrove Geremia, lascia il Tempio ormai

distrutto e parte in catene per stare con il suo popolo.

Gesù è il Dio-con-noi, senza riserve, senza compromessi.

Lo abbiamo lasciato in braccio alla madre, adorato dai magi.

Lo ritroviamo ora adulto, determinato, solidale.

Inizia la vita pubblica di Dio.

Dopo il battesimo Gesù prega; solo nell’interiorità prendiamo consapevolezza

di ciò che accade nei sacramenti.

E nella preghiera fa esperienza del Padre.

Il cielo chiuso si apre, la colomba, animale mite, scende su di Lui.

Sono immagini, segni spirituali che indicano la realtà di ciò che è avvenuto.

Gesù scopre di essere amato, di piacere al Padre.

Solo nell’interiorità coltivata con determinazione possiamo fare esperienza

di quanto siamo amati.

Solo nella preghiera scopriamo che la presenza di Dio è fuoco che divora,

che illumina, che consuma.

Lo Spirito è fuoco, questo ci abita, non la noia, non la mediocrità, non la paura,

non il peccato.

Lo Spirito è fuoco per far divampare, all’inizio di questo nuovo anno,

la fiamma della presenza di Dio nei nostri cuori!

La maggioranza di noi ha ricevuto il battesimo da neonati; i nostri genitori

(più o meno coscientemente) hanno voluto donarci tutto il loro cuore e la

loro passione per Dio appena nati.

Purtroppo, però, l’esperienza fisica sensibile (non quella teologica) è rimasta

sepolta nel passato e non abbiamo coscienza di ciò che è accaduto nelle

nostre profondità.

Siamo diventati figli di Dio, concittadini dei santi, liberi di amare.

Figli di Dio; forse possiamo aspirare a diventare delle grandi pop-star o dei

premi Nobel, ma più che figli di Dio non potremo mai essere; e lo siamo già!

Concittadini dei santi, appartenendo al grande sogno di Dio che è la Chiesa

fatta di poveri peccatori (noi) ma anche di grandi testimoni.

Possiamo vantarci e contare sull’aiuto dei grandi santi, chiedere la fede a

Pietro o il buonumore a san Filippo o lo spirito di pace a frate Francesco.

Liberi di amare; liberati dal laccio del peccato, delle tenebre, del grande

inganno delle origini, salvati da Cristo possiamo, con l’aiuto del suo amore

e della sua grazia, imparare ad amare come Egli ha fatto.

Riprendere la nostra vita consueta, le attività, la scuola, il lavoro.

Ma con la consapevolezza di portare nel cuore il seme della presenza di Dio,

seme da far crescere.

E ricordando il nostro Battesimo, uniamoci a quello di Cristo, Santa Domenica Fausto.

venerdì 7 gennaio 2022

Il Vangelo del Sabato 8 Gennaio 2022

 

Feria propria del 8 Gennaio dopo l’Epifania.

San Massimo di Pavia.

Prima Lettura

Dio è amore.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (4,7-10)

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama

è stato generato da Dio e conosce Dio.

Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo

il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di  lui.

In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato

noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Parola di Dio.

Vangelo

Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.

Dal Vangelo secondo Marco (6,34-44) anno pari.

In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione

di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare

loro molte cose.

Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Il luogo

è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne

e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare».

Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare».

Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare

loro da mangiare?».

Ma egli disse loro: «Quanti pani avete?

Andate a vedere».

Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».

E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull'erba verde.

E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta.

Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione,

spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero loro; e divise

i due pesci fra tutti.

Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene

e quanto restava dei pesci.

Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ha compassione di noi, il Maestro.

Vede che siamo come pecore senza pastore, smarrite e deluse.

Quanto è vero!

Il nostro mondo, che tanto è cresciuto nel benessere e nella cura delle malattie,

nel progresso tecnologico e nelle conquiste sociali, si è dimenticato dell’essenziale.

Siamo smarriti, come negarlo?

Crollate le ideologie, delusi dai politici, assetati di verità profonda, nemmeno

dai pulpiti sentiamo più parlare con forza della verità di Dio.

Verità che non è un insieme di norme da rispettare, di contenuti da professare,

ma una persona, il Signore Gesù, che professiamo essere Dio e uomo.

E Lui, ancora, vede il nostro smarrimento e ne prova compassione.

Compassione; capisce il nostro dolore, capisce e non ci accusa.

Ma ci sprona e ci invita a condividere, a non farci assistere mentre

aspettiamo che qualcun altro trovi la soluzione.

La fame che portiamo nel cuore va affrontata con decisione, fidandoci di Lui,

mettendo ancora in gioco quello che siamo, ciò che abbiamo.

La soluzione allo sbandamento è la condivisione in Dio, la consapevolezza che

facciamo parte di un immenso progetto cui possiamo collaborare nel nostro piccolo.

L’umanità attende pastori.

Noi ne abbiamo seguito uno, l’unico, che può colmare ogni desiderio.

Raccontiamolo, amici, a tutti quelli che incontriamo e preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 6 gennaio 2022

Il Vangelo del Venerdì 7 Gennaio 2022

 

Feria propria del 7 Gennaio dopo l’Epifania.

San Raimondo di Penyafort, sacerdote.

Prima Lettura

Mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono da Dio.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,22-4,6)

Carissimi, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio, perché osserviamo

i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.

Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo

Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato.

Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui.

In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti,

per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono

venuti nel mondo.

In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce

Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce

Gesù, non è da Dio.

Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.

Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più

grande di colui che è nel mondo.

Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta.

Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta.

Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.

Parola di Dio.

Vangelo

Il regno dei cieli è vicino.

Dal Vangelo secondo Matteo (4,12-17.23-25) anno pari.

In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò

nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare,

nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto

per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del

mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!

Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che

abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno

dei cieli è vicino».

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando

il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati

da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì.

Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da

Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Fugge, il Signore.

Hanno arrestato il Battista, Erode non sopporta più di essere sbeffeggiato

dal profeta di fuoco.

Meglio cambiare aria, tornare al Nord.

Ma, invece di nascondersi, Gesù inizia la sua predicazione.

Non sempre un evento nefasto ha conseguenze negative.

Così come la persecuzione della prima comunità a Gerusalemme avrà, come

inattesa conseguenza, l’annuncio del Vangelo ai pagani.

E il ministero pubblico di Gesù inizia dall’estremo nord, dalle terre che per

prime, caddero sotto la dominazione assira, settecento anni prima.

Terre perdute, per i puri di Gerusalemme, terre pagane e immonde, fatte di

meticci e di promiscuità.

L’annuncio del Vangelo inizia nelle piazze, non nelle Chiese.

Dalle periferie della storia, non dai convegni che radunano i fervidi discepoli.

Così, la Chiesa, se vuole restare fedele al mandato del suo Maestro, deve osare.

Gesù si sporca le mani, si mischia alla folla considerata perduta dai religiosi

della capitale.

E il suo annuncio è semplice; Dio ti si è fatto vicino, accorgitene e cambia vita.

Fossimo capaci di tornare a tanta disarmante semplicità!

A dire le parole di Dio senza elucubrazioni teologiche e ansie moralistiche!

Iniziamo la settimana, e l’anno, col desiderio, in questo anno, di tornare a

dire l’essenziale, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.